Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

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Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli Le finalità dell'Associazione, come precisate nell'atto istitutivo, sono:

1. Nuovo Codice e riforma del Ministero (2004).

L'Associazione "Istituto di studi, ricerche e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli", fondata da Giulio Carlo Argan, promuove studi, ricerche ed iniziative attorno ai problemi della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. L'Associazione "Istituto di studi, ricerche e formazione Ranuccio Bianchi Bandinelli", fondata da Giulio Carlo Argan nel 1991, è nata con lo scopo di offrire un terreno comune di confronto, scambio di esperienze, iniziativa a studiosi, esperti, operatori che da diversi punti di vista e in differenti ambiti disciplinari sono impegnati nel campo della conoscenza, della tutela, della valorizzazione dei beni culturali. promuovere studi, ricerche, dibattiti e iniziative di analisi attorno ai problemi della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale;

2. svolgere attività di formazione, attraverso corsi e seminari, nel campo dei beni culturali e ambientali, con particolare attenzione per i problemi legislativi, economici, amministrativi e per la concreta esperienza di programmazione e di intervento;

3. promuovere ricerche e pubblicazioni sui nuovi temi che in tali ambiti si pongono alla ricerca. L'Associazione, diretta da Giuseppe Chiarante fino all'attuale presidenza di Marialuisa Dalai Emiliani, vuole dunque diffondere una cultura della tutela capace di reagire ai processi di degrado, favorendo lo sviluppo della sensibilità civile, di qualificate competenze multidisciplinari e la collaborazione fra Università, Istituzioni pubbliche e Istituti di ricerca privati. Le pubblicazioni dell'Associazione si articolano in due collane: “Annali” e “Quaderni giuridici”. Gli ultimi titoli editi negli “Annali” sono: Lo storico dell'arte: formazione e professioni (2005); Giulio Carlo Argan. Intervista sul Novecento (2005); Catalogo, documentazione e tutela dei beni culturali con scritti di Oreste Ferrari (2007); Archivi, biblioteche e innovazione (2008). Nei “Quaderni”, dopo aver completato l'opera in tre volumi Il nuovo sistema giuridico dei beni culturali (2001-2002), è uscito Beni Culturali. Più recentemente è stato pubblicato, a cura di Giuseppe Chiarante e Umberto D’Angelo, il quaderno Beni culturali e paesaggio. La nuova versione del Codice: la legislazione in vigore dopo le ultime modifiche del 2008 (2009).

Comunicato delle Associazioni Ranuccio Bianchi Bandinelli, Italia Nostra Roma, Gruppo dei Romanisti, Amici di Villa Borg...
12/10/2026

Comunicato delle Associazioni Ranuccio Bianchi Bandinelli, Italia Nostra Roma, Gruppo dei Romanisti, Amici di Villa Borghese, Carteinregola-ODV, Amici dei Musei di Roma, ICOM Italia

GALLERIA BORGHESE

Presentazione del Concorso internazionale di architettura per la nuova struttura museale integrata nella Conferenza stampa presso la Casa dell’Architettura 14 ottobre 2026 ore 11:00 Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, piazza Manfredo Fanti 47 Roma.

Si esprime grave sconcerto per la notizia appresa casualmente della “Presentazione di un concorso internazionale di architettura per una nuova struttura museale autonoma e integrata all’interno del sistema espositivo di Villa Borghese” gestito dalla società privata Proger Spa su un bene culturale pubblico. Già nel maggio 2026, associazioni culturali, storici dell’arte, esperti di musei, singoli cittadini hanno manifestato la propria contrarietà in merito al bando che allora prevedeva la progettazione di una nuova struttura museale “contermine alla Galleria Borghese”, presentando osservazioni sulle modalità e nel merito con argomentazioni circostanziate che sono sostenute da leggi dello Stato, in assenza peraltro di dichiarazioni da parte del Ministero della Cultura al quale compete la tutela del bene, tanto più in quanto proprietario.

Non si entra, per ora, nel merito dell’oggetto del concorso ma si sottolinea nuovamente, dopo un avvio molto opaco dell’operazione, che la Galleria Borghese è un bene pubblico e chi la amministra è tenuto al rispetto delle norme, nei limiti delle competenze attribuite.

Si richiama, a questo proposito, la normativa prevista dal DPCM 57/2024, art. 24 e dal DM 270/2024 che sancisce che ai direttori degli istituti dotati di autonomia speciale (come la Galleria Borghese) competono solo le funzioni di tutela per quanto riguarda i beni mobili, mentre le funzioni di tutela sui beni immobili sono assolte dalle Soprintendenze Speciali Archeologia Belle Arti e Paesaggio, previ accordi formali con la direzione museale.

