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ASGRI aggregazione sindacale guardie riunite d'Italia Sindacato autonomo a tutela delle Guardie Particolari Giurate e degli Operatori Fiduciari

A nome di Matteo Lakoseljac, consigliere della 7a Circoscrizione aderente al comitato costituente di Futuro Nazionale Tr...
09/04/2026

A nome di Matteo Lakoseljac, consigliere della 7a Circoscrizione aderente al comitato costituente di Futuro Nazionale Trieste.
Mi aggrego al comunicato stampa di Christian Curro segretario Fvg ASGRI ( AGGREGAZIONE SINDACALE GUARDIE RIUNITE D'ITALIA) aderente a futuro nazionale.
Via Lorenzetti a Trieste è diventata una zona di guerra.
Pietre lanciate contro le finestre, auto spaccate, residenti esasperati. Una situazione ormai completamente fuori controllo.
BASTA.
Io, Matteo Lakoseljac, lo dico chiaro e tondo:
È URGENTE INTEGRARE LE GUARDIE GIURATE per affiancare Polizia e Carabinieri e ridare finalmente sicurezza ai cittadini perbene.
Le Forze dell’Ordine fanno il massimo, ma non possono essere ovunque 24 ore su 24. Le guardie giurate, professionali, formate, armate e coordinate con le istituzioni, possono garantire quella presenza costante sul territorio che i triestini chiedono da tempo.
Non è più il momento delle chiacchiere e del politically correct.
La sicurezza non è un optional: è un diritto fondamentale.
Io continuerò a battermi senza tregua perché questo diritto venga riconosciuto e difeso davvero.

COMUNICATO STAMPA
Si esprime Curro' Christian segretario regionale Fvg ASGRI ,
Sicurezza a Trieste: serve una risposta strutturale. Bene la chiusura del parco di Piazza della Repubblica. Ora un tavolo prefettizio e il pieno coinvolgimento delle Guardie Giurate

Nelle ultime settimane Trieste è stata teatro di numerosi episodi di violenza, risse, aggressioni e situazioni di degrado che hanno coinvolto diverse aree della città, in particolare la zona della stazione, piazza Libertà, Barriera e piazza Garibaldi, dove le cronache hanno riportato interventi delle forze dell’ordine per liti, persone ferite e comportamenti molesti .

Parallelamente, la Prefettura ha già introdotto misure straordinarie come le cosiddette zone rosse, interdette a soggetti ritenuti pericolosi, proprio in risposta all’aumento degli episodi violenti registrati nelle ultime settimane .

In questo contesto, la decisione del Sindaco di chiudere il parco di Piazza della Repubblica viene valutata come un intervento utile e immediato per interrompere una situazione ormai fuori controllo e restituire sicurezza ai residenti, ai commercianti e ai cittadini che quotidianamente attraversano quell’area.
Si tratta di un provvedimento che, pur emergenziale, risponde a un’esigenza concreta e non più rinviabile: fermare il degrado e prevenire ulteriori episodi di violenza.

Tuttavia, la chiusura del parco – così come le ordinanze già adottate in altre zone della città – non può rappresentare l’unica risposta.
Serve una strategia più ampia, coordinata e strutturale.

Il ruolo delle Guardie Giurate
In questo quadro, si ritiene fondamentale valorizzare il contributo delle Guardie Particolari Giurate, figure professionali già presenti sul territorio e in grado di affiancare le forze dell’ordine nel presidio delle aree sensibili, nel controllo dei varchi, nella prevenzione dei comportamenti a rischio e nella segnalazione tempestiva di situazioni critiche.

Le GPG, operando nel rispetto delle normative vigenti, possono rappresentare un moltiplicatore di sicurezza e un presidio costante nelle zone dove si registrano maggiori criticità, contribuendo a ridurre la percezione di insicurezza e a rafforzare la tutela dei cittadini.

Richiesta di un tavolo prefettizio
Alla luce della complessità della situazione, si ritiene indispensabile l’apertura di un tavolo prefettizio permanente sulla sicurezza urbana, che coinvolga:

- Prefettura
- Questura
- Comando dei Carabinieri
- Polizia Locale
- Amministrazione comunale
- Rappresentanze delle Guardie Giurate
- Associazioni dei commercianti e dei residenti

L’obiettivo è definire un piano coordinato di intervento, che includa:

- presidio delle aree più esposte;
- prevenzione dei fenomeni di degrado;
- utilizzo integrato di forze dell’ordine e vigilanza privata;
- monitoraggio costante degli effetti delle misure adottate;
- interventi sociali e di supporto nei casi che lo richiedono.

