Cisal-Cfs Federazione Sindacale Agricoltura e Foreste

  • Casa
  • Italia
  • Rome
  • Cisal-Cfs Federazione Sindacale Agricoltura e Foreste

Cisal-Cfs Federazione Sindacale Agricoltura e Foreste Sindacato Autonomo del settore Agricoltura e Foreste
Tutela dei diritti dei lavoratori appartenenti a

11/06/2026

COMUNICATO SINDACALE CISAL CFS
RINNOVO DEL PROTOCOLLO AGGIUNTIVO
CISAL CFS esprime forti perplessità in merito alla piattaforma del Protocollo Aggiuntivo tra l'Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali confederali.
Ancora una volta, tutto ciò avviene senza alcun coinvolgimento di CISAL CFS in qualsiasi fase del confronto, nonostante la nostra Organizzazione rappresenti oggi una quota significativa dei lavoratori del Corpo. Riteniamo inoltre che le Organizzazioni Sindacali firmatarie non esprimano da sole una rappresentatività tale da garantire una copertura realmente congrua delle istanze dell'intero personale.
Pur essendo consapevoli che il Protocollo originario sia stato sottoscritto in un periodo antecedente alla costituzione di CISAL CFS, riteniamo che la rappresentatività acquisita nel corso degli anni avrebbe dovuto comportare, quantomeno, il coinvolgimento della nostra Organizzazione e l'ascolto informale delle nostre posizioni.
Riteniamo altresì opportuno l'avvio di un confronto, nell'interesse di tutti i lavoratori: di coloro che non aderiscono alle sigle sindacali attualmente rappresentative e di quanti non sono iscritti ad alcuna organizzazione sindacale.
CISAL CFS dispone di proposte, idee e contributi che intende mettere a disposizione per il miglioramento delle condizioni del personale e resta pertanto in attesa di essere ricevuta dall'Amministrazione.
CISAL CFS ribadisce infine che l'unica strada realmente efficace per garantire tutele, diritti e prospettive concrete ai lavoratori è l'istituzione di un vero Contratto di diritto pubblico, capace di assicurare regole certe, adeguate risorse e un sistema di relazioni sindacali fondato sul confronto effettivo, sulla partecipazione e sulla piena rappresentanza del personale.

Il Segretario Generale
Cisal C.F.S.

04/06/2026

Utilizzo dei fondi pubblici per le Assunzioni degli Operai a tempo determinato nell’Arma dei Carabinieri - D.lgs.124/85.

La CISAL CFS ritiene doveroso intervenire su una questione che riguarda il comparto degli operai forestali e che merita la massima attenzione sotto il profilo della legalità, della trasparenza e della tutela dei lavoratori.
Attualmente la procedura prevede il reclutamento degli O.T.D. tramite l’Ufficio per l’Impiego, con iscrizione dei candidati disoccupati e successiva selezione attraverso colloqui.
Pur nel rispetto delle procedure vigenti, riteniamo che tale metodo presenti evidenti criticità sotto il profilo della trasparenza, dell’imparzialità e dell’equità.
Dal nostro punto di vista, non è corretto che, assunzioni finanziate con risorse pubbliche, vengano effettuate attraverso criteri che lasciano spazio a valutazioni soggettive e discrezionali.
La CISAL CFS sostiene con fermezza che, trattandosi di impiego pubblico finanziato con denaro pubblico, le assunzioni debbano avvenire esclusivamente tramite bandi di concorso pubblico, così da garantire: 1) pari opportunità per tutti i cittadini; 2) criteri chiari e trasparenti; 3) selezioni meritocratiche per i vari profili professionali; 4) maggiore controllo e imparzialità nelle procedure.
Solo attraverso concorsi pubblici aperti e regolamentati sarà possibile assicurare un sistema democratico, corretto e realmente accessibile a tutti.
Discorso diverso se volessimo analizzare l’opportunità contingente di utilizzare, ancora oggi, un sistema procedurale di assunzione ormai non più legato alle reali necessità.
Le variazioni intervenute con il passaggio all’interno dell’Arma dei Carabinieri, abbinate al distacco di molte funzionalità a carattere stagionale, avrebbero dovuto stimolare un graduale transito verso la stabilizzazione delle unità lavorative, con la creazione di piante organiche definitive ed un aggiornamento del contratto di lavoro in senso pubblico e non più privatistico.
Sciaguratamente questo passaggio è contrastato, a parità di risorse, dal perdurante ricorso all’assunzione di O.T.D. e dalla loro successiva stabilizzazione in O.T.I., una circolarità irrazionale, improduttiva e oltremodo onerosa per le casse dello Stato.
La CISAL CFS continuerà a vigilare su questo particolare aspetto al fine di promuovere un rinnovamento che interrompa in modo definitivo un circolo tutt’altro che virtuoso, affinché vengano rispettati i principi di legalità, trasparenza e tutela dei lavoratori, nell’interesse dell’intera collettività
Cordiali saluti.
Il Segretario Generale
Cisal C.F.S.