Analogamente, è inverosimile che si bandisca un concorso di idee ad uso della Galleria Borghese per “una nuova struttura autonoma e integrata” in uno spazio pubblico o anche per un edificio esistente, senza che sia stato reso noto il piano generale dell’operazione, giustificata con motivazioni poco chiare e, a quanto noto, senza l’autorizzazione preventiva del Ministero della Cultura proprietario della Galleria Borghese.
Se la finalità del nuovo edificio è quella di “rendere ancora più accessibile e comprensibile il patrimonio della Galleria Borghese … con meno limiti di tempo, di spazi e di opere da guardare”, come scritto nel documento del 18 maggio scorso, va spiegato se lo si vuole utilizzare per dirottare una parte delle opere d’arte esposte nel Villino Borghese per poter raddoppiare i tempi di visita e gli ingressi dei visitatori. Soluzione che appare impossibile considerato che la Galleria Borghese non è un museo ma una antica e straordinaria collezione d’arte privata acquistata dallo Stato che deve rimanere indissolubilmente integra, con gli ampliamenti già realizzati e con possibili miglioramenti per l’accessibilità nell’ambito dell’edificio stesso.

Un intervento di tale rilevanza deve essere gestito dall’ente pubblico competente e non da una società privata. Si ritiene pertanto singolare il ruolo assunto dalla Proger Spa in apparente assenza degli organi competenti del Ministero della Cultura.

NEWSDAL SITO della BIASA   AVVISO ALL'UTENZA:La Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte informa l'utenza che, concl...
05/10/2026

NEWS
DAL SITO della BIASA AVVISO ALL'UTENZA:
La Biblioteca di Archeologia e Storia dell’Arte informa l'utenza che, concluse le operazioni di depolveratura, la sede di Palazzo Venezia, riaprirà al pubblico a partire da lunedì 5 ottobre.

25/09/2026

Patrimonio culturale e Nazione. Lezione magistrale di Tomaso Montanari. Omaggio a 80 anni della Costituzione.
Università degli Studi Roma Tre
Aula Magna Adalberto Libera
Largo Giovanni Battista Marzi, 10 (ex Mattatoio).

COMUNICATO   ASSOCIAZIONE RANUCCIO BIANCHI BANDINELLIPALAZZO VENEZIA PERDE LA SUA BIBLIOTECA. DOPO OLTRE UN SECOLO SI CH...
04/09/2026

COMUNICATO ASSOCIAZIONE RANUCCIO BIANCHI BANDINELLI
PALAZZO VENEZIA PERDE LA SUA BIBLIOTECA. DOPO OLTRE UN SECOLO SI CHIUDE UNA PORTA SULLA CULTURA

Il 7 settembre 2026 non chiuderà semplicemente una biblioteca.
Si chiuderà un capitolo della storia culturale di Roma e dell’Italia.
Dal sito web dell’Istituto ViVe si legge: “SI INFORMA L’UTENZA CHE L’AGENZIA DEL DEMANIO HA DISPOSTO LA CHIUSURA DELLA BIBLIOTECA DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE NELLA SEDE DI PALAZZO VENEZIA A DECORRERE DAL 7 SETTEMBRE 2026, PER LE OPERAZIONI PROPEDEUTICHE AL TRASFERIMENTO NELLA NUOVA SEDE DI PALAZZO SAN FELICE.”
Non è soltanto un cambio di indirizzo. È la fine di una storia che ha attraversato generazioni di studiosi, archeologi, storici dell’arte, architetti e studenti. Dal 1922 quelle sale, con i loro arredi e le straordinarie scaffalature in legno, custodiscono uno dei patrimoni librari e documentali più importanti d’Italia. Un luogo di studio, ma anche un luogo della memoria. E un luogo della memoria, quando chiude, non si trasferisce semplicemente: perde inevitabilmente qualcosa di sé.
Abbiamo sperato, chiesto che la BIASA, potesse rimanere dove è, con la sua fisionomia e la sua storia, pur con i necessari adeguamenti, ma la dichiarata insufficienza degli spazi ha determinato il trasferimento della biblioteca nel prestigioso Palazzo San Felice, a Via della Dataria, messo a disposizione dalla Presidenza della Repubblica. Il Palazzo è stato restaurato con i più moderni criteri, la Biblioteca sarà una FONDAZIONE PUBBLICA E PER LA DURATA DI 25 ANNI. Rimangono tuttavia incognite sulla destinazione di alcuni fondi per i quali lo spazio non sarà sufficiente, sui tempi di apertura della nuova sede e sulla capacità di accoglienza rispetto alle esigenze.
La BIASA è l’unica Biblioteca pubblica specialistica e di riferimento nazionale per gli studi di archeologia e storia dell’arte, accessibile liberamente a tutti.
Dopo un primo nucleo costituito nel 1875, in Piazza della Minerva, a disposizione dei funzionari della Direzione Generale Antichità e Belle Arti, la Biblioteca trovò la sede definitiva nelle sale del piano rialzato di Palazzo Venezia, affidata all'ISTITUTO NAZIONALE DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL'ARTE, fondato da Corrado Ricci nel 1922 e si aprì progressivamente a un pubblico più ampio, fino a includere gli studenti, gli appassionati e i curiosi. Qui tornò nel 1947 dopo le vicende legate alla guerra, incrementata nel tempo da importanti fondi storici (tra i quali quello di Rodolfo Lanciani).
Salutiamo la BIASA di Palazzo Venezia con gratitudine. Il 7 settembre non sarà soltanto la data scritta su un avviso, sarà il giorno in cui, dopo più di 100 anni, si SPEGNERANNO LE LUCI DELLA BIASA A PALAZZO VENEZIA.dopo un primo nucleo

