CIMO Puglia

CIMO Puglia CIMO Il Sindacato dei Medici, rappresenta i medici, in servizio ed in quiescenza, qualunque sia la n

19/11/2025

COMUNICATO STAMPA

CIMO-FESMED firma la pre-intesa per il contratto 2022-2024 dei medici e dirigenti sanitari.

Il Presidente Quici: «Accordo positivo, ma prevalgono ancora posizioni demagogiche contro chi ha scelto il regime di non esclusività che andranno superate nel prossimo contratto.

Ora aprire rapidamente il tavolo per il triennio 2025-2027»

Roma, 18 novembre 2025 - Doveva essere una trattativa rapida, e così è stato. Al quarto incontro presso l’Aran è stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti
sanitari relativo al triennio 2022-2024.
L’accordo prevede aumenti mensili che vanno dai 322 euro lordi per gli incarichi di base ai 530 euro per i direttori di unità operativa complessa dell’area chirurgica, mentre gli arretrati oscillano tra gli 8.066 euro e i 13.480 euro, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già erogata.
«Siamo complessivamente soddisfatti del risultato ottenuto, che accoglie molte delle richieste da noi avanzate - dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED, il secondo sindacato più rappresentativo della categoria, cui aderiscono ANPO, ASCOTI, CIMO, CIMOP e FESMED -. Come più volte auspicato, la trattativa si è concentrata sugli aspetti economici, riuscendo a destinare quasi il 90% delle risorse alla parte fissa della retribuzione. Gli interventi normativi sono stati limitati al miglioramento di alcuni punti del testo vigente, che avevano generato difficoltà applicative nelle Aziende, e all’introduzione di poche ma necessarie novità. D’altra parte, con le risorse stanziate dal Governo - sulle quali le parti sindacali, in sede Aran, non possono intervenire - non era possibile fare diversamente».
«Prima dell’avvio del confronto - prosegue Quici - avevamo individuato due priorità: valorizzare i giovani medici e ridurre le penalizzazioni economiche per chi ha scelto il regime di non esclusività. Con questo contratto l’indennità degli incarichi iniziali, assegnati ai professionisti con meno di cinque anni di servizio, sarà rivalutata del 55% a fronte di un aumento che va dal 16 al 20% per gli altri incarichi. Sul fronte della non esclusività, abbiamo ottenuto un aumento dal 55% al 65% rispetto a quanto percepito da chi opera in
esclusività: un passo avanti che, tuttavia, riteniamo insufficiente a causa del veto posto da alcune Regioni e da alcune organizzazioni sindacali per motivazioni puramente demagogiche e lontane dalla realtà. Auspichiamo di poter superare questa ingiustizia già nel prossimo contratto. A tal fine abbiamo firmato una dichiarazione a verbale che impegna l’Aran, nella negoziazione del CCNL 2025-2027, a sanare questa discriminazione».
«Ora - conclude Quici - è fondamentale che l’iter di verifica della pre-intesa proceda rapidamente, così da arrivare al più presto alla firma definitiva del contratto e consentire alle Regioni di emanare l’atto di indirizzo per l’avvio delle trattative del triennio 2025-2027. Così facendo, per la prima volta il contratto si riallineerebbe al triennio di riferimento».

19/11/2025

«Davvero si vuole continuare a raccontare la favola che le liste d’attesa siano colpa dell’intramoenia? E che sospenderla farebbe miracolosamente sparire i ritardi? La proposta del Ministro Schillaci su La Stampa è pura propaganda spacciata per soluzione. Appare tra l’altro una contraddizione con quanto deciso da Regione Lombardia, che ha istituito la “superintramoenia” e che probabilmente si estenderà al resto d’Italia: Governo e Regioni non si parlano?». Questa la reazione indignata di Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED, all’intervista rilasciata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e pubblicata su La Stampa.

«L’intramoenia - spiega Quici - non ruba un solo minuto all’orario di lavoro: i medici la fanno dopo il turno, visitando più pazienti e trattenendo appena il 30% di quanto chiesto in fattura. Il restante 70% va dritto a finanziare il SSN e, paradossalmente, proprio a ridurre le liste d’attesa. Sospenderla significherebbe solo togliere risorse alla sanità pubblica e regalare pazienti al privato».

«E poi c’è la questione più grave: senza l’intramoenia i medici del SSN avrebbero un altro motivo per andarsene. Risultato? Ancora più carenze, ancora più fughe, ancora più liste d’attesa. Altro che soluzione: sarebbe un boomerang devastante».