27/05/2026

CISAL C.F.S.
Dipartimento Nazionale O.T.I. e O.T.D.

Sabaudia, 26 maggio 2026
Prot. 001016/SNa/26

Al Comando Generale dei Carabinieri
Comandante Generale - Generale di Corpo d'Armata Salvatore Luongo
ROMA
Al Comando Unità per la Tutela Forestale, Ambientale e Agroalimentare
Comandante - Generale di Corpo d'Armata Fabrizio Parrulli
ROMA


Oggetto: Utilizzo dei mezzi militari con targa CC da parte degli operai forestali assunti ai sensi
della Legge 124/85.

La CISAL CFS ritiene doveroso intervenire su questione particolarmente rilevante che
riguarda il comparto degli operai forestali e che merita la massima attenzione sotto il profilo della
legalità, della trasparenza e della tutela dei lavoratori.
Segnaliamo con forte preoccupazione che operai forestali assunti ai sensi della Legge
124/85 vengano impiegati alla guida di mezzi militari con targa CC senza essere in possesso della
prevista patente militare.
Ricordiamo che la Direzione Centrale per la Polizia Stradale e le specialità del
Dipartimento della Pubblica Sicurezza hanno affrontato la problematica relativa al caso di guida
con patente propria in sostituzione di quella speciale e “la patente militare (e assimilate), è quella
di cui all'art. 138 del C.d.S., prescritta per la guida di veicoli in dotazione delle Forze armate e
dei Corpi equiparati”.
Nello specifico: “La patente di servizio è un titolo di abilitazione professionale il cui
rilascio presuppone che la persona sia, innanzitutto, abilitata all'espletamento dei servizi di
polizia stradale, sia titolare di patente di guida rilasciata ai sensi dell'art. 116 C.d.S. (c.d. patente
civile) valida per il veicolo che intende condurre, abbia frequentato l'apposito corso di
qualificazione e superato il relativo esame.
La patente di servizio in sostanza si aggiunge alla patente civile, necessaria per condurre
un veicolo impegnato nei servizi di polizia stradale o in altre attività istituzionali
dell'amministrazione da cui dipende chi ne è titolare e la sua mancanza, in presenza della patente
civile, non impedisce la guida di tali veicoli”.
Prosegue chiarendo: “La patente militare (o assimilata) è, invece, sempre necessaria per
condurre un veicolo in dotazione delle Forze armate o con immatricolazione speciale ai sensi
dell'art. 138 C.d.S., il quale non può essere condotto con la sola patente civile rilasciata ai sensi
dell'art. 116 C.d.S..”.
Per opportunità si omette la parte di responsabilità personale in caso di sinistro, con le
eventuali inevitabili sanzioni penali e disciplinari, per affrontare un'altra complicazione
chiaramente di natura amministrativa, legata all’aspetto assicurativo.
La polizza di responsabilità civile dell’Arma in caso di incidente con l’auto di servizio.
Non tutti sanno che questa polizza, stipulata dal FAPP - Fondo Assistenza Previdenza e
Premi dell’Arma, “deve essere attivata dall’interessato, nel senso che non viene
automaticamente attivata dall’Amministrazione, ma dal militare entro due anni dalla citazione
in giudizio.
La comunicazione del sinistro, inteso come evento dannoso, deve essere inoltrata entro
due anni dal giorno in cui il militare è stato citato in giudizio per il danno derivante dall’evento
assicurato.
Copre per danni involontariamente causati a terzi a seguito di comportamenti non dolosi
che si sono verificati in eventi connessi con l’espletamento del servizio istituzionale in Italia e
all’estero, e si estende sino alla responsabilità derivante da colpa grave. Ha un massimale di
1.000.000 di euro per evento. Opera anche per le azioni di rivalsa dell’Arma o della Pubblica
Amministrazione: è il caso, ad esempio, di un incidente stradale che vede coinvolta
un’autovettura dell’Arma ed una civile: dei danni dell’autovettura civile, se ne farà carico
l’assicurazione dell’autovettura dell’Arma, ma di quelli dell’autovettura dell’Arma potrà
farsene carico questa polizza se attivata per tempo da parte del militare conducente, ritenuto
responsabile e quindi condannato a risarcire i danni all’Arma”.
Questa polizza non è prevista per il personale civile.
Riteniamo pertanto necessario fare immediata chiarezza sull’effettiva regolarità
dell’impiego di tali lavoratori alla guida di questi mezzi, nonché sulle eventuali responsabilità
derivanti da tali situazioni.
Inoltre, evidenziamo che il conducente non risulterebbe coperto da polizza assicurativa
FAPP, con conseguenti ulteriori criticità sotto il profilo della tutela del lavoratore, come
l’attivazione dell’infortunio presso INAIL per il trasportato, e delle responsabilità connesse.
La sicurezza dei lavoratori, il rispetto delle norme e la tutela dell’amministrazione
pubblica non possono essere sottovalutati né aggirati.
Per quanto sopra, vista la gravità delle criticità esposte, si chiede di interdire con
immediatezza la guida dei mezzi militari a tutto il personale civile O.T.I. e O.T.D..
Cordiali saluti.
Il Segretario Generale
Cisal C.F.S.