18/08/2026
COMUNICATO STAMPAAssociazione Ranuccio Bianchi BandinelliFURTO DELLE OPERE DI ANTONELLO DA MESSINA: UN ATTO GRAVISSIMO C...
18/08/2026

COMUNICATO STAMPA
Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli

FURTO DELLE OPERE DI ANTONELLO DA MESSINA: UN ATTO GRAVISSIMO CHE CERTIFICA IL FALLIMENTO DELLA POLITICA DEI BENI CULTURALI IN SICILIA. RICHIESTA ALL’ARS DELLE DIMISSIONI DEI RESPONSABILI E REVISIONE DELLE NOMINE DI FIGURE PREPOSTE ALLA CURA, GESTIONE E VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE.
Il gravissimo furto delle opere di Antonello da Messina rappresenta una ferita insanabile per la Sicilia e per il mondo. Questo evento drammatico, tanto grave da sembrare incredibile, certifica l'incompetenza dei vertici preposti alla gestione ed alla tutela del patrimonio culturale. La condizione del collasso dell’intero sistema è arrivata al punto da mettere a rischio anche la sicurezza delle opere e dei monumenti appartenenti alla nostra cultura. Per tutta risposta si continuano a rivendicare l’ottemperanza degli obblighi e l’efficacia dei sistemi del Patrimonio Italiano in Sicilia. Gli eventi delittuosi tuttavia inchiodano la realtà ad una ben diversa verità che ormai deve essere coscientemente determinata.
La responsabilità politica e gestionale di questo disastro è enorme ed è chiara da tempo: oggi non è più accettabile. Oggi è il giorno delle azioni concrete e non può esservi nessun’altra opzione se non la richiesta di rivedere radicalmente l’intera politica dei Beni Culturali.
Chiediamo pertanto le immediate dimissioni dell’Assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, del Direttore Generale del Dipartimento dei Beni Culturali, del Direttore del Museo.
Ci rivolgiamo all'Assemblea Regionale Siciliana affinché riconsideri le modalità di selezione e i criteri di nomina delle figure responsabili di Musei, Parchi, Siti e Monumenti.
Il sistema delle nomine basato sulle scelte discrezionali e criteri rispondenti alla politica ha mostrato il pieno fallimento. Con urgenza l’Assemblea deve aprire ad una revisione radicale delle modalità di scelta delle figure preposte alla tutela del patrimonio e riannodare quel cammino interrotto tanto tempo fa, quando la legislazione regionale, oggi non più integra, ma edulcorata dai regolamenti e dalle circolari governative, aveva costruito un importante modello pubblico.
La gestione dei beni culturali deve essere affidata esclusivamente a professionisti specializzati con criteri di merito. Il sistema di sorveglianza a tutela delle collezioni ha mostrato di non aver distinto funzioni di sicurezza e vigilanza, fondamentali soprattutto per la notte e i giorni di chiusura, e funzioni di affiancamento nelle sale durante i turni di apertura al pubblico. L’intero comparto della Sicurezza deve rientrare nella sfera dell’amministrazione pubblica.
Direzione e programmazione devono possedere requisiti obbligatori prevedendo funzioni di competenza acquisite con titoli di studio e formativi, di comprovato livello scientifico nel settore dei beni culturali e per gli ambiti specifici. È necessario inoltre garantire la trasparenza assoluta dei concorsi pubblici, eliminando ogni scelta discrezionale.
La Sicilia non può più permettere che la ricchezza del patrimonio culturale di rilevanza internazionale sia lasciata nelle mani di una gestione approssimata e inesperta.
Il tempo delle giustificazioni è scaduto.

Associazione Ranuccio Bianchi Bandinelli
Rita Paris
(3355279296 – [email protected])

13/08/2026

L’Associazione esprime un profondo cordoglio per la scomparsa di Lorenzo Quilici, illustre studioso topografo, persona amabile. Ci lascia un patrimonio di studi e di impegno per la tutela di cui continueremo a fare tesoro. Siamo vicini a Stefanella con affetto.

L'Associazione partecipa all'incontro
05/06/2026

L'Associazione partecipa all'incontro

Indirizzo

Via G. Baglivi 6
Rome
00161

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