L'Osservatorio - Research Centre on Civilian Victims of Conflicts

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L'Osservatorio - Research Centre on Civilian Victims of Conflicts L’Osservatorio is a research centre that brings to public attention the consequences of armed conflicts on civilians.

🎤In occasione di EXPO AID 2026, L’Osservatorio ha partecipato al panel “La tutela delle persone con disabilità nelle sit...
07/07/2026

🎤In occasione di EXPO AID 2026, L’Osservatorio ha partecipato al panel “La tutela delle persone con disabilità nelle situazioni d’emergenza”, portando l’attenzione sul tema della disabilità di guerra, letta attraverso lo studio del fenomeno e delle possibili tutele per i civili colpiti dai conflitti.

🗣️Attraverso il contributo di Sara Gorelli, coordinatrice de L’Osservatorio, è stato evidenziato come la disabilità di guerra rappresenti una conseguenza diretta della violenza sulle popolazioni e come sia necessario sviluppare strumenti di analisi e protezione.

📹Ripercorri con noi l’intervento attraverso alcun video!

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🔴Secondo l’ultimo Explosive Weapons Monitor, nel corso del 2025 le armi esplosive hanno continuato a colpire popolazioni...
12/06/2026

🔴Secondo l’ultimo Explosive Weapons Monitor, nel corso del 2025 le armi esplosive hanno continuato a colpire popolazioni civili in almeno 65 paesi e territori. Il rapporto evidenzia per il terzo anno consecutivo un pattern di danno diffuso e sistematico nelle aree di conflitto, sempre più radicato nella guerra contemporanea.

⚠️Il bilancio è estremamente grave: oltre 22.600 civili sono stati uccisi nel 2025. Oltre alle vittime dirette, gli attacchi hanno colpito in modo ricorrente infrastrutture essenziali come scuole, ospedali, sistemi idrici e reti alimentari, aggravando l’impatto umanitario sui territori interessati.

📣In questo contesto, l’Osservatorio chiede che gli impegni internazionali già esistenti vengano tradotti in misure concrete ed efficaci. È necessario ridurre in modo reale l’uso di armi esplosive nelle aree abitate e rafforzare la protezione dei civili e dei servizi indispensabili alla sopravvivenza delle comunità.

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❗Secondo i nuovi dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nel 2025 quasi 8.000 migranti sono morti o d...
08/06/2026

❗Secondo i nuovi dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nel 2025 quasi 8.000 migranti sono morti o dispersi nel mondo, coinvolgendo direttamente circa 340.000 familiari. Il calo degli arrivi non indica una minore pressione migratoria, ma lo spostamento verso rotte più frammentate e pericolose, come evidenzia il rapporto Global Overview of Migration Routes 2025.

🧭 Le interruzioni lungo rotte consolidate, dal Mediterraneo centrale al corridoio atlantico dell’Africa occidentale, hanno favorito percorsi più lunghi e pericolosi. Sulla rotta verso le Canarie, i maggiori controlli hanno ridotto gli arrivi ma aumentato i rischi dei viaggi, mentre nelle Americhe i cambiamenti nelle politiche migratorie hanno riconfigurato le rotte verso nord. Inoltre, molti migranti restano però bloccati nelle aree di confine, con accesso limitato ad alloggi, assistenza sanitaria e protezione, mentre l’aumento dei rimpatri e dei trasferimenti esercita ulteriore pressione su sistemi di reintegrazione già fragili.

🌍Come sottolineato dalla Direttrice Generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, Amy Pope, le rotte migratorie cambiano in risposta a conflitti, cambiamenti climatici e politiche migratorie, ma i rischi per i migranti restano elevati. In vista dell’International Migration Review Forum, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni ha chiesto più canali di migrazione sicura, maggiore soccorso e migliore coordinamento internazionale: senza queste misure i fenomeni migratori rischiano di diventare sempre più letali.

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📷 Photo credits: Mostafa Meraji su

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🗓️ Il 25 aprile, il presidente USA Donald Trump ha annullato una missione diplomatica in Pakistan volta a favorire collo...
04/06/2026

🗓️ Il 25 aprile, il presidente USA Donald Trump ha annullato una missione diplomatica in Pakistan volta a favorire colloqui indiretti con l’Iran, segnando un nuovo stallo nei negoziati.

