L'Osservatorio - Research Centre on Civilian Victims of Conflicts

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L'Osservatorio - Research Centre on Civilian Victims of Conflicts L’Osservatorio is a research centre that brings to public attention the consequences of armed conflicts on civilians.

❗ Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano dopo un attacco missilistico di Hezbollah del 2...
30/04/2026

❗ Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano dopo un attacco missilistico di Hezbollah del 2 marzo, nel contesto del conflitto più ampio con Iran e Stati Uniti. Secondo il ministero della salute libanese i raid hanno causato circa 2.080 morti civili, mentre Israele riporta 15 vittime tra cittadini e soldati.

📜 Le tensioni attuali derivano anche dal fallimento dell’accordo del 2024: Hezbollah rifiutò di disarmarsi, ritenendo le armi indispensabili per la sicurezza nazionale e da ciò conseguì una serie di attacchi israeliani contro le sue infrastrutture e combattenti.

🤝🏻Nel pieno dell’escalation, Israele e Libano hanno avviato colloqui a Washington sotto la mediazione degli Stati Uniti. Le posizioni restano però distanti: il Libano considera essenziale un cessate il fuoco immediato per proseguire i negoziati, Israele invece rifiuta una tregua nell’immediato, puntando al disarmo di Hezbollah come priorità.

⚖️ Il dialogo si inserisce in un contesto storicamente ostile: Israele e Libano sono formalmente in guerra dal 1948 e senza relazioni diplomatiche, nonostante contatti indiretti recenti. Oltre a questo, in Libano Hezbollah resta influente sul piano politico e militare, pur tra crescenti critiche interne. In questo equilibrio fragile i colloqui rappresentano un passaggio delicato, da considerarsi attualmente in una fase esplorativa piuttosto che realmente risolutiva.

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📷 Photo credits: Pieonane su

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🪖Lo scorso 15 aprile 2023, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le forze paramilitari di Supporto Rapido (RSF) sono entrate ...
27/04/2026

🪖Lo scorso 15 aprile 2023, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le forze paramilitari di Supporto Rapido (RSF) sono entrate in guerra, causando sofferenze inimmaginabili tra i civili, specialmente nella città di Khartoum.
Secondo la rappresentante dell’UNHCR in Sudan, dall’inizio del conflitto, circa 14 milioni di persone sono state costrette a fuggire. Di queste, 9 milioni restano sfollate all’interno del Sudan e 4,4 milioni hanno varcato i confini. Ciò è dovuto, tra le altre ragioni, all’aumento dei bombardamenti aerei e degli attacchi con i droni, che hanno preso di mira principalmente le infrastrutture civili.

📈Non solo l’intera popolazione viene sottoposta a trattamenti disumani (quali massacri o arresti arbitrari), ma le donne subiscono il doppio delle sofferenze. Solo nel 2025, oltre 500 donne sono state vittime di violenza sessuale, mentre cercavano di fuggire verso un luogo più sicuro.

🚨Come riferito dal rappresentante della FAO in Sudan, circa 21 milioni di sudanesi soffrono la fame estrema e, tra questi, 6,3 milioni si trovano in uno stato di emergenza alimentare. Oltretutto, in tre anni di guerra, più di 200 attacchi alle strutture sanitarie hanno causato 2.052 morti, come dichiarato dal rappresentante dell’OMS in Sudan.

‼️Infine, l’attuale conflitto in Medio Oriente ha avuto un enorme impatto sulla fornitura di aiuti umanitari. Il principale hub logistico dell’OMS si trova, infatti, proprio negli Emirati Arabi Uniti. L’interruzione della rotta dei rifornimenti umanitari ha reso più complicato l’accesso agli aiuti in tempi rapidi.

