23/10/2026
NON HANNO IL CORAGGIO.
NON HANNO IL CORAGGIO DI VOTARE SI E, SOPRATTUTTO,
NON HANNO IL CORAGGIO DI VOTARE NO.
ROMPERE ORA CON ISRAELE E CON IL SIONISMO.
Oggi abbiamo assistito ad un atteggiamento, da parte della maggioranza dell'Assemblea Capitolina, e non solo, che definire VERGOGNOSO, è il minimo.
Alla richiesta di calendarizzare la delibera, come dovrebbe accadere da regolamento, hanno prima risposto vietando l'ingresso in Aula alla delegazione che voleva salire (violando il regolamento che permette l’ingresso del pubblico nelle sedute dell'Assemblea Capitolina) e poi, dopo che ci siamo incatenati intorno alla statua di Marco Aurelio, sono stati costretti a riceverci.
L'incontro che si è svolto di seguito è stato un insulto per tutte le cittadine e tutti i cittadini che hanno firmato la delibera in solidarietà con la Palestina: un incontro in cui una parte dei capigruppo di maggioranza e non solo, accompagnati da Giulia Tempesta (capo segreteria politica del Sindaco) e Svetlana Celli (Presidente dell’assemblea capitolina), hanno affermato chiaramente che non hanno intenzione di portare in aula la delibera e di votarla, negando ogni principio di democrazia e rappresentanza che dovrebbe regolare la gestione di questa città.
Di fronte a chi non vuole assumersi la responsabilità politica di rompere con Israele rispondiamo che continueremo a mobilitarci: non possiamo accettare di essere complici del genocidio, di farci rappresentare da chi sceglie di non condannarlo e di continuare ad avere nella nostra città rapporti con il sionismo e lo stato terrorista d'Israele, rapporti che vengono continuamente negati da un' amministrazione che pensa di poter prendere in giro i cittadini e, anzi, li accusa di strumentalizzare la Palestina contro la giunta quando scendono in piazza e pretendono la rottura degli accordi.
Questa chiusura da parte delle istituzioni calpesta le regole fondamentali della democrazia cittadina.
Il rifiuto di discutere la delibera costituisce una chiara violazione:
Dell’art. 54 del Regolamento Capitolino e dell’art. 8 dello Statuto di Roma Capitale, che tutelano gli strumenti di partecipazione e l'obbligo di discussione delle iniziative popolari;
Dell’art. 3, comma 5 del TUEL (Testo Unico degli Enti Locali), che garantisce la partecipazione dei cittadini;
Dell’art. 118 della Costituzione, sul principio di sussidiarietà.
Di fronte a questa vergogna non rimarremo in silenzio.
Quanto accaduto dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, quanto il potere del sionismo alberghi nelle nostre Istituzioni e quanto sia necessario che azioni come questa, della delibera di iniziativa popolare, siano necessarie per scoprire le complicità in essere nei confronti dello stesso.
Una cosa la possiamo promettere, a chi oggi con arroganza ha difeso la propria nullità politica, noi non resteremo in silenzio e porteremo avanti tutte le iniziative necessarie affinché chi fugge dalle proprie responsabilità politiche ne paghi le conseguenze.
Noi non faremo un passo indietro nel pretendere la rottura esplicita e totale di ogni rapporto tra Roma Capitale e Israele.
COMITATO “ROMA SA DA CHE PARTE STARE”🇵🇸