Giovani delle ACLI

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«Che fai quest’estate? A che ora attacchi oggi? Quale contratto ti hanno fatto?»Lo sappiamo già: per troppi, quest’estat...
18/08/2026

«Che fai quest’estate? A che ora attacchi oggi? Quale contratto ti hanno fatto?»

Lo sappiamo già: per troppi, quest’estate, le risposte non sono quelle che vorrebbero dare. E nemmeno le soddisfazioni.

Non è normale, e continuiamo a dirlo.
Storia dopo storia, puoi scrivere la tua su Poi Vediamo — www.poivediamo.it

Non tutti sono in ferie.Il 2026 è l’estate più calda mai registrata in Europa occidentale. Ondate di caldo che non hanno...
14/08/2026

Non tutti sono in ferie.

Il 2026 è l’estate più calda mai registrata in Europa occidentale. Ondate di caldo che non hanno dato tregua, oltre 135 milioni di persone sotto i 35 gradi. E mentre qualcuno stacca, c’è chi resta nei campi, sui tetti, in strada.

Ogni giorno una storia in più. Un bracciante, un operaio, un ragazzo di 19 anni tra i pomodori. Persone che escono per lavorare e non rientrano.

Ora il caldo molla la presa e il paese tira il fiato. Ma le tutele restano quelle di sempre: esistono sulla carta, e si sgretolano di giorno in giorno.

Il caldo non fa differenze. Chi decide i diritti, sì.

Formiamoci, sensibilizziamo, denunciamo.

Il terzo e ultimo capitolo di 70 in 7, lo speciale dei Giovani delle ACLI dedicato allatragedia mineraria di Marcinelle ...
11/08/2026

Il terzo e ultimo capitolo di 70 in 7, lo speciale dei Giovani delle ACLI dedicato alla
tragedia mineraria di Marcinelle dell’8 agosto 1956, ci porta nel luogo in cui questa
storia è accaduta: la miniera del Bois du Cazier. Dopo aver ricostruito le ragioni
dell’emigrazione italiana in Belgio e la difficile esperienza dei lavoratori arrivati nelle
regioni minerarie, nell’ultimo episodio lasciamo spazio alla voce di chi quella realtà l’ha
vissuta in prima persona. Urbano Ciacci era un minatore del Bois du Cazier. A più di
novant’anni ci ha accompagnati nei luoghi che oggi ospitano il museo di Marcinelle,
ripercorrendo la quotidianità del lavoro in miniera: la discesa sottoterra, i turni, gli
strumenti, i pericoli, i rapporti tra i minatori e i piccoli gesti di ogni giorno.
L’8 agosto 1956 Urbano non era a Marcinelle. Era tornato in Italia, nella sua Fano, per
sposarsi. Quel giorno, al Bois du Cazier, morirono 262 persone, 136 delle quali italiane.
Settant’anni dopo, Urbano, che al museo della miniera di Bois du Cazier fa da guida, ha
ripercorso con noi quei luoghi
Con la sua testimonianza si chiude il percorso di 70 in 7: dall’accordo italo-belga del
1946 all’arrivo dei lavoratori italiani, dalla loro vita nelle comunità minerarie fino all’8
agosto 1956. Perché la storia di Marcinelle è fatta di numeri e date, ma soprattutto delle
vite di chi c’era.
Se questi post ti hanno incuriosito o insegnato qualcosa di nuovo, ti invitiamo ad
approfondire questa pagina della storia dell’emigrazione italiana, che quest’anno
compie 70 anni!
Tienila viva, diffondi il post!

