25/05/2026
Verità e giustizia per Igor Squeo
Ieri 24 maggio è stato importante essere a Milano per parlare di Igor Squeo e chiedere che emerga la verità su come è morto, il 12 giugno 2022, dopo un intervento di carabinieri e personale sanitario nel suo appartamento.
Abbiamo ricordato Igor e raccontato la sua storia e parlato di quanto, da Genova 2001 a oggi, il nostro paese non abbia davvero fatto i conti né tantomeno risolto il problema della violenza istituzionale e degli abusi nei confronti di chi protesta, di chi viene considerato "diverso", di chi viene discriminatə e razzializzatə.
Abbiamo parlato dello spirito di corpo in un sistema che sceglie di difendere sé stesso e di uno Stato che quando interviene per sanzionare comportamenti violenti dei suoi appartenenti lo fa mettendo in discussione le singole responsabilità ma non l'intera struttura di potere che rende possibile quelle violenze e abusi.
Della vittimizzazione secondaria che è stata inflitta a Igor Squeo e prima di lui a Carlo Giuliani, Federico Aldrovandi, Stefano Cucchi, Giuseppe Uva, Riccardo Magherini, Michele Ferrulli e troppi altri e dopo di lui a Ramy Elgaml e Moussa Diarra, colpiti anche da razzismo di Stato.
In questa rivittimizzazione la persona uccisa o che ha subito violenza da parte delle forze di polizia è dipinta come responsabile della propria morte, perché "tossicodipendente", "violenta", "anoressica", perché "se l'è cercata".
Narrazione molto simile a quella che viene fatta dellx manifestanti dopo che subiscono la repressione violenta in piazza.
È stato necessario parlare di tutto questo ed è stato tanto bello e importante ritrovarci insieme e abbracciarci un po', davanti allo striscione verità per Igor e tra le bellissime stampe di Malinconia Fumogeno.
Grazie a tutte le persone che sono venute e a chi è intervenutx, alla Panetteria occupata, a Elena Giuliani e Valentina Calderone, al Comitato Piazza Carlo Giuliani, a Lince, allx artistx che hanno realizzato i disegni.
Un grazie enorme a Franca Pisano, la mamma di Igor, all'avvocata Ilaria Urzini, alla famiglia di Igor e agli amici per condividere la loro lotta, che ci riguarda tuttx e che continuiamo insieme.