Anfaci - Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile Interno

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Anfaci - Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile Interno Organizzazione non governativa (ONG)

Ci sono lavori che producono. E lavori che tengono. Ci sono luoghi in cui il lavoro non è solo attività, ma anche respon...
01/05/2026

Ci sono lavori che producono. E lavori che tengono.
Ci sono luoghi in cui il lavoro non è solo attività, ma anche responsabilità.

Nelle Prefetture, ogni giorno, si tengono insieme equilibri: tra libertà e sicurezza, tra diritti e doveri, tra Stato e cittadini. Un lavoro discreto, ma decisivo, che non si espone ma rende possibile. Accanto alle Forze dell’ordine, nel presidio quotidiano della legalità e nella continuità della presenza dello Stato nei territori.

In questo Primo Maggio, ANFACI guarda anche ai più giovani: al loro bisogno di futuro, di stabilità, di senso.
Perché il lavoro pubblico non è solo funzione. È responsabilità verso la Repubblica. E ogni giorno, dentro le istituzioni, questa responsabilità prende forma.

Nelle nostre città, nelle piazze, nelle comunità, la partecipazione ampia e consapevole che ha accompagnato il 25 Aprile...
26/04/2026

Nelle nostre città, nelle piazze, nelle comunità, la partecipazione ampia e consapevole che ha accompagnato il 25 Aprile restituisce il senso profondo di una memoria che continua a vivere nella coscienza nazionale.

Nel solco della Liberazione, la Repubblica ritrova le sue radici: libertà, democrazia, Stato di diritto. Ma anche unità, bene prezioso, ricostruito nella pluralità delle storie e delle culture che hanno dato forma alla nostra comunità.
In una parola, evocata dal Presidente della Repubblica a San Severino Marche, "amor di Patria".

Sono valori che non appartengono al passato, ma che si rinnovano ogni giorno nell’azione delle istituzioni, nei territori, al servizio dei cittadini. Custodire la Liberazione significa tradurne l’eredità in responsabilità, equilibrio e senso dello Stato.

Anfaci, contro la paura della firma serve una cultura della decisione"Serve una cultura della decisione. La legge non è ...
15/04/2026

Anfaci, contro la paura della firma serve una cultura della decisione

"Serve una cultura della decisione. La legge non è una ricetta, ma un limite necessario: non può prevedere tutte le varianti della realtà. Per questo amministrare significa scegliere, assumersi responsabilità, trovare soluzioni". Così il Segretario Generale dell'Anfaci (Associazione Nazionale Funzionari Amministrazione Civile Interno), Filippo Romano, al seminario 'Decisione e discrezionalità nella Pubblica Amministrazione' organizzato alla Camera dei Deputati.
"Nel nostro Paese - ha osservato - la cultura del fare è spesso compressa dalla paura della firma e da una diffusa cultura del sospetto. Si è più attratti dalla sanzione che dal buon funzionamento. È un paradigma che alimenta sfiducia e indebolisce l'azione pubblica".
"Per chi amministra - ha aggiunto - la discrezionalità non è un margine, ma l'essenza stessa dell'agire. Senza discrezionalità non c'è amministrazione, ma mera esecuzione".
"La fiducia dei cittadini - ha concluso - nasce dall'equilibrio tra norma, decisione amministrativa e giurisdizione. È in questo equilibrio che si misura la credibilità dello Stato. Ed è su questo terreno che i Prefetti continueranno a esercitare, con responsabilità, il proprio ruolo al servizio del Paese".

174° anniversario della Polizia di StatoIn occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, espr...
10/04/2026

174° anniversario della Polizia di Stato

In occasione del 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato, esprimiamo profonda gratitudine alle donne e agli uomini in divisa che ogni giorno, con professionalità, equilibrio e spirito di servizio, garantiscono sicurezza, legalità e tutela dei diritti dei cittadini.

La Polizia di Stato rappresenta un presidio essenziale per le comunità e per la tenuta delle istituzioni democratiche, spesso lontano dai riflettori ma sempre vicino ai cittadini, nelle emergenze come nella quotidianità.

Ci teniamo a sottolineare, inoltre, il valore della collaborazione quotidiana tra prefetti, funzionari dell’Amministrazione civile dell’Interno e Polizia di Stato: un lavoro comune che rafforza la sicurezza, la coesione sociale e la presenza dello Stato sul territorio.

Un impegno silenzioso e costante che merita riconoscenza e rispetto.

La Pasqua richiama i valori della comunità, della responsabilità e del servizio al Paese, principi che ogni giorno guida...
04/04/2026

La Pasqua richiama i valori della comunità, della responsabilità e del servizio al Paese, principi che ogni giorno guidano l’impegno delle colleghe e dei colleghi dell’Amministrazione civile dell’Interno.
Con questo spirito, ANFACI rivolge i più sinceri auguri a tutte e a tutti e alle vostre famiglie, con l’auspicio che questa Pasqua porti un momento di serenità, di riflessione e di rinnovata energia nel servizio alle Istituzioni e ai cittadini.

