P.D.U. - Il Partito Degli Ultimi

P.D.U. - Il Partito Degli Ultimi NEL MONDO CI SONO PERSONE TALMENTE POVERE CHE L’UNICA COSA CHE HANNO SONO I SOLDI…

A volte gli eroi arrivano nei modi più inaspettati. Questa volta aveva quattro zampe ed era un cane randagio.La vicenda ...
07/06/2026

A volte gli eroi arrivano nei modi più inaspettati. Questa volta aveva quattro zampe ed era un cane randagio.

La vicenda è accaduta a Tripoli, dove un cane senza padrone avrebbe salvato la vita a una neonata abbandonata in un sacchetto della spazzatura lungo una strada.

Secondo quanto riportato dai media locali, alcuni passanti hanno notato l’animale aggirarsi in modo agitato con un sacchetto stretto tra i denti, quasi come se stesse cercando di attirare l’attenzione delle persone intorno a lui.

Il comportamento insolito del cane ha spinto alcuni presenti ad avvicinarsi per capire cosa stesse succedendo.

All’interno del sacchetto è stata trovata una bambina di poche settimane ancora viva.

La piccola presentava diversi lividi rossastri sul viso e sul corpo ed è stata immediatamente trasportata in ospedale, dove i medici le hanno prestato le cure necessarie.

Fortunatamente, secondo le ultime informazioni diffuse, la neonata non sarebbe più in pericolo di vita.

Le autorità stanno ora cercando di ricostruire quanto accaduto e identificare chi abbia abbandonato la bambina, che al momento non ha ancora un nome ufficiale.

La storia ha fatto rapidamente il giro del web, colpendo molte persone non solo per la crudeltà dell’abbandono, ma anche per il gesto del cane randagio, che con il suo comportamento avrebbe permesso di salvare la vita della piccola.

Fonte: corriere.it

07/06/2026

A 35 anni suo marito la fece rinchiudere in MANICOMIO! Eppure Elisabeth non era pazza. Era solo troppo intelligente per il mondo che la circonda.

Si chiamava Elizabeth Packard. Aveva due grandi colpe: essere nata donna e avere una mente libera. Un giorno fece una cosa PERICOLOSISSIMA: osò mettere in discussione le rigide credenze di suo marito. E così, Theophilus Packard la fece internare. Nessun processo. Nessuna visita. Nessuna prova. Solo la sua parola che cade su di lei come un sigillo: ISTERICA. Un’etichetta che trasformava l’intelligenza in patologia e la sensibilità in colpa. Una parola che per una donna, nell’Ottocento, è una condanna.

In manicomio la trattano come se fosse pazza. Ma Elizabeth si rifiuta di scomparire nel silenzio. Osserva. Resiste. Ascolta. Perché ogni trasformazione passa dalla perdita e la vita nasce anche dalla FRATTURA. In quel luogo infernale incontra altre donne. Che avevano un’unica colpa: aver detto ciò che pensavano, aver fatto sentire la loro voce.

Quando finalmente viene liberata, il marito tenta di RINCHIUDERLA DI NUOVO: dentro casa. Elizabeth fugge e decide di riprendersi in mano la sua vita. Va in tribunale, e disse una cosa che avrebbe cambiato per sempre la vita delle donne: che non essere d’accordo con il proprio marito non è follia. E alla fine il tribunale le dà ragione. Da quel momento non si ferma più. Viaggia, scrive, racconta: le storie delle donne che aveva conosciuto nel manicomio.

La società sussurra. I giornali la deridono. Ma Elizabeth non si arrende. Fa pressioni sui legislatori. E alla fine nel 1869 il senato approva la «Personal Liberty Laws», una legge che vieta di internare le donne senza un processo. Una conquista che avrebbe dato il là a tante altre riforme. Elizabeth Packard si spegne nel 1897, ma il suo lascito vive ancora: in ogni donna che rifiuta di essere zittita. Perché certe menti, anche se chiuse in una gabbia, nascono per insegnare al mondo come si VOLA . E a volte la cosa più pericolosa che una donna possa fare è rifiutare di fingere di essere qualcun’altra.

Guendalina Middei, Professor X (➡️ Tratto da «NON RINNEGARE IL CUORE» che ho scritto per raccontarvi le storie di chi scelse di non omologarsi e andare controcorrente. Qu potete leggerne un estratto gratuito: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/

05/06/2026
“Noi siamo lì, in quella pallina che non conta niente, nel buio dell’universo. Un granellino che gira a 100.000km/h into...
05/06/2026

“Noi siamo lì, in quella pallina che non conta niente, nel buio dell’universo. Un granellino che gira a 100.000km/h intorno al sole, da miliardi di anni. E lì, sotto questa atmosfera così sottile, noi continuiamo a litigare, a prenderci a mazzate, ad ammazzarci. Io ho cercato di dire che questo ci dà una regolata su cosa siamo o cosa dovremmo essere. Uno deve riflettere un po’ su chi siamo, ma anche sul senso da dare alle cose, alla nostra vita. È qualcosa che colpisce non solo le menti, ma anche i sentimenti e il cuore”.

