Usb Coop Sociali

Usb Coop Sociali I continui cambi d'appalto, la compressione di diritti e salario, il lavoro strutturalmente povero e

26/08/2026

UNA BUSTA PAGA NEGATIVA. È QUESTA LA DIGNITÀ RISERVATA AGLI EDUCATORI PROFESSIONALI?

La busta paga che pubblichiamo parla da sola: un lavoratore a tempo indeterminato dell’assistenza scolastica specialistica si ritrova, nei mesi estivi, con una busta paga negativa.

Non è un caso isolato. È il risultato di un sistema che da anni considera il lavoro educativo indispensabile durante l’anno scolastico e, allo stesso tempo, sembra dimenticarsi dell’esistenza di educatrici ed educatori quando le scuole chiudono.

Parliamo di professionisti che ogni giorno affiancano bambini e ragazzi con disabilità e sostengono le loro famiglie, garantendo un servizio fondamentale per il diritto allo studio e all’inclusione.

Poi arriva l’estate.

E per molti educatori arrivano l’incertezza, la riduzione o la totale assenza di reddito, la necessità di cercare altri lavori e l’impossibilità di programmare anche le spese più semplici.

Ma questa è l’ennesima batosta per una categoria che viene penalizzata durante tutto l’anno.

Nella maggior parte dei casi, infatti, gli educatori non vengono retribuiti nemmeno durante le chiusure scolastiche per le festività, come Natale, Pasqua, Carnevale e le altre sospensioni delle lezioni. E spesso non vengono pagati neppure quando l’alunno è assente, nonostante il lavoratore abbia messo a disposizione la propria professionalità e il proprio tempo.

Per chi è assunto a tempo determinato, poi, quando finisce la scuola spesso finisce anche il contratto.
Per chi è a tempo indeterminato, come nel caso della busta paga che mostriamo, si può arrivare persino a percepire zero euro o, peggio, una busta paga negativa.

Stiamo parlando di centinaia, se non migliaia, di professionisti in Sardegna che ogni anno vengono lasciati in una condizione di estrema precarietà economica.

E allora la domanda è semplice:

come si può pretendere qualità, continuità e professionalità nei servizi educativi se chi li garantisce non ha nemmeno la certezza di poter pagare le proprie bollette?

La dignità del lavoro non può essere stagionale.

L’assistenza scolastica specialistica non può essere considerata un servizio fondamentale solo quando serve alle istituzioni e diventare un problema privato per i lavoratori durante l’estate.

Come USB Cooperative Sociali Sardegna continueremo a denunciare questa situazione e a chiedere che venga garantita continuità lavorativa, continuità reddituale e dignità professionale a chi ogni giorno garantisce un servizio indispensabile.

State aspettando che di educatori non ce ne siano più prima di capire che avete tirato troppo la corda?

- BOLOGNA- Caldo estremo nei Centri Estivi: USB proclama lo stato di agitazione del personale quadrifoglio proclamato lo...
30/07/2026

- BOLOGNA-

Caldo estremo nei Centri Estivi: USB proclama lo stato di agitazione del personale quadrifoglio

proclamato lo stato di agitazione del personale della cooperativa Quadrifoglio impiegato nei Centri Estivi del Comune di Bologna.

L'ondata di caldo di questi giorni sta determinando condizioni di lavoro incompatibili con la tutela della salute e della sicurezza di lavoratrici, lavoratori e degli stessi utenti, in assenza di adeguati sistemi di climatizzazione e di efficaci misure organizzative.

Abbiamo chiesto l'immediata apertura di un tavolo di confronto con la cooperativa e il Comune di Bologna per adottare misure urgenti: rimodulazione delle attività e dei turni nelle ore più calde, utilizzo degli ammortizzatori sociali previsti per gli eventi meteo estremi e messa a disposizione di locali climatizzati o di adeguati sistemi di raffrescamento.

La salute non può essere sacrificata per garantire il servizio. È necessario intervenire subito per tutelare chi lavora e chi frequenta i centri estivi.

Qualora dovessero permanere o aggravarsi condizioni tali da configurare un pericolo grave e immediato per la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, USB Lavoro Privato si riserva di proclamare lo sciopero e di attivare tutte le iniziative sindacali e legali necessarie a tutela dell'incolumità del personale, nel rispetto della normativa vigente.

