26/08/2026
UNA BUSTA PAGA NEGATIVA. È QUESTA LA DIGNITÀ RISERVATA AGLI EDUCATORI PROFESSIONALI?
La busta paga che pubblichiamo parla da sola: un lavoratore a tempo indeterminato dell’assistenza scolastica specialistica si ritrova, nei mesi estivi, con una busta paga negativa.
Non è un caso isolato. È il risultato di un sistema che da anni considera il lavoro educativo indispensabile durante l’anno scolastico e, allo stesso tempo, sembra dimenticarsi dell’esistenza di educatrici ed educatori quando le scuole chiudono.
Parliamo di professionisti che ogni giorno affiancano bambini e ragazzi con disabilità e sostengono le loro famiglie, garantendo un servizio fondamentale per il diritto allo studio e all’inclusione.
Poi arriva l’estate.
E per molti educatori arrivano l’incertezza, la riduzione o la totale assenza di reddito, la necessità di cercare altri lavori e l’impossibilità di programmare anche le spese più semplici.
Ma questa è l’ennesima batosta per una categoria che viene penalizzata durante tutto l’anno.
Nella maggior parte dei casi, infatti, gli educatori non vengono retribuiti nemmeno durante le chiusure scolastiche per le festività, come Natale, Pasqua, Carnevale e le altre sospensioni delle lezioni. E spesso non vengono pagati neppure quando l’alunno è assente, nonostante il lavoratore abbia messo a disposizione la propria professionalità e il proprio tempo.
Per chi è assunto a tempo determinato, poi, quando finisce la scuola spesso finisce anche il contratto.
Per chi è a tempo indeterminato, come nel caso della busta paga che mostriamo, si può arrivare persino a percepire zero euro o, peggio, una busta paga negativa.
Stiamo parlando di centinaia, se non migliaia, di professionisti in Sardegna che ogni anno vengono lasciati in una condizione di estrema precarietà economica.
E allora la domanda è semplice:
come si può pretendere qualità, continuità e professionalità nei servizi educativi se chi li garantisce non ha nemmeno la certezza di poter pagare le proprie bollette?
La dignità del lavoro non può essere stagionale.
L’assistenza scolastica specialistica non può essere considerata un servizio fondamentale solo quando serve alle istituzioni e diventare un problema privato per i lavoratori durante l’estate.
Come USB Cooperative Sociali Sardegna continueremo a denunciare questa situazione e a chiedere che venga garantita continuità lavorativa, continuità reddituale e dignità professionale a chi ogni giorno garantisce un servizio indispensabile.
State aspettando che di educatori non ce ne siano più prima di capire che avete tirato troppo la corda?