11/08/2026
Il terzo e ultimo capitolo di 70 in 7, lo speciale dei Giovani delle ACLI dedicato alla
tragedia mineraria di Marcinelle dell’8 agosto 1956, ci porta nel luogo in cui questa
storia è accaduta: la miniera del Bois du Cazier. Dopo aver ricostruito le ragioni
dell’emigrazione italiana in Belgio e la difficile esperienza dei lavoratori arrivati nelle
regioni minerarie, nell’ultimo episodio lasciamo spazio alla voce di chi quella realtà l’ha
vissuta in prima persona. Urbano Ciacci era un minatore del Bois du Cazier. A più di
novant’anni ci ha accompagnati nei luoghi che oggi ospitano il museo di Marcinelle,
ripercorrendo la quotidianità del lavoro in miniera: la discesa sottoterra, i turni, gli
strumenti, i pericoli, i rapporti tra i minatori e i piccoli gesti di ogni giorno.
L’8 agosto 1956 Urbano non era a Marcinelle. Era tornato in Italia, nella sua Fano, per
sposarsi. Quel giorno, al Bois du Cazier, morirono 262 persone, 136 delle quali italiane.
Settant’anni dopo, Urbano, che al museo della miniera di Bois du Cazier fa da guida, ha
ripercorso con noi quei luoghi
Con la sua testimonianza si chiude il percorso di 70 in 7: dall’accordo italo-belga del
1946 all’arrivo dei lavoratori italiani, dalla loro vita nelle comunità minerarie fino all’8
agosto 1956. Perché la storia di Marcinelle è fatta di numeri e date, ma soprattutto delle
vite di chi c’era.
Se questi post ti hanno incuriosito o insegnato qualcosa di nuovo, ti invitiamo ad
approfondire questa pagina della storia dell’emigrazione italiana, che quest’anno
compie 70 anni!
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