🟩 CERCASI SCHIAVI - Per servizi educativi, di assistenza e cura 🟩 🎒 Con la chiusura delle scuole migliaia di educatrici ...
07/07/2026

🟩 CERCASI SCHIAVI - Per servizi educativi, di assistenza e cura 🟩

🎒 Con la chiusura delle scuole migliaia di educatrici ed educatori, OEPAC e ASACOM, che ogni giorno garantiscono il diritto allo studio degli alunni con disabilità vengono abbandonati a causa del part time ciclico verticale: un contratto che resta in piedi, ma senza stipendio e senza alcuna tutela economica.

♿ Su questa condizione di ricatto sociale prosperano associazioni, cooperative ed enti del terzo settore che, consapevoli della disperazione di questi lavoratori, propongono nei centri estivi e nei servizi diurni paghe da fame, finte partite IVA, false collaborazioni e, nei casi più gravi, lavoro nero.

🔴 Uno sfruttamento indegno di un Paese civile, ignorato da Governo, Regioni e Comuni, nonostante le ripetute denunce di USB. È necessario intervenire subito con misure strutturali: ammortizzatori sociali e percorsi di formazione-lavoro retribuiti per garantire continuità di reddito e dignità a chi svolge un lavoro essenziale.

☝🏾 Non si può continuare a chiedere cura, professionalità e responsabilità a chi viene trattato come manodopera usa e getta.

🚩 ORGANIZZIAMOCI PER DIFENDERE LAVORO E DIGNITÀ 🚩

Limbiate, educatori esclusi da PEI e GLO, a farne le spese sono sempre gli alunni con disabilità: USB denuncia le violaz...
06/07/2026

Limbiate, educatori esclusi da PEI e GLO, a farne le spese sono sempre gli alunni con disabilità: USB denuncia le violazioni del Comune della normativa sull'inclusione scolastica.
Già partite le richieste di accesso agli atti a tutte le scuole per i passati 5 anni.

L'inclusione scolastica degli alunni con disabilità del Comune di Limbiate poggia su un sistema che presenta profili di gravissima irregolarità rispetto alla normativa nazionale, ai diritti dei lavoratori e agli stessi principi che regolano la scuola pubblica. È quanto emerge dal confronto avviato nelle ultime settimane da USB sul servizio di Assistenza Educativa per l'Inclusione scolastica, dal quale affiora un quadro che va ben oltre le ordinarie criticità organizzative e che chiama direttamente in causa le responsabilità politiche e amministrative del Comune.

Le segnalazioni raccolte descrivono un servizio nel quale il contenimento dei costi sembra prevalere sul diritto all'inclusione: monte ore insufficiente anche in presenza di bisogni educativi complessi, educatori costretti a seguire un numero eccessivo di alunni, continui cambi di riferimento educativo, frammentazione degli orari di lavoro e decurtazione dello stipendio quando l'alunno è assente.

Ancora più allarmante è però quanto emerge rispetto al rispetto della normativa sull'inclusione scolastica. Secondo le segnalazioni raccolte, gli educatori verrebbero sistematicamente esclusi dai GLO, dai momenti di elaborazione e verifica dei PEI e dai confronti con specialisti e servizi territoriali, pur essendo le figure che operano quotidianamente nella realizzazione concreta dei progetti educativi individualizzati. Tali prassi configurano una violazione dell'impianto normativo che disciplina l'inclusione scolastica, svuotando di fatto il ruolo professionale degli educatori e compromettendo la qualità dei percorsi rivolti agli studenti con disabilità.

Non si tratta quindi soltanto di una questione sindacale. Quando vengono esclusi dai processi decisionali coloro che costruiscono quotidianamente i percorsi educativi e quando il servizio viene organizzato secondo logiche esclusivamente economiche, ad essere compromesso è un diritto fondamentale degli alunni con disabilità, non un semplice modello organizzativo.

A questo si aggiunge un clima lavorativo fortemente pressante, caratterizzato da modalità gestionali accentratrici che limitano progressivamente l'autonomia professionale degli educatori. Particolarmente significativo è il fatto che, pur essendo il servizio formalmente affidato alle cooperative sociali Hamal e Domi Group, la gestione operativa risulti fortemente condizionata dalle indicazioni dell'ente committente. Proprio per questo USB ritiene che il Comune non possa sottrarsi alle proprie responsabilità politiche e amministrative scaricandole integralmente sui soggetti gestori.

