Fondazione DEMO

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"Ci sono encicliche che entrano nel dibattito pubblico per una formula o una condanna. Altre spostano il punto da cui os...
26/05/2026

"Ci sono encicliche che entrano nel dibattito pubblico per una formula o una condanna. Altre spostano il punto da cui osserviamo una trasformazione storica. Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV, appartiene a questa seconda categoria. Molti la leggeranno come un testo sull’intelligenza artificiale, sulle piattaforme, sul potere tecnico. Ma il suo nucleo più politicamente denso riguarda il lavoro, nel senso più profondo.

A 135 anni dalla Rerum Novarum – che portò la questione operaia dentro il pensiero sociale della Chiesa – Magnifica Humanitas riporta al centro una domanda che appartiene al cuore della democrazia: che cosa accade al lavoro quando il potere che lo organizza, lo misura e lo governa migra dentro sistemi algoritmici?

La rivoluzione industriale aveva reso visibile il conflitto tra capitale e lavoro nelle fabbriche, nelle miniere, nei cantieri. La rivoluzione digitale tende a renderlo opaco. Il potere non scompare: cambia infrastruttura".

Lorenzo Basso e Antonio Nicita per Fondazione Demo

di Lorenzo Basso e Antonio Nicita

"Se vogliamo che l’Europa conti davvero nel XXI secolo, dobbiamo smettere di trattare il digitale come se fosse solo una...
25/05/2026

"Se vogliamo che l’Europa conti davvero nel XXI secolo, dobbiamo smettere di trattare il digitale come se fosse solo una questione tecnica. Non è un caso che Leone XIV abbia scelto l’IA come argomento della sua prima enciclica. È una questione di democrazia, di lavoro, di sovranità, di sicurezza.

Il gruppo S&D al Parlamento europeo lo dice chiaro nei suoi documenti di indirizzo e nelle scelte parlamentari: senza un’infrastruttura digitale europea, che ponga al centro i cittadini e i consumatori attraverso l’indirizzo degli investimenti e il protagonismo pubblico, che valorizzi l’immensa ricchezza di un ecosistema imprenditoriale europeo di prima grandezza e lo emancipi da Big Tech e da potenze straniere, non c’è autonomia strategica che tenga.

Siamo in grande ritardo e ci vorrà del tempo. E’ ovvio che ci sarà una fase di transizione ma l’importante è individuare una via giusta, la rotta che vogliamo seguire, e mettersi in cammino".

Nicola Zingaretti per Fondazione Demo, link al primo commento

La scelta del Governo Meloni di chiedere alla Commissione europea una deroga al nuovo Patto di stabilità per finanziare ...
19/05/2026

La scelta del Governo Meloni di chiedere alla Commissione europea una deroga al nuovo Patto di stabilità per finanziare interventi contro il caro energia rappresenta un passaggio politico rilevante.

Non soltanto per il merito della richiesta, ma perché certifica implicitamente un dato che l’esecutivo ha a lungo negato: il costo dell’energia è oggi il principale fattore di vulnerabilità economica e industriale del Paese.

Il punto, tuttavia, è capire come si affronta questa vulnerabilità. Ed è qui che emergono tutti i limiti dell’azione di Governo.

"Energia, deficit pubblico, assenza di strategia: le scorciatoie del Governo Meloni": Vinicio Peluffo per Fondazione Demo. Link al primo commento

Con il suo impegno, intellettuale e di ricerca, Tullio De Mauro, di cui nel prossimo mese di gennaio ricorrerà il decimo...
12/05/2026

Con il suo impegno, intellettuale e di ricerca, Tullio De Mauro, di cui nel prossimo mese di gennaio ricorrerà il decimo anniversario della morte, ha ribaltato la concezione della grammatica e dell’apprendimento della lingua, valorizzando le diversità linguistiche, “la lingua di casa”, rivisitando il concetto di errore e quello di correzione.

