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Usb Coop Sociali I continui cambi d'appalto, la compressione di diritti e salario, il lavoro strutturalmente povero e

🔴 DOPPIO APPUNTAMENTO - MOBILITAZIONE COMPLEMENTARE🪖 L'attuale situazione di guerra mondiale a pezzi in cui il nostro pa...
20/10/2026

🔴 DOPPIO APPUNTAMENTO - MOBILITAZIONE COMPLEMENTARE

🪖 L'attuale situazione di guerra mondiale a pezzi in cui il nostro paese è coinvolto sta producendo il carovita che affligge la nostra vita quotidiana, che non riesce a pareggiare l'innalzamento dei prezzi a causa del basso potere d'acquisto, stagnante a causa dei bassi salari.

📣 I due scioperi non sono sconnessi, ma complementari, perché le rivendicazioni sull'innalzamento degli stipendi vanno di pari passo con la nostra proposta di rinnovo contrattuale e la scelta di dirottare denaro pubblico, da parte del governo, va a discapito della sanità, scuola e welfare generale nel quale noi siamo tutte e tutti coinvolti come lavoratrici e lavoratori attivi.

⛑️ Sono due mobilitazioni importanti che ci devono vedere coinvolti in prima linea, perché ci stanno letteralmente affamando e appiedando, nonché nel mentre ammalando, quindi bisogna sovvertire questi rapporti e scendere in strada in massa.

🦺Dai porti alle scuole, dalle fabbriche agli ospedali, dai magazzini alle case di cura. Tutte le lavoratrici e i lavoratori devono marciare compattamente per andare a strappare ciò che gli spetta, ossia un futuro migliore fatto di progresso economico e scientifico finalizzato al benessere generale.

AVANTI 🚩 UNITI

09/10/2026

30 ottobre è sciopero generale

L’Unione Sindacale di Base ha proclamato per venerdì 30 ottobre lo sciopero generale di tutte le categorie del lavoro pubblico e privato ed invita a costruire una grande giornata di protesta in tutto il Paese. In gioco c’è l’impennata dei prezzi, a partire dai carburanti, che pesa fortemente sui magri salari di milioni di lavoratori e lavoratrici che ormai non recuperano neanche più l'inflazione, di contro, l’inconsistenza dei provvedimenti assunti dal governo Meloni, schierato apertamente dalla parte delle compagnie petrolifere e delle banche.
Con il prezzo di benzina e gasolio schizzato oltre i 2 euro al litro, l’inflazione dei prodotti della spesa salita in 5 anni dal 30 al 50%, le bollette di luce e gas che subiscono rincari superiori al 30%, la situazione per chi vive di lavoro o pensione è sostenibile solo se c’è un adeguamento delle retribuzioni al costo della vita e se, allo stesso tempo, il governo interviene a calmierare i prezzi o, ancora, ad azzerare l'iva sui beni di prima necessità. Ma il governo Meloni ha deciso di non agire in queste direzioni, lasciando che il paese impoverisca e consentendo alle grandi aziende e alle grandi banche di continuare a speculare sulle nostre vite.
La boutade, assolutamente insufficiente, tardiva e già naufragata, del tetto al prezzo del carburante è la dimostrazione di un governo asservito e complice delle logiche di mercato.

In Europa le proteste divampano, dalla Spagna alla Francia alla Germania. Movimenti giovanili e organizzazioni sindacali stanno promuovendo grandi mobilitazioni per rivendicare diritti sociali e difendere le condizioni di vita e di lavoro. In Italia le grandi organizzazioni sindacali restano a guardare, anzi scelgono di provare a stringere con le organizzazioni padronali un accordo su rappresentanza e salari quando ci sarebbe bisogno di organizzare la protesta.