💥 Nella regione, il conflitto ha causato oltre 1.700 vittime, tra cui circa 250 bambini. In Libano, oltre 120.000 persone restano sfollate e almeno 74 località sono ancora considerate non sicure nonostante la tregua. Segnalazioni di attacchi a impianti di desalinizzazione e centrali elettriche nel Golfo hanno sollevato forti preoccupazioni sull’accesso all’acqua potabile per milioni di persone. Anche brevi interruzioni possono avere conseguenze umanitarie immediate. Il World Food Programme stima che circa 45 milioni di persone rischiano fame acuta se il conflitto continua.

🌍 I civili sono oggi esposti a una convergenza di emergenze umanitarie e ambientali che rischiano di protrarsi oltre la fine delle ostilità, con gravi difficoltà nell’accesso a cure adeguate, acqua potabile e cibo. Le conseguenze più gravi colpiscono i gruppi più vulnerabili: bambini, anziani e persone fragili, mentre donne e ragazze affrontano ulteriori rischi legati alla scarsità d’acqua e al ridotto accesso ai servizi igienico-sanitari.

🕊️ Garantire il cessate il fuoco e una fine duratura delle ostilità è fondamentale. Senza interventi urgenti per ripristinare sanità, acqua e infrastrutture essenziali, i civili continueranno a subire le conseguenze del conflitto ben oltre il campo di battaglia.

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📷 Photo credits: Javad Esmaeili su

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❗ Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano dopo un attacco missilistico di Hezbollah del 2...
30/04/2026

❗ Negli ultimi giorni Israele ha intensificato i bombardamenti in Libano dopo un attacco missilistico di Hezbollah del 2 marzo, nel contesto del conflitto più ampio con Iran e Stati Uniti. Secondo il ministero della salute libanese i raid hanno causato circa 2.080 morti civili, mentre Israele riporta 15 vittime tra cittadini e soldati.

📜 Le tensioni attuali derivano anche dal fallimento dell’accordo del 2024: Hezbollah rifiutò di disarmarsi, ritenendo le armi indispensabili per la sicurezza nazionale e da ciò conseguì una serie di attacchi israeliani contro le sue infrastrutture e combattenti.

🤝🏻Nel pieno dell’escalation, Israele e Libano hanno avviato colloqui a Washington sotto la mediazione degli Stati Uniti. Le posizioni restano però distanti: il Libano considera essenziale un cessate il fuoco immediato per proseguire i negoziati, Israele invece rifiuta una tregua nell’immediato, puntando al disarmo di Hezbollah come priorità.

⚖️ Il dialogo si inserisce in un contesto storicamente ostile: Israele e Libano sono formalmente in guerra dal 1948 e senza relazioni diplomatiche, nonostante contatti indiretti recenti. Oltre a questo, in Libano Hezbollah resta influente sul piano politico e militare, pur tra crescenti critiche interne. In questo equilibrio fragile i colloqui rappresentano un passaggio delicato, da considerarsi attualmente in una fase esplorativa piuttosto che realmente risolutiva.

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📷 Photo credits: Pieonane su

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🪖Lo scorso 15 aprile 2023, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le forze paramilitari di Supporto Rapido (RSF) sono entrate ...
27/04/2026

🪖Lo scorso 15 aprile 2023, le Forze Armate Sudanesi (SAF) e le forze paramilitari di Supporto Rapido (RSF) sono entrate in guerra, causando sofferenze inimmaginabili tra i civili, specialmente nella città di Khartoum.
Secondo la rappresentante dell’UNHCR in Sudan, dall’inizio del conflitto, circa 14 milioni di persone sono state costrette a fuggire. Di queste, 9 milioni restano sfollate all’interno del Sudan e 4,4 milioni hanno varcato i confini. Ciò è dovuto, tra le altre ragioni, all’aumento dei bombardamenti aerei e degli attacchi con i droni, che hanno preso di mira principalmente le infrastrutture civili.

