A Buon Diritto

A Buon Diritto Dal 2001 lottiamo per i diritti, al fianco di chi subisce discriminazioni e razzismo, abusi e torture

Lo Stato italiano, nella difesa depositata nella causa civile in cui chiamiamo in causa anche Leonardo, sostiene che ris...
26/05/2026

Lo Stato italiano, nella difesa depositata nella causa civile in cui chiamiamo in causa anche Leonardo, sostiene che risoluzioni ONU, Consiglio dei Diritti Umani e pareri della Corte Internazionale di Giustizia non siano giuridicamente vincolanti.

In altre parole: esistono, orientano, indicano una direzione. Ma non obbligano davvero.

Non è una tesi giuridica, ma una posizione politica che costringe a porci una domanda enorme: cosa resta del diritto internazionale quando gli strumenti che dovrebbero proteggere i diritti dei popoli vengono considerati solo “indirizzi politici” non vincolanti?

Verità e giustizia per Igor SqueoIeri 24 maggio è stato importante essere a Milano per parlare di Igor Squeo e chiedere ...
25/05/2026

Verità e giustizia per Igor Squeo

Ieri 24 maggio è stato importante essere a Milano per parlare di Igor Squeo e chiedere che emerga la verità su come è morto, il 12 giugno 2022, dopo un intervento di carabinieri e personale sanitario nel suo appartamento.

Abbiamo ricordato Igor e raccontato la sua storia e parlato di quanto, da Genova 2001 a oggi, il nostro paese non abbia davvero fatto i conti né tantomeno risolto il problema della violenza istituzionale e degli abusi nei confronti di chi protesta, di chi viene considerato "diverso", di chi viene discriminatə e razzializzatə.

Abbiamo parlato dello spirito di corpo in un sistema che sceglie di difendere sé stesso e di uno Stato che quando interviene per sanzionare comportamenti violenti dei suoi appartenenti lo fa mettendo in discussione le singole responsabilità ma non l'intera struttura di potere che rende possibile quelle violenze e abusi.

Della vittimizzazione secondaria che è stata inflitta a Igor Squeo e prima di lui a Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Riccardo Magherini, Michele Ferrulli e troppi altri e dopo di lui a Ramy Elgaml e Moussa Diarra, colpiti anche da razzismo di Stato.

In questa rivittimizzazione la persona uccisa o che ha subito violenza da parte delle forze di polizia è dipinta come responsabile della propria morte, perché "tossicodipendente", "violenta", "anoressica", perché "se l'è cercata".

Narrazione molto simile a quella che viene fatta dellx manifestanti dopo che subiscono la repressione violenta in piazza.

È stato necessario parlare di tutto questo ed è stato tanto bello e importante ritrovarci insieme e abbracciarci un po', davanti allo striscione verità per Igor e tra le bellissime stampe di Malinconia Fumogeno.

Grazie a tutte le persone che sono venute e a chi è intervenutx, alla Panetteria occupata, a Elena Giuliani e Valentina Calderone, al Comitato Piazza Carlo Giuliani, a Lince, allx artistx che hanno realizzato i disegni.

Un grazie enorme a Franca Pisano, la mamma di Igor, all'avvocata Ilaria Urzini, alla famiglia di Igor e agli amici per condividere la loro lotta, che ci riguarda tuttx e che continuiamo insieme.

Il 20 maggio si è svolto a Roma l'incontro "Dialoghi per il contrasto alla violenza di genere" del progetto E' stato bel...
23/05/2026

Il 20 maggio si è svolto a Roma l'incontro "Dialoghi per il contrasto alla violenza di genere" del progetto

E' stato bello ritrovarci con associazioni ed enti del terzo settore che si occupano quotidianamente di antiviolenza e antidiscriminazione, ascoltare le voci di diversi territori e realtà e ritrovarci insieme in una giornata di condivisione e confronto.

Come A Buon Diritto abbiamo anche partecipato alla discussione sul nuovo patto europeo asilo e immigrazione che entrerà in vigore a giugno, denunciando quali saranno i rischi per tutte le persone in movimento e in particolare per le persone migranti LGBTQIA+, rivendicando che la libertà di movimento non può essere un privilegio di pochi ma deve essere un diritto di tutt*.

