24/03/2026
💎 𝗠𝗮𝘁𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗲 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗵𝗲, 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗽𝗲𝘀𝗮 𝘀𝘂𝗹𝗹’𝗶𝗻𝗱𝘂𝘀𝘁𝗿𝗶𝗮 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗮
🌐 La globalizzazione non si è fermata, ma è diventata più fragile. Un recente rapporto del Centro Studi di Confindustria mette in fila numeri e tendenze di un sistema produttivo ancora fortemente interconnesso, ma sempre più esposto a shock e tensioni geopolitiche .
🚢 Gli scambi internazionali restano su livelli elevati, ma crescono incertezza e protezionismo. Il 2025 ha segnato un picco storico dell’instabilità economica globale, mentre aumentano dazi e barriere commerciali. In questo contesto, il commercio non è più solo uno strumento di crescita, ma diventa anche leva politica. Le catene globali del valore continuano a reggere, ma sono più vulnerabili. 𝗟’𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝟯𝟳% 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗱𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗳𝗶𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲, 𝗲̀ 𝘁𝗿𝗮 𝗶 𝗣𝗮𝗲𝘀𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗴𝗿𝗮𝘁𝗶. Una forza, ma anche un punto debole: quando una fornitura si interrompe, l’effetto si propaga lungo tutta la catena produttiva.
👨🏽🏭 Il nodo è quello delle dipendenze critiche. Il rapporto evidenzia come l’accesso a materie prime critiche e componenti essenziali sia concentrato in pochi Paesi, spesso extraeuropei. La Cina, in particolare, emerge come attore dominante in molte filiere strategiche, rafforzando una dipendenza che può trasformarsi in vulnerabilità.
I numeri italiani sono chiari: 𝟯𝟲𝟰 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝗻𝗼 𝗰𝗿𝗶𝘁𝗶𝗰𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗺𝗮𝗻𝗶𝗳𝗮𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, con 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶𝗽𝗲𝗻𝗱𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗮 𝗳𝗼𝗿𝗻𝗶𝘁𝘂𝗿𝗲 𝗲𝘅𝘁𝗿𝗮-𝗨𝗘 𝗰𝗵𝗲 𝘃𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗶𝗿𝗰𝗮 𝟮𝟲 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼. Le criticità riguardano soprattutto energia e semilavorati, ma si estendono anche a settori ad alto contenuto tecnologico, dove la sostituibilità dei materiali è più difficile.
Il tema delle materie prime critiche sarà al centro della nostra conferenza , il 14 maggio a Roma. Tutte le info per partecipare sul nostro sito
(Link ad articolo e rapporto nei commenti)
Foto di Franco Antonio Giovanella su Unsplash