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📷 Photo credits: Speak Media Uganda su

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🚨Dall’inizio della tregua, il 10 ottobre 2025, oltre 700 palestinesi sarebbero stati uccisi e quasi 2.000 feriti. Nonost...
24/04/2026

🚨Dall’inizio della tregua, il 10 ottobre 2025, oltre 700 palestinesi sarebbero stati uccisi e quasi 2.000 feriti. Nonostante il cessate il fuoco, i combattimenti non si sono mai realmente arrestati e proseguono attraverso raid aerei, bombardamenti e scontri terrestri.

🏥Inoltre, le agenzie umanitarie denunciano carenze critiche di medicinali, attrezzature mediche e materiali di base, come forniture sterili, con ripercussioni dirette sulla qualità delle cure.
Anche le condizioni di vita della popolazione civile sono peggiorate drasticamente. Circa il 90% degli abitanti è stato costretto a lasciare la propria casa, trovando rifugio in strutture sovraffollate o insediamenti informali.

🪖Ampie porzioni della Striscia restano sotto controllo militare israeliano, confinando la popolazione in aree sempre più ristrette e gravemente danneggiate. La presenza costante di attività militari lungo queste linee di separazione le ha trasformate in teatri di combattimento attivi, riducendo drasticamente gli spazi considerati sicuri.

‼️Nonostante il rinnovato coinvolgimento di mediatori regionali e internazionali, i tentativi di consolidare il cessate il fuoco hanno finora prodotto risultati limitati. In assenza di una pressione internazionale più incisiva, di un accesso umanitario adeguato e di progressi concreti verso una soluzione politica, la situazione nella Striscia di Gaza è destinata a deteriorarsi ulteriormente, lasciando ancora una volta i civili a sopportare il peso maggiore del conflitto.

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📷 Photo credits: Rami Gzon su

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🌾Il World Food Programme (WFP) segnala che l’insicurezza alimentare acuta, aggravata dall’escalation in Medio Oriente, p...
17/04/2026

🌾Il World Food Programme (WFP) segnala che l’insicurezza alimentare acuta, aggravata dall’escalation in Medio Oriente, potrebbe raggiungere livelli record nel 2026 se questa continuerà a destabilizzare l’economia globale. I livelli globali di insicurezza alimentare potrebbero tornare a essere quelli registrati all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, quando la crisi del costo della vita portò la fame a livelli record, coinvolgendo circa 349 milioni di persone. I prezzi aumentarono per rimanere poi alti a lungo, limitando l’accesso ai beni di base per le famiglie più vulnerabili.

🛢️A differenza della guerra in Ucraina, l’attuale crisi si trasmette tramite i mercati energetici, evidenziando l’interdipendenza strutturale del sistema globale. Le interruzioni delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz e i crescenti rischi nel Mar Rosso portano infatti portano infatti all’aumento dei costi di energia, carburanti e fertilizzanti, e quindi anche dei prezzi alimentari.

⚠️ L’instabilità geopolitica colpisce soprattutto i Paesi più dipendenti dalle importazioni in Africa subsahariana e Asia. Il Sudan importa circa l’80% del grano ed è molto esposto ai rincari, in Somalia, già colpita dalla siccità, i beni essenziali sono aumentati di almeno il 20%. Carl Skau, vicedirettore esecutivo e COO del WFP, avverte che, se il conflitto dovesse proseguire, gli effetti più gravi ricadrebbero su chi è già incapace di soddisfare i propri bisogni alimentari essenziali.

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📷 Photo credits: Ali Mkumbwa su

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🇺🇦 Dopo oltre quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il bilancio umano non cessa di aumentare. Solo a febbrai...
13/04/2026

🇺🇦 Dopo oltre quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il bilancio umano non cessa di aumentare. Solo a febbraio si contano almeno 188 civili uccisi e 757 feriti (+45% rispetto all’anno precedente), segnale di un’intensificazione della violenza.

🔴 Gli attacchi continuano a colpire città come Kharkiv, Kyiv, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, mentre aumentano i raid contro infrastrutture energetiche, ferroviarie e di trasporto. Sul piano umanitario, le Nazioni Unite segnalano un costante attacco alle infrastrutture civili, con gli aiuti costretti a compensare il collasso dei servizi essenziali.

🇺🇳 Sul piano umanitario, le Nazioni Unite denunciano un “modello costante” di attacchi contro infrastrutture civili, costringendo gli aiuti a compensare il collasso dei servizi essenziali. Grave l’episodio del 20 marzo, quando un veicolo umanitario è stato colpito da un drone durante un’evacuazione nella regione di Donetsk.

❗Nonostante le difficoltà, a gennaio le organizzazioni umanitarie hanno assistito quasi un milione di persone. Il piano ONU da 2 miliardi per il 2024 resta però finanziato in minima parte, spingendo l’ONU a chiedere con urgenza più risorse e accesso sicuro agli operatori. Rosemary DiCarlo, Sottosegretaria generale delle Nazioni Unite, ha descritto il conflitto come "quasi 1500 giorni di morte, distruzione e disperazione" e ha rinnovato l'appello per un cessate il fuoco immediato.

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📷 Photo credits: wal_172619 su

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🚨Il report pubblicato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), esamina le implicazioni umanitarie, giuridic...
10/04/2026

🚨Il report pubblicato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), esamina le implicazioni umanitarie, giuridiche ed etiche dei sistemi d’arma autonomi (AWS) nei conflitti armati.

💣Gli AWS sono definiti come strumenti che, una volta attivati, possono selezionare e colpire obiettivi senza un ulteriore intervento umano. Questa perdita di controllo e di giudizio umano nelle decisioni che riguardano la vita e la morte solleva profonde preoccupazioni sul piano umanitario, giuridico ed etico. Tra i rischi principali vi sono i danni ai civili, il possibile aggravarsi delle ostilità e le difficoltà nel garantire il rispetto delle regole fondamentali del diritto internazionale umanitario.

📈Sebbene tali sistemi vengano utilizzati soprattutto in contesti privi di civili, l’espansione del loro impiego e l’integrazione dell’intelligenza artificiale stanno aumentando l’incertezza e riducendo la prevedibilità delle loro azioni. Inoltre, vulnerabilità legate a software, hacking, spoofing o a fattori ambientali possono generare effetti non intenzionali, rendendo il loro utilizzo nei conflitti intrinsecamente meno affidabile.

🪖Un aspetto particolarmente critico riguarda il rispetto del principio di distinzione, che impone di differenziare in ogni momento tra civili e combattenti. Gli AWS, basandosi su profili predefiniti, non sono in grado di cogliere sfumature e valutare qualitativamente, con il rischio di attacchi illegittimi.

⚠️L’ICRC avverte che, in assenza di un rapido accordo su norme internazionali vincolanti, gli AWS potrebbero diventare difficili da controllare, con conseguenze umanitarie durature. È fondamentale garantire un controllo umano sull’uso della forza per la protezione dei civili.

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📷 Photo credits: Edu Raw su Pexels.

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🏥Il 20 marzo, l’Al Deain Teaching Hospital, nella capitale del Darfur Orientale, è stato colpito da un attacco con drone...
07/04/2026

🏥Il 20 marzo, l’Al Deain Teaching Hospital, nella capitale del Darfur Orientale, è stato colpito da un attacco con drone che ha generato 70 morti (tra cui 13 bambini) e oltre 140 feriti. L’attacco ha reso l’ospedale completamente inagibile, privando oltre due milioni di persone dell’accesso a cure sanitarie essenziali.

‼️Ora i pazienti sono costretti a percorrere distanze spesso superiori ai 160km per raggiungere servizi sanitari alternativi, un’opzione impraticabile per molti a causa dell’insicurezza, della mancanza di mezzi di trasporto o della gravità delle condizioni cliniche.

💥Il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha condannato i frequenti attacchi contro le infrastrutture sanitarie, che ammontano ora a più di 200. L’estensivo uso dei droni ha oltrepassato i confini sudanesi, con attacchi registrati nelle aree prossime alla frontiera con il Ciad, alimentando timori di una destabilizzazione regionale e ampliamento del conflitto.