Trieste ha bisogno di sicurezza, ordine e tutela della convivenza civile.
Per raggiungere questo obiettivo serve una risposta corale, immediata e strutturata.

Matteo Lakošeljac Marcelo Medau Massimiliano Fedriga Pierpaolo Roberti Caterina de Gavardo Comune di Trieste

A tutte le colleghe e a tutti i colleghi iscritti ad ASGRI,  il Direttivo vi augura una Pasqua di serenità, riposo e buo...
04/04/2026

A tutte le colleghe e a tutti i colleghi iscritti ad ASGRI,
il Direttivo vi augura una Pasqua di serenità, riposo e buoni momenti con le persone a cui tenete.
Siamo orgogliosi di camminare al vostro fianco, ogni giorno, nella tutela della nostra professione.

08/03/2026
IN CASO DI SINISTRO STRADALE COME SI DEVE COMPORTARE UNA GUARDIA GIURATA? Se la guardia giurata è in servizio e non si f...
01/03/2026

IN CASO DI SINISTRO STRADALE COME SI DEVE COMPORTARE UNA GUARDIA GIURATA?

Se la guardia giurata è in servizio e non si ferma davanti a un sinistro, la situazione è decisamente più grave rispetto a un cittadino comune, perché entra in gioco il nesso diretto con la sua funzione professionale e il rapporto con l'Istituto di Vigilanza.
​Ecco i tre pilastri che vengono violati:
​1. Profilo Penale: Omissione di Soccorso "Qualificata"
​Essendo la GPG un Incaricato di Pubblico Servizio (Art. 358 c.p.) mentre indossa la divisa e svolge i suoi compiti, il mancato soccorso non è solo un "venir meno" a un dovere civico, ma a un dovere d'ufficio.
​Art. 593 c.p. (Omissione di soccorso): Se ci sono feriti, l'obbligo di fermarsi e prestare assistenza (o chiamare i soccorsi) è tassativo.
​Rischio di contestazione ex Art. 328 c.p.: In alcuni contesti giurisprudenziali, il rifiuto o l'omissione di atti d'ufficio potrebbe essere ipotizzato se l'intervento rientrava nei compiti di sicurezza e ordine pubblico delegati.
​2. Profilo Amministrativo: La perdita dei "Titoli"
​Il lavoro della GPG si regge sul Decreto di nomina e sul Porto d'Armi rilasciati dal Prefetto.
​Venire meno ai requisiti morali: La legge richiede che una guardia sia sempre di "ottima condotta". Un comportamento cinico o illegale (come ti**re dritto davanti a un ferito) segnala al Prefetto che il soggetto non è più idoneo a portare un'arma o a rappresentare la pubblica sicurezza.
​Revoca immediata: Il Prefetto può revocare il decreto in via cautelativa anche prima di una condanna definitiva. Senza decreto, non puoi lavorare.
​3. Profilo Contrattuale (CCNL Vigilanza Privata)
​Il regolamento di servizio dell'Istituto e il Contratto Collettivo Nazionale prevedono sanzioni durissime per chi danneggia il prestigio dell'Istituto o viola le procedure di emergenza.
​Licenziamento per giusta causa: Senza preavviso. La condotta della guardia getta discredito sull'intero Istituto di Vigilanza, che è responsabile dell'operato dei suoi dipendenti verso i terzi.
​La procedura corretta (Cosa avrebbe dovuto fare)
​Anche se la guardia ha un compito urgente (es. un allarme scattato), la procedura standard prevede:
​Fermarsi in sicurezza: Per evitare di causare altri incidenti.
​Contattare la Centrale Operativa (CO): Informare immediatamente che si è testimoni di un sinistro.
​Gestione del compito: La Centrale valuterà se inviare un'altra pattuglia sull'allarme originario e autorizzare la guardia a restare sul posto fino all'arrivo di Polizia o Ambulanza.
​Nota importante: Se la guardia è su un furgone blindato (Trasporto Valori), le procedure di sicurezza proibiscono lo sbarco per rischio imboscata. In questo caso, l'obbligo si assolve via radio, allertando i soccorsi tramite la centrale senza scendere dal mezzo.