- Piero Angela

“Quando leggerete queste righe io non ci sarò più, perché avrò deciso di smettere di soffrire. Cercate di immaginare qua...
04/06/2026

“Quando leggerete queste righe io non ci sarò più, perché avrò deciso di smettere di soffrire.
Cercate di immaginare quale strazio di dolore mi ha portato a questo gesto, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto. Fate lo sforzo di capire che dietro una foto carina sui social, dietro il bel sorriso che potevate vedere giusto un’ora strappato alla routine e ai sintomi in una occasione pubblica, sempre più rara, dietro c’era lo sfondo di una quotidianità dolorosa, spoglia, feroce e in peggioramento continuo.
Una sofferenza in crescita giorno dopo giorno.
La situazione è stata in evoluzione per anni, poi in tempo reale gli ultimi mesi e settimane.
Mio marito Stefano e le mie assistenti l’hanno vista, loro e solo loro e anzi, neppure loro, per forza di cose, potevano essere in grado di capire cosa sentissi nel mio corpo, quanto male sentissi, quanta fatica sempre più totalizzante.
Non riuscire più a compiere il minimo gesto.
Non più godere della vita, non più godere delle relazioni sociali.
Che è quello che fa per me una vita dignitosa.
Ho avuto molto tempo per elaborare e maturare questa decisione, ho avuto molto tempo per capire quando era veramente il momento. Avevo quel famoso parapetto, quello di cui avete letto spesso, da cui affacciarmi. Ho avuto molto tempo anche per cambiare idea e rimandare la decisione.
Mi sono consentita, in una situazione che ancora reggeva, di assaporare gli ultimi scampoli di vita e di bellezza. Di salutare ogni angolo, ogni luogo, ogni volto, ogni persona ogni situazione ogni cielo ogni colore, ogni minuscola passeggiata fuori.
Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, si dice. Si dice anche che sia impossibile, nei fatti.
Ebbene, io l’ho quasi realizzato.
Me ne vado avendo assaporato gli ultimi bocconi di vita in maniera forte e consapevole. Intendetemi: io penso che qualsiasi vita resti degna di essere vissuta anche nelle condizioni più estreme.
Ma siamo noi e solo noi a dover scegliere. […]
Ricordatemi come una donna che ha amato la vita. “
Laura Santi è tornata a casa sua, nel suo letto.
A 50 anni, di cui metà vissuti con il corpo quasi completamente immobilizzato (eccetto il collo e tre dita della mano destra) a causa di una rara e progressiva forma di sclerosi multipla.
Ha scelto di andarsene, auto-somministrandosi il farmaco letale, in un gesto di liberazione, attraverso il suicidio assistito.
Laura Santi (giornalista)

Un volto di terrore: il vero costo umano della storiaNell'estate del 1941, le strade di Leopoli divennero teatro di un t...
03/06/2026

Un volto di terrore: il vero costo umano della storia
Nell'estate del 1941, le strade di Leopoli divennero teatro di un terrore assoluto. Questa straziante fotografia ritrae una donna ebrea in fuga, il volto congelato in un'espressione di pura angoscia e disperazione.
Pochi giorni dopo l'invasione dell'Unione Sovietica da parte della Germania nazista, violenti pogrom antiebraici si abbatterono sulla città. Incitati dalle forze tedesche e perpetrati da membri di milizie locali e f***e, le famiglie ebree vennero trascinate fuori dalle loro case, spogliate, picchiate e umiliate pubblicamente. Come si vede sullo sfondo di questa immagine, la crudeltà si svolse in pieno giorno, con alcuni partecipanti e spettatori che addirittura sorridevano mentre si univano alla folla.
Sebbene il suo nome sia andato perduto nel tempo e lei rimanga una vittima sconosciuta tra le migliaia di persone perite nei massacri di Leopoli, questa singola, devastante immagine rappresenta milioni di vite distrutte dall'odio. Non era solo un simbolo di tragedia storica; Era una figlia, un essere umano con una storia, la cui voce esige di essere ricordata.

Stiamo tornando a casa dopo averlo adottato. È seduto accanto a noi e guarda il mondo dal finestrino, curioso e silenzio...
03/06/2026

Stiamo tornando a casa dopo averlo adottato. È seduto accanto a noi e guarda il mondo dal finestrino, curioso e silenzioso. Forse non sa esattamente cosa stia succedendo, ma qualcosa dentro di lui sembra aver capito che oggi è un giorno speciale.
Per tanto tempo ha aspettato qualcuno che si fermasse per lui. Qualcuno disposto a scegliere proprio lui tra tanti. Adesso ogni chilometro che passa lo allontana dal passato e lo avvicina a una nuova vita fatta di carezze, passeggiate e sicurezza.
Ogni tanto si gira verso di noi con quello sguardo dolce che solo i cani sanno avere. Uno sguardo che non chiede nulla, ma che racconta tutto: la paura lasciata alle spalle, la fiducia che sta nascendo e la felicità di non sentirsi più solo.
Molti diranno che oggi lui ha trovato una famiglia. Ma la verità è che anche noi abbiamo trovato qualcosa di prezioso. Perché a volte il regalo più grande non è salvare un animale... è permettergli di cambiare per sempre anche la nostra vita.

"Fine maