22/02/2026
Dopo quello che gli era successo, c’erano due modi per chiudere queste Olimpiadi di Milano Cortina 2026. Poteva aspettare che i riflettori si spegnessero e scappare sul primo volo per gli Stati Uniti. Oppure poteva fare quello che abbiamo visto ieri sera.
Ilia Malinin, nell’ultima esibizione, si è presentato sul ghiaccio con una felpa grigia e una parola stampata sul petto, a testa in giù: FEAR. Paura.
Un messaggio che non era un semplice sfogo, ma una dichiarazione di intenti. Portare quella scritta al contrario obbligava chi guardava a fermarsi un secondo in più, a cambiare prospettiva. Perché la paura non è qualcosa che si può cancellare. E forse nemmeno sconfiggere del tutto. È una presenza con cui bisogna fare i conti. Indossarla, renderla visibile, significa smettere di scappare e decidere di attraversarla, trasformandola da peso che ti schiaccia a forza che ti spinge a reagire.
Malinin, a queste Olimpiadi, avrebbe dovuto essere il re assoluto. Invece è crollato. E ieri sera ha deciso di raccontare esattamente questo. Senza paillettes o sorrisi di circostanza, ha iniziato mimando il gesto che facciamo tutti ogni giorno: scorrere lo schermo del telefono. Ha messo in scena la violenza dei commenti, il peso delle aspettative, la velocità con cui il giudizio online ti solleva e ti distrugge nello stesso respiro.
Sulle note rap di “Fear” di NF, Malinin non stava solo pattinando; stava processando un trauma sportivo in diretta mondiale. Ha urlato la sua vulnerabilità, ha mostrato i suoi demoni e poi, con quel backflip finale che ha fatto tremare il palazzetto, si è ripreso tutto. Non una medaglia, ma la sua dignità.
Ci hanno insegnato che i campioni non tremano mai. Malinin ieri ci ha suggerito un’altra possibilità: il campione è chi ha il coraggio di ammettere il terrore di non farcela, di aver fallito, e di restare quando sarebbe più facile mollare.
A testa alta, con la paura addosso, ma guardandola negli occhi.
Alle sue condizioni.
Grazie Ilia,
Massimiliano Caruso
(alias "Come sorridere in un mondo contorto")