Cnca Lazio

Cnca Lazio CNCA Lazio è un'Associazione costituitasi il 7 luglio 2005, come Federazione Regionale del Coordinamento Nazionale delle Comunità di Accoglienza.

CNCA Lazio è la Federazione regionale del CNCA, organizzazione nazionale che coordina oltre 250 gruppi associati (comunità, cooperative, associazioni) impegnati in tutti i settori del disagio e della vulnerabilità L'organizzazione del CNCA Lazio è strutturata in:
- Assemblea dei soci, composta dai delegati dei Gruppi aderenti, che intervengono con diritto di voto, secondo il criterio di "un delega

to ogni singolo Gruppo"

- Presidente regionale, eletto dall'Assemblea che gli conferisce la rappresentanza legale della Federazione regionale

- Comitato Esecutivo, costituito dal Presidente e da almeno due membri eletti dall'Assemblea

Il Presidente, eletto nell'assemblea del 21 novembre 2017, è TATIANA AGOSTINELLO della cooperativa Parsec, che subentra a Carla Bartolucci della cooperativa Eureka Primo, che assieme a Germana Cesarano, cooperativa Magliana '80, Salvatore Costantino, cooperativa Folias, Stefano Regio, cooperativa Il Cammino, Alessia Cocco, Associazione Pixi, fanno parte dell'Esecutivo regionale.

Il CNCA Lazio aderisce alle giornate di lotta e mobilitazione indette nei prossimi giorni da sindacati, realtà politiche...
19/09/2025

Il CNCA Lazio aderisce alle giornate di lotta e mobilitazione indette nei prossimi giorni da sindacati, realtà politiche e sociali per fermare il genocidio del popolo palestinese nella Striscia di Gaza.

Chiediamo al governo italiano:
▪️ sospensione di ogni legame commerciale e militare con Israele
▪️ pressioni per fermare la catastrofe umanitaria e garantire diritti e protezione a chi fugge
▪️ applicazione del diritto internazionale, perché ciò che accade a Gaza riguarda il mondo intero

Siamo vicini agli attivisti della missione umanitaria della Global Sumud Flotilla e chiediamo protezione per chi si impegna a rompere il blocco navale su Gaza.

📍
• Roma: Venerdì 19 settembre ore 15:00 – Piazza Montecitorio
• Roma: Lunedì 22 settembre ore 11:00 – Piazza dei Cinquecento


https://www.instagram.com/p/DOyQBEeCI5I/?igsh=MXBxNm93cnNvcDlmaw==

COMUNICATO STAMPAROMA, CASE FAMIGLIA IN CRISI: A RISCHIOL’ASSISTENZA PER MILLE MINORI E 150 MADRI IN CONDIZIONE DI FRAGI...
15/04/2025

COMUNICATO STAMPA
ROMA, CASE FAMIGLIA IN CRISI: A RISCHIO
L’ASSISTENZA PER MILLE MINORI E 150 MADRI IN CONDIZIONE DI FRAGILITÀ
L’appello delle Associazioni al Sindaco Gualtieri:
“Senza un adeguamento delle rette, rischiamo la chiusura. Occorre un intervento immediato”


Roma, 15 aprile 2025 – È una situazione ormai insostenibile, che richiede con urgenza un intervento da parte delle istituzioni. A Roma, in questo momento, trovano accoglienza in casa famiglia circa 1.000 minori e 150 donne sole con figli piccoli in condizioni di grave fragilità, ma le organizzazioni che gestiscono questi servizi residenziali stanno affrontando una crisi economica che rischia di compromettere le cure e l’assistenza. I costi necessari per garantire standard di qualità e il pieno rispetto contrattuale non sono infatti più compatibili con le rette attualmente riconosciute da Roma Capitale.
A lanciare il grido d’allarme sono Casa al Plurale, AGCI Imprese sociali Lazio, Confcooperative Federsolidarietà Lazio, Legacoopsociali Lazio, Forum Terzo Settore Lazio, Coordinamento Nazionale Comunità per Minori (C.N.C.M.) – Sezione Lazio, Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti (C.N.C.A.) - Lazio, Associazione Mam&Co ETS.
In una lettera indirizzata al Sindaco Roberto Gualtieri, gli Enti chiedono di porre rimedio, prima che sia troppo tardi, ad una crisi finanziaria che si è aggravata in seguito all'aggiornamento del Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative Sociali e alla mancata revisione delle tariffe, ferme ai parametri del 2019 per i minori e del 2021 per i nuclei madre-bambino.