09/02/2026

La misura è colma.
Un altro assalto a un portavalori non è “cronaca”: è il risultato diretto di uno Stato che da anni considera la sicurezza privata come manodopera usa‑e‑getta, pur pretendendo da noi standard e responsabilità da forza dell’ordine.

ASGRI e il segretario regionale FVG condannano con forza questa situazione ormai fuori controllo.
Non è più tollerabile che le Guardie Giurate vengano mandate in strada con mezzi obsoleti, organici ridotti all’osso, turni massacranti e protocolli che ignorano completamente il livello di rischio reale.

La politica continua a riempirsi la bocca di “sicurezza pubblica”, dimenticando che senza sicurezza privata il sistema collassa: trasporto valori, vigilanza fissa, pronto intervento, allarmi, infrastrutture critiche, ospedali, porti, aeroporti.
Tutto questo lo reggiamo noi. E lo reggiamo senza tutele, senza riconoscimento, senza protezioni adeguate.

È ora che lo Stato si assuma le proprie responsabilità.
Non è accettabile che ogni nuovo assalto venga trattato come fatalità. È il frutto di scelte politiche precise: tagli, disinteresse, assenza totale di una strategia nazionale per la sicurezza integrata.

Le Guardie Giurate non sono carne da macello.
Non siamo numeri da sostituire quando qualcosa va storto.
Siamo lavoratori che garantiscono servizi essenziali e che meritano rispetto, protezioni reali, mezzi adeguati e un inquadramento coerente con i rischi affrontati.

ASGRI chiede con forza:

- Riforma immediata del settore, con standard minimi obbligatori per mezzi, DPI e formazione.
- Tutele reali per il personale operativo, non promesse vuote.
- Riconoscimento istituzionale del ruolo strategico della sicurezza privata.
- Tavolo urgente con Ministero dell’Interno e Prefetture per affrontare l’escalation criminale.

Se lo Stato non interviene, sarà complice di ogni nuovo assalto.
E noi non resteremo in silenzio.

CONDIZIONI SCANDALOSE PER LE GUARDIE GIURATE ED I SERVIZI DI SICUREZZA A CORTINA:LA DENUNCIA DI ASGRIA Cortina d’Ampezzo...
04/02/2026

CONDIZIONI SCANDALOSE PER LE GUARDIE GIURATE ED I SERVIZI DI SICUREZZA A CORTINA:
LA DENUNCIA DI ASGRI

A Cortina d’Ampezzo, mentre si brinda nei salotti del lusso e si celebrano eventi mondani, c’è chi lavora nell’ombra in condizioni che definire indegne è un eufemismo.
Parliamo delle guardie giurate e degli operatori della sicurezza privata, professionisti che garantiscono ordine, tutela dei beni e sicurezza delle persone… ma che vengono trattati come manodopera usa e getta.

E la cosa più grave è che non si tratta di un’eccezione: ciò che sta accadendo a Cortina è ordinaria amministrazione nel settore, una normalità malata che ASGRI non intende più tollerare.

Turni massacranti, riposi inesistenti, straordinari non riconosciuti
A Cortina si lavora oltre ogni soglia di decenza: turni interminabili, riposi negati, straordinari che spariscono come neve al sole.
E questo non è un incidente isolato: è il modello di sfruttamento che troppe aziende hanno trasformato in prassi quotidiana.

Alloggi fatiscenti e condizioni logistiche vergognose
Molti lavoratori vengono sistemati in alloggi indecorosi, lontani anni luce dagli standard minimi di dignità.
Camere sovraffollate, strutture inadeguate, spazi non idonei nemmeno per un soggiorno temporaneo.
E anche qui, nulla di nuovo: la gestione vergognosa degli alloggi è diventata la regola, non l’eccezione.

Retribuzioni che non rispettano il CCNL
ASGRI denuncia con forza che in troppi casi non vengono rispettati i livelli contrattuali, con inquadramenti al ribasso, mansioni superiori non riconosciute e indennità che spariscono.
È un sistema che vive di abusi strutturali, non di errori occasionali.

Sicurezza senza sicurezza
È paradossale: chi garantisce sicurezza agli altri spesso non ha nemmeno gli strumenti minimi per garantirla a sé stesso.
Dotazioni insufficienti, procedure improvvisate, formazione ridotta al minimo indispensabile.
Anche questo, purtroppo, è diventato “normale”.