«La ricetta per ridurre le attese la conosciamo tutti, tranne chi preferisce lo slogan facile: potenziare la sanità territoriale, riaprire ambulatori e posti letto, assumere personale, riorganizzare e rimettere ordine a un sistema che cade a pezzi. Tutto il resto è fumo negli occhi. Sospendere l’intramoenia non risolve un problema: lo fa esplodere» conclude Quici.

19/11/2025

Doveva essere una trattativa rapida, e così è stato. Al quarto incontro presso l’Aran è stata firmata la pre-intesa per il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari relativo al triennio 2022-2024.

L’accordo prevede aumenti mensili che vanno dai 322 euro lordi per gli incarichi di base ai 530 euro per i direttori di unità operativa complessa dell’area chirurgica, mentre gli arretrati oscillano tra gli 8.066 euro e i 13.480 euro, al lordo dell’indennità di vacanza contrattuale già erogata.

«Siamo complessivamente soddisfatti del risultato ottenuto, che accoglie molte delle richieste da noi avanzate - dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED, il secondo sindacato più rappresentativo della categoria, cui aderiscono ANPO, ASCOTI, CIMO, CIMOP e FESMED -. Come più volte auspicato, la trattativa si è concentrata sugli aspetti economici, riuscendo a destinare quasi il 90% delle risorse alla parte fissa della retribuzione. Gli interventi normativi sono stati limitati al miglioramento di alcuni punti del testo vigente, che avevano generato difficoltà applicative nelle Aziende, e all’introduzione di poche ma necessarie novità. D’altra parte, con le risorse stanziate dal Governo - sulle quali le parti sindacali, in sede Aran, non possono intervenire - non era possibile fare diversamente».

«Prima dell’avvio del confronto - prosegue Quici - avevamo individuato due priorità: valorizzare i giovani medici e ridurre le penalizzazioni economiche per chi ha scelto il regime di non esclusività. Con questo contratto l’indennità degli incarichi iniziali, assegnati ai professionisti con meno di cinque anni di servizio, sarà rivalutata del 55% a fronte di un aumento che va dal 16 al 20% per gli altri incarichi. Sul fronte della non esclusività, abbiamo ottenuto un aumento dal 55% al 65% rispetto a quanto percepito da chi opera in esclusività: un passo avanti che, tuttavia, riteniamo insufficiente a causa del veto posto da alcune Regioni e da alcune organizzazioni sindacali per motivazioni puramente demagogiche e lontane dalla realtà.

Auspichiamo di poter superare questa ingiustizia già nel prossimo contratto. A tal fine abbiamo firmato una dichiarazione a verbale che impegna l’Aran, nella negoziazione del CCNL 2025-2027, a sanare questa discriminazione».
«Ora - conclude Quici - è fondamentale che l’iter di verifica della pre-intesa proceda rapidamente, così da arrivare al più presto alla firma definitiva del contratto e consentire alle Regioni di emanare l’atto di indirizzo per l’avvio delle trattative del triennio 2025-2027. Così facendo, per la prima volta il contratto si riallineerebbe al triennio di riferimento».

17/11/2025

COMUNICATO STAMPA

Intramoenia, CIMO-FESMED: «Le liste d’attesa non si risolvono con gli slogan»

Il sindacato di medici: «Sospendere l’intramoenia in caso di liste d’attesa troppo lunghe sarebbe un boomerang per il Servizio sanitario nazionale»

Roma, 17 novembre 2025 - «Davvero si vuole continuare a raccontare la favola che le liste d’attesa siano colpa dell’intramoenia? E che sospenderla farebbe miracolosamente sparire i ritardi? La proposta del Ministro Schillaci su La Stampa è pura propaganda spacciata per soluzione. Appare tra l’altro una contraddizione con quanto deciso da Regione Lombardia, che ha istituito la “superintramoenia” e che probabilmente si estenderà al resto d’Italia: Governo e Regioni non si parlano?». Questa la reazione indignata di Guido Quici, Presidente
del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED, all’intervista rilasciata dal Ministro della Salute Orazio Schillaci e pubblicata su La Stampa.
«L’intramoenia - spiega Quici - non ruba un solo minuto all’orario di lavoro: i medici la fanno dopo il turno, visitando più pazienti e trattenendo appena il 30% di quanto chiesto in fattura. Il restante 70% va dritto a finanziare il SSN e, paradossalmente, proprio a ridurre le liste d’attesa. Sospenderla significherebbe solo togliere risorse alla sanità pubblica e regalare pazienti al privato».
«E poi c’è la questione più grave: senza l’intramoenia i medici del SSN avrebbero un altro motivo per andarsene. Risultato? Ancora più carenze, ancora più fughe, ancora più liste d’attesa. Altro che soluzione: sarebbe un boomerang devastante».
«La ricetta per ridurre le attese la conosciamo tutti, tranne chi preferisce lo slogan facile: potenziare la sanità territoriale, riaprire ambulatori e posti letto, assumere personale, riorganizzare e rimettere ordine a un sistema che cade a pezzi. Tutto il resto è fumo negli occhi. Sospendere l’intramoenia non risolve un problema: lo fa esplodere» conclude Quici.