“Questi servizi garantiscono la tutela delle persone più vulnerabili della nostra comunità, con competenza e responsabilità. Tuttavia, senza un adeguamento delle rette, non sarà più possibile assicurare gli standard qualitativi richiesti, con il concreto rischio di chiusura delle strutture", dichiarano i rappresentanti delle organizzazioni e degli enti gestori dei servizi residenziali per minori e nuclei madre-bambino della Capitale.
Stiamo parlando di oltre un centinaio di strutture altamente specializzate, sottoposte a stringenti requisiti autorizzativi, strutturali e organizzativi, diffuse sul territorio romano.

“Il rinnovo, ormai avvenuto da oltre un anno, del Contratto Collettivo Nazionale delle Cooperative Sociali, giusto e necessario, ha aggravato una situazione economica già critica – spiegano le Associazioni -. La mancata revisione delle rette ha prodotto effetti destabilizzanti: allontanamento di risorse umane qualificate, difficoltà nella tenuta organizzativa, rischio concreto di chiusura dei servizi, nonostante l’osservanza rigorosa delle regole da parte degli enti gestori. È evidente che la crisi in atto non può più essere scaricata sulle spalle delle cooperative sociali e degli enti del Terzo Settore. Occorre un segnale istituzionale chiaro, concreto e immediato”, si sottolinea nella missiva inviata al Sindaco di Roma.

Ma di che numeri stiamo parlando? Sulla scorta del report “Quanto costa una casa famiglia?” redatto e aggiornato da Casa al Plurale, possiamo constatare che l’attuale retta per minori è pari a 100 euro Iva inclusa (per cui 95.23 €), mentre dovrebbe essere 252.98 euro; quella per le mamme per bambino ammonta a 79.05 euro mentre sarebbero necessari, conti alla mano, 171.83 euro.
Le Associazioni richiedono con urgenza un primo intervento “anche simbolico ma indispensabile” attraverso lo stanziamento di una somma pari all’adeguamento ISTAT del costo della vita - almeno 7,8 milioni di euro - e l'istituzione di un tavolo di confronto permanente tra Comune, Regione e Governo, al fine di costruire un sistema di tutela stabile ed equo.
"Siamo consapevoli delle difficoltà del bilancio capitolino, ma in situazioni di risorse limitate è indispensabile compiere scelte e definire priorità”, concludono i firmatari della lettera.

CNCA Lazio

*Patrimonio: rete associazioni "Roma in comune", si proceda a concessioni delibera 104*  NOVA0081 3 CRO 1 NOV Patrimonio...
30/01/2025