In un momento storico che vede un ulteriore inasprimento delle politiche nei confronti delle persone in movimento e in cui permane lo stigma e la discriminazione nei confronti delle persone migranti LGBTQIA+, la risposta, insieme al contrasto e alla denuncia di queste politiche razziste e criminogene, è fare rete e continuare a portare avanti insieme un modello diverso di società.

Il Tribunale di Roma ha rinviato al 16 ottobre 2026 l’udienza della causa civile promossa contro Leonardo S.p.A., aprend...
22/05/2026

Il Tribunale di Roma ha rinviato al 16 ottobre 2026 l’udienza della causa civile promossa contro Leonardo S.p.A., aprendo la fase conclusiva del procedimento.

Il provvedimento del giudice non consente, allo stato attuale, di anticipare quale sarà l’esito finale del giudizio. Restano aperti, fino a ottobre, diversi possibili scenari.

C’è però un elemento che emerge: non è stata accolta la richiesta avanzata da Leonardo di chiamare in causa lo Stato di Israele.

La causa prosegue. L'iniziativa legale è stata promossa da un insieme di associazioni della società civile con la partnership legale della Fondazione Hind Rajab e insieme ad Hala Abulebdeh, cittadina palestinese, per chiedere alla magistratura di pronunciarsi sulle responsabilità legate alle forniture militari italiane a Israele e sulla loro compatibilità con il quadro costituzionale e normativo nazionale e internazionale.

È un percorso complesso, lungo e importante. Continueremo ad aggiornarvi sui prossimi sviluppi.

Per sostenere questa battaglia legale e contribuire a renderla possibile, è possibile continuare a supportare la raccolta fondi che accompagna il percorso: https://www.produzionidalbasso.com/project/fermiamo-la-vendita-di-armi-verso-israele/

Il 20 maggio a Roma, nell’ambito del progetto Connecting Spheres, associazioni ed esperti si incontreranno presso la Cas...
18/05/2026

Il 20 maggio a Roma, nell’ambito del progetto Connecting Spheres, associazioni ed esperti si incontreranno presso la Casa internazionale delle donne per condividere pratiche operative ed esperienze, far emergere criticità e bisogni, individuare possibili buone pratiche, rafforzare le reti e muovere raccomandazioni sul tema della violenza di genere e delle discriminazioni nei confronti delle persone LGBTQIA+.

La giornata sarà uno spazio di confronto, tavole rotonde e dibattiti partecipati tra istituzioni, servizi e organizzazioni della società civile.

Anche A Buon Diritto, che partecipa a Connecting Spheres col progetto Welcome&care4Rainbow in rete con Cirses Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli Libellula e Io se posso Komunico, parteciperà, e analizzeremo cosa cambierà con per le persone richiedenti asilo LGBTQIA+ con il nuovo patto europeo per le migrazioni e l'asilo che entra in vigore a giugno 2026.

Per motivi di spazio è richiesta l'iscrizione all'evento, all'indirizzo [email protected]

Esprimiamo la solidarietà di tutta A Buon Diritto ad Avocats Sans Frontières Tunisia Avocats Sans Frontières en Tunisie ...
14/05/2026

Esprimiamo la solidarietà di tutta A Buon Diritto ad Avocats Sans Frontières Tunisia Avocats Sans Frontières en Tunisie - ASF per la sospensione delle attività per 30 giorni ricevuta dalle autorità tunisine.

La sospensione, come dichiarato dalla stessa Asf Tunisia, costituisce un segnale estremamente preoccupante per lo stato delle libertà associative e dello spazio civico nel paese.

ASF opera al fianco degli attori tunisini per rafforzare lo Stato di diritto, promuovere l’accesso alla giustizia e difendere i diritti umani.

Come ricorda Asf Tunisia, la decisione di sospensione si inserisce in un contesto di restrizioni rivolte alle organizzazioni della società civile tunisina che va avanti da diversi anni e che è caratterizzato da crescenti pressioni sui difensori dei diritti umani, sugli avvocati, sui giornalisti e sulle organizzazioni indipendenti.