Diverse organizzazioni sindacali dei lavoratori portuali hanno lanciato per la data del 30 ottobre uno sciopero internazionale contro il traffico delle armi, contro le politiche di riarmo e la militarizzazione dei porti. Si tratta di un evento di portata storica che sta progressivamente coinvolgendo lavoratori e lavoratrici di sempre più paesi, estendendosi oltre il Mediterraneo e raggiungendo il Nord Europa ma anche l’India, il Messico, il Sudafrica e gli Stati Uniti.
I lavoratori dei porti stanno chiamando a mobilitarsi contro la guerra e le politiche di aggressione ai popoli portate avanti dagli Stati Uniti e da Israele e contro la complicità dei paesi dell’Unione Europea.

L’Unione Sindacale di Base considera la lotta contro il carovita e contro la moderazione salariale strettamente legate alla lotta contro il riarmo. L’enorme spesa pubblica messa a disposizione dell’acquisto e della costruzione di nuovi armamenti, con un balzo di decine di miliardi di euro nel bilancio statale per la difesa, c***a con l’indisponibilità a difendere i nostri salari e le nostre pensioni. E invece di pensare a dare una vera politica industriale all’Italia, il governo smantella quello che è rimasto, dall’ILVA all’automotive, e punta tutto sugli armamenti.

In questa situazione nessuno può pensare di salvarsi da solo. C’è bisogno di unire le proteste e costruire una mobilitazione generale che unisca tutte le categorie sociali e del lavoro per rivendicare la messa sotto controllo dei prezzi, il rilancio di salari e pensioni, una spesa pubblica indirizzata verso i servizi sociali e non alle armi.

Lo scorso anno una grande ondata di mobilitazioni ha scosso la pen*sola per protestare contro la complicità del governo Meloni con lo stato terrorista di Israele. Il governo ha risposto a quelle proteste con i Decreti sicurezza e ora con una legge che vuole impedire di criticare il genocidio dei palestinesi. Hanno paura che le persone si mobilitino e che i giovani scendano nelle piazze. Hanno paura che le persone si mettano assieme al di là delle differenze e che trovino le parole d’ordine giuste per unirsi. L’Unione Sindacale di Base lancia lo sciopero generale del 30 ottobre per unire le proteste e invita a costruire le mobilitazioni in tutte le città.

Abbassate i €prezzi, abbassate gli e i , abbassate le , abbassate le

Alzate i , alzate le

il 30 ottobre

08/10/2026

VITTORIA PER UNA LAVORATRICE DI MONDO DONNA: INTERVIENE L’ISPETTORATO DEL LAVORO

Mondo Donna costretta a riconoscere le spettanze dovute a una lavoratrice impiegata con una prestazione occasionale.

