16/10/2026
La XXIII Conferenza Nazionale ICF Italia si è conclusa.
Due giornate vissute nell’abbondanza di contenuti, idee, prospettive, posizioni, incontri, ascolto, domande e riflessioni.
Ma soprattutto, due giornate in cui abbiam vissuto la nostra associazione e cosa significa essere parte di ICF Italia.
Siamo una comunità. Fatta di persone, di relazioni, di senso di appartenenza, di crescita ‘tra’ le persone.
Siamo una comunità professionale. Che investe nella propria crescita, che sceglie di confrontarsi con professionisti ed esperti di discipline diverse, che continua a studiare, ad apprendere e a mettersi in discussione, a fare insieme uno step in avanti.
Siamo una comunità che ha cura della propria professione. Dei suoi standard, della sua etica, della sua credibilità e del valore che il coaching può generare nelle persone, nelle organizzazioni e nella società.
La partecipazione così importante a questa edizione ha svariati significati a nostro avviso: una comunità che riconosce il valore di ciò che fa, che sente la responsabilità di continuare a crescere e che vuole essere parte attiva delle conversazioni che riguardano il proprio futuro.
Abbiamo parlato di intelligenza artificiale, di trasformazioni, di nuove possibilità e di nuove sfide. Ma anche di ciò che rende esclusivamente e squisitamente umano il nostro lavoro.
Il futuro del Coaching dipende da noi e da come interpreteremo l’applicazione dell’evoluzione tecnologica in atto, e come sceglieremo di aumentare le possibilità al servizio del Coaching e dei clienti.
Noi contribuiremo con la nostra competenza, la nostra consapevolezza, il nostro senso etico e la capacità di stare nelle relazioni.
Grazie a tutte le persone che hanno partecipato, a chi ha condiviso conoscenze ed esperienze, al team Conferenza che si è occupato dell’organizzazione, a tutti i volontari, agli sponsor che hanno creduto in questa Conferenza.
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