*Patrimonio: rete associazioni "Roma in comune", si proceda a concessioni delibera 104* NOVA0081 3 CRO 1 NOV
Patrimonio: rete associazioni "Roma in comune", si proceda a concessioni delibera 104
Roma, 30 gen - (Agenzia_Nova) - A seguito dell'appovazione
in Aula Giulio Cesare della delibera di cessione a titolo
gratuito al Cnel per 30 anni del Casino Cenci Giustiniani a
Villa Borghese e delle altre simili relative agli
affidamenti gratuiti di beni del Comune di Roma "ci
aspettiamo un poderosa accelerazione nella concessione dei
beni patrimoniali previsti dalla delibera 104, che invece
sconta a oggi sostanziali ritardi di applicazione. Questo
andamento a due velocita' ci lascia quantomeno perplessi".
E' quanto si legge in una nota della rete di associazioni
"Roma in comune". "Proprio ieri una nostra delegazione ha
incontrato l'assessore Tobia ZEVI - prosegue la nota - e ci
aspettiamo che nei prossimi giorni ci siano i passaggi
celeri e conseguenti di cui abbiamo discusso e concordato,
in grado di superare le difficolta' burocratiche e
amministrative e praticare un preciso calendario di passaggi
operativi gia' concordati. Sarebbe illogico continuare ad
assistere ai veloci affidamenti di immobili di pregio a
titolo gratuito a fronte delle lungaggini per l'affidamento
ad associazioni e realta' sociali del patrimonio comunale.
Rimane la pesante incongruita' tra la gratuita'
dell'affidamento per beni di pregio e l'assegnazione a
titolo oneroso, seppure a canone sociale, alle realta'
sociali degli immobili comunali, casomai in pessimo stato e
situati nelle periferie anche estreme. La delibera 104
nasce come atto di assegnazione di beni patrimoniali
comunali alle innumerevoli realta' sociali e culturali che
contraddistinguono la vitalita' e il mutualismo della nostra
citta' e dei quartieri piu' periferici, questo e' lo spirito
della delibera che va difesa". (Com)
NNNN

18/01/2025

Difendiamo Quarticciolo, Caivano non è un modello.

Fermiamo lo sgombero dell'ex questura.

Assemblea pubblica sabato 18 gennaio ore 18, piazza del Quarticciolo.

Il 23 dicembre scorso il governo ha approvato un decreto che individua sei periferie in Italia in cui esportare il modello Caivano. Sono stati stanziati 180 milioni di euro in tre anni ed è previsto un commissario straordinario a cui è affidato il compito di individuare gli interventi strutturali necessari: sgomberi, polizia e qualche centro sportivo di cui tagliare il nastro per millantare un’attenzione al sociale sono le anticipazioni che abbiamo già avuto modo di vedere a Caivano come a San Basilio.

Tra i quartieri inseriti nel dl Emergenze c’è anche Quarticciolo.

Sapevamo che sarebbe arrivato questo momento da quando si è insediato il governo Meloni, ma nonostante le ambizioni della destra di governo, Quarticciolo non è un deserto.

In questi anni gli abitanti si sono organizzati, hanno difeso i loro spazi, hanno presentato proposte, hanno costruito esperienze. Resistono quotidianamente all’abbandono istituzionale e alla devastazione portata dalla vendita di crack, resistono contro chi li tratta da abitanti di serie B. Non aspettavamo Meloni per denunciare lo stato in cui imperversano le periferie del paese

È un decreto di emergenza come tutti gli interventi che si sono fatti negli ultimi 20 anni. Le emergenze richiamano esibizioni di forza. Quello che servirebbe sarebbero politiche strutturali, per prendersi cura dei territori e dei propri abitanti, ascoltandoli prima di tutto e poi mettendo in atto tutti quegli interventi che possano permettere alle persone di ottenere un riscatto sociale, un miglioramento di vita, l’autonomia per consentire a ciascuno di scegliere. Il governo Meloni, invece, vuole mostrare di avere il pugno di ferro per propaganda, per campagna elettorale perenne.

Se lo stanziamento di risorse è una notizia positiva, il sospetto che questa possa essere una mangiatoia di fondi pubblici a favore dei vari Caccicchi di Fratelli di Italia viene rafforzato dalla sovraesposizione di personaggi come Don Coluccia e dell’intera filiera politica del partito sul territorio. Abbiamo il sospetto che ciò che interessa sia il Potere e non possiamo permettere l’ennesimo spreco di fondi pubblici. Risorse che, così come a Caivano, non avranno nessun impatto sul lungo periodo ma serviranno ad abbellire la facciata lasciando tutto così com’era.