Cinque anni fa veniva a mancare Carlo Mosca, il Prefetto che più di tutti, negli ultimi decenni, ha saputo incarnare le ...
31/03/2026

Cinque anni fa veniva a mancare Carlo Mosca, il Prefetto che più di tutti, negli ultimi decenni, ha saputo incarnare le doti di equilibrio e autorevolezza che sono il nucleo fondamentale della missione prefettizia.

L'Anfaci rinnova oggi il sentimento di profonda gratitudine e rispetto verso una figura che ha segnato in modo indelebile la storia dell'Amministrazione dell’Interno e del servizio allo Stato.

La sua carriera, sempre condotta con rigore, equilibrio e una straordinaria capacità di visione, lo ha visto protagonista anche nell'Associazione, di cui e’ stato Presidente.

Uomo delle Istituzioni nel senso più alto del termine, Carlo Mosca ha coniugato competenza e umanità, fermezza e capacità di ascolto e di attenzione costante nei confronti di tutti gli “operatori” della nostra grande famiglia, quella dell Amministrazione dell’Interno.

Il suo contributo continua a rappresentare un punto di riferimento per quanti oggi continuano nel servizio a difesa e tutela degli alti principi incarnati dal Corpo prefettizio. La sua eredità professionale e morale vive nella testimonianza di chi lo ha conosciuto, nell’esempio offerto ai più giovani e nel solco di legalità, dedizione e sobrietà che ha lasciato.

Nel ricordarlo oggi, con rispetto e riconoscenza, riaffermiamo il valore di un modello di servizio pubblico fondato sulla serietà, sulla competenza e sulla lealtà verso lo Stato.

Di seguito, la relativa voce tratta dall’enciclopedia ‘Wikipedia’:
https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Mosca

A cosa servono i prefetti.Libero Mazza, Prefetto di Milano, aveva previsto e segnalato al Governo, con una famosa relazi...
30/03/2026

A cosa servono i prefetti.

Libero Mazza, Prefetto di Milano, aveva previsto e segnalato al Governo, con una famosa relazione, il nascente terrorismo.
Il "Rapporto Mazza", purtroppo, incontrò ostacoli in alcuni partiti politici e non fu preso nella dovuta considerazione.
Nel 1978, intervistato pochi giorni dopo l'uccisione di Aldo Moro, Libero Mazza raccontò che «dapprima il mio rapporto fu travisato [...] sostennero che puntavo l'indice soltanto a sinistra; più tardi ammisero che avevo parlato sì di tre aree violente, estrema sinistra, estrema destra, anarchismo, ma che non aveva senso porre sullo stesso piano la violenza di destra, realmente sovvertitrice, e la violenza di sinistra, semplice malattia infantile».

Di seguito, il link alla biografia del Prefetto Mazza (tratta da Wikipedia):
https://it.wikipedia.org/wiki/Libero_Mazza

a un completo racconto scritto, anni dopo, dal Prefetto Aldo Buoncristiano:
https://culturaprofessionale.interno.gov.it/FILES/docs/1260/instrumenta_29_09_buoncristiano.pdf

e a un più recente contributo sul tema, scritto dal Prefetto Bruno Strati (p. 108 del n. 117/2024 di ‘Amministrazione Pubblica’):
https://www.anfaci.it/wp-content/uploads/2025/09/Rivista-N°-117-2024.pdf

Oggi, 27 marzo, ricorre l'anniversario della nascita di Georges Eugène Hausmann, probabilmente il Prefetto più famoso de...
27/03/2026

Oggi, 27 marzo, ricorre l'anniversario della nascita di Georges Eugène Hausmann, probabilmente il Prefetto più famoso della storia moderna, nonché il creatore della Parigi dei boulevard che tutti amiamo.

Dopo duri studi universitari di giurisprudenza e anche di musica, rivelando ottime doti di pianista,
Haussmann sentì di essere maggiormente versato per la carriera prefettizia, che iniziò il 21 maggio 1831 con la nomina a segretario generale della prefettura di Vienne à Poitiers. Il 15 giugno 1832 venne nominato sottoprefetto d'Yssingeaux, e il 9 ottobre dello stesso anno sottoprefetto di Nérac, in Aquitania. Successivamente divenne sottoprefetto d'Ariège (1840) a Saint-Girons, poi a Blaye nel 1841, quindi prefetto del dipartimento del Var (1849), poi del dipartimento d'Yonne (1850).