🪖La responsabilità dell’attacco ad Al Deain resta controversa: le RSF accusano l’esercito di esserne responsabile, accusa respinta dalle forze armate. Allo stesso tempo, la distruzione dell’Al Deain Teaching Hospital si inserisce in una dinamica più ampia, in cui le infrastrutture essenziali sono sempre più colpite dai combattimenti, aggravando i bisogni umanitari e alimentando l’insicurezza.

🚨In assenza di progressi significativi verso una soluzione politica e di misure più efficaci per la protezione dei civili, episodi di questo tipo sono destinati a ripetersi, consolidando un ciclo di violenza e vulnerabilità.

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📷 Photo credits: Ben Khatry su Pexels.

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💥Gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno innescato un conflitto su larga scala, con raid su scuole e o...
25/03/2026

💥Gli attacchi di Stati Uniti e Israele contro l’Iran hanno innescato un conflitto su larga scala, con raid su scuole e ospedali in più paesi. In Iran, si contano migliaia di feriti e il bilancio delle vittime è ancora in corso di verifica, ma tra i morti vi sono molti bambini. Le autorità iraniane hanno inoltre reintrodotto un blocco totale di Internet su scala nazionale, privando milioni di persone dell’accesso alle informazioni sulle ostilità in corso e impedendo la diffusione di notizie sulle violazioni dei diritti umani.

🪖Il conflitto si è rapidamente esteso al Libano, dove i raid aerei israeliani condotti in risposta agli attacchi missilistici di Hezbollah hanno causato centinaia di morti e feriti. Gli ordini di evacuazione di massa hanno sfollato oltre 30.000 persone, spingendo migliaia di loro a cercare rifugio in Siria.

🚨Questo conflitto ha poi ripercussioni sui paesi del Golfo, attraverso intercettazioni missilistiche, chiusure di spazi aerei e una crescente instabilità regionale. La paralisi delle catene di approvvigionamento e delle rotte di trasporto, incluso lo Stretto di Hormuz, sta compromettendo seriamente le operazioni umanitarie e la distribuzione di beni di prima necessità nell’intera area.

❗️In un appello urgente, la Segretaria Generale di Amnesty International, Agnès Callamard, ha dichiarato che i civili “non dovrebbero pagare il prezzo delle azioni illegali e spericolate delle parti coinvolte nel conflitto, che calpestano i principi di umanità e distinzione su cui si fonda il diritto internazionale umanitario e che minacciano le basi stesse della pace e della sicurezza internazionale”.

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📷 Photo credits: Mahmoud Sulaiman su

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‼️ A marzo gli scontri tra forze pakistane e afghane, tra bombardamenti aerei, scambi di artiglieria e assalti terrestri...
20/03/2026

‼️ A marzo gli scontri tra forze pakistane e afghane, tra bombardamenti aerei, scambi di artiglieria e assalti terrestri si sono dimostrati i più intensi e violenti degli ultimi anni. Le ostilità sono iniziate dopo che raid aerei pakistani hanno colpito presunte postazioni militari in Afghanistan, scatenando attacchi di ritorsione da parte delle autorità talebane.

🪖 Entrambe le parti dichiarano di aver inflitto pesanti perdite all’avversario. Secondo la Missione di Assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (UNAMA), però, i dati sulle perdite forniti dai due governi divergono significativamente.

📈 Nel frattempo, le conseguenze umanitarie diventano sempre più gravi e gli sfollamenti accelerano. Si stima che almeno 16.400 famiglie abbiano abbandonato le proprie case e le restrizioni alla circolazione al confine hanno ulteriormente ridotto l’accesso degli aiuti umanitari.

🚨 Al centro della crisi vi sono tensioni di lunga data legate alla militanza. Il Pakistan accusa Kabul di fornire rifugio a militanti del Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), ritenuti responsabili di un aumento degli attacchi all’interno del territorio pakistano. Le autorità afghane negano di offrire protezione a gruppi armati. Il fallimento del precedente cessate il fuoco, mediato a ottobre, ha ridotto lo spazio diplomatico e aumentato il rischio di ulteriori escalation.