Il nostro piano prevede la riapertura della piscina comunale, il completamento della sanatoria Ater ancora in stallo dal 2020, il completamento dell’asilo in via Locortondo, la realizzazione del parchetto Modesto di Veglia, il recupero dell’ex questura e la regolarizzazione di chi vi abita, la rigenerazione del campo di calcio di via Prenestina, le manutenzioni delle case popolari, l’abbattimento delle barriere architettoniche, l’apertura della Fabbrica del Teatro, il sostegno alle attività commerciali aperte e l’individuazione di un meccanismo che porti all’apertura delle troppe serrande abbandonate. È una progettualità che ha impegnato l’università, che in questi anni si è fatta carico di tradurre le necessità del territorio in concrete proposte di policy, interventi dettagliati attraverso l’individuazione degli strumenti normativi e delle coperture finanziarie necessarie. È una progettualità che è stata assunta e rilanciata dall’amministrazione municipale che ha chiesto l’istituzione di una cabina di regia ad hoc con un atto dello scorso novembre.

L’idea propagandata dalle trasmissioni televisive vicine all’attuale governo, secondo cui la chiusura del Doposcuola di quartiere aperto negli spazi dell’ex questura e lo sgombero delle 40 famiglie che la abitano dal 1997 possa essere il primo passo per combattere il degrado del Quarticciolo è qualcosa in più di una provocazione. Evidentemente, cancellare con la forza l’esperienza che ha consentito in questi anni di mantenere luoghi liberi dallo spaccio e dalla sopraffazione è un modello che il governo ha intenzione di esportare in più quartieri possibili. Sgomberare l’ex questura di via Ostuni vuol dire sostenere attivamente lo spaccio di crack, ritenuto dal governo meno pericoloso per l’interesse collettivo rispetto all’istruzione dei bambini e delle bambine.

Questa è la destra. Senza maschere, nella sua forma più pura. Clientelismo e violenza, mentre si cancella il welfare territoriale. Le condizioni del quartiere sono peggiorate nettamente dopo la cancellazione del RdC, dopo i decreti sicurezza che regolano l’ingresso dei migranti nel nostro paese, dopo il decreto Cutro e Caivano. Meloni e Salvini ci raccontano che stanno fermando le mafie mentre con i loro interventi finiscono per favorirle, da un lato eliminando il welfare necessario per poter intraprendere strade diverse da quella dello spaccio, dall’altro inasprendo misure punitive che incrementano l’illegalità piuttosto che arginarla, ricadendo soprattutto sui giovani. Sembra proprio che abbiano creato le condizioni perché gli abitanti invochino Meloni. Mentre il DDL 1660 è ancora in discussione in parlamento, il decreto Caivano bis ne anticipa gli strumenti. Fermarlo in un territorio specifico è una necessità e un’opportunità per mettere un freno alla deriva liberticida di questo governo.

Quarticciolo, Scampia, Rozzano, San Ferdinando, San Cristoforo, non faranno altro che peggiorare, saranno sempre più dipendenti da uno stato che ha come unico scopo quello di mantenere le condizioni dei nostri territori così come sono: subordinati e in guerra tra di loro.

Ma questo decreto chiama in causa direttamente l’amministrazione comunale. È con il sindaco che il commissario dovrà stabilire quali sono gli interventi necessari e urgenti, dove andranno allocati i 10 milioni di euro l’anno stanziati. Per dare una proporzione, stiamo parlando di 2500€ per ogni abitante della borgata. È evidente che ciò che verrà deciso assume una valenza più grande: mentre la città è monopolizzata dall’aggressività dell’ipertursimo e della rendita, si permetterà che in periferia la destra faccia deserto delle esperienze sociali e civiche? Roma Capitale ha approvato un piano casa che fatica a trovare attuazione. Questa è l’occasione formidabile per dimostrare che si tratta di più di una bella manifestazione di intenti.

Chiediamo al Sindaco Gualtieri e all’Assessore Zevi un incontro urgente per mettere all’ordine del giorno il recupero dell’ex questura di Quarticciolo, come primo passo necessario, poi immediatamente l’istituzione della cabina di regia richiesta dal municipio.