Sindacato Autonomo del settore Agricoltura e Foreste
Tutela dei diritti dei lavoratori appartenenti a

06/05/2026

COMUNICATO STAMPA

OPERAI FORESTALI NELL'ARMA DEI CARABINIERI, M5S:"IL GOVERNO RIDIA DIGNITÀ AI LAVORATORI"

Roma 6 maggio 2026 -

«Garantire dignità salariale, stabilità contrattuale e piene tutele sociali ai 1300 operai del Corpo Forestale dello Stato transitati nell'Arma dei Carabinieri, a seguito della riforma del 2016».

È quanto chiedono i parlamentari del Movimento 5 stelle Riccardo Tucci, Sergio Costa e Ilaria Fontana firmatari di un'interrogazione rivolta al ministro della Difesa Guido Crosetto.

«Questi lavoratori - fanno sapere in una nota - si trovano nella singolare situazione giuridica di svolgere compiti al servizio dell'interesse pubblico sulla scorta di contratti di natura privatistica. Un inquadramento anomalo che determina, a cascata, una compressione dei diritti rispetto a quanto previsto dai contratti collettivi di riferimento, in particolare sul piano delle tutele in materia di infortunio, malattia, fruizione dei permessi e accesso a prestazioni a sostegno del reddito».

«Le mansioni di cui si occupano detti lavoratori - ricordano gli esponenti 5 stelle - vanno dalla tutela della biodiversità alla gestione delle aree protette, passando per la prevenzione del dissesto idrogeologico. Tutte azioni fondamentali per il presidio del territorio e la salvaguardia degli ecosistemi».

Alla luce di ciò, i parlamentari 5 stelle chiedono al ministro della Difesa Crosetto «se non sia il caso di dare seguito a un riordino organico del personale, con tanto di congruo inquadramento contrattuale, riconoscimento dello status di lavoratore pubblico e allineamento delle tutele sociali», concludono.