Le cooperative, nel confronto avviato dal sindacato, hanno manifestato una prima disponibilità a discutere interventi migliorativi. Di segno opposto è invece l'atteggiamento dell'Amministrazione comunale. Nonostante le richieste di incontro formulate da USB, il Sindaco, l'Assessore competente e la Dirigenza comunale hanno scelto di non partecipare ad alcun confronto, mantenendo un silenzio che appare tanto più grave quanto più rilevanti sono le irregolarità denunciate.
Per questo USB ha avviato un'ulteriore fase di verifica: abbiamo presentato richieste di accesso agli atti a tutti gli istituti scolastici coinvolti nell'appalto del Comune di Limbiate, con l'obiettivo di accertare documentalmente le modalità di gestione dei GLO, dei PEI e dell'organizzazione del servizio negli ultimi cinque anni. I primi Istituti intenzionati a collaborare ci hanno già contattato.

Abbiamo dunque fatto una nuova richiesta di incontro all’Amministrazione. Qualora entro l'inizio del prossimo anno scolastico, e comunque entro il mese di settembre, tali situazioni non vengano sanate e la Dirigenza comunale non assuma pubblicamente una posizione rispetto alle pesanti irregolarità denunciate, che risultano essere state avallate dall'Amministrazione quando non direttamente determinate dalle sue scelte organizzative, USB procederà in tutte le sedi competenti per l'accertamento delle responsabilità.

L'inclusione scolastica non può essere trasformata in un servizio al ribasso, né gli educatori possono essere ridotti a semplici esecutori privi di voce. Quando vengono compromessi gli strumenti previsti dalla legge per garantire i diritti degli alunni con disabilità, non è in gioco soltanto la dignità del lavoro: è in gioco la credibilità stessa delle istituzioni pubbliche chiamate a garantire quel diritto.

- BOLOGNA-SERVIZI SAD: aperto il confronto con il Comune. La mobilitazione continua.Dopo la giornata di lotta del 22, lo...
30/06/2026

- BOLOGNA-

SERVIZI SAD: aperto il confronto con il Comune. La mobilitazione continua.

Dopo la giornata di lotta del 22, lo sciopero delle lavoratrici del SAD, l'irruzione in Consiglio Comunale e il tavolo conquistato con la mobilitazione, oggi si è svolto un primo confronto preliminare con l'Assessora al welfare e il responsabile dei servizi sociali territoriali sulle condizioni di lavoro nel Servizio di Assistenza Domiciliare.

Abbiamo posto con forza tutte le principali criticità: i turni spezzati, la nuova applicazione gestionale, i tempi di spostamento non retribuiti, il diffuso ricorso al part-time e le condizioni di salute e sicurezza per chi opera nei servizi di dimissioni protette.

Abbiamo ribadito che il SAD è un servizio fondamentale e che il Comune deve assumersi la responsabilità di verificare come le cooperative gestiscono un servizio pubblico essenziale, garantendo sia la qualità dell'assistenza alle persone sia la qualità del lavoro delle operatrici.

Abbiamo inoltre rilanciato la nostra richiesta di riportare questi servizi e le lavoratrici in gestione pubblica, superando un sistema che oggi è quasi completamente privatizzato.

Si è aperta una prima fase di interlocuzione con il Comune, che si è dichiarato disponibile ad affrontare tutte le questioni sollevate e ci ha informato di aver già avviato un confronto con il Consorzio nella scorsa settimana sugli stessi temi al centro dello sciopero.

È inoltre prevista un'udienza conoscitiva in Consiglio Comunale, nella quale organizzazioni sindacali, politiche, l'Assessore e il Consorzio saranno chiamati a confrontarsi sulla situazione del SAD, tema che è finalmente entrato nell'agenda istituzionale del Comune, questo grazie alla grande mobilitazione delle lavoratrici.

Nel frattempo chiederemo un nuovo incontro al Consorzio. E successivamente dei tavoli di confronto con ogni cooperativa.

Il prossimo incontro con il Comune di Bologna è fissato per il 28 settembre, quando faremo il punto sugli impegni assunti.

La lotta continua. Abbiamo aperto la prima breccia in un sistema di sfruttamento. Ora è il momento di verificare che tutte le parti facciano la propria parte per garantire salute, sicurezza, diritti e un reddito dignitoso alle operatrici del welfare che ogni giorno rendono possibile il Servizio di Assistenza Domiciliare.