⚠️ Per i civili su entrambe le sponde del confine, l’insicurezza è diventata una realtà immediata e diffusa. Senza una de-escalation urgente e un rinnovato impegno diplomatico, il conflitto rischia di consolidare cicli di violenza in cui la protezione dei civili resta drammaticamente insufficiente.

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📷 Photo credits: Tahamie Farooqui su

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🌍 Gli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele contro siti militari e dirigenti iraniani hanno provocato la risposta dell...
19/03/2026

🌍 Gli attacchi aerei di Stati Uniti e Israele contro siti militari e dirigenti iraniani hanno provocato la risposta dell’Iran con droni e missili, causando esplosioni in Israele e in vari paesi del Golfo.

🔴 Human Rights Watch denuncia possibili violazioni del diritto internazionale umanitario imputabili a tutte le parti in causa. Allo stesso tempo, l'organizzazione critica le decisioni degli Stati Uniti sotto l’amministrazione Trump, tra cui la mancanza di misure per proteggere i civili nella strategia di difesa 2026, la rimozione delle restrizioni sulle mine antipersona e l’acquisto di munizioni a grappolo da Israele. L’organizzazione denuncia inoltre violazioni nelle operazioni israeliane in Gaza, Libano, Yemen e Iran (come l’assalto alla Evin Prison nel 2025) e, da parte iraniana, attacchi missilistici indiscriminati e detenzioni arbitrarie durante le proteste del 2026.

🌐 António Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite, definisce gli attacchi e la risposta iraniana una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale, chiedendo inoltre la cessazione immediata delle ostilità e una rapida de-escalation per evitare l’ampliarsi del conflitto. Anche vari esponenti della comunità internazionale reagiscono con fermezza. Per esempio Volker Türk, Alto Commissario ONU per i Diritti Umani, sottolinea che i civili pagano il prezzo più alto dei conflitti, mentre Annalena Baerbock, Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ricorda che la Carta ONU obbliga tutti gli Stati membri a risolvere le controversie in modo pacifico.

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📷 Photo credits: Saifee Arts su

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⚠️ La corruzione aggrava instabilità e conflitti, indebolendo le istituzioni e riducendo l’accesso a servizi essenziali....
13/02/2026

⚠️ La corruzione aggrava instabilità e conflitti, indebolendo le istituzioni e riducendo l’accesso a servizi essenziali. Le Nazioni Unite (ONU) evidenziano come questo fenomeno aumenti disuguaglianze, sfiducia pubblica e vulnerabilità dei civili, creando spazi per gruppi armati e reti criminali, compromettendo coesione sociale, sicurezza e capacità dello Stato di proteggere le comunità.

📜 Per contrastare questi rischi, la Convenzione delle Nazioni Unite contro la Corruzione (UNCAC) stabilisce standard vincolanti su prevenzione, sanzioni, cooperazione internazionale e recupero dei beni. Il Meccanismo di Revisione dell’Implementazione (IRM), facilitato dall’Ufficio delle Nazioni Unite per il Controllo della Droga e la Prevenzione del Crimine (UNODC), monitora l’applicazione della Convenzione e supporta gli Stati.

🇺🇳 Dal 2019, la Global Task Force on Corruption, co-presieduta da UNODC, dal Dipartimento per gli Affari Politici e di Consolidamento della Pace (DPPA) e dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo (UNDP), coordina strategie integrate di sviluppo, sicurezza e pace. Questo approccio è rafforzato dalla Posizione Comune delle Nazioni Unite per Affrontare la Corruzione Globale, che guida missioni e team nazionali a valutare rischi di corruzione, promuovere trasparenza e rafforzare responsabilità e legittimità istituzionale.

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📷 Photo credits: Gavin li su Unsplash

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