Presso l’Ispettorato del Lavoro, a seguito della segnalazione presentata da USB, è stato raggiunto un accordo con la cooperativa Mondo Donna per il riconoscimento e la restituzione alla lavoratrice delle spettanze dovute, calcolate come se fosse stata regolarmente assunta con il CCNL delle Cooperative Sociali.
Una vittoria ottenuta grazie al coraggio della lavoratrice che ha deciso di rivolgersi a USB e di denunciare quanto stava accadendo.
Da tempo denunciamo l’utilizzo, da parte di Mondo Donna, di lettere di incarico per prestazioni occasionali come strumento per coprire lavoro che, nei fatti, presenta tutte le caratteristiche di un rapporto di lavoro subordinato.
La prestazione occasionale come forma contrattuale non garantisce ferie, malattia e le tutele proprie di un rapporto di lavoro subordinato. Ma soprattutto, nel caso denunciato, non siamo di fronte a una singola prestazione occasionale: la lavoratrice era inserita in pieno organico nell’organizzazione del lavoro presso la struttura, con una pianificazione dei turni e una continuità della prestazione.
Utilizzare la lettera di incarico a prestazione occasionale significa esclusivamente risparmiare economicamente, sottraendo quotidianamente diritti alla lavoratrice e tenendola continuamente sotto ricatto, essendo la sua prestazione disciplinata non dal contratto ma dalla chiamata del datore di lavoro.
Oggi questa situazione è stata portata all’attenzione dell’Ispettorato del Lavoro e si è arrivati a un accordo per il riconoscimento delle differenze retributive dovute alla lavoratrice.
Ringraziamo innanzitutto la lavoratrice, che ha avuto il coraggio di rompere il silenzio e di denunciare un modello che produce sempre più precarietà nella già precaria condizione delle operatrici del sociale.
Invitiamo tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori a segnalare a USB situazioni analoghe di sfruttamento e di mancato riconoscimento dei diritti.
E chiediamo al Comune di Bologna, ad ASP Città di Bologna e alla Prefettura di verificare cosa accade concretamente nei servizi che affidano e finanziano. Non è sufficiente controllare che un servizio venga formalmente erogato: bisogna controllare la struttura organizzativa con cui viene prodotto realmente il servizio.
Il sistema delle cooperative non manca mai di costruire iniziative politiche per raccontare la propria vocazione alla cooperazione e al mutualismo ed elogiare i propri servizi offerti (grazie a fondi pubblici). In realtà, dietro questo racconto si cela una struttura fondata sulla precarietà contrattuale, sulla precarietà delle ore lavorate e sui bassi salari.
Applicare il contratto collettivo è il minimo sforzo per chi gestisce questi servizi. Un contratto che comunque abbiamo più volte denunciato, il quale restituisce salari bassi e compressione quotidiana dei diritti delle lavoratrici.
Utilizzare invece lo strumento della prestazione occasionale per coprire un lavoro organizzato, continuativo e inserito nei turni rappresenta un ulteriore salto nello sfruttamento.
Questa vittoria dimostra che denunciare paga. Che organizzarsi paga. Che quando una lavoratrice rompe il silenzio, può aprire una breccia per molte altre.

AL SERVIZIO DEGLI ULTIMI,
MA SERVI DI NESSUNO.

USB Bologna

Assistenza specialistica/OEPAC, dopo la mobilitazione USB e AMN: dalla Regione rassicurazioni sulla ripresa del servizio
08/10/2026

Assistenza specialistica/OEPAC, dopo la mobilitazione USB e AMN: dalla Regione rassicurazioni sulla ripresa del servizio

Si è svolta giovedì 8 ottobre, presso la sede della Regione Lazio a Garbatella, la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori dell’assistenza specialistica/OEPAC delle 12 scuole superiori ancora escluse dal finanziamento, che ha portato all’inc…

👔 Convegno al CNEL📌 ROMA Via Lubin 2, Sala Ruini🕒 Ore 15:00 🔴 Superare la frammentazione dei servizi alla persona attrav...
15/09/2026

👔 Convegno al CNEL
📌 ROMA Via Lubin 2, Sala Ruini
🕒 Ore 15:00

🔴 Superare la frammentazione dei servizi alla persona attraverso l’investimento pubblico, l’internalizzazione dei servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione, per la tutela del lavoro e la continuità educativa

♿ L’inclusione scolastica delle alunne e degli alunni con disabilità non può essere considerata un servizio accessorio né essere affidata alle logiche proprie dell’esternalizzazione e dell’appalto. Si tratta di un diritto fondamentale, che deve essere garantito in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e attraverso un sistema pubblico capace di assicurare continuità, qualità e stabilità degli interventi.

🧮 I servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione rappresentano una componente essenziale del percorso educativo e di inclusione scolastica. Eppure, la loro organizzazione continua a essere caratterizzata da una forte frammentazione: differenti enti gestori, affidamenti a termine, cambi di appalto, condizioni di lavoro disomogenee e una continua discontinuità che finisce per ripercuotersi tanto sulle lavoratrici e sui lavoratori quanto sugli studenti e sulle loro famiglie.

🤯 La precarietà del sistema non riguarda soltanto chi lavora nei servizi. Ogni cambio di gestione, ogni riduzione delle risorse e ogni diversa modalità di affidamento può incidere sulla continuità della relazione educativa e assistenziale, compromettendo un elemento fondamentale dell'inclusione: la stabilità delle figure professionali che accompagnano quotidianamente gli studenti nel loro percorso scolastico.