ASGRI: basta sfruttamento. Pretendiamo rispetto, legalità e dignità
ASGRI non intende restare a guardare.
La misura è colma.
La situazione di Cortina è lo specchio di un settore che da anni vive nell’ambiguità, nell’abuso e nella totale assenza di controlli.

Il sindacato chiede:

- Interventi immediati degli organi ispettivi
- Rispetto integrale del CCNL Vigilanza Privata e Servizi Fiduciari
- Alloggi dignitosi per i lavoratori fuori sede
- Turnazioni umane e riposi garantiti
- Dotazioni adeguate e formazione reale

Non siamo invisibili
Le guardie giurate non sono comparse.
Non sono numeri.
Non sono “costi da tagliare”.

Sono professionisti che meritano dignità, tutele e rispetto.

ASGRI continuerà a denunciare, a esporsi e a combattere finché questo settore non verrà finalmente riconosciuto per ciò che è: un pilastro della sicurezza pubblica e privata del Paese.

02/02/2026

COMUNICATO SINDACALE ASGRI.

Milano, via Rovereto: una guardia giurata aggredita e disarmata. E lo Stato continua a guardare altrove

C’è un uomo a terra, una guardia giurata.
C’è un’arma sottratta, ora nelle mani sbagliate.
C’è Milano, via Rovereto, trasformata nell’ennesimo teatro di violenza.
E poi c’è lo Stato.
O meglio: non c’è.

L’aggressione di via Rovereto non è un episodio isolato, non è una fatalità, non è una parentesi.
È la fotografia nitida di un sistema che pretende sicurezza ma abbandona chi la garantisce davvero.
Una guardia giurata viene assalita, picchiata, disarmata.
E le istituzioni?
Scompaiono.
Si dissolvono.
Si rifugiano nel silenzio, come se tacere potesse cancellare la realtà.

In un Paese normale, un fatto del genere aprirebbe i telegiornali, farebbe saltare dalle sedie ministri e prefetti, imporrebbe risposte immediate.
In Italia, invece, si archivia tutto come “cronaca”.
Una parola comoda, elastica, perfetta per non assumersi responsabilità.

Ma qui non c’è nulla da archiviare.
Qui c’è un settore intero – quello della vigilanza privata – trattato come carne da sacrificio.
Mandato in strada da solo, di notte, in zone ad alto rischio, con responsabilità enormi e tutele ridicole.
E quando il peggio accade, quando una GPG viene colpita e disarmata, lo Stato non trova nemmeno il coraggio di dire “ci siamo”.

La verità è brutale:
la sicurezza privata regge pezzi interi di sicurezza urbana, ma viene trattata come un fastidio.
Serve quando fa comodo, sparisce quando subisce.

L’aggressione di via Rovereto è un campanello d’allarme che suona da anni.
Eppure chi dovrebbe ascoltare continua a tapparsi le orecchie.
Perché riconoscere il problema significherebbe ammettere che il sistema è fragile, che le tutele sono inesistenti, che la sicurezza è delegata a lavoratori lasciati soli.

La nostra segreteria non accetta più questo gioco delle parti.
Non accetta più il silenzio istituzionale, non accetta più l’ipocrisia di chi parla di sicurezza solo quando conviene.
Pretendiamo risposte, responsabilità e misure concrete.
Perché ogni guardia giurata aggredita è un pezzo di sicurezza pubblica che crolla.
E chi continua a voltarsi dall’altra parte, oggi, non è spettatore: è complice.

CNR = Comunicazione di Notizia di Reato.  E la risposta è chiara: sì, le guardie giurate possono fare una CNR, e in alcu...
20/01/2026

CNR = Comunicazione di Notizia di Reato.
E la risposta è chiara: sì, le guardie giurate possono fare una CNR, e in alcuni casi devono farla.

⚖️ Perché una GPG può fare una CNR
La notizia di reato non è un atto riservato alla polizia giudiziaria.
Il codice di procedura penale prevede che chiunque venga a conoscenza di un reato perseguibile d’ufficio possa (e in certi casi debba) comunicarlo all’autorità competente.

Le guardie giurate, pur non essendo PG, rientrano tra i soggetti che:

- possono presentare una CNR come qualsiasi cittadino
- devono farlo quando, nell’esercizio delle loro funzioni, vengono a conoscenza di un reato perseguibile d’ufficio (art. 331 c.p.p. per i pubblici ufficiali e incaricati di pubblico servizio.