Nonostante tutto questo l'Italia continua a dichiarare la Tunisia paese di origine sicura e a fare accordi economici e politici a scapito dei diritti umani.

In un contesto in cui i governi criminalizzano la società civile, la nostra risposta è la solidarietà internazionale ed esserci lɜ unɜ per lɜ altrɜ.

Dopo aver assistito al sequestro illegale da parte di Israele in acque internazionali di una parte dell’equipaggio della...
13/05/2026

Dopo aver assistito al sequestro illegale da parte di Israele in acque internazionali di una parte dell’equipaggio della Flotilla non possiamo non denunciare, ancora una volta, che gli aiuti umanitari non possono arrivare a Gaza ma le armi continuano a essere commerciate con Israele.

Leonardo Spa ha fornito nel tempo a Israele aeroplani da addestramento (M-346), elicotteri (AW119Kx), cannoni navali (OTO Melara 76/62), componenti per gli F-35, alette per le bombe GBU, radar, sistemi per carri armati e altri materiali bellici. Ha anche inviato tecnici in Israele dopo il 7 ottobre 2023 e si è rifiutata di rendere noti i contenuti dei propri contratti.

Lo Stato italiano dopo il 7 ottobre 2023 si è limitato a sospendere le “nuove autorizzazioni” per le esportazioni, lasciando invariati i contratti in essere prima del 7 ottobre.

Leonardo fornisce a Israele materiale bellico e componenti di armi a Israele attraverso le sue controllate, come quelle con sede negli Stati Uniti. Fa anche parte di Mbda, consorzio leader in Europa nella costruzione di missili e tecnologie di difesa. Mbda vende a Israele componenti chiave per le bombe GBU-39, ovvero le ali che si dispiegano dopo il lancio consentendo alla bomba di essere guidata con estrema precisione verso il suo obiettivo.

Secondo un’inchiesta del Guardian in almeno 24 casi Israele ha impiegato queste bombe in attacchi che hanno causato la morte di civili, tra cui molti bambini, in luoghi come edifici scolastici e tende dove avevano trovato rifugio le famiglie sfollate.

Di fronte a tutto questo vogliamo risposte.
Con la causa civile chiediamo che il Tribunale di Roma dichiari nulli tutti i contratti che Leonardo S.p.A., le sue controllate o intermediarie hanno stipulato o mantengono in vigore con Israele e le sue imprese per la fornitura di materiali bellici, compresi beni e servizi “dual use”.

Chiediamo anche un provvedimento inibitorio che vieti a Leonardo di stipulare in futuro contratti analoghi.

Stiamo aspettando una decisione dal Giudice.
Nel frattempo la campagna Giù le armi Leonardo continua.

Per supportarla: https://www.produzionidalbasso.com/project/fermiamo-la-vendita-di-armi-verso-israele/?fbclid=IwY2xjawRxbRtleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFINDJWVUVHT1JacW1DREY3c3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHi13FJ_8r2tLsdJuh0M8IW5YlVVuHWD_XRBi7P-y4iE5eCFBiM8IGAC9e2sU_aem_KtQGzFtrPM76Yutf8PXesA

Verità per Igor Squeo. VOGLIAMO SAPERE CHI È STATODomenica 24 maggio a Milano, a partire dalle ore 16:00, ricordiamo Igo...
11/05/2026

Verità per Igor Squeo. VOGLIAMO SAPERE CHI È STATO

Domenica 24 maggio a Milano, a partire dalle ore 16:00, ricordiamo Igor Squeo, morto a 33 anni, nel 2022, dopo un intervento delle forze di polizia e del personale sanitario mentre era a casa sua. Tutt’oggi la verità di quanto è accaduto quella notte non è stata accertata.

Il caso di Igor Squeo non è ancora definitivamente chiuso perché da quasi quattro anni è in corso una battaglia legale in cui la famiglia continua a chiedere l’apertura di un processo: non solo come passaggio formale, ma come strumento fondamentale per accertare i fatti, chiarire eventuali responsabilità e ricostruire in modo trasparente ciò che è accaduto.

