«L'assenza dell'organo nell'Auditorium di Roma, Parco della Musica: that is the question. Ed è anche la ragion d'essere del festival Un organo per Roma, clamante voce che tende a suscitare l'interesse dell'opinione pubblica verso un autentico vuoto culturale. Il solo pensiero di impiantare un'importante rassegna organistica in un momento in cui le Istituzioni coinvolte avevano già chiuso il loro b
udget sembrava una follia. Ma la forza dell'idea è stata tale da determinare la loro generosa collaborazione e quella di tutti gli artisti che, a titolo gratuito e nessuno escluso, vi partecipano. Ciò ha reso possibile l'impresa e, piacevolmente doveroso, il nostro ringraziamento. In questo primo anno di vita del Festival abbiamo privilegiato, connotandola fortemente, l'indole universale dello strumento. Gli otto concerti in programma dal 20 aprile al 14 dicembre coprono un periodo storico e stilistico che da Bach giunge alla contemporaneità, con una prima esecuzione assoluta. La quantità, la qualità, la provenienza geografica dei compositori presenti conferma quanto l'organo sia stato e continui ad essere uno strumento che affascina e coinvolge. Scorrendo il programma generale si osserverà che l'organo - tranne in un concerto - non è mai solo, ma gode della presenza dei più eterogenei compagni: coro, archi, timpani, tromba, pianoforte, marimbe (!), clarinettoÛ
Il perché della scelta va individuato in una personale insofferenza verso la reclusione dell'organo nel ghetto cinto da mura ora liturgiche ora manicheo-filologiche in cui spesso lo si riduce. Pretendiamo che esso venga considerato anche strumento da concerto, presente nella normale programmazione di ogni grande istituzione musicale. Intendiamoci, la liturgia ha prodotto in musica dei capolavori in cui l'organo sviluppa tutta la sua maestosità, oppure intesse complesse geometrie, oppure canta la mestizia con sonorità invitanti alla meditazione. Ma la musica non è solo questo! Da qui la necessità per l'organo di entrare anche nel mondo del profano che è comunque per il credente sempre opera di Dio. Ci siamo rivolti quindi all'unico organo "laico" della Capitale, il glorioso e rinnovato Walcker-Tamburini del Conservatorio, che ancora serba su di sé reminiscenze tattili di mani e piedi di grandi musicisti del passato.
é da sperare che quello che oggi è soltanto il sogno di Un organo per Roma possa materializzarsi nell'avvento reale dell'organo al Parco della Musica in un futuro non troppo lontano».