Nel 1852 Napoleone III incaricò il
Ministro dell'interno Victor de Persigny di scegliere un prefetto per il Dipartimento della Senna, cioè per Parigi. Persigny chiamo a colloquio i prefetti di Rouen, Lilla, Lione, Marsiglia e Bordeaux, e nelle sue Memorie descrive l'incontro con Haussmann in questi termini:

«A colpirmi di più fu Monsieur Haussmann [...] Avevo di fronte a me uno degli uomini più straordinari del nostro tempo: grande, forte, vigoroso, energico, e al contempo intelligente e subdolo, con uno spirito pieno di risorse. Quest'uomo audace non aveva paura a mostrarsi per quello che era [...] Mi ha raccontato tutti i suoi traguardi raggiunti durante la sua carriera amministrativa, senza dimenticare nulla; avrebbe potuto parlare per sei ore di seguito senza fermarsi, siccome discorreva del suo argomento preferito, ovvero sé stesso. Non ero affatto insoddisfatto ...» (Victor de Persigny, Marvé Maneglier, Paris Impérial - La vie quotidienne sous le Second Empire, Armand Colin, 1990, ISBN 2-200-37226-4, cit. reperibile in Wikipedia).

Il resto è storia.
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File di cittadini davanti alle Prefetture.Sguardi curiosi, attese pazienti, voglia di entrare. Per la prima volta, in oc...
23/03/2026

File di cittadini davanti alle Prefetture.
Sguardi curiosi, attese pazienti, voglia di entrare.

Per la prima volta, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, le Prefetture hanno aperto le proprie sedi ai cittadini, grazie alla collaborazione tra ANFACI e FAI.

Dentro quelle file c’è il desiderio di avvicinarsi alle Istituzioni, di capirle, di sentirle proprie.

Accanto alla bellezza degli edifici, si è aperto uno spazio di racconto e di incontro.
Funzionari, Dirigenti e personale delle Prefetture hanno accompagnato i visitatori, condividendo non solo luoghi, ma il senso di una missione: essere presenza dello Stato, punto di equilibrio nei territori, riferimento per le comunità.

Le giornate Fai si sono svolte in concomitanza con il referendum e in molte sedi, negli stessi spazi, si lavorava per garantire il corretto svolgimento del voto. Le aperture hanno così coinvolto per quest’anno solo le Prefetture in cui è stato possibile accogliere il pubblico, mentre altre sono state interamente dedicate alle fondamentali attività elettorali.

Ma é un primo passo!
Un primo passo che ha già mostrato quanta strada si possa fare. L’obiettivo è dare continuità a questa esperienza, fino a rendere l’apertura delle nostre sedi un appuntamento sempre più diffuso.

Aprire le Prefetture significa aprire lo Stato. E, in tal modo, ritrovarlo più vicino alle persone.

22/03/2026

File di cittadini davanti alle Prefetture.
Sguardi curiosi, attese pazienti, voglia di entrare.

Per la prima volta, in occasione delle Giornate FAI di Primavera, le Prefetture hanno aperto le proprie sedi ai cittadini, grazie alla collaborazione tra ANFACI e FAI.

Dentro quelle file c’è il desiderio di avvicinarsi alle Istituzioni, di capirle, di sentirle proprie.

Accanto alla bellezza degli edifici, si è aperto uno spazio di racconto e di incontro.
Funzionari, Dirigenti e personale delle Prefetture hanno accompagnato i visitatori, condividendo non solo luoghi, ma il senso di una missione: essere presenza dello Stato, punto di equilibrio nei territori, riferimento per le comunità.

Le giornate Fai si sono svolte in concomitanza con il referendum e in molte sedi, negli stessi spazi, si lavorava per garantire il corretto svolgimento del voto. Le aperture hanno così coinvolto per quest’anno solo le Prefetture in cui è stato possibile accogliere il pubblico, mentre altre sono state interamente dedicate alle fondamentali attività elettorali.

Ma é un primo passo!
Un primo passo che ha già mostrato quanta strada si possa fare. L’obiettivo è dare continuità a questa esperienza, fino a rendere l’apertura delle nostre sedi un appuntamento sempre più diffuso.

Aprire le Prefetture significa aprire lo Stato. E, in tal modo, ritrovarlo più vicino alle persone.

Giornate FAI, Prefetture aperteQuesto fine settimana, nell’ambito delle Giornate FAI, alcune Prefetture aprono le porte ...
20/03/2026

Giornate FAI, Prefetture aperte

Questo fine settimana, nell’ambito delle Giornate FAI, alcune Prefetture aprono le porte ai cittadini, grazie alla collaborazione tra FAI e ANFACI.

È l’occasione per entrare fisicamente in luoghi che custodiscono non solo l’azione dello Stato, ma anche un patrimonio architettonico e artistico spesso poco conosciuto: palazzi, sale, dettagli che raccontano una storia più ampia, fatta di istituzioni e di cultura.

Le Prefetture fanno parte dell’equilibrio istituzionale del Paese.
Al loro interno, si affrontano questioni complesse, si assumono decisioni, si compongono interessi diversi. E noi lo sappiamo bene, perché è qui che si misura, ogni giorno, la responsabilità del servizio allo Stato.

Aprire le porte significa rendere accessibile tutto questo, mettendo in relazione il valore delle funzioni con i luoghi che le ospitano rafforzando un rapporto fondato sulla conoscenza e sulla fiducia.

Indirizzo

Via Cavour, 5
Rome
00185

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 15:00
Martedì 12:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 15:00
Giovedì 12:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 15:00

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