La loro richiesta si inserisce in un contesto più ampio. In Italia, infatti, esistono diverse vicende simili: casi giudiziari che si sono chiusi senza riuscire a garantire giustizia alle famiglie delle vittime e a una collettività che, anno dopo anno, si è stretta attorno a loro.

Il 24 maggio ne parleremo insieme a Franca Pisano, madre di Igor, Ilaria Urzini, legale della famiglia, Elena Giuliani, Comitato piazza Carlo Giuliani, Valentina Calderone, Garante delle persone private della libertà personale di Roma Capitale, A Buon Diritto, Malinconia Fumogeno e la Panetteria Occupata.

Per l’occasione saranno presentate ed esposte le opere vincitrici della call for artists che saranno raccolte nel numero 2 della fanzine di malinconiafumogeno.

Ci vediamo il 24 maggio a Milano
Ore 16 Parco delle Rimembranze di Lambrate
Ore 18 Un fiore per Igor

In questi giorni al Cpr di Ponte Galeria attraverso lo sportello d'ascolto di A Buon Diritto, abbiamo incontrato un uomo...
10/05/2026

In questi giorni al Cpr di Ponte Galeria attraverso lo sportello d'ascolto di A Buon Diritto, abbiamo incontrato un uomo arrivato in Italia dal Bangladesh con il decreto flussi, oggi unico modo con cui i cittadini extra Ue possono ve**re regolarmente in Italia per motivi di lavoro.

L'uomo, che chiameremo con un nome di fantasia, è arrivato in aereo dopo aver ricevuto il nulla osta, ma era vittima di una truffa: una volta in Italia non c'era nessun posto di lavoro reale ad attenderlo.

P. è rimasto senza lavoro e senza permesso di soggiorno, diventando irregolare sul territorio, come accade a oltre il 70 per cento delle persone che viene attraverso il decreto flussi perché questo sistema non funziona, come denuncia e spiega benissimo da anni la campagna .straniero insieme a diverse realtà, associazioni, sindacati.

Dopo la truffa P. non è riuscito a regolarizzare la sua posizione perché il decreto flussi non lo prevede, e in un giorno di pioggia è stato prelevato dalla polizia mentre vendeva ombrelli e portato al Cpr di Ponte Galeria. È ora seguito da un avvocato, incredulo per quello che gli sta accadendo.

Tutto questo è ancora una volta la riprova che il decreto flussi non funziona: getta le persone nell'invisibilità e può portarle addirittura alla detenzione amministrativa.

Le persone finiscono in detenzione amministrativa anche per responsabilità della normativa italiana, che prevede una "caccia allo straniero" legalizzata e fa sì che chi non ha un permesso di soggiorno possa finire in un luogo di orrore e privazione della libertà come il cpr.

Non è possibile continuare così: il decreto flussi, come chiediamo con la campagna Ero Straniero, deve essere completamente rivisto, e la Bossi Fini - che ha un impianto discriminatorio e criminogeno - stracciata.

Anche la detenzione amministrativa non può esistere. Mentre assistiamo all'intenzione del Governo Meloni di aprire nuovi cpr a Trento, Castelvolturno, Aulla, e con il nuovo patto europeo per le migrazioni e l'asilo che entrerà in vigore a giugno che prevede più detenzione, gabbie, luoghi di privazione della libertà, dobbiamo continuare a batterci per la chiusura di ogni Cpr, in Italia e ovunque.

Hala Abulebdeh è una dottoressa in farmacia, nata e cresciuta a Gaza e da anni residente in Scozia. È l’unica persona fi...
06/05/2026

Hala Abulebdeh è una dottoressa in farmacia, nata e cresciuta a Gaza e da anni residente in Scozia. È l’unica persona fisica firmataria dell’azione contro Leonardo S.p.A.. promossa da alcune organizzazioni della società civile tra cui A Buon Diritto, ACLI, ARCI, AssoPacePalestina, ATTAC Italia, Pax Christi, Un Ponte Per e la Fondazione Hind Rajab, come partner nell'azione legale.

Il 12 dicembre 2023, mentre Hala Abulebdeh si trovava in Europa, un attacco dell’esercito israeliano ha distrutto la casa della sua famiglia dove si trovavano i genitori, le due sorelle e i cinque fratelli con mariti, mogli e figli presenti. Nessuna persona è sopravvissuta.

