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Il governo Meloni torna a giocare a Kahoot. Come risponderà questa volta alla crisi e alle proteste contro il carovita?5...
20/10/2026

Il governo Meloni torna a giocare a Kahoot. Come risponderà questa volta alla crisi e alle proteste contro il carovita?

500 militari in più per le strade di Milano, insieme col sequestro dei mezzi in caso di blocco stradale, sono un atto di guerra contro chi si ribella a carovita e riarmo. Questa la risposta di Meloni ai grandi cortei autoconvocati e alla rabbia degli agricoltori, in protesta contro chi ha scaricato su di loro spese di guerra, tagli alla scuola e f***e situazione abitativa. Già negli scorsi giorni si era vista una gestione pessima dell’ordine pubblico, che ha messo in pericolo i manifestanti e ha generato una risposta violenta ed aggravata: dai mezzi blindati lanciati sui manifestanti al corteo autorizzato di diecimila persone, bloccato e spezzato in partenza a Milano.

È chiaro che coi rinforzi e la minaccia di confisca la volontà del governo sia quella di militarizzare ancora di più il conflitto e di ribattere di nuovo coi manganelli a chi chiede risposte, dagli agricoltori del sud ai giovani del nord Italia.

Riguardo a queste mobilitazioni c’è chi vorrebbe considerare solo le vetrine spaccate, i negozi del centro danneggiati o i disagi dovuti ai blocchi. Noi consideriamo invece la violenza sistemica che giovani e lavoratori subiscono ogni giorno: dagli affitti insostenibili agli stipendi fermi da trent’anni, dalla minaccia perenne della guerra alle scuole che cadono a pezzi.

Noi stiamo con il popolo che si ribella.

Torna a grande richiesta il Kahoot del Governo Meloni. Questa volta come intenderanno risolvere la crisi e il carovita? ...
20/10/2026

Torna a grande richiesta il Kahoot del Governo Meloni. Questa volta come intenderanno risolvere la crisi e il carovita?

500 militari in più per le strade di Milano sono un atto di guerra contro chi si ribella a carovita e riarmo. Questa la risposta di Meloni ai grandi cortei autoconvocati e alla rabbia degli agricoltori, in protesta contro chi ha scaricato su di loro spese di guerra, tagli alla scuola e f***e situazione abitativa. Già negli scorsi giorni si era vista una gestione pessima dell’ordine pubblico, che ha messo in pericolo i manifestanti e ha generato una risposta violenta ed aggravata: dai mezzi blindati lanciati sui manifestanti al corteo autorizzato di diecimila persone, bloccato e spezzato in partenza a Milano.

È chiaro che coi rinforzi e la minaccia di confisca la volontà del governo sia quella di militarizzare ancora di più il conflitto e di ribattere di nuovo coi manganelli a chi chiede risposte, dagli agricoltori del sud ai giovani del nord Italia.

Riguardo a queste mobilitazioni c’è chi vorrebbe considerare solo le vetrine spaccate, i negozi del centro danneggiati o i disagi dovuti ai blocchi.

Noi Giovani Comunisti/e consideriamo invece la violenza sistemica che giovani e lavoratori subiscono ogni giorno: dagli affitti insostenibili agli stipendi fermi da trent’anni, dalla minaccia perenne della guerra alle scuole che cadono a pezzi.

Noi stiamo con il popolo che si ribella.

Se i media e il governo preferiscono parlare di alcune manifestazioni di piazza per distogliere l’attenzione, vuol dire ...
19/10/2026

Se i media e il governo preferiscono parlare di alcune manifestazioni di piazza per distogliere l’attenzione, vuol dire che non hanno interesse a intervenire.

Ci stanno mandando in miseria, fortunatamente c’è chi non si fa prendere in giro e si mobilita. Con i lavoratori e studenti che stanno manifestando in questi giorni.

Nelle ultime due settimane abbiamo assistito a un clima di mobilitazione generale in tutto il Meridione da parte della c...
18/10/2026

Nelle ultime due settimane abbiamo assistito a un clima di mobilitazione generale in tutto il Meridione da parte della categoria degli agricoltori.

Partita dalla Calabria, l’iniziativa di bloccare le arterie principali dei trasporti si è diffusa in molte Regioni del Sud Italia.
Il caso pugliese ha visto però la coincidenza delle mobilitazioni del settore agricolo e lo sciopero degli operai ex ILVA che si ritrovano senza lavoro e senza asssicurazione economica alcuna.

Nell’ultima settimana, per cinque giorni gli operai dell’ex ILVA, alla ricerca dell’attenzione mediatica che spetta a un caso di rilevanza nazionale come questo, hanno picchettato e bloccato la raffineria ENI di Taranto, causando un blocco dei rifornimenti di carburante della Regione che ha causato il collasso temporaneo di molti settori lavorativi e produttivi e paralizzato intere città.

In questo clima, anche gli autotrasportatori hanno deciso di unirsi alle mobilitazioni, lasciando i supermercati pugliesi privi di prodotti sugli scaffali.

Le rivendicazioni sono chiarissime. Da un lato gli agricoltori richiedono una soluzione al caro carburante, risorsa essenziale per il comparto agricolo, e una regolamentazione più rigida sui prodotti importati dall’estero che funzionano da concorrenza sleale poiché soggetti a normative meno stringenti.
Dall’altro lato gli operai dell’ex ILVA, che chiedono al Governo una risposta su ciò che ne sarà del loro futuro dato che la chiusura degli stabilimenti è contestualizzata in un quadro in cui non si discute né di riconversione dell’impianto né tantomeno di reinserimento lavorativo dei dipendenti ILVA.