Quest’attenzione per le competenze possedute dai parlanti, che all’epoca era molto legata all’uso dei dialetti, oggi alla presenza di lingue di nuovo insediamento, della lingua dei social, complicata dalla presenza di una informazione parziale, distorta, è stata indicata dalla destra come un invito a non studiare più la grammatica.

Non a caso, Tullio De Mauro è stato il principale bersaglio polemico della destra al governo. Il Ministro Valditara ha parlato di “spontaneismo espressivo”: una caricatura di quello che De Mauro ha detto.

A sua volta la pedagogista Loredana Perla, che ha coordinato la commissione per la revisione delle indicazioni nazionali e delle linee guida della scuola, a commento di alcuni dati sulle scarse capacità di comprensione dei testi degli adulti italiani dai 16 ai 65 anni, ne ha indicato come causa «decenni di sfiducia nell’analisi grammaticale e logica, nell’insegnamento di regole ortografiche e sintattiche, sull’onda infausta delle Dieci tesi per un’educazione linguistica democratica di Tullio De Mauro che ancora lambisce le pratiche dell’insegnamento dell’italiano».

Il testo della relazione introduttiva della senatrice del Pd Cecilia D’Elia al seminario nazionale del CIDI “Tullio. De Mauro e la sfida democratica. La scuola dell’uguaglianza” .

Link al primo commento

L’euro digitale è ormai entrato nel dibattito pubblico europeo come una delle principali innovazioni nel campo della pol...
06/05/2026

L’euro digitale è ormai entrato nel dibattito pubblico europeo come una delle principali innovazioni nel campo della politica monetaria. Ma dietro l’apparente neutralità tecnica del progetto si nasconde una questione profondamente politica: quale ruolo vogliamo assegnare alla moneta pubblica nell’economia digitale? E, soprattutto, siamo certi che l’euro digitale sia la risposta giusta?

Sul sito della Fondazione l'articolo di Roberto Stasi prova a mettere in fila domande e risposte.

di Roberto Stasi

"Il 28 aprile il Parlamento in seduta plenaria a Strasburgo ha approvato la sua posizione sul prossimo Quadro Finanziari...
06/05/2026

"Il 28 aprile il Parlamento in seduta plenaria a Strasburgo ha approvato la sua posizione sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034. La relazione è stata adottata dalla maggioranza pro-europea composta da S&D, PPE, Renew e Verdi, mentre ha visto il voto contrario delle destre e di The Left. Per quanto riguarda i deputati italiani, la maggioranza di governo si è spaccata: Forza Italia a favore, astenuti Fratelli d’Italia e contraria la Lega.

Le richieste della delegazione degli eurodeputati PD sono state inserite nel mandato con cui il Parlamento negozierà il prossimo bilancio comunitario con i governi: la relazione chiede un bilancio europeo più grande, che non includa i rimborsi del piano Next Generation EU e che mantenga distinti i fondi di coesione, per l’agricoltura e per il Fondo Sociale europeo".

Ne scrive per noi Giuseppe Lupo, Eurodeputato Pd e Vicepresidente della Commissione Bilancio.

di Giuseppe Lupo

"Nascere in un luogo o in un altro del mondo determina progetti di vita radicalmente diversi. Un tempo potevamo anche pe...
28/04/2026

"Nascere in un luogo o in un altro del mondo determina progetti di vita radicalmente diversi.
Un tempo potevamo anche permetterci di parlare di chi lasciava la propria terra per scelta, per curiosità, per “sperimentare se stessi” o per conoscere il mondo. Ma già allora, la realtà era ben più cruda: la maggior parte si muoveva semplicemente per sopravvivere. Oggi, purtroppo, questa analisi non basta più. Non parliamo solo di migrazioni economiche; siamo di fronte a una geografia della distruzione. Territori devastati da conflitti permanenti dove la vita umana è messa a rischio ogni singolo istante".

