18/10/2026
Trovo sinceramente rivoltante il disprezzo che circonda questo piccolo, immenso uomo: un ebreo che si è trovato alla guida dell'Ucraina nell'ora più buia della sua recente storia. E credo che l'incapacità di riconoscerne la grandezza, il coraggio e il valore riveli la grettezza e la viltà di troppi, oggi assurte quasi a motivo d'orgoglio.
Immagina di essere il presidente di un Paese grande per estensione territoriale, ma non altrettanto popoloso. Immagina che un impero reazionario e nostalgico ti prenda di mira — non per qualcosa che hai fatto o detto, ma perché il suo stesso leader, debole nel saper riformare e modernizzare il proprio Paese, trasformandolo da un'economia stagnante in una potenza competitiva, ha bisogno di un nemico esterno per giustificare la propria mancanza di visione interna. Immagina che quel leader, Putin, consapevole di non essere all'altezza di un Xi Jinping, consapevole di non valere nemmeno una frazione del suo peso politico, economico culturale, cerchi rifugio nel lessico revanchista e imperialista, sognando un impero russo degno dei Romanov.
Immagina di aver ceduto, decenni prima, il terzo arsenale nucleare al mondo a quello stesso impero, in cambio di garanzie di sicurezza — garanzie di cui Stati Uniti e Regno Unito si erano fatti garanti. E immagina che, nonostante tutto questo, il tiranno attacchi comunque il tuo paese.
Nessuno scommette su di te. Ti offrono persino un elicottero per fuggire da Kyiv. E tu rispondi, secondo quella che è diventata la frase simbolo di quei giorni, qualcosa come: "Non mi serve un passaggio, mi servono armi." E inizia la resistenza. La popolazione si stringe attorno a te. Nei primi giorni, è persino la polizia a difendere alcune posizioni strategiche, per mancanza di altro. Poi arriva il contrattacco, e le prime sconfitte dell'esercito invasore.
E mentre tutto questo accade, c'è gente — comoda, al sicuro, lontana da ogni rischio reale, e nutrita da Mosca — che si permette di attaccare quest'uomo. Gente che non vale un'infinitesima parte del coraggio di Zelensky si concede il lusso di riempire i social di scherno, di ironia facile, di disprezzo. Principalmente perché non è in grado di riconoscere un uomo di valore, con la schiena dritta — troppo abituata, ogni mattina, a guardarsi allo specchio e innamorarsi della propria piccolezza.