06/05/2026

ageei.eu - Difesa, interrogazione Tucci (M5S): su criticità inquadramento operai forestali in Arma dei Carabinieri Atto Camera
Interrogazione a risposta scritta 4-07800
presentato da
TUCCI Riccardo
testo di
Martedì 5 maggio 2026, seduta n. 653

TUCCI e SERGIO COSTA. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che:
con il decreto legislativo n. 177 del 2016 il Corpo forestale dello Stato è stato assorbito nell’Arma dei carabinieri, subentrata nei rapporti giuridici dell’ente disciolto, integrandone i reparti nella propria struttura;
a seguito di tale riforma, il personale operaio forestale già inquadrato presso il Cfs – impiegato nelle attività di sistemazione idraulico-forestale e idraulico-agraria, nella gestione delle riserve naturali e nella tutela della biodiversità – è transitato nell’Arma dei carabinieri, continuando tuttavia ad essere assunto con contratti di natura privatistica ai sensi della legge n. 124 del 1985, nonostante lo svolgimento di compiti stabili e strutturali a servizio dell’interesse pubblico;
tale inquadramento determina – a giudizio degli interroganti – una compressione dei diritti dei lavoratori rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, in particolare sul piano delle tutele in materia di infortunio sul lavoro, malattia, fruizione dei permessi di cui alla legge n. 104 del 1992 e accesso a prestazioni a sostegno del reddito;
gli operai forestali in forza all’Arma sono circa 1.300, inquadrati sia a tempo determinato (Otd) sia a tempo indeterminato (Oti), e sono impiegati in attività che richiedono continuità di intervento: tutela della biodiversità, gestione delle aree protette e prevenzione del dissesto idrogeologico, con un contributo essenziale al presidio del territorio e alla salvaguardia degli ecosistemi;
nonostante la natura continuativa delle mansioni svolte, molti di questi lavoratori hanno rapporti di lavoro stagionali e temporanei, con periodi di impiego limitati e conseguente necessità di ricorrere all’indennità di disoccupazione agricola nei mesi residui, configurando una condizione di precarietà strutturale incompatibile con la continuità dei servizi ambientali richiesti;
tali lavoratori – pur essendo impiegati in attività per conto dello Stato e remunerati con risorse pubbliche – lamentano il mantenimento di un contratto privatistico privo delle garanzie riconosciute ai dipendenti pubblici;
si evidenziano inoltre criticità relative alle condizioni economiche e normative, con salari inferiori ai 9 euro l’ora e un sistema di tutele insufficiente a garantire dignità e stabilità;
la Cisal-Cfs ha evidenziato: mancata attuazione del protocollo aggiuntivo al contratto collettivo nazionale in materia di malattia e infortunio; stagionalizzazione degli operai, alimentando la precarietà; procedure di reclutamento tramite i centri per l’impiego, poco coerenti con l’origine pubblica dei fondi utilizzati;
la precarizzazione degli operai incide negativamente sulle condizioni di vita e di lavoro e sull’efficacia delle politiche di prevenzione del dissesto idrogeologico, di gestione delle aree protette e di tutela degli ecosistemi;
tale situazione appare ancor più critica alla luce del progressivo intensificarsi degli eventi meteorologici estremi, dell’aumento del rischio incendi boschivi e della crescente centralità delle politiche di adattamento ai cambiamenti climatici, che rendono necessario assicurare un presidio continuativo del territorio –:
quale sia, alla data odierna, il numero complessivo degli operai forestali in forza all’Arma, distinti per tipologia di contratto, area geografica di impiego e durata media annuale del rapporto di lavoro;
se il Ministro interrogato sia a conoscenza delle criticità evidenziate e quali iniziative abbia finora adottato, per quanto di c…

22/04/2026

Per salvaguardare la biodiversità occorre una riforma strutturale del personale OTI dell'Arma dei Carabinieri