07/11/2025

COMUNICATO STAMPA

Manovra, CIMO-FESMED: «Corte Conti conferma nostre preoccupazioni sulla precarietà degli aumenti di stipendio dei sanitari»

Le risorse extracontrattuali stanziate negli ultimi anni sono destinate a svanire, lasciando ancora una volta i sanitari senza risposte e senza prospettive. Occorre far uscire il personale sanitario dalla PA

Roma, 7 novembre 2025 - Il recente monito della Corte dei Conti sull’utilizzo di risorse extracontrattuali per la valorizzazione del personale sanitario non può che destare forte preoccupazione nella Federazione CIMO-FESMED.

Secondo la Corte, tale pratica ha determinato un “disallineamento tra il quadro regolativo del rapporto di lavoro del personale della sanità pubblica e quello del restante personale”, evidenziando “l’evidente asistematicità” delle misure proposte per incrementare le retribuzioni dei sanitari. Interventi, questi, “giustificabili in una fase emergenziale, oggi terminata”, ma che ora rischiano di perdere ogni fondamento giuridico ed economico.

In altre parole, la magistratura contabile conferma ciò che CIMO-FESMED ha recentemente denunciato: le risorse extracontrattuali stanziate negli ultimi anni rappresentano un fragile escamotage, destinato a svanire con un tratto di penna, lasciando ancora una volta i medici e i professionisti sanitari senza risposte e senza prospettive.

«A questo punto - si chiede Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED - quali misure concrete si intende adottare per convincere medici e professionisti sanitari a restare nel Servizio sanitario nazionale, vincolato dai rigidissimi paletti della Pubblica Amministrazione?».

La soluzione, secondo la Federazione, è chiara e da tempo sul tavolo: sganciare il comparto sanitario dalla funzione pubblica, per consentire una contrattazione autonoma con le Regioni e con il Ministero della Salute. Solo così sarà possibile costruire un sistema contrattuale moderno, flessibile e in grado di garantire condizioni economiche e professionali adeguate alla complessità del lavoro sanitario.

«Non si può continuare a parlare di valorizzazione del personale senza cambiare le regole del gioco - conclude Quici -. È il momento di passare dalle parole ai fatti e di dare finalmente dignità e futuro a chi ogni giorno tiene in piedi il Servizio sanitario nazionale».

21/10/2025

COMUNICATO STAMPA

Manovra, CIMO-FESMED: «Aumento stipendi medici è precario. Per valorizzare personale sanitario serve contratto speciale»

Il sindacato dei medici: «Il finanziamento dell’aumento dell’indennità di specificità è limitato al 2026 e vincolato al CCNL 2025-2027. Le risorse extracontrattuali sono destinate a sparire quando non mancheranno più medici, lasciando la categoria con un contratto povero»