Abbiamo vissuto il nostro impegno nel quartiere e per il quartiere come un contributo a un processo più ampio. Abbiamo messo a disposizione la concretezza della nostra esperienza per chiunque avesse voglia di mettersi in gioco, cercando di rompere i confini autoimposti delle aree e delle appartenenze identitarie. Provando a interpretare una fase di inaridimento degli spazi di partecipazione con l’entusiasmo della scoperta di nuovi linguaggi e la coerenza della chiarezza degli obiettivi. Con lo stesso spirito vogliamo vivere anche questo tornante.

Pensiamo che fermare il governo nell’estensione di un modello Caivano, che tra le altre cose ha riempito le carceri minorili e ha trasformato di nuovo l’emergenza abitativa in un problema di ordine pubblico, sia urgente e necessario. Pensiamo che qui sia possibile, perché per la prima volta saranno costretti a confrontarsi con un territorio organizzato, dove l’equazione «chi è contro il governo è con la criminalità organizzata» si scontra con l’impegno quotidiano di decine di attivisti e attiviste. Pensiamo che occorra convergere a Quarticciolo, difenderlo, sentirlo proprio e capire che qua si può vincere se la convergenza diventa metodo politico se costruiamo insieme uno spazio in cui ciascun possa fare la sua parte. Senza ambizioni monopolizzatrici, senza pretendere patenti di legittimità, senza doppiezze squallide

Fianco a fianco, per (ri)scoprire insieme la forza che abbiamo.

Invitiamo per questo a un primo momento insieme il prossimo 18 gennaio alle 18 all'ex questura in piazza del Quarticciolo.

Ultimo giorno per iscriversi !
14/01/2025

Ultimo giorno per iscriversi !

08/01/2025

Ultimi giorni per iscriversi al "Corso di Perfezionamento per Community Organizer- Agente del cambiamento sociale e della sostenibilità"

C'è tempo fino a mercoledì 15 gennaio 2025 per per inviare la propria domanda di ammissione

Il corso ti permetterà di acquisire conoscenze e competenze per agire nei territori, per realizzare interventi multidisciplinari per la preservazione o rigenerazione della salute degli ecosistemi nell’ottica di un futuro sostenibile, per promuovere processi di programmazione e co-progettazione sociale e territoriale, per sviluppare percorsi e pratiche ispirati ai modelli di Economia Sociale Circolare e della Ecologia Integrale.

Non perdere questa occasione, iscriviti oggi!
👉 https://www.uniroma3.it/didattica/post-lauream/corsi-di-perfezionamento-e-corsi-di-alta-formazione/

Il corso Community Organizer , agente del cambiamento sociale e  della sostenibilità, è l’occasione per rimettere al cen...
16/12/2024

Il corso Community Organizer , agente del cambiamento sociale e della sostenibilità, è l’occasione per rimettere al centro del lavoro sociale una visione ampia, integrata che sappia dare senso alle azioni sociali e ambientali da promuovere nei nostri territori.

COME SI ORGANIZZA UNA COMUNITÀ?

Il corso "Community Organizer - Agente del cambiamento sociale e della sostenibilità" è l’occasione per rimettere al centro del lavoro sociale una visione ampia e integrata, che sappia dare senso alle azioni sociali e ambientali da promuovere nei nostri territori.

Dopo l’ubriacatura del tecnicismo e dell’ipertrofica attenzione alle specialistiche, è il momento di riprendere un percorso di nuova metodologia e strumenti che diano visione trasformativa all’intervento sociale e ambientale.

Il corso propone nuovi e più adeguati profili professionali, ma soprattutto promuove una diversa postura, in grado di leggere e affrontare la complessità delle relazioni sociali e ambientali in una logica trasformativa.

Approcciamo il tema della riconversione ecologica e del lavoro sociale non solo dal punto di vista teorico, ma proviamo collettivamente ad attraversare nuove pratiche, per definire prassi trasformative conseguenti.

📍Se ha curiosità o dubbi, puoi scriverci qui in privato o via mail a [email protected]

11/11/2024

Indirizzo

Rome

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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