☝🏽 Il convegno intende quindi mettere al centro una questione di fondo: può un diritto fondamentale essere garantito attraverso un sistema strutturalmente fondato sulla precarietà degli affidamenti e sulla frammentazione della gestione?

🏢 La risposta richiede un cambio di paradigma. Occorre superare progressivamente la logica dell’appalto come strumento ordinario di organizzazione dei servizi alla persona e affrontare il tema dell’investimento pubblico e della gestione diretta dei servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione.

📜 In questa prospettiva, l’internalizzazione non rappresenta soltanto una diversa modalità di gestione del servizio, ma può diventare lo strumento attraverso il quale ricondurre nell’ambito pubblico funzioni essenziali per il diritto allo studio, garantendo contemporaneamente la continuità educativa e la valorizzazione delle professionalità che operano quotidianamente nelle scuole.

🗣️ Il confronto al CNEL vuole mettere intorno allo stesso tavolo istituzioni, organizzazioni sindacali, lavoratrici e lavoratori, esperti e rappresentanti del mondo della scuola, per discutere delle criticità dell’attuale sistema e delle possibili alternative.

📑 Al centro del dibattito vi saranno il finanziamento pubblico dei servizi, la definizione di standard omogenei a livello nazionale, la continuità educativa e assistenziale, la tutela occupazionale nei processi di transizione e, soprattutto, la prospettiva di un percorso di internalizzazione dei servizi di assistenza all’autonomia e alla comunicazione.

11/09/2026
26/08/2026

UNA BUSTA PAGA NEGATIVA. È QUESTA LA DIGNITÀ RISERVATA AGLI EDUCATORI PROFESSIONALI?

La busta paga che pubblichiamo parla da sola: un lavoratore a tempo indeterminato dell’assistenza scolastica specialistica si ritrova, nei mesi estivi, con una busta paga negativa.

Non è un caso isolato. È il risultato di un sistema che da anni considera il lavoro educativo indispensabile durante l’anno scolastico e, allo stesso tempo, sembra dimenticarsi dell’esistenza di educatrici ed educatori quando le scuole chiudono.

Parliamo di professionisti che ogni giorno affiancano bambini e ragazzi con disabilità e sostengono le loro famiglie, garantendo un servizio fondamentale per il diritto allo studio e all’inclusione.

Poi arriva l’estate.

E per molti educatori arrivano l’incertezza, la riduzione o la totale assenza di reddito, la necessità di cercare altri lavori e l’impossibilità di programmare anche le spese più semplici.

Ma questa è l’ennesima batosta per una categoria che viene penalizzata durante tutto l’anno.

Nella maggior parte dei casi, infatti, gli educatori non vengono retribuiti nemmeno durante le chiusure scolastiche per le festività, come Natale, Pasqua, Carnevale e le altre sospensioni delle lezioni. E spesso non vengono pagati neppure quando l’alunno è assente, nonostante il lavoratore abbia messo a disposizione la propria professionalità e il proprio tempo.

Per chi è assunto a tempo determinato, poi, quando finisce la scuola spesso finisce anche il contratto.
Per chi è a tempo indeterminato, come nel caso della busta paga che mostriamo, si può arrivare persino a percepire zero euro o, peggio, una busta paga negativa.

Stiamo parlando di centinaia, se non migliaia, di professionisti in Sardegna che ogni anno vengono lasciati in una condizione di estrema precarietà economica.

E allora la domanda è semplice:

come si può pretendere qualità, continuità e professionalità nei servizi educativi se chi li garantisce non ha nemmeno la certezza di poter pagare le proprie bollette?

La dignità del lavoro non può essere stagionale.

L’assistenza scolastica specialistica non può essere considerata un servizio fondamentale solo quando serve alle istituzioni e diventare un problema privato per i lavoratori durante l’estate.

