A Buon Diritto

A Buon Diritto Dal 2001 lottiamo per i diritti, al fianco di chi subisce discriminazioni e razzismo, abusi e torture

Il 5 agosto del 2015, in piazza Umbria a Torino, Andrea Soldi morì soffocato durante un Trattamento Sanitario Obbligator...
05/08/2026

Il 5 agosto del 2015, in piazza Umbria a Torino, Andrea Soldi morì soffocato durante un Trattamento Sanitario Obbligatorio.

Aveva 45 anni, soffriva di schizofrenia e non aveva mai manifestato segnali di violenza: quando i pensieri diventavano eccessivamente intrusivi, trovava riparo in quella piazza, su quella che era diventata la sua panchina.

Quel giorno arrivarono sul posto il suo psichiatra e tre vigili urbani, intimandogli di seguirli in ospedale. Andrea si rifiuta e viene immobilizzato a terra violentemente, ammanettato con le braccia dietro alla schiena e tenuto in posizione prona.

Nonostante i segni di soffocamento già evidente, viene trasportato in ambulanza nella stessa posizione, per poi morire poco dopo. A stabilire il nesso di causa-effetto tra la costrizione corporale e il suo decesso sarà l’autopsia richiesta dalla Procura di Torino.

Le manovre di contenimento, l’assenza di monitoraggio da parte del personale medico, e la prolungata immobilizzazione avevano contribuito al decesso per asfissia da strangolamento.

Nel 2018 il tribunale di Torino ha condannato in primo grado lo psichiatra e tre vigili urbani per omicidio colposo. Nel 2022 la Cassazione ha confermato in via definitiva le condanne.

Nelle ultime settimane la sorella di Andrea, Maria Cristina Soldi, ha detto che quanto successo a Abderrahim Fakir a Bologna gli ha ricordato la morte di Andrea.

Ogni anno assistiamo a contenzioni messe in atto illegalmente, TSO violenti che vengono gestiti senza la necessaria preparazione da parte del personale sanitario e delle forze di polizia, fragilità umiliate e minacciate da chi avrebbe l’obbligo di farsene carico. Ci opponiamo al perdurare di questa violenza istituzionalizzata e ci uniamo a chi, da familiare e sopravvissuto, chiede verità, giustizia e cura.

Oggi, come ogni 5 agosto, Maria Cristina, e tutta la comunità che si è stretta attorno alla famiglia Soldi in questi lunghi 15 anni, ricorderà Andrea presso la Chiesa delle Stimmate di Torino alle 17:30, per poi andare in piazza Umbria, alla sua panchina.

24/07/2026

Lo stato italiano e Leonardo Spa devono interrompere ogni contratto di vendita e fornitura di armi a Israele.

A ottobre 2026 ci sarà la sentenza della causa che come società civile e insieme alla cittadina palestinese Hala Abulebdeh abbiamo portato davanti al Tribunale di Roma con la campagna "Giù le armi Leonardo".

L'azione legale è una delle tante strade che abbiamo per farci sentire e da percorrere come società civile, insieme alle mobilitazioni e all'unione tra persone, sindacati, movimenti, lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse, attiviste e attivisti.

Ma anche la politica deve prendere un impegno chiaro e lavorare veramente per rompere tutti gli accordi militari con Israele. Ed è davvero il minimo che si possa fare di fronte al genocidio a Gaza.

L'intervento di Giulia Torrini, presidente di Un Ponte Per

Il Consiglio di Stato ha accolto nei giorni scorsi il ricorso per ottemperanza di Associazione Studi Giuridici Immigrazi...
21/07/2026

Il Consiglio di Stato ha accolto nei giorni scorsi il ricorso per ottemperanza di Associazione Studi Giuridici Immigrazione (Asgi) e Cittadinanza attiva sullo schema di capitolato di appalto per la gestione dei CPR.

🔹La vicenda giudiziaria è iniziata nel 2024 quando Asgi e Cittadinanzattiva - con interventi adesivi di A Buon Diritto, ActionAid Italia, Arci nazionale, Be free, Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili, Giuristi Democratici, Psichiatria Democratica e Spazi circolari - hanno impugnato il decreto del Ministero dell’Interno sullo schema di capitolato di gara d’appalto per la gestione dei CPR.

🔹Nel 2025 con la sentenza n. 7839 il Consiglio di Stato ha riconosciuto le ragioni delle associazioni e ha annullato parzialmente lo schema di capitolato d’appalto, perché non garantisce i livelli minimi di tutela del diritto alla salute e di prevenzione del rischio suicidario per le persone trattenute nei Cpr.

🔹Ora, poiché dopo la sentenza il Ministero dell'Interno non ha svolto nessuna verifica concreta sulle condizioni all'interno delle strutture, il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso per ottemperanza delle associazioni e ha imposto al Ministero di svolgere entro sei mesi un’approfondita istruttoria sulle condizioni di salute nei CPR e di predisporre un nuovo capitolato d’appalto.

Da sempre come società civile sosteniamo che nei CPR non sono garantiti i diritti fondamentali della persona, a partire dal diritto alla salute.

Proprio nei giorni scorsi la giornalista Marika Ikonomu su Domani ha raccontato un'altra morte avvenuta in Cpr: un uomo di 33 anni, J. K., originario del Bangladesh, è morto nel 2022 nel Cpr di Ponte Galeria, ma non fu neanche comunicato al Garante dell'epoca, che lo venne a sapere da alcune realtà della società civile. Una vicenda gravissima su cui indaga la Procura. Le poche notizie che abbiamo parlano di una prescrizione di metadone a un dosaggio superiore rispetto al range terapeutico.

Sulla storia di J. K. non può calare il silenzio, e occorre fare verità e giustizia.

Abbiamo sempre detto che i Cpr non devono esistere. Nell'accogliere positivamente la sentenza del Consiglio di Stato ribadiamo che l'unica soluzione è la chiusura di tutti i Cpr, ovunque.

Ieri, mentre a Genova migliaia di persone stavano manifestando a venticinque anni dal G8, a Bologna un uomo, Abderrahim ...
20/07/2026

Ieri, mentre a Genova migliaia di persone stavano manifestando a venticinque anni dal G8, a Bologna un uomo, Abderrahim Fakir, è morto durante un intervento delle forze di polizia.

Nel video che circola in rete si vede Abderrahim Fakir schiacciato a terra da due poliziotti che premono sul suo corpo, mentre chiede aiuto.

Impossibile non pensare a Riccardo Magherini, ucciso a Firenze nel 2014 durante un fermo dei carabinieri, compresso pancia a terra mentre gridava aiuto.

O ad Andrea Soldi, ucciso a Torino nel 2015 durante un tso, mentre aveva bisogno di cura e che per tutta risposta è stato violentemente bloccato e soffocato.

La morte di Abderrahim Fakir è intollerabile e dovrebbe farci riflettere su cosa succede quando le questioni sociali e la cura vengono affrontate come materia di ordine pubblico. Quando al posto della de-escalation, della prevenzione e dell'educazione si risponde con interventi di polizia.

Ma è anche la conseguenza di un razzismo e un abuso di potere agiti dalle forze dell'ordine, con cui le istituzioni scelgono di non fare i conti, a cui si aggiunge una mancanza di presa di responsabilità, di preparazione e trasparenza, e un senso di impunità delle stesse forze di polizia.

La tecnica di fermo che è stata applicata ieri a Fakir negli anni ha portato alla morte di tantissime persone in Italia e non solo.

Venticinque anni dopo Genova e l'uccisione di Carlo Giuliani, i pestaggi brutali alla scuola Diaz e le violenze e torture di Bolzaneto, dopo Stefano Cucchi, Federico Aldrovandi, Giuseppe Uva, Ramy Elgaml e decine di decessi di persone che si trovavano sotto la custodia dello Stato, le forze di polizia e le istituzioni non hanno fatto passi avanti.

Non accettiamo razzismo e violenza di Stato.
Riempiamo le strade, facciamoci sentire, come sta accadendo in queste ore a Bologna, e insieme pretendiamo verità e giustizia per Abderrahim Fakir.

Oggi a Roma alle ore 19 presidio al Teatro dell'Opera.

Oggi a Roma, ore 19, presidio al Teatro dell’Opera per chiedere verità e giustizia per Abderrahim Fakir
20/07/2026

Oggi a Roma, ore 19, presidio al Teatro dell’Opera per chiedere verità e giustizia per Abderrahim Fakir

Genova 2001 - Genova 2026Quello che chiedevamo venticinque anni fa a Genova è più attuale che mai: in un mondo in cui in...
19/07/2026

Genova 2001 - Genova 2026

Quello che chiedevamo venticinque anni fa a Genova è più attuale che mai: in un mondo in cui infuriano le diseguaglianze, vogliamo libertà di movimento per tutt*, giustizia climatica e giustizia sociale, un no netto a guerre, strapotere dei miliardari, autoritarismo e repressione.

Avevamo ragione venticinque anni fa, e la abbiamo oggi. Con Carlo nel cuore, continuiamo.
Un altro mondo è ancora possibile, e lo costruiamo insieme.

Poche settimane fa un rapporto della Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha accusato le autorità e ...
17/07/2026

Poche settimane fa un rapporto della Commissione d'inchiesta indipendente delle Nazioni Unite ha accusato le autorità e le forze di sicurezza israeliane di aver preso di mira e ucciso deliberatamente i bambini palestinesi nella Striscia di Gaza.

L'uccisione sistematica, il ferimento e la detenzione di migliaia di minori, sono configurabili, secondo le Nazioni Unite, come una distruzione dell'essenza stessa dell'infanzia.