Il secondo capitolo di 70 in 7, lo speciale in tre parti dei Giovani delle ACLI dedicato allatragedia mineraria di Marci...
10/08/2026

Il secondo capitolo di 70 in 7, lo speciale in tre parti dei Giovani delle ACLI dedicato alla
tragedia mineraria di Marcinelle dell’8 agosto 1956, riparte da dove ci eravamo lasciati:
dall’arrivo di migliaia di lavoratori italiani in Belgio dopo l’accordo sulla manodopera del
1946. Se nel primo episodio, con Anne Morelli, abbiamo ricostruito le ragioni e il
contesto di quella migrazione, ora entriamo nell’esperienza di chi la visse.
Che cosa significava, per un lavoratore italiano, arrivare nel Belgio delle miniere?
Alloggi precari, diffidenza e xenofobia, un lavoro durissimo e pericoloso sottoterra. Ma
anche la nascita di nuove comunità, le prime forme di solidarietà e le battaglie per i
diritti e la salute dei lavoratori, a partire dal riconoscimento della silicosi come malattia
professionale.
A raccontarci questa storia è Michele Ottati, presidente delle ACLI Belgio e figlio di un
minatore italiano. Una storia che per lui è anche familiare: suo padre, oltre al lavoro in
miniera, partecipò attivamente alla vita delle ACLI e alla nascita dei circoli nel Paese.
Attraverso la sua testimonianza ripercorriamo così la vita dei minatori italiani in Belgio:
dal viaggio alle baracche, dalla discesa in miniera alle lotte per conquistare dignità e
diritti.

Il primo capitolo di 70/7, lo speciale in tre parti dei Giovani delle ACLI dedicato alla tragedia mineraria di Marcinell...
09/08/2026

Il primo capitolo di 70/7, lo speciale in tre parti dei Giovani delle ACLI dedicato alla tragedia mineraria di Marcinelle dell’8 agosto 1956, parte da dieci anni prima. È il 23 giugno 1946 quando Italia e Belgio firmano l’accordo sulla manodopera, noto come Protocollo italo-belga e passato alla storia anche come accordo “uomini contro carbone”.
L’intesa apre la strada all’arrivo di migliaia di lavoratori italiani destinati alle miniere belghe. Dieci anni dopo, l’8 agosto 1956, 136 di quei lavoratori italiani perderanno la vita nella miniera del Bois du Cazier, a Marcinelle. Per comprendere la tragedia e ciò che ha rappresentato per la storia dell’emigrazione italiana, 70/7 parte da qui: dalle ragioni che portarono migliaia di italiani in Belgio e dalle condizioni storiche, economiche e sociali in cui maturò quella migrazione.
Ce ne parla Anne Morelli, docente onoraria dell’Université libre de Bruxelles (ULB).

Assieme al Patronato Acli vogliamo promuovere il Premio Salvatore Satta: 5.000€ alla miglior tesi di laurea su previdenz...
30/07/2026

Assieme al Patronato Acli vogliamo promuovere il Premio Salvatore Satta: 5.000€ alla miglior tesi di laurea su previdenza e assistenza sociale.

Il premio è in memoria di chi ha dedicato 40 anni a difendere il diritto alla pensione di tutti.

Ti sei laureato con una tesi su questi temi? Hai tempo fino alle 12:00 del 15 settembre 2026.

Tutte le info nel bando: patronato.acli.it/premiosatta

E voi, cosa vorreste sapere sulla vostra futura pensione? Ditecelo nei commenti! 👇🏼

“Siamo nel paese più bello del mondo e il nostro sistema lavoro non ha uguali.” 🎪Sì, avete letto bene. È quello che la M...
23/07/2026

“Siamo nel paese più bello del mondo e il nostro sistema lavoro non ha uguali.” 🎪

Sì, avete letto bene. È quello che la Ministra del Lavoro ha dichiarato rispondendo a chi le chiedeva cosa direbbe a un giovane pronto a lasciare l’Italia.

La nostra risposta? Benvenuti nel paese delle meraviglie... che esiste solo nella testa della politica.

Mentre palazzo e propaganda raccontano una favola fatta di “eccellenze” e “grandi opportunità”, la realtà che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle è un’altra.
Non lo diciamo per sentito dire, ma con le testimonianze reali raccolte con la nostra campagna .