In questo percorso il protagonismo delle lavoratrici ha imposto alle istituzioni cittadine di affrontare i problemi, nuovi e vecchi, di un servizio fondamentale per la città.

USB bologna

-BOLOGNA-SCIOPERO LAVORATRICI SAD: Oggi grande partecipazione allo sciopero ed al presidio in Comune delle lavoratrici e...
22/06/2026

-BOLOGNA-

SCIOPERO LAVORATRICI SAD: Oggi grande partecipazione allo sciopero ed al presidio in Comune delle lavoratrici e dei lavoratori dell’assistenza agli anziani.

Il presidio, che si è trasformato in un determinato corteo verso l'ingresso di Palazzo d'Accursio, è entrato in Consiglio comunale interrompendo la seduta e portando all’attenzione delle istituzioni le rivendicazioni e la voce delle OSS.
Grazie alla mobilitazione abbiamo ottenuto l'apertura di un tavolo con l’Assessore al Welfare, fissato per lunedì alle ore 9.30 e l’apertura di un’udienza conoscitiva in Consiglio comunale, che imponga un confronto pubblico, cittadino e politico sulle condizioni di lavoro delle operatrici e degli operatori socio-sanitari:

Basta appalti e basta cooperative che sfruttano il lavoro;
Basta turni spezzati;
No alla nuova app di controllo del personale.
Vogliamo salari più alti e dignitosi, il pagamento dei tempi di spostamento tra i servizi, tutela della salute e sicurezza sul lavoro.

Continueremo a mobilitarci fino a quando non arriveranno risposte concrete alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori.

La dignità del lavoro non si appalta.
Le OSS non si fermano.
La lotta continua

Ventitré educatrici che da anni, in molti casi da decenni, garantiscono l'assistenza educativa ai minori con disabilità ...
19/06/2026

Ventitré educatrici che da anni, in molti casi da decenni, garantiscono l'assistenza educativa ai minori con disabilità nei Comuni di Pezzaze, Marcheno, Sarezzo, Villa Carcina, Concesio, Bovezzo e Caino della Val Trompia stanno per essere licenziate il 31 luglio 2026 dalla cooperativa per cui lavorano, perché non in possesso del diploma.
La cooperativa giustifica questa scelta richiamando la normativa regionale, che interviene nel percorso nazionale di omogeneizzazione dei profili professionali degli educatori. Un cambiamento che avrebbe dovuto essere gestito valorizzando le professionalità esistenti e accompagnando la fase transitoria prevista dalla normativa. Si è invece scelto di utilizzare la norma come giustificazione per liberarsi di 23 lavoratrici addirittura un anno prima della scadenza dell'appalto e del termine del periodo transitorio previsto.
La cooperativa ha scelto di scaricare il peso delle proprie scelte organizzative su 23 lavoratrici. A pagare il prezzo di questa operazione sono educatrici che operano nei servizi della Val Trompia, costruendo competenze, relazioni educative e conoscenza dei territori. Anziché valorizzarne l'esperienza e individuare soluzioni che garantissero continuità occupazionale e qualità del servizio, si è deciso di trasformare un cambiamento organizzativo in un licenziamento collettivo anticipato.
La cosa più grave è il rimpallo di responsabilità a cui stiamo assistendo. La cooperativa sostiene di essere costretta a procedere con i licenziamenti perché le condizioni del servizio dipendono dalle decisioni assunte dai Comuni. I Comuni, a loro volta, attribuiscono la situazione alle nuove disposizioni introdotte dalla Regione Lombardia. Così, lungo tutta la filiera delle responsabilità, nessuno sembra disposto ad assumersi le conseguenze delle proprie scelte.
Eppure la DGR non impone il licenziamento di queste lavoratrici, né obbliga ad anticipare di un anno la conclusione del loro rapporto di lavoro rispetto alla scadenza dell'appalto e del periodo transitorio. Quella di licenziare 23 educatrici è una decisione che deriva da scelte organizzative e gestionali precise. Scelte che oggi tutti cercano di attribuire a qualcun altro, mentre a pagarne il prezzo sono le lavoratrici, le famiglie e l'intera comunità della Val Trompia.
Per questo ieri abbiamo portato il caso all’attenzione regionale, incontrando Riccardo Melias, capo segreteria politica gruppo consiliare FdI di Regione Lombardia, a seguito anche delle telefonate con l’ufficio dell’Assessorato al Lavoro e all’Istruzione. Entrambi hanno garantito approfondimenti.
Interessamento da parte anche dell’opposizione, in particolare della consigliera Pollini del M5S.
A rendere questa vicenda ancora più grave è il fatto che questa operazione sia stata sostanzialmente accettata senza opposizione da CGIL, CISL e UIL, che hanno accettato un percorso che considera il licenziamento come un esito inevitabile.
Questi licenziamenti non colpiscono soltanto 23 persone. Colpiscono un settore già in profonda crisi, caratterizzato da salari tra i più bassi del lavoro qualificato, mancata retribuzione durante i mesi estivi e condizioni di incertezza che spingono sempre più educatori ad abbandonare la professione. Parliamo di lavoratrici che nonostante queste difficoltà hanno costruito negli anni relazioni educative fondamentali con bambini e ragazzi con disabilità, garantendo continuità, professionalità e qualità del servizio. Persone che hanno rappresentato un punto di riferimento non solo per gli utenti, ma anche per le loro famiglie e per le stesse amministrazioni comunali. Chi ne farà le spese sarà l’intera comunità.
Per USB la priorità è chiara: le 23 educatrici devono poter continuare a lavorare per tutto l'anno scolastico 2026/2027, nel pieno rispetto della fase transitoria prevista dalla normativa e della continuità educativa dovuta agli utenti del servizio.
Allo stesso tempo chiediamo che, prima della conclusione del periodo transitorio, venga aperto un tavolo tra i Comuni, cooperativa e questa organizzazione sindacale, l’unica a cui - stando ai fatti - sta a cuore il destino occupazionale di queste lavoratrici, per individuare tutte le soluzioni necessarie a garantire la tutela occupazionale delle lavoratrici e la salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Non è accettabile che una riorganizzazione venga pagata da chi ha garantito per anni il funzionamento dei servizi.

