04/09/2026
Il Governo Meloni è ufficialmente il più longevo della storia della Repubblica.
Un record di durata che, però, non va confuso con un record di risultati. In questi quasi quattro anni abbiamo visto salari fermi, sanità e istruzione sempre più in difficoltà, crisi ambientale, aumento del costo della vita, repressione del dissenso e una politica estera sempre più subordinata.
Per questo abbiamo deciso di festeggiare il record del Governo Meloni con un piccolo ripasso di alcuni dei suoi fallimenti. Intanto oggi a Bari saremo presenti alla contro-celebrazione di quattro anni di nullità.
L’Italia continua a distinguersi per la stagnazione dei salari: secondo l’OCSE, nel 2026 i salari reali sono previsti in calo dello 0,9%, mentre gli aumenti salariali restano inferiori a quelli della maggior parte dei Paesi OCSE.
Una politica estera sempre più subordinata agli interessi di quelli che chiamano alleati ma che per noi sono avversari: pieno allineamento agli Stati Uniti e sostegno politico al governo israeliano anche di fronte alla drammatica situazione a Gaza, sacrificando autonomia diplomatica e ruolo dell’Italia nella costruzione della pace.
Dopo la crescita degli ultimi anni, il mercato del lavoro rallenta: secondo le previsioni ISTAT, nel 2026 la crescita delle unità di lavoro scenderà allo 0,7%, quasi dimezzandosi rispetto al +1,3% del 2025.
Di fronte a problemi sociali complessi, il governo risponde con nuovi reati, pene più severe e restrizioni al diritto di protesta. Una politica della repressione che, secondo Amnesty, ha progressivamente ristretto lo spazio per il dissenso e la protesta pacifica. Per noi la sicurezza si fa anche e soprattutto con servizi, giustizia sociale e concretezza negli interventi contro la marginalità.
Mentre il divario tra Nord e Sud resta una delle principali fragilità del Paese, il governo ha scelto di spingere sull’Autonomia Differenziata, rischiando di accentuare le disuguaglianze territoriali invece di colmarle. Un’Italia sempre più divisa, anziché più unita.