Roma, 20 ottobre 2025 - La bozza di legge di Bilancio approvata dal Governo prevede, per il 2026 e tenendo in considerazione anche le risorse stanziate lo scorso anno, un aumento dell’indennità di specificità medica pari a circa 230 euro al mese lordi. Al momento, si tratta di soldi vincolati al rinnovo del CCNL 2025-2027, che quindi non compariranno immediatamente in busta paga, come invece aveva chiesto la Federazione CIMO-FESMED. Inoltre, la manovra nulla prevede per gli anni successivi, né
interviene sull’indennità di esclusività, come invece circolato nei giorni scorsi. Per il sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED si tratta dunque di uno sforzo non sufficiente a convincere i medici a
lavorare nel Servizio sanitario nazionale.
«Quelli previsti dalla manovra sono aumenti precari, riferiti ad un solo anno, che nel 2027 quindi potrebbero improvvisamente sparire – commenta Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. Così come fatto ultimamente con i fondi destinati alle prestazioni aggiuntive, con l’indennità di pronto soccorso e con le risorse destinate ai fondi di posizione e disagio, gli stipendi dei medici vengono aumentati a tempo determinato e non in modo strutturale, e a ogni legge di Bilancio, di anno in anno, dobbiamo sperare che tali finanziamenti vengano confermati. Cosa che immaginiamo avverrà finché mancheranno medici e
occorrerà coprire i buchi di organico, ma cosa succederà quando la carenza non ci sarà più e, anzi, avremo formato troppi medici rispetto al necessario? Le risorse extracontrattuali all’improvviso spariranno e ai medici saranno lasciati contratti poveri, i cui incrementi sono ampiamente inferiori al tasso inflattivo».
«Il quadro d’insieme è fin troppo chiaro, e molto preoccupante – continua Quici -. Le mille assunzioni di medici autorizzate sono senz’altro insufficienti a colmare la carenza di personale e ad assorbire i 18mila medici che si sono specializzati tra il 2024 e il 2025 e che intendono lavorare nel SSN; per poter garantire i servizi allora si incentivano i pochi medici rimasti nel SSN a lavorare di più pagandoli un pochino di più, tramite le prestazioni aggiuntive e piccoli aumenti extracontrattuali che saranno garantiti finché serviranno, e poi svaniranno».
«Per valorizzare realmente “le caratteristiche peculiari e specifiche” del personale sanitario,
occorrerebbe invece prevedere una sua fuoriuscita dalla funzione pubblica per poter discutere e firmare un contratto con il Ministero della Salute e le Regioni che sia svincolato dai paletti della Pubblica
Amministrazione. In tal caso, allora, la volontà del Governo di aumentare gli stipendi del personale sanitario potrebbe tradursi in aumenti contrattuali, e quindi stabili».

21/10/2025

La bozza di legge di Bilancio approvata dal Governo prevede, per il 2026 e tenendo in considerazione anche le risorse stanziate lo scorso anno, un aumento dell’indennità di specificità medica pari a circa 230 euro al mese lordi. Al momento, si tratta di soldi vincolati al rinnovo del CCNL 2025-2027, che quindi non compariranno immediatamente in busta paga, come invece aveva chiesto la Federazione CIMO-FESMED. Inoltre, la manovra nulla prevede per gli anni successivi, né interviene sull’indennità di esclusività, come invece circolato nei giorni scorsi. Per il sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED si tratta dunque di uno sforzo non sufficiente a convincere i medici a lavorare nel Servizio sanitario nazionale.

«Quelli previsti dalla manovra sono aumenti precari, riferiti ad un solo anno, che nel 2027 quindi potrebbero improvvisamente sparire – commenta Guido Quici Presidente CIMO-FESMED -. Così come fatto ultimamente con i fondi destinati alle prestazioni aggiuntive, con l’indennità di pronto soccorso e con le risorse destinate ai fondi di posizione e disagio, gli stipendi dei medici vengono aumentati a tempo determinato e non in modo strutturale, e a ogni legge di Bilancio, di anno in anno, dobbiamo sperare che tali finanziamenti vengano confermati. Cosa che immaginiamo avverrà finché mancheranno medici e occorrerà coprire i buchi di organico, ma cosa succederà quando la carenza non ci sarà più e, anzi, avremo formato troppi medici rispetto al necessario? Le risorse extracontrattuali all’improvviso spariranno e ai medici saranno lasciati contratti poveri, i cui incrementi sono ampiamente inferiori al tasso inflattivo».

«Il quadro d’insieme è fin troppo chiaro, e molto preoccupante – continua Quici -. Le mille assunzioni di medici autorizzate sono senz’altro insufficienti a colmare la carenza di personale e ad assorbire i 18mila medici che si sono specializzati tra il 2024 e il 2025 e che intendono lavorare nel SSN; per poter garantire i servizi allora si incentivano i pochi medici rimasti nel SSN a lavorare di più pagandoli un pochino di più, tramite le prestazioni aggiuntive e piccoli aumenti extracontrattuali che saranno garantiti finché serviranno, e poi svaniranno».