Storie di:
- Tirocini infiniti usati come manodopera a costo zero.
- Lavoro nero o grigio spinto al limite del ricatto.
- Stipendi da fame che non ti permettono nemmeno di sognare un’indipendenza, figuriamoci un futuro.

La verità è che i giovani NON se ne vanno perché non amano l’Italia. Se ne vanno perché sono stanchi di un sistema che non garantisce i diritti fondamentali scritti nella nostra Costituzione (Art. 4, ricordate?).
Se ne vanno perché stanchi di politici che preferiscono fare narrazione invece di cambiare le cose.
Se ne vanno perché senza futuro e senza dignità non si può rimanere.

Noi non ci stiamo! Continueremo a lottare per denunciare il lavoro nero e pretendere contratti giusti, perchè il riconoscimento del nostro valore non è uno slogan, è un dovere. Pretendiamo di poter restare, crescere e costruire qui la nostra vita.
E a chi ci governa diciamo: svegliatevi, prima che l'ultimo giovane metta il telefono in modalità aereo. ✈️

A Villa Literno prende vita un progetto nato da un bando nazionale delle Acli, vinto insieme ad altre 11 realtà in Itali...
18/07/2026

A Villa Literno prende vita un progetto nato da un bando nazionale delle Acli, vinto insieme ad altre 11 realtà in Italia.

L’Oasi dello Studio sta diventando il cuore pulsante di una comunità: libri condivisi, laboratori, momenti insieme, la voglia di restare e costruire qualcosa, invece di andare via.

Esattamente quello che la Youth Policy ACLI immagina per i circoli: spazi condivisi, aperti, vivi.

E tu hai uno spazio da raccontare? Scrivici 👇

Il futuro si costruisce sul campo, non dietro un muro.Il Mondiale 2026 ci sbatte in faccia un cortocircuito straordinari...
11/07/2026

Il futuro si costruisce sul campo, non dietro un muro.
Il Mondiale 2026 ci sbatte in faccia un cortocircuito straordinario. Mentre sul campo assistiamo al più grande laboratorio interculturale del pianeta, dove le identità non si escludono ma si sommano e portano al successo, la politica del Trumpismo si arrocca dietro la retorica dei muri, della paura e dell’attacco allo straniero.
È il paradosso perfetto: il torneo più inclusivo e “senza frontiere” della storia si gioca sul suolo di chi vorrebbe blindare i confini.
Come GA, rifiutiamo questa logica escludente.

Chiedere a un ragazzo “da dove vieni davvero” per tracciare una linea di separazione è una retorica vecchia, superata dalla realtà della nostra generazione.

Il verdetto del campo è chiaro: le società aperte e inclusive vincono e progrediscono; quelle chiuse, ossessionate dalle barriere, si condannano alla solitudine.

Noi abbiamo già scelto: scegliamo l’incontro, la memoria e il futuro.

👇 E tu, credi che i muri della propaganda possano davvero fermare un mondo che cambia? Dicci la tua nei commenti! 💬

Nel giorno dei 250 anni degli Stati Uniti, il primo Papa americano ha detto no alla Casa Bianca e ha scelto Lampedusa.Ni...
08/07/2026

Nel giorno dei 250 anni degli Stati Uniti, il primo Papa americano ha detto no alla Casa Bianca e ha scelto Lampedusa.

Niente lettera per Trump. Ma una lettera scritta di suo pugno per i Vescovi americani. Niente discorsi da Washington, ma un uomo solo, inginocchiato tra le tombe anonime dei migranti.

Leone XIV ha scelto di ricordare a un intero Paese le sue radici: gli immigrati non sono una minaccia all’identità americana, ne sono il fondamento.

Il suo gesto è un grido che arriva ovunque: all’Europa, che deve smettere di cedere alla globalizzazione dell’indifferenza, e al mondo intero, perché la dignità delle persone viene prima dei confini, sempre.

Indirizzo

Via Marcora 18/20
Rome

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