Come USB Cooperative Sociali Sardegna continueremo a denunciare questa situazione e a chiedere che venga garantita continuità lavorativa, continuità reddituale e dignità professionale a chi ogni giorno garantisce un servizio indispensabile.

State aspettando che di educatori non ce ne siano più prima di capire che avete tirato troppo la corda?

- BOLOGNA- Caldo estremo nei Centri Estivi: USB proclama lo stato di agitazione del personale quadrifoglio proclamato lo...
30/07/2026

- BOLOGNA-

Caldo estremo nei Centri Estivi: USB proclama lo stato di agitazione del personale quadrifoglio

proclamato lo stato di agitazione del personale della cooperativa Quadrifoglio impiegato nei Centri Estivi del Comune di Bologna.

L'ondata di caldo di questi giorni sta determinando condizioni di lavoro incompatibili con la tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici, lavoratori e degli stessi utenti, in assenza di adeguati sistemi di climatizzazione e di efficaci misure organizzative.

Abbiamo chiesto l'immediata apertura di un tavolo di confronto con la cooperativa e il Comune di Bologna per adottare misure urgenti: rimodulazione delle attività e dei turni nelle ore più calde, utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti per gli eventi meteo estremi e messa a disposizione di locali climatizzati o di adeguati sistemi di raffrescamento.

La salute non può essere sacrificata per garantire il servizio. È necessario intervenire subito per tutelare chi lavora e chi frequenta i centri estivi.

Qualora dovessero permanere o aggravarsi condizioni tali da configurare un pericolo grave e immediato per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, USB Lavoro Privato si riserva di proclamare lo sciopero e di attivare tutte le iniziative sindacali e legali necessarie a tutela dell'incolumità del personale, nel rispetto della normativa vigente.

🟩 CERCASI SCHIAVI - Per servizi educativi, di assistenza e cura 🟩 🎒 Con la chiusura delle scuole migliaia di educatrici ...
07/07/2026

🟩 CERCASI SCHIAVI - Per servizi educativi, di assistenza e cura 🟩

🎒 Con la chiusura delle scuole migliaia di educatrici ed educatori, OEPAC e ASACOM, che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio degli alunni con disabilità vengono abbandonati a causa del part time ciclico verticale: un contratto che resta in piedi, ma senza stipendio e senza alcuna tutela economica.

♿ Su questa condizione di ricatto sociale prosperano associazioni, cooperative ed enti del terzo settore che, consapevoli della disperazione di questi lavoratori, propongono nei centri estivi e nei servizi diurni paghe da fame, finte partite IVA, false collaborazioni e, nei casi più gravi, lavoro nero.

🔴 Uno sfruttamento indegno di un Paese civile, ignorato da Governo, Regioni e Comuni, nonostante le ripetute denunce di USB. È necessario intervenire subito con misure strutturali: ammortizzatori sociali e percorsi di formazione-lavoro retribuiti per garantire continuità di reddito e dignità a chi svolge un lavoro essenziale.

☝🏾 Non si può continuare a chiedere cura, professionalità e responsabilità a chi viene trattato come manodopera usa e getta.

🚩 ORGANIZZIAMOCI PER DIFENDERE LAVORO E DIGNITÀ 🚩

Limbiate, educatori esclusi da PEI e GLO, a farne le spese sono sempre gli alunni con disabilità: USB denuncia le violaz...
06/07/2026

Limbiate, educatori esclusi da PEI e GLO, a farne le spese sono sempre gli alunni con disabilità: USB denuncia le violazioni del Comune della normativa sull'inclusione scolastica.
Già partite le richieste di accesso agli atti a tutte le scuole per i passati 5 anni.

L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità del Comune di Limbiate poggia su un sistema che presenta profili di gravissima irregolarità rispetto alla normativa nazionale, ai diritti dei lavoratori e agli stessi principi che regolano la scuola pubblica. È quanto emerge dal confronto avviato nelle ultime settimane da USB sul servizio di Assistenza Educativa per l'Inclusione scolastica, dal quale affiora un quadro che va ben oltre le ordinarie criticità organizzative e che chiama direttamente in causa le responsabilità politiche e amministrative del Comune.