«Per valorizzare realmente “le caratteristiche peculiari e specifiche” del personale sanitario, occorrerebbe invece prevedere una sua fuoriuscita dalla funzione pubblica per poter discutere e firmare un contratto con il Ministero della Salute e le Regioni che sia svincolato dai paletti della Pubblica Amministrazione. In tal caso, allora, la volontà del Governo di aumentare gli stipendi del personale sanitario potrebbe tradursi in aumenti contrattuali, e quindi stabili».

08/10/2025

COMUNICATO STAMPA

Manovra, Quici (CIMO-FESMED): «Bene Schillaci su aumenti per i medici, ma siano previsti subito in busta paga»

Il Presidente del sindacato: «I medici chiedono segnali concreti ora, basta rimandare per anni il pagamento di risorse già stanziate»

Roma, 8 ottobre 2025 – «Apprezziamo l’intenzione del Ministro della Salute Orazio Schillaci di intervenire sugli stipendi dei sanitari, valorizzando l’indennità di specificità tramite un aumento o una sua defiscalizzazione – dichiara Guido Quici, Presidente del sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED commentando le ultime interviste rilasciate dal Ministro in merito alla Manovra -. Ci auguriamo
tuttavia che tale intenzione si tramuti in fatti concreti, stanziando risorse che non siano vincolate al rinnovo del contratto 2025-2027. Gli aumenti dovranno quindi essere esigibili dal 1 gennaio 2026».
«È sufficiente prendere ad esempio quanto fatto nel 2020 dal Ministro Roberto Speranza, che riuscì ad aumentare del 27% l’indennità di esclusività della dirigenza medica e sanitaria e a fare in modo che i medici vedessero immediatamente tale beneficio in busta paga – continua Quici -. Invece la legge di Bilancio adottata lo scorso anno ha previsto un aumento dell’indennità di specificità medica vincolato al rinnovo del contratto. Soldi che, quindi, a un anno di distanza i medici ancora non percepiscono».
«Le promesse coniugate al futuro hanno fatto il loro tempo, perché gli stipendi dei medici sono i più bassi d’Europa oggi, ed è questo uno dei motivi che li spinge ad abbandonare la sanità pubblica. Gli aumenti previsti dal CCNL 2022-2024 che stiamo discutendo in Aran sono irrisori, perché devono allinearsi al resto della pubblica amministrazione, e per la maggior parte già percepiti tramite l’indennità di vacanza contrattuale. Occorre quindi un segnale politico e concreto ora», conclude il Presidente CIMO-FESMED.

06/10/2025

COMUNICATO STAMPA

Medici sanità privata, CIMO-FESMED: «In Manovra prevedere risorse per rinnovo contratti»De Rango (CIMOP): «Senza soluzioni ad un problema che ci trasciniamo da 20 anni sarà sciopero»

Roma, 6 ottobre 2025 - Nelle ultime indiscrezioni di stampa su quelle che dovrebbero essere le misure per la sanità nella prossima Manovra, non compare nulla relativo al rinnovo del contratto dei medici dipendenti delle strutture private convenzionate con il SSN. Sono 10mila i medici che attendono, in alcuni casi da più di 20 anni,
la giusta valorizzazione e considerazione da AIOP e ARIS.
«ll Ministro della Salute Schillaci – dichiara Guido Quici, Presidente della Federazione CIMO-FESMED - lo scorso anno si è impegnato a vincolare al rinnovo del contratto l’utilizzo delle risorse stanziate per la valorizzazione
dei DRG, che avrebbero dovuto comprendere anche il finanziamento del contratto. Se da una parte il vincolo non è mai stato previsto formalmente, dall’altra le associazioni datoriali pretendono un contributo statale ad hoc per procedere al rinnovo del contratto. Contributo che sembra non essere previsto nemmeno quest’anno».
«Non è compito nostro stabilire chi debba pagare cosa, ma sembra che per il personale del comparto qualcosa si stia muovendo, e ce ne rallegriamo. Ora si faccia lo stesso anche per i medici - aggiunge Carmela De Rango,
Segretaria nazionale CIMOP, che aderisce alla Federazione CIMO-FESMED ed è l’unica organizzazione firmataria del contratto della categoria -. I medici dipendenti della sanità privata accreditata svolgono lo stesso
lavoro e hanno le stesse responsabilità dei medici del pubblico senza godere delle stesse condizioni economiche e normative. È una discriminazione inaccettabile, dinanzi alla quale non possiamo restare in silenzio. Per questo, qualora il testo della Manovra non dovesse prevedere una soluzione concreta al
problema, saremo costretti ad incrociare nuovamente le braccia».