📈Non solo l’intera popolazione viene sottoposta a trattamenti disumani (quali massacri o arresti arbitrari), ma le donne subiscono il doppio delle sofferenze. Solo nel 2025, oltre 500 donne sono state vittime di violenza sessuale, mentre cercavano di fuggire verso un luogo più sicuro.

🚨Come riferito dal rappresentante della FAO in Sudan, circa 21 milioni di sudanesi soffrono la fame estrema e, tra questi, 6,3 milioni si trovano in uno stato di emergenza alimentare. Oltretutto, in tre anni di guerra, più di 200 attacchi alle strutture sanitarie hanno causato 2.052 morti, come dichiarato dal rappresentante dell’OMS in Sudan.

‼️Infine, l’attuale conflitto in Medio Oriente ha avuto un enorme impatto sulla fornitura di aiuti umanitari. Il principale hub logistico dell’OMS si trova, infatti, proprio negli Emirati Arabi Uniti. L’interruzione della rotta dei rifornimenti umanitari ha reso più complicato l’accesso agli aiuti in tempi rapidi.

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📷 Photo credits: Speak Media Uganda su

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🚨Dall’inizio della tregua, il 10 ottobre 2025, oltre 700 palestinesi sarebbero stati uccisi e quasi 2.000 feriti. Nonost...
24/04/2026

🚨Dall’inizio della tregua, il 10 ottobre 2025, oltre 700 palestinesi sarebbero stati uccisi e quasi 2.000 feriti. Nonostante il cessate il fuoco, i combattimenti non si sono mai realmente arrestati e proseguono attraverso raid aerei, bombardamenti e scontri terrestri.

🏥Inoltre, le agenzie umanitarie denunciano carenze critiche di medicinali, attrezzature mediche e materiali di base, come forniture sterili, con ripercussioni dirette sulla qualità delle cure.
Anche le condizioni di vita della popolazione civile sono peggiorate drasticamente. Circa il 90% degli abitanti è stato costretto a lasciare la propria casa, trovando rifugio in strutture sovraffollate o insediamenti informali.

🪖Ampie porzioni della Striscia restano sotto controllo militare israeliano, confinando la popolazione in aree sempre più ristrette e gravemente danneggiate. La presenza costante di attività militari lungo queste linee di separazione le ha trasformate in teatri di combattimento attivi, riducendo drasticamente gli spazi considerati sicuri.

‼️Nonostante il rinnovato coinvolgimento di mediatori regionali e internazionali, i tentativi di consolidare il cessate il fuoco hanno finora prodotto risultati limitati. In assenza di una pressione internazionale più incisiva, di un accesso umanitario adeguato e di progressi concreti verso una soluzione politica, la situazione nella Striscia di Gaza è destinata a deteriorarsi ulteriormente, lasciando ancora una volta i civili a sopportare il peso maggiore del conflitto.

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📷 Photo credits: Rami Gzon su

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🌾Il World Food Programme (WFP) segnala che l’insicurezza alimentare acuta, aggravata dall’escalation in Medio Oriente, p...
17/04/2026

🌾Il World Food Programme (WFP) segnala che l’insicurezza alimentare acuta, aggravata dall’escalation in Medio Oriente, potrebbe raggiungere livelli record nel 2026 se questa continuerà a destabilizzare l’economia globale. I livelli globali di insicurezza alimentare potrebbero tornare a essere quelli registrati all’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, quando la crisi del costo della vita portò la fame a livelli record, coinvolgendo circa 349 milioni di persone. I prezzi aumentarono per rimanere poi alti a lungo, limitando l’accesso ai beni di base per le famiglie più vulnerabili.

🛢️A differenza della guerra in Ucraina, l’attuale crisi si trasmette tramite i mercati energetici, evidenziando l’interdipendenza strutturale del sistema globale. Le interruzioni delle rotte marittime nello Stretto di Hormuz e i crescenti rischi nel Mar Rosso portano infatti portano infatti all’aumento dei costi di energia, carburanti e fertilizzanti, e quindi anche dei prezzi alimentari.