Le segnalazioni raccolte descrivono un servizio nel quale il contenimento dei costi sembra prevalere sul diritto all'inclusione: monte ore insufficiente anche in presenza di bisogni educativi complessi, educatori costretti a seguire un numero eccessivo di alunni, continui cambi di riferimento educativo, frammentazione degli orari di lavoro e decurtazione dello stipendio quando l'alunno è assente.

Ancora più allarmante è però quanto emerge rispetto al rispetto della normativa sull'inclusione scolastica. Secondo le segnalazioni raccolte, gli educatori verrebbero sistematicamente esclusi dai GLO, dai momenti di elaborazione e verifica dei PEI e dai confronti con specialisti e servizi territoriali, pur essendo le figure che operano quotidianamente nella realizzazione concreta dei progetti educativi individualizzati. Tali prassi configurano una violazione dell'impianto normativo che disciplina l'inclusione scolastica, svuotando di fatto il ruolo professionale degli educatori e compromettendo la qualità dei percorsi rivolti agli studenti con disabilità.

Non si tratta quindi soltanto di una questione sindacale. Quando vengono esclusi dai processi decisionali coloro che costruiscono quotidianamente i percorsi educativi e quando il servizio viene organizzato secondo logiche esclusivamente economiche, ad essere compromesso è un diritto fondamentale degli alunni con disabilità, non un semplice modello organizzativo.

A questo si aggiunge un clima lavorativo fortemente pressante, caratterizzato da modalità gestionali accentratrici che limitano progressivamente l'autonomia professionale degli educatori. Particolarmente significativo è il fatto che, pur essendo il servizio formalmente affidato alle cooperative sociali Hamal e Domi Group, la gestione operativa risulti fortemente condizionata dalle indicazioni dell'ente committente. Proprio per questo USB ritiene che il Comune non possa sottrarsi alle proprie responsabilità politiche e amministrative scaricandole integralmente sui soggetti gestori.

Le cooperative, nel confronto avviato dal sindacato, hanno manifestato una prima disponibilità a discutere interventi migliorativi. Di segno opposto è invece l'atteggiamento dell'Amministrazione comunale. Nonostante le richieste di incontro formulate da USB, il Sindaco, l'Assessore competente e la Dirigenza comunale hanno scelto di non partecipare ad alcun confronto, mantenendo un silenzio che appare tanto più grave quanto più rilevanti sono le irregolarità denunciate.
Per questo USB ha avviato un'ulteriore fase di verifica: abbiamo presentato richieste di accesso agli atti a tutti gli istituti scolastici coinvolti nell'appalto del Comune di Limbiate, con l'obiettivo di accertare documentalmente le modalità di gestione dei GLO, dei PEI e dell'organizzazione del servizio negli ultimi cinque anni. I primi Istituti intenzionati a collaborare ci hanno già contattato.

Abbiamo dunque fatto una nuova richiesta di incontro all’Amministrazione. Qualora entro l'inizio del prossimo anno scolastico, e comunque entro il mese di settembre, tali situazioni non vengano sanate e la Dirigenza comunale non assuma pubblicamente una posizione rispetto alle pesanti irregolarità denunciate, che risultano essere state avallate dall'Amministrazione quando non direttamente determinate dalle sue scelte organizzative, USB procederà in tutte le sedi competenti per l'accertamento delle responsabilità.

L'inclusione scolastica non può essere trasformata in un servizio al ribasso, né gli educatori possono essere ridotti a semplici esecutori privi di voce. Quando vengono compromessi gli strumenti previsti dalla legge per garantire i diritti degli alunni con disabilità, non è in gioco soltanto la dignità del lavoro: è in gioco la credibilità stessa delle istituzioni pubbliche chiamate a garantire quel diritto.

Indirizzo

Via Dell’Aeroporto, 129
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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