29/09/2025

Il 1 ottobre si aprirà in Aran la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza sanitaria relativo al triennio 2022-2024. Un tavolo a cui la Federazione CIMO-FESMED porterà poche ma essenziali proposte, relative esclusivamente alla suddivisione tra le diverse voci stipendiali delle risorse contrattuali a disposizione, pari ad un finanziamento netto a regime di 602,494 milioni di euro. Il sindacato infatti è convinto della necessità di non intervenire, in questa tornata contrattuale, sulla parte normativa del contratto: l’intenzione della CIMO-FESMED è di concludere rapidamente la trattativa e di discutere, subito dopo la firma, il CCNL 2025-2027, per il quale sono state finanziate maggiori risorse che consentono anche di intervenire in modo più efficace sulla parte normativa.

Due gli obiettivi principali che si pone la Federazione CIMO-FESMED: valorizzare i giovani ed eliminare le penalizzazioni subite dagli extramoenisti nella parte fissa della retribuzione di posizione. Il sindacato infatti proporrà di creare un nuovo incarico da assegnare a due anni dall’assunzione, dopo una valutazione di tipo esclusivamente professionale, che si potrebbe finanziare con circa 25 milioni di euro. Per i dirigenti che hanno optato per l’extramoenia, invece, l’intento è quello di equiparare la parte fissa dell’indennità di incarico a quella percepita da chi è in intramoenia: oggi infatti, pur avendo lo stesso incarico e svolgendo lo stesso lavoro, gli extramoenisti guadagnano il 55% dei colleghi in intramoenia. Secondo i calcoli della CIMO-FESMED, sarebbero sufficienti 32 milioni. I 546 milioni che rimangono dovrebbero essere utilizzati per aumentare la parte fissa dello stipendio tabellare e dell’indennità di posizione di tutti i dirigenti.

«Siamo ben consapevoli che non ci troviamo davanti ad un rinnovo ricco – dichiara Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED –. L’aumento medio sarà di 337 euro lordi mensili, pari al 5,78% previsto per tutta la pubblica amministrazione. A questi si aggiunge l’aumento dell’indennità di specificità medica previsto dalla legge di Bilancio adottata nel 2024 che, in caso di ritardi nelle trattative, non sarà percepito subito dai colleghi. Ecco perché, vista anche la disponibilità del Ministro Zangrillo e dell’Aran, crediamo sia necessario fare in fretta per concentrare gli sforzi negoziali sulla tornata contrattuale 2025-2027».

«La Federazione CIMO-FESMED inoltre monitorerà con attenzione l’effettivo utilizzo di tutti i fondi extracontrattuali finanziati, pari a 773 milioni per il triennio 2022-2024 e 1,3 miliardi per il biennio 2025-2026».

29/09/2025

COMUNICATO STAMPA

CCNL medici, giovani ed extramoenisti le priorità della Federazione CIMO-FESMED

Per il sindacato dei medici, occorre prevedere un nuovo incarico a 2 anni dall’assunzione ed
eliminare le penalizzazioni economiche nella parte fissa della retribuzione di posizione subite da chi è in extramoenia