🚨 **9 MESI DI CURA. 3 MESI SENZA REDDITO.** 🚨👩‍🏫 Sono soprattutto donne a garantire ogni giorno inclusione scolastica, a...
17/06/2026

🚨 **9 MESI DI CURA. 3 MESI SENZA REDDITO.** 🚨

👩‍🏫 Sono soprattutto donne a garantire ogni giorno inclusione scolastica, autonomia e diritto allo studio delle studentesse e degli studenti con disabilità.

💜 **Un lavoro fondamentale.**
💜 **Un lavoro di cura.**
💜 **Un servizio essenziale.**

Eppure, ogni estate, migliaia di operatrici ed operatori educativi si ritrovano:

❌ Contratti sospesi
❌ Stipendio azzerato
❌ Part-time ciclico verticale = estate senza reddito
❌ Nessun ammortizzatore sociale

📚 Garantiamo il diritto allo studio.
💸 Ma per mesi restiamo senza reddito.

Le spese continuano:

🏠 Affitto o mutuo
⚡ Bollette
🛒 Spesa
🚌 Trasporti
👨‍👩‍👧‍👦 Famiglie da mantenere

Mentre il lavoro di cura continua ad essere considerato indispensabile, chi lo svolge viene lasciato senza tutele e senza continuità salariale.

📢 Dopo il tavolo aperto al Ministero del Lavoro in occasione dello sciopero nazionale delle cooperative sociali, lavoratrici e lavoratori attendono aggiornamenti concreti.

⏳ A che punto siamo?

Chiediamo:

✅ Continuità salariale
✅ Ammortizzatori sociali
✅ Superamento della precarietà legata al part-time ciclico verticale
✅ Riconoscimento del valore sociale ed educativo del nostro lavoro

✊ **La disabilità non va in vacanza.**
✊ **Il lavoro di cura nemmeno.**

🩷 **SERVIZIO ESSENZIALE.**
🩷 **LAVORO DI CURA.**
🩷 **SALARIO STAGIONALE.**

✊🩷

-BOLOGNA-LUNEDÌ 22 GIUGNO SCIOPERO LAVORATRICI SADProclamato lo sciopero delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domici...
15/06/2026

-BOLOGNA-

LUNEDÌ 22 GIUGNO SCIOPERO LAVORATRICI SAD

Proclamato lo sciopero delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) impiegate nel consorzio Aldebaran tramite le cooperative Cadiai, Ancora servizi, società dolce e ascoop, a fronte del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura alle persone anziane e fragili nei loro domicili.