Il Governo è rimasto in silenzio e, anzi, finge che questi problemi non esistano. La televisione, macchina della propaganda di questo Governo ormai da anni, ha accennato raramente delle mobilitazioni al Sud Italia favorendo temi di distrazione di massa.

Deduciamo dunque che anche queste non sono priorità del Governo Meloni, che preferisce invece preparare la campagna elettorale per le politiche 2027 parlando di argomenti che fanno scalpore ma non cambiano le condizioni del popolo.

(continua nei commenti)

18/10/2026

OLTRE 100.000 IN PIAZZA A ROMA IERI

COSTRUIAMO UN AUTUNNO CALDO NELLE VERTENZE E NEGLI SCIOPERI DI TUTTA ITALIA

Oggi a a Roma una manifestazione con lavoratori ma soprattutto molti giovani stanchi di carovita, precarietà e guerre.Si...
17/10/2026

Oggi a a Roma una manifestazione con lavoratori ma soprattutto molti giovani stanchi di carovita, precarietà e guerre.

Siamo scesi in piazza al loro fianco per ribadire la nostra via maestra. Abbiamo chiesto uno sciopero generale per bloccare il paese, mobilitare chi è stanco di questa situazione, e cacciare il governo Meloni che ci sta portando alla miseria.

Siamo felici di sentire che il segretario generale Maurizio Landini lo ha annunciato dal palco di Piazza Del Popolo.
La riteniamo una vittoria dei comunisti e della sinistra radicale che ha spinto perché ciò accadesse.

16/10/2026
16 E 17 OTTOBRE, SCUOLA AMBIENTE E LAVORO: STESSA LOTTA.Il 16 e 17 ottobre scendiamo in piazza per rivendicare un futuro...
15/10/2026

16 E 17 OTTOBRE, SCUOLA AMBIENTE E LAVORO: STESSA LOTTA.

Il 16 e 17 ottobre scendiamo in piazza per rivendicare un futuro diverso, fatto di diritti, dignità e diritto ad avere un futuro felice.

Una scuola pubblica, gratuita e accessibile a tutte e tutti, che formi persone libere e consapevoli, non manodopera precaria.

Un ambiente da difendere, contro un modello di sviluppo che sacrifica il pianeta e il nostro futuro in nome del profitto.

Un lavoro stabile, sicuro e dignitoso, con salari adeguati e diritti garantiti, contro carovita, sfruttamento e precarietà.

Non possiamo accettare che studiare diventi un privilegio, che la crisi climatica venga ignorata e che vivere del proprio lavoro sia sempre più difficile.

Il futuro non è una merce e i nostri diritti non sono negoziabili.

Come Giovani Comunisti/e crediamo che scuola, ambiente e lavoro siano battaglie inseparabili, parte della stessa lotta per una società più giusta.

📢 Il 16 ottobre al fianco degli studenti contro disagi e militarizzazione e per la giustizia climatica.

📢 Il 17 ottobre a Roma, in piazza della Repubblica alle 13:30, contro carovita e precarietà.

Organizziamoci, mobilitiamoci, riprendiamoci il futuro!

Contattaci in DM se vuoi prendere parte al nostro spezzone!

Finalmente anche Carlo Calenda si accorge che il capitalismo è fuori controllo e che la ricchezza è concentrata nelle ma...
12/10/2026

Finalmente anche Carlo Calenda si accorge che il capitalismo è fuori controllo e che la ricchezza è concentrata nelle mani di pochi. Meglio tardi che mai!

Peccato che, quando si passa dalle dichiarazioni ai fatti, la soluzione diventi improvvisamente una patrimoniale soltanto europea.

Coordinare la fiscalità a livello europeo è importante per contrastare l’elusione e impedire ai grandi patrimoni di spostarsi da un Paese all’altro. Ma questo non cancella le responsabilità nazionali: sono i governi a decidere gran parte delle politiche fiscali, nel rispetto delle regole europee.

L’Europa può essere uno strumento, non un alibi per rimandare le scelte scomode.

Se Calenda ha capito che le disuguaglianze vanno affrontate, ci dica allora cosa intende fare in Italia, dove una patrimoniale progressiva sui grandi patrimoni è una scelta politica possibile.

Noi, intanto, una proposta concreta ce l’abbiamo: l’1% Equo, per chiedere un contributo dell’1% ai grandi patrimoni e redistribuire la ricchezza, finanziando diritti e servizi pubblici.

Perché riconoscere che il capitalismo è fuori controllo è un passo avanti. Ma la giustizia sociale non si costruisce rimandando tutto a Bruxelles: si costruisce con scelte politiche coraggiose, qui e ora.

Ieri in tutta Italia abbiamo partecipato ai cortei e ai presidi per rinnovare la nostra vicinanza al fianco del popolo e...
11/10/2026

Ieri in tutta Italia abbiamo partecipato ai cortei e ai presidi per rinnovare la nostra vicinanza al fianco del popolo e della resistenza palestinese.

La tregua firmata nell’ottobre scorso non ha fermato per nulla l’aggressione sionista sui Territori palestinesi, continuando a uccidere e depredare violando continuamente i trattati.

Lo Stato d’Israele e il suo progetto criminale va isolato e boicottato.

Indirizzo

Via Degli Scialoja, 3
Rome
00196

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