A margine dell’uscita dell’articolo del quotidiano Repubblica dedicato alla riforma, si è tornato a parlare di un intervento che tarda ad arrivare, nonostante l’esistenza di criticità precise, documentate e di immediata evidenza.
Vi è, innanzitutto, il paradosso di un contratto di natura privata, finanziato però con risorse pubbliche. A questo si aggiunge la mancanza di tutele minime, a partire da quelle relative a malattia e infortunio: il contratto collettivo nazionale, infatti, non recepisce pienamente le modifiche previste dal protocollo aggiuntivo.
Ulteriori elementi di forte preoccupazione riguardano la gestione delle risorse e del personale. Le spese del reparto dei Carabinieri Forestale, con la presenza di un sopravanzo di costi, vengono impiegate per assumere altri operai stagionali, alimentando così un sistema di precarietà. Si tratta di un meccanismo che, di fatto, produce un circolo vizioso: da un lato si perpetuano contratti non strutturali, dall’altro si innescano aspettative di “stabilizzazione” per i prossimi anni, senza intervenire davvero alla radice.
Peraltro, l’impostazione complessiva del rapporto di lavoro appare poco rispettosa dei principi di dignità e diritti, governata da logiche di tipo marcatamente militare, poco compatibili con la natura dei compiti che gli operai svolgono quotidianamente.
Non si può poi tacere la questione economica: uno stipendio che equivale a un salario minore di 9 euro l’ora, con ricadute inevitabili sulla qualità della vita e sulla sostenibilità stessa del lavoro.
Sussistono anche criticità sul piano delle procedure: se i fondi sono pubblici, perché non procedere attraverso bandi pubblici, invece di affidarsi a modalità di reclutamento tramite l’ufficio dell’impiego? La trasparenza, in questo caso, non può essere demandata a prassi non coerenti con la natura delle risorse utilizzate.
Infine, occorre chiarire la complessa cornice normativa: il contratto — per idraulico forestale e agrario forestale — nasce in capo al Ministero dell’Agricoltura. Successivamente, a seguito della legge 124/2015, nelle more della legge quadro sui parchi pubblici, ma nel frattempo con il decreto attuativo 177/2016, i Carabinieri accorpano l'ex Corpo Forestale dello Stato, subentrando anche nella gestione dei beni e servizi.
Eppure, a fronte di questo mutamento, permangono molte delle disfunzioni che colpiscono gli operai forestali assunti secondo la legge 124/85.
È proprio a questa categoria che chiediamo un cambio di contratto, finalmente degno del lavoro svolto e del ruolo concreto che ricopre nelle riserve dello Stato Italiano: un ruolo centrale per la tutela, la
conservazione e la salvaguardia di un bene pubblico essenziale, oltre che per la continuità delle funzioni negli ambiti impiegatizi e amministrativi.
Crediamo con forza che sia necessario garantire dignità a questi lavoratori e costruire una riforma contrattuale davvero sostenibile ma profonda: un semplice rinnovo del protocollo aggiuntivo non è sufficiente. Non crediamo alla narrazione secondo cui “non ci sono fondi”; al contrario, è evidente una mancanza di volontà politica, resa ancor più opaca dalla complicità o dell’acquiescenza del reparto Forestale, poiché per taluni conviene mantenere tutto com’è, rinviando sine die le soluzioni.

22/04/2026

Da Sabaudia parte l’appello del sindacato affinché i lavoratori possano finalmente avere tutte le giuste tutele

19/11/2025

👉Il Coordinamento cittadino di Fratelli d’Italia Martina Franca interviene ancora una volta sulla situazione di grave precarietà vissuta dagli operai forestali dei Reparti Carabinieri per la Biodiversità.
✍️A seguito dell’incontro tenutosi tra l’On Giovanni Maiorano la Coordinatrice Cittadina Grazia Lillo e il Segretario Nazionale del sindacato CISAL-CFS Gennaro Esposito, abbiamo ritenuto doveroso accendere i riflettori su una condizione che da anni non trova risposte concrete.
🌳Gli operai forestali, figure fondamentali per la tutela dell’ambiente, continuano a lavorare senza prospettive di stabilità e con contratti non adeguati alle funzioni che svolgono. Una situazione anomala che mette a rischio serenità, dignità lavorativa ed efficienza dei servizi sul territorio.
🇮🇹Fratelli d’Italia Martina Franca richiede una garanzia contrattuale certa, superando lungaggini burocratiche e ritardi che da troppo tempo penalizzano questi lavoratori.
💙 Dalla parte di chi lavora ogni giorno per proteggere l’ambiente e la sicurezza del nostro territorio.
’Italia

18/11/2025

Indirizzo

Rome
00184

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Cisal-Cfs Federazione Sindacale Agricoltura e Foreste pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi