13/07/2026
Abbiamo iniziato ascoltando Carlo parlarci di Blu, di come la sua arte fosse scatenata per natura: non c’era possibilità di incastrarla, incorniciarla o addomesticarla. La sua arte nasce libera e muore libera, e nel mentre chi la guarda sa che può esserci oggi e scomparire domani.
Poi abbiamo cercato di capire quale fosse la nostra tag, il nome con cui qualcuno ci avrebbe riconosciuto o con il quale, al contrario, ci saremmo nascosti. Lo abbiamo scritto decine di volte su quei fogli, finché la firma veniva da sé, come se ci fossimo sempre chiamati così.
Poi abbiamo scoperto che si può ricalcare, copiare, disegnare, incidere e magari sbagliare, perché la gomma nell’astuccio non c’era mai, piuttosto lo scarabocchio veniva trasformato in fiore.
E quando pensavamo che quel muro non lo avremmo mai veramente dipinto, ecco apparire pennelli, scale e colori. Francesca e Carlo lo sapevano sin dall’inizio che lo avremmo fatto...noi, beh, abbiamo iniziato a crederci verso la fine.
Ora sta lì, con le nostre sagome, i nostri nomi, le nostre bandiere e le nostre lingue. A memoria di quel che eravamo e di quel che ancora possiamo essere.
[Laboratorio di street art 2025/2026, Centro gli Scatenati, curato da Francesca Crisafulli e Carlo Nannetti]