"Nascere “dalla parte sbagliata” del confine non è più solo un argomento per contrastare chi alimenta l’odio verso lo straniero o verso chi ha un diverso colore della pelle. Oggi è una presa di coscienza necessaria sulla fragilità globale. Il mondo è in fiamme, e la differenza tra la vita e la morte è diventata una pura questione di coordinate geografiche".

Luisa Gnecchi ne scrive per Fondazione Demo. Link al primo commento per leggere tutto

"L’ennesimo capitolo dell’eterno dramma mediorientale lascia sgomenti non solo per le dimensioni della devastazione infl...
08/04/2026

"L’ennesimo capitolo dell’eterno dramma mediorientale lascia sgomenti non solo per le dimensioni della devastazione inflitta alle popolazioni civili e l’apparente discrasia tra la potenza del mezzo militare messo in campo dagli Stati Uniti e Israele contro le limitate risorse di un regime teocratico marcio e violento.

A noi nati sul lato fortunato del Mar Mediterraneo, che possiamo permetterci le riflessioni senza correre da un bunker all’altro, ciò che più colpisce è – accanto alla totale assenza di qualsivoglia strategia politica – l’assenza persino della tattica militare.

Perfino George W. Bush e la sua corte di teorici neocon avevano sentito la necessità di cercare di giustificare (falsamente) l’invasione dell’Iraq mandando Colin Powell a umiliarsi davanti all’Assemblea delle Nazioni Unite e alla storia con quella provetta di presunte armi chimiche. Oggi tutto questo pare storia antica, l’amministrazione Trump, col suo Segretario “alla guerra” che si tatua la croce di Gerusalemme sul braccio e chiama i soldati “warriors“, guerrieri, non cerca alleati, pensa di bastare a sé stessa e al mondo".

Continua a leggere l'analisi di Nicolò Carboni sul sito della Fondazione

di Nicolò Carboni

A marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, siamo inondati di statistiche e opinioni sull’occupazio...
07/04/2026

A marzo, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, siamo inondati di statistiche e opinioni sull’occupazione femminile, sui divari di genere nelle retribuzioni, nella carriera, nei ruoli apicali e istituzionali in generale.

Ora che siamo in aprile e i riflettori si sono spenti, è forse il momento migliore per tematizzare la questione fuori dalla retorica dell’8 marzo. I dati riportano drasticamente la realtà: le donne sono ancora profondamente discriminate nei percorsi professionali e, ogni anno, abbiamo la conferma che il principale ostacolo rimane la maternità.

Leggi l'articolo di Luisa Gnecchi sul sito della Fondazione.

di Luisa Gnecchi

Dentro e fuori il Labour nessuno ha interesse a cacciarlo prima del 5 maggio. Ma il vero rischio per i laburisti non è s...
02/04/2026

Dentro e fuori il Labour nessuno ha interesse a cacciarlo prima del 5 maggio. Ma il vero rischio per i laburisti non è solo Farage: è lo spazio che si sta aprendo alla loro sinistra.

Dal 2015 prevedere la politica britannica è diventato un esercizio quasi impossibile. Un sistema un tempo stabile si è progressivamente frammentato, attraversato da spinte centrifughe che ne hanno incrinato gli equilibri tradizionali, fino ad assumere tratti che, per certi versi, ricordano la nostra Prima Repubblica.
Eppure, dentro questo quadro caotico, oggi una dinamica appare sorprendentemente leggibile: Keir Starmer è ancora a Downing Street nonostante una leadership debole perché, dentro e fuori il Labour, in molti hanno interesse a vederlo arrivare indebolito al prossimo passaggio elettorale.

È dentro questo equilibrio instabile, fatto di attese e calcoli incrociati, che va letto il voto del 5 maggio 2026, quando si terrà una tornata rilevante di elezioni amministrative in Inghilterra e si voterà per i parlamenti nazionali in Scozia e Galles.

Domenico Cerabona ne scrive sul sito della Fondazione Demo.

di Domenico Cerabona

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