14/10/2026
Giovanni Punzi
Presidente ANOLF BRESCIA APS
LA “LABORIOSITÀ BRESCIANA” OGGI È MULTIETNICA E CONTINUA AD ESSERE LA LOCOMOTIVA INDUSTRIALE E MANIFATTURIERA DELL’EUROPA.
A contrastare il luogo comune dell’invasione degli stranieri sono i numeri: in provincia di Brescia – la più estesa della Lombardia e una delle più grandi d’Italia con 1,27 milioni di abitanti – vivono e lavorano 155.206 cittadini stranieri, il 12,25% della popolazione. Brescia è la seconda provincia in Lombardia (e quarta a livello nazionale) per presenza di persone extracomunitarie, caratterizzata da 200 nazionalità e 16.925 imprenditori immigrati.
Basterebbe questo per evidenziare il positivo inserimento dei cittadini stranieri nel tessuto sociale, economico e produttivo bresciano. Le problematiche, casomai, sono dovute all’eccesso di burocrazia a cui gli stranieri sono costretti, frutto di una illogica strategia contro gli immigrati, che causa disorientamento e frustrazione. Per contrastare questa strategia ANOLF Brescia si adopera costantemente, sottolineando gli effetti negativi della mancanza di dialogo tra le istituzioni, in particolare Prefettura, Questura e Ispettorato del Lavoro.
Quantitativamente molto significative sono le rimesse che annualmente vengono trasferite nei Paesi di origine degli stranieri a Brescia ai loro familiari per sostenere la scuola dei figli, la cura degli anziani, le spese quotidiane. Numeri che evidenziano il radicamento lavorativo degli immigrati nel tessuto produttivo bresciano e collocano la provincia al sesto posto in Italia per volume di denaro inviato all’estero: nel 2025 il valore complessivo delle rimesse è stato di 225 milioni di euro. Anche questo dato riafferma la laboriosità del lavoro immigrato, smentendo, ancora una volta, la narrazione bugiarda di chi continua a parlare degli immigrati come un peso economico per il Paese e la provincia che li ospita.
In questo contesto la presenza dell’ANOLF, al di là delle pratiche necessarie e indispensabili per soddisfare la richiesta dei cittadini extracomunitari, è propedeutica per richiamare e rimettere al centro la dignità delle persone, in particolare evidenziando le molteplici buone pratiche degli immigrati nel mondo del lavoro, dell’integrazione – elemento cruciale per il futuro – che non può essere relegato al solo mezzo di sostentamento.
Le nazionalità che si sono rivolte allo sportello ANOLF di Brescia, ad oggi, sono 142 sulle 200 presenti sul territorio bresciano.
ANOLF Brescia è presente con la sua esperienza ma soprattutto con il suo contributo nella Consulta della Pace del Comune di Brescia, nel coordinamento del “Patto di Fraternità Interreligioso” – nato per volontà delle varie comunità: musulmana, sikh, indù, ortodossi, cattolici, murid, senegalesi e molte altre del territorio bresciano. Inoltre collabora con il Comune di Brescia nel progetto “Family” unitamente agli altri sportelli di altre associazioni come Centro Migranti, ACLI, Movimento Cattolico Lavoratori, UIL, CGIL per la stesura e la condivisione di un vademecum condiviso e aggiornato con la Questura di Brescia. È presente e collabora in modo attivo con la Rete Antidiscriminazione sempre del Comune di Brescia, annualmente è promotrice della marcia dell’accoglienza che si tiene nel mese di ottobre.
La “laboriosità bresciana” una volta considerata “individualistica” da parte dei bresciani, oggi è diventata multietnica, conservando però la fortissima propensione all’associazionismo, al forte senso di responsabilità e di accoglienza che tanti definiscono come “capitalismo sociale”.