👮‍♂️ Quando una GPG presenta una CNR
Nella pratica operativa, una guardia giurata può (e spesso deve) inviare una CNR quando:

- assiste a un furto, rapina, danneggiamento, aggressione, ecc.
- rileva indizi concreti di un reato perseguibile d’ufficio
- interviene su un evento e ritiene necessario informare l’autorità giudiziaria

Molti istituti di vigilanza hanno procedure interne che prevedono:

- rapporto di servizio
- relazione di evento
- CNR indirizzata a PS o CC

📌 Importante distinguere
La GPG non redige un verbale di PG e non compie atti tipici della polizia giudiziaria.
La CNR è semplicemente una comunicazione formale all’autorità, non un atto di indagine.

📝 In sintesi
- Sì, le guardie giurate possono fare una Comunicazione di Notizia di Reato.
- È un atto che può fare chiunque, quindi anche una GPG.
- Non è un atto di PG, ma una segnalazione formale.
- In molti servizi operativi è prassi consolidata.

🛡️ Campagna Iscrizioni ASGRI 2026 – Unisciti a Noi! 🇮🇹Hai 5 ottimi motivi per entrare a far parte dell’Aggregazione Sind...
18/01/2026

🛡️ Campagna Iscrizioni ASGRI 2026 – Unisciti a Noi! 🇮🇹

Hai 5 ottimi motivi per entrare a far parte dell’Aggregazione Sindacale Guardie Riunite d’Italia:

1. 🎁 Omaggio esclusivo per tutti i nuovi iscritti
2. 📑 Assistenza fiscale e previdenziale gratuita
- Modello 730, UNICO, ISEE, pratiche INPS
- Congedo parentale, bonus, SPID gratuito per il primo anno
3. 🐾 Iscrizione gratuita ad ANVISP per 1 anno → www.anvisp.it
4. ⚖️ Tutela legale fino a 2 gradi di giudizio in caso di licenziamento ingiustificato
5. 💶 Sostegno economico fino a 1.000 € per chi affronta gravi difficoltà finanziarie

📌 Se credi nella dignità del nostro lavoro e nella forza della solidarietà, ASGRI è il tuo sindacato.

📧 Richiedi il modulo di adesione: [email protected]
📱 WhatsApp: 324 56 85 013


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10/01/2026

🔥 DICHIARAZIONE PUBBLICA DI DENUNCIA E INDIGNAZIONE

Un uomo è morto a Cortina. Non per fatalità. Non per destino.
È morto perché qualcuno ha deciso che la legge, la sicurezza e la dignità del lavoro possono essere calpestate quando conviene.

È morto mentre svolgeva un servizio di vigilanza che non avrebbe mai dovuto essergli affidato, in condizioni che nessuna norma italiana permetterebbe.
Eppure è accaduto. Nel silenzio. Nell’indifferenza. Nella zona grigia dove prosperano appalti al ribasso, improvvisazione e sfruttamento.

Questa non è una tragedia: è un atto d’accusa.

Un atto d’accusa contro chi continua a chiudere gli occhi davanti a un settore lasciato allo sbando.
Un atto d’accusa contro chi permette che persone non autorizzate, non formate, non tutelate vengano mandate allo sbaraglio come carne da macello.
Un atto d’accusa contro chi pensa che la sicurezza sia un costo da tagliare e non un diritto da garantire.

Questa morte non è un incidente.
È il risultato diretto di un sistema malato.

E ora la politica deve rispondere.
Non con le frasi di rito. Non con le promesse vuote.
Ma con atti concreti, immediati, verificabili:

- Controlli veri sugli appalti e subappalti.
- Sanzioni esemplari per chi utilizza personale non autorizzato.
- Tutela reale per chi lavora nella sicurezza privata.
- Una riforma che metta fine alla giungla in cui oggi operano migliaia di lavoratori invisibili.

Perché se un uomo muore mentre svolge un servizio che non poteva svolgere, la responsabilità non è del caso.
È dello Stato che non controlla.
È delle aziende che sfruttano.
È di chi sapeva e ha taciuto.

Oggi non basta il cordoglio.
Serve indignazione.
Serve verità.
Serve giustizia.

Sindacato Asgri A me le Guardie Private blue line Italia Radio Vigilanza Guardie Giurate D'Italia ASSIV Ministero della Salute Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Ministero della Giustizia
Matteo Salvini Giorgia Meloni

Indirizzo

Via Emilio Treves, 22
Rome
00156

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