30/06/2026
Il naturopata in corsia: una presenza complementare accanto alla medicina.
di Marco Vignoletti
La recente collaborazione avviata dal Policlinico di Catania con un naturopata, successivamente revocata, ha acceso un dibattito che va ben oltre il singolo incarico. La domanda che resta aperta è semplice: quale ospedale immaginiamo per il futuro?
La polemica è nata anche perché la Sicilia, come molte altre regioni italiane, soffre una significativa carenza di medici e personale sanitario. È un problema reale, che richiede risposte concrete. Ma forse la questione non può essere letta come una scelta tra un medico e un naturopata, perché i due piani non si sovrappongono.
Medici, infermieri e professionisti sanitari restano il cuore dell'assistenza. Il naturopata non effettua diagnosi, non prescrive farmaci e non modifica terapie. Il suo ambito riguarda il benessere della persona, gli stili e la qualità della vita.
In un contesto ospedaliero il suo contributo può tradursi nella promozione di sane abitudini, nell'attenzione al riposo, al rilassamento, al benessere quotidiano e a quei piccoli aspetti della vita che accompagnano il percorso di cura senza interferire con quello clinico.
Forse il dibattito nasce anche da una tendenza sempre più diffusa: quella di medicalizzare ogni aspetto della vita. Eppure esiste uno spazio che appartiene semplicemente alla dimensione umana, fatto di attenzione, ascolto, equilibrio e qualità del tempo che scorre.
Non tutto deve essere medicalizzato per avere valore. In questo senso la presenza di figure complementari non dovrebbe essere vista come una sottrazione di competenze, ma come un arricchimento delle possibilità offerte alla persona.
Sinape e Confascesa stanno accompagnando da molto tempo questo percorso attraverso formazione, aggiornamento professionale e codici etici, con l'obiettivo di costruire un dialogo fondato sul rispetto delle competenze e dei ruoli.
Forse, ci piace crederlo, la sanità del futuro sarà capace di integrare, dialogare e collaborare con professionisti anche di diverse estrazioni, in un gioco di squadra armonico, contraddistinto da una sola nobile vocazione.
E forse, tra le molte cose che un paziente porterà con sé, resterà anche una carezza. Non una carezza "contro", ma accanto alla medicina. Un gesto semplice, libero, profondamente umano. Perché al di là della scienza che cura può sempre trovare posto anche quella dimensione della vita che non ha bisogno di essere medicalizzata per avere valore.
Marco Vignoletti (Giornalista Sinape, Counselor a indirizzo ipnotico).