Giovedì 10 Giugno c’è stato l’incontro in prefettura con le cooperative componenti il consorzio Aldebaran. Erano presenti al tavolo Cadiai, Società Dolce, asscoop e Ancora Servizi. Il comune di Bologna, committente e finanziatore del servizio per anziani, era totalmente assente. Il confronto ha avuto esito negativo, perché le rivendicazioni non hanno trovato risposte chiare né da parte del comune, in quanto assente, né da parte del Consorzio.

Da troppo tempo chi opera nei servizi domiciliari è costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili e insostenibili. La condizione di sofferenza è figlia del sottofinanziamento da parte del comune di Bologna e dalla gestione aziendalista delle cooperative sempre più lontana dagli interessi dei lavoratori e lavoratrici del settore.

Il comune di Bologna assieme alle cooperative devono aprire immediatamente un tavolo di confronto per migliorare le condizioni di lavoro delle operatrici del settore.
Il welfare sugli anziani è fondato sullo sfruttamento delle lavoratrici tra turni spezzati e schiene spezzate senza il giusto riconoscimento salariale.

Per queste ragioni chiediamo l’apertura di un tavolo con il comune di Bologna e il consorzio su questi temi:

l'immediato blocco dell'introduzione della nuova app;
il riconoscimento e il pagamento di tutte le ore effettivamente lavorate, compresi gli spostamenti tra un intervento e l'altro;
una revisione dell'organizzazione del lavoro che superi il sistema dei turni spezzati;
interventi concreti per la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del SAD.

Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio di Assistenza Domiciliare meritano rispetto, dignità e condizioni di lavoro adeguate.

LUNEDÌ 22 GIUGNO PRESIDIO ORE 14 sotto al comune di Bologna piazza Maggiore

ANDIAMO A FARE SENTIRE LA NOSTRE VOCE

USB lavoro privato Bologna

- BOLOGNA-PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE DELLE LAVORATRICI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD)Proclama...
09/06/2026

- BOLOGNA-

PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE DELLE LAVORATRICI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD)

Proclamato stato di agitazione delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) impiegate nel consorzio Aldebaran tramite le cooperative Cadiai, Ancora servizi, società dolce e Ascoop, a fronte del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura alle persone anziane e fragili nei loro domicili.

Da troppo tempo chi opera nei servizi domiciliari è costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili e insostenibili.

I salari risultano inadeguati, anche a causa del ricorso diffuso al part-time. A questo si aggiunge l'organizzazione del lavoro attraverso turni spezzati, che impegnano l'intera giornata senza garantire una continuità retributiva adeguata.
Significativa è la questione del tempo di spostamento tra un intervento e l'altro, che non viene riconosciuto come tempo di lavoro. Al suo posto viene corrisposta una semplice indennità, anziché retribuire ogni effettiva ora di spostamento effettuato.
A peggiorare ulteriormente la situazione vi è la decisione del Consorzio e delle cooperative aderenti di introdurre una nuova applicazione per la gestione delle timbrature e del tempo di lavoro. Si tratta di uno strumento imposto unilateralmente, senza un reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori, che comporta ulteriori incombenze e responsabilità a carico degli operatori socio-sanitari senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo. Un aggravio di lavoro a parità di salario.

La situazione è resa ancora più critica dalla gestione quotidiana dei servizi in special modo delle dimissioni protette, un contesto nel quale la salute e la sicurezza delle operatrici non vengono adeguatamente tutelate e sono prive dei dispositivi idonei.

Di fronte a questo quadro, permane l'assenza di risposte da parte dell'Assessorato al Welfare.

Per queste ragioni chiediamo:

l'immediato blocco dell'introduzione della nuova app;
il riconoscimento e il pagamento di tutte le ore effettivamente lavorate, compresi gli spostamenti tra un intervento e l'altro;
una revisione dell'organizzazione del lavoro che superi il sistema dei turni spezzati;
un confronto immediato con le istituzioni e con le aziende coinvolte;
interventi concreti per la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del SAD.

Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio di Assistenza Domiciliare meritano rispetto, dignità e condizioni di lavoro adeguate.

USB lavoro privato Bologna

Indirizzo

Via Dell’Aeroporto, 129
Rome
00175

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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