Roma, 29 settembre 2025 – Il 1 ottobre si aprirà in Aran la trattativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro della dirigenza sanitaria relativo al triennio 2022-2024. Un tavolo a cui la Federazione
CIMO-FESMED porterà poche ma essenziali proposte, relative esclusivamente alla suddivisione tra le diverse voci stipendiali delle risorse contrattuali a disposizione, pari ad un finanziamento netto a regime di 602,494 milioni di euro. Il sindacato infatti è convinto della necessità di non intervenire, in questa
tornata contrattuale, sulla parte normativa del contratto: l’intenzione della CIMO-FESMED è di concludere rapidamente la trattativa e di discutere, subito dopo la firma, il CCNL 2025-2027, per il quale sono state finanziate maggiori risorse che consentono anche di intervenire in modo più efficace sulla
parte normativa.
Due gli obiettivi principali che si pone la Federazione CIMO-FESMED: valorizzare i giovani ed eliminare le penalizzazioni subite dagli extramoenisti nella parte fissa della retribuzione di posizione. Il sindacato
infatti proporrà di creare un nuovo incarico da assegnare a due anni dall’assunzione, dopo una valutazione di tipo esclusivamente professionale, che si potrebbe finanziare con circa 25 milioni di euro.
Per i dirigenti che hanno optato per l’extramoenia, invece, l’intento è quello di equiparare la parte fissa dell’indennità di incarico a quella percepita da chi è in intramoenia: oggi infatti, pur avendo lo stesso
incarico e svolgendo lo stesso lavoro, gli extramoenisti guadagnano il 55% dei colleghi in intramoenia.
Secondo i calcoli della CIMO-FESMED, sarebbero sufficienti 32 milioni. I 546 milioni che rimangono dovrebbero essere utilizzati per aumentare la parte fissa dello stipendio tabellare e dell’indennità di posizione di tutti i dirigenti.
«Siamo ben consapevoli che non ci troviamo davanti ad un rinnovo ricco – dichiara Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED –. L’aumento medio sarà di 337 euro lordi mensili, pari al 5,78% previsto per tutta la pubblica amministrazione. A questi si aggiunge l’aumento dell’indennità di specificità medica
previsto dalla legge di Bilancio adottata nel 2024 che, in caso di ritardi nelle trattative, non sarà percepito subito dai colleghi. Ecco perché, vista anche la disponibilità del Ministro Zangrillo e dell’Aran, crediamo sia necessario fare in fretta per concentrare gli sforzi negoziali sulla tornata contrattuale 2025-2027».
«La Federazione CIMO-FESMED inoltre monitorerà con attenzione l’effettivo utilizzo di tutti i fondi extracontrattuali finanziati, pari a 773 milioni per il triennio 2022-2024 e 1,3
miliardi per il biennio 2025-2026».

COMUNICATO STAMPAAtto di indirizzo CCNL medici e dirigenti sanitari, giudizio positivo da CIMO-FESMED: «Ora chiudere rap...
18/09/2025

COMUNICATO STAMPA

Atto di indirizzo CCNL medici e dirigenti sanitari, giudizio positivo da CIMO-FESMED: «Ora chiudere rapidamente contratto»

«A fronte di poche risorse, era inimmaginabile attendersi importanti modifiche della parte
normativa. Apprezzabile l’intenzione di valorizzare i professionisti, soprattutto i più giovani»

Roma, 18 settembre 2025 - È un giudizio complessivamente positivo, quello che il sindacato dei medici Federazione CIMO-FESMED esprime in merito all’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL 2022-2024 della dirigenza sanitaria - dunque scaduto da quasi due anni - che è stato emanato ieri dal Comitato di Settore Regioni-Sanità. Come richiesto più volte da CIMO-FESMED, si tratta di un testo snello che apre alla possibilità di un percorso negoziale rapido, utile ad intervenire esclusivamente sulla parte economica e
sulle parti normative che richiedono una regolamentazione più urgente, senza prevedere particolari elementi di criticità. Anzi, è apprezzabile l’intenzione di valorizzare il lavoro dei dirigenti medici e sanitari, in particolare dei più giovani.
«Non ci stupisce l’irrisorietà dell’incremento economico, pari al 5,78% a regime e ampiamente inferiore al tasso inflattivo, che è stato previsto dalla legge di Bilancio del 2021 e dunque è escluso dalla trattativa sindacale – commenta Guido Quici, Presidente CIMO-FESMED -. Si tratta dell’aumento che riguarda tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, con l’aggiunta di ulteriori risorse pari a 36,4 milioni».
«Condividiamo la necessità – continua Quici - di offrire una carriera ai giovani medici in tempi più certi e rapidi. Apprezziamo la volontà delle Regioni di rendere esigibili i residui dei fondi a favore di chi resta al
lavoro, impedendo alle aziende di commettere le solite furberie. Giudichiamo favorevolmente la ricostruzione di carriera senza ulteriori penalizzazioni. Positiva anche l’intenzione di aumentare il limite del costo delle prestazioni aggiuntive, lasciandone la regolamentazione alle singole Regioni tramite confronto sindacale. Siamo tuttavia scettici, soprattutto per le implicazioni medico-legali, sull'istituto
della pronta disponibilità telefonica».
«In sintesi, a fronte di poche risorse, era inimmaginabile attendersi importanti modifiche della parte normativa del contratto. Ecco perché come Federazione CIMO-FESMED siamo decisi a chiudere velocemente le trattative per il CCNL 2022-2024 per aprire urgentemente il tavolo per il triennio 2025-
2027».

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