⚠️ L’instabilità geopolitica colpisce soprattutto i Paesi più dipendenti dalle importazioni in Africa subsahariana e Asia. Il Sudan importa circa l’80% del grano ed è molto esposto ai rincari, in Somalia, già colpita dalla siccità, i beni essenziali sono aumentati di almeno il 20%. Carl Skau, vicedirettore esecutivo e COO del WFP, avverte che, se il conflitto dovesse proseguire, gli effetti più gravi ricadrebbero su chi è già incapace di soddisfare i propri bisogni alimentari essenziali.

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📷 Photo credits: Ali Mkumbwa su

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🇺🇦 Dopo oltre quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il bilancio umano non cessa di aumentare. Solo a febbrai...
13/04/2026

🇺🇦 Dopo oltre quattro anni dall’inizio della guerra in Ucraina, il bilancio umano non cessa di aumentare. Solo a febbraio si contano almeno 188 civili uccisi e 757 feriti (+45% rispetto all’anno precedente), segnale di un’intensificazione della violenza.

🔴 Gli attacchi continuano a colpire città come Kharkiv, Kyiv, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia, mentre aumentano i raid contro infrastrutture energetiche, ferroviarie e di trasporto. Sul piano umanitario, le Nazioni Unite segnalano un costante attacco alle infrastrutture civili, con gli aiuti costretti a compensare il collasso dei servizi essenziali.

🇺🇳 Sul piano umanitario, le Nazioni Unite denunciano un “modello costante” di attacchi contro infrastrutture civili, costringendo gli aiuti a compensare il collasso dei servizi essenziali. Grave l’episodio del 20 marzo, quando un veicolo umanitario è stato colpito da un drone durante un’evacuazione nella regione di Donetsk.

❗Nonostante le difficoltà, a gennaio le organizzazioni umanitarie hanno assistito quasi un milione di persone. Il piano ONU da 2 miliardi per il 2024 resta però finanziato in minima parte, spingendo l’ONU a chiedere con urgenza più risorse e accesso sicuro agli operatori. Rosemary DiCarlo, Sottosegretaria generale delle Nazioni Unite, ha descritto il conflitto come "quasi 1500 giorni di morte, distruzione e disperazione" e ha rinnovato l'appello per un cessate il fuoco immediato.

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📷 Photo credits: wal_172619 su

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🚨Il report pubblicato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), esamina le implicazioni umanitarie, giuridic...
10/04/2026

🚨Il report pubblicato dal Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC), esamina le implicazioni umanitarie, giuridiche ed etiche dei sistemi d’arma autonomi (AWS) nei conflitti armati.

💣Gli AWS sono definiti come strumenti che, una volta attivati, possono selezionare e colpire obiettivi senza un ulteriore intervento umano. Questa perdita di controllo e di giudizio umano nelle decisioni che riguardano la vita e la morte solleva profonde preoccupazioni sul piano umanitario, giuridico ed etico. Tra i rischi principali vi sono i danni ai civili, il possibile aggravarsi delle ostilità e le difficoltà nel garantire il rispetto delle regole fondamentali del diritto internazionale umanitario.

📈Sebbene tali sistemi vengano utilizzati soprattutto in contesti privi di civili, l’espansione del loro impiego e l’integrazione dell’intelligenza artificiale stanno aumentando l’incertezza e riducendo la prevedibilità delle loro azioni. Inoltre, vulnerabilità legate a software, hacking, spoofing o a fattori ambientali possono generare effetti non intenzionali, rendendo il loro utilizzo nei conflitti intrinsecamente meno affidabile.

🪖Un aspetto particolarmente critico riguarda il rispetto del principio di distinzione, che impone di differenziare in ogni momento tra civili e combattenti. Gli AWS, basandosi su profili predefiniti, non sono in grado di cogliere sfumature e valutare qualitativamente, con il rischio di attacchi illegittimi.

⚠️L’ICRC avverte che, in assenza di un rapido accordo su norme internazionali vincolanti, gli AWS potrebbero diventare difficili da controllare, con conseguenze umanitarie durature. È fondamentale garantire un controllo umano sull’uso della forza per la protezione dei civili.

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📷 Photo credits: Edu Raw su Pexels.

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