Voice Over Foundation ha intervistato Hala Abulebdeh, la sua testimonianza si legge qui: https://www.voiceoverfoundation.org/it/miccia-mag/causa-civile-contro-leonardo-morgante?fbclid=IwY2xjawRn7PJleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFuYzBCbzR4MWtjYXJySEFEc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHnltKSSL1epxh-83XloA-z_5d6HXBEDFlP2ieVyOlipnwK42X0yvriTgaugT_aem_DZFz1Eb7nhQGzxWa2Yu9DQ

Per supportare la battaglia legale portata avanti da Hala e dalle associazioni della società civile contro la vendita e la fornitura di armi a Israele da parte di Leonardo Spa: https://www.produzionidalbasso.com/project/fermiamo-la-vendita-di-armi-verso-israele/?fbclid=IwY2xjawRn7RVleHRuA2FlbQIxMABicmlkETFuYzBCbzR4MWtjYXJySEFEc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHtsPRmDcJeXFon3M7C4s7sAq1ykZB5B-HxvHU58V-k-3lmK6p-4tlVme-0qA_aem_ZSf0Mk4fZH5LrPU7sYySOg

Giù le armi Leonardo

Hala Abulebdeh è una dottoressa in farmacia, nata e cresciuta a Gaza e da anni residente in Scozia. È l’unica persona fisica firmataria dell’azione contro Leonardo S.p.A.. promossa da diverse organizzazioni della società civile. Nel diritto civile italiano, infatti, è richiesta l’esistenza di un «interesse concreto, personale e attuale»: qualcuno che incarni direttamente la lesione. Nel suo caso, quell’interesse prende forma in modo inequivocabile: il 12 dicembre 2023, mentre lei si trova in Europa, un attacco dell’esercito israeliano distrugge la casa della sua famiglia, dove si trovavano i genitori, le due sorelle e i cinque fratelli con mariti, mogli e figli presenti. Nessuna persona sopravvive.

Voice Over Foundation ha intervistato la donna che ha fatto causa a Leonardo. La sua testimonianza si legge qui: https://www.voiceoverfoundation.org/it/miccia-mag/causa-civile-contro-leonardo-morgante

Assopace Palestina, Pax Christi Italia, Attac Italia, A Buon Diritto, Arci nazionale, Acli

Sostieni la causa legale su: https://www.produzionidalbasso.com/project/fermiamo-la-vendita-di-armi-verso-israele/

Blocchiamo il Decreto Sicurezza: giovedì 23 aprile 📍Piazza Capranica, RomaOre 18.00 presidioOre 20.30 fiaccolataCon l’en...
22/04/2026

Blocchiamo il Decreto Sicurezza: giovedì 23 aprile 📍Piazza Capranica, Roma
Ore 18.00 presidio
Ore 20.30 fiaccolata

Con l’ennesima forzatura istituzionale il Governo Meloni si appresta ad approvare un nuovo decreto "sicurezza" che prevede misure repressive nei confronti di chi manifesta, come il fermo preventivo, norme sulle "armi improprie e violenza giovanile" e rafforzamento delle sanzioni in aree urbane "considerate a rischio".

Tra le norme, anche un emendamento vergognoso che prevede incentivi per promuovere "rimpatri volontari assistiti" per le persone migranti.

Questo decreto colpisce le persone che esprimono il dissenso e le persone razzializzate, che vengono ulteriormente criminalizzate e discriminate.

Le risposte del Governo alle questioni sociali continuano a essere più sanzioni e più repressione per chi dissente, non investimenti pubblici per interventi di prevenzione, welfare, tutele, diritti.

Non possiamo lasciar passare l'ennesimo decreto criminalizzante e repressivo.

Domani, giovedì 23 aprile scendiamo in piazza a Roma, dalle 18, in presidio continuativo a Piazza Capranica.

C'è bisogno di tuttɜ, perché ci riguarda tuttɜ

Indirizzo

Via Dei Pisoni 57/59
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00

Telefono

06 85356796

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