28/05/2026
Ultime ore di ennesima escalation in Libano, dove i bombardamenti israeliani sono tornati a colpire fortemente il sud del Paese e pure Beirut, l’unico luogo dove sembrava reggere il “cessate il fuoco” farsa.
Le distruzioni si estendono ben oltre la cosiddetta “linea gialla”, colpendo infrastrutture civili, abitazioni e intere comunità, al fine di espandere l’occupazione. Siamo di fronte a ciò che pare una vera e propria pulizia etnica. Colpita gravemente anche Tiro, città patrimonio UNESCO, mentre aumentano le famiglie costrette a fuggire. Colpiti i campi profughi palestinesi e anche la diga di Qaraoun, infrastruttura idrica civile fondamentale per tutto il paese.
Secondo i dati al 28 maggio, dai primi di marzo in Libano si contano oltre 3.200 morti e più di 10mila feriti. Dati che tristemente sono già superati appena li riportiamo.
Il nostro staff locale e internazionale resta sul campo e continua a distribuire aiuti umanitari, kit igienici e beni di prima necessità a migliaia di famiglie costrette a lasciare le proprie case.
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