Secondo il report nella Striscia di Gaza sono stati uccisi almeno 20.179 bambini, che rappresentano circa il 30% di tutte le vittime del conflitto. Più di 5.000 bambini avevano meno di 5 anni, oltre 1.000 meno di un anno e oltre 400 erano neonati.

Già prima di questo report esistevano numerosissimi documenti, testimonianze, inchieste e immagini che arrivavano alla stessa conclusione.

E ancora prima di questo, sarebbe bastato affidarsi alle immagini provenienti da Gaza di uno sterminio a cui abbiamo assistito per mesi in diretta sui social. Non dovrebbero servirci i documenti ONU, basterebbe quello che abbiamo visto.

Eppure gli Stati, in primis lo Stato italiano, continuano a non assumersi le proprie responsabilità e a non interrompere ogni accordo con Israele.

Ci auguriamo che, anche grazie alla causa civile portata avanti dalla campagna “Giù le armi Leonardo", vengano finalmente dichiarati nulli i contratti di vendita e fornitura di armi da parte dello Stato italiano e di Leonardo Spa a Israele.

16/07/2026

L'Italia continua a esportare armi verso Israele, mentre Gaza negli ultimi due anni e mezzo è stata devastata dai bombardamenti israeliani che hanno causato decine di migliaia di vittime.

Negli ultimi mesi Israele sta portando avanti anche un attacco violentissimo nei confronti del Libano, causando morti e devastazioni.

Antonio De Lellis, di Pax Christi Italia e Attac Italia, ribadisce l'importanza della causa legale portata avanti da sette organizzazioni della società civile italiana e dalla cittadina palestinese Hala Abulebdeh con cui chiediamo che il Tribunale di Roma dichiari nulli i contratti di vendita e fornitura di armi da parte di Leonardo Spa e dello Stato italiano a Israele.

A ottobre avremo aggiornamenti da parte del giudice, nel frattempo la causa nei confronti di Leonardo Spa e dello Stato italiano continua.

Esprimiamo la nostra solidarietà a Lunaria, Flai Cgil, Collettiva news e a un'attivista afrodiscendente dell'associazion...
09/07/2026

Esprimiamo la nostra solidarietà a Lunaria, Flai Cgil, Collettiva news e a un'attivista afrodiscendente dell'associazione Lunaria per i commenti violenti e razzisti online che hanno ricevuto nei giorni scorsi sotto una pillola video registrata alla Prima Assemblea Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori migranti organizzata dalla FLAI CGIL.

Il video denunciava l'esistenza e la persistenza, in Italia, di forme di razzismo strutturale e parlava dell’importanza di promuovere una cultura antirazzista.

Dopo poche ore è stato preso di mira da migliaia di commenti violenti e razzisti, lesivi della dignità e molto offensivi nei confronti delle persone con background migratorio, come denunciato nel comunicato di FLAI CGIL, Lunaria e Collettiva pubblicato dopo l'episodio.

Come ricordano le tre realtà - impegnate quotidianamente da anni in attività culturali, sociali, di tutela e di informazione sui diritti - la diffamazione, l'incitamento all'odio e il razzismo non sono opinioni né forme di libertà di espressione, ma reati che mettono in discussione i principi democratici e costituzionali. E anche online ci sono limiti che non possono essere superati.

In un clima di odio e razzismo crescenti - alimentati dal linguaggio, dai contenuti, dalle proposte e dalle politiche espresse da esponenti della destra e dell'estrema destra, ma non solo - non lasceremo che messaggi violenti e razzisti vengano normalizzati, nemmeno sul web.

Mentre il governo italiano nicchia, continuano a esistere contratti tra Leonardo e l'industria bellica israeliana. C'è p...
08/07/2026

Mentre il governo italiano nicchia, continuano a esistere contratti tra Leonardo e l'industria bellica israeliana. C'è però chi sceglie di sostenere un'altra strada: quella della giustizia.

Grazie a Banca Etica, la nostra campagna di raccolta fondi riceverà un contributo di 4.026 euro, che rafforzerà l'azione legale con cui chiediamo di dichiarare nulli i contratti armati tra Leonardo S.p.A. e Israele.

Questa non è solo un'erogazione economica. È la dimostrazione che la finanza può stare dalla parte dei diritti umani, invece che dell'industria bellica. Significa sostenere chi prova a far valere il diritto, anche quando è scomodo. Vuol dire anche tentare di rompere la complicità italiana nella fornitura di armamenti a Israele e affermare che un altro modello è possibile: gli investimenti nelle armi non sono un destino inevitabile.

Grazie a Banca Etica per aver creduto in questa battaglia.

E grazie a tutte le persone che hanno contribuito alla raccolta, in particolare Claudio Cinque Si Cerquetti, elders4peace.org e Paolo Bergamaschi.

La campagna continua. Perché l'impunità non è un destino: è una scelta politica.

Indirizzo

Via Dei Pisoni 57/59
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 10:00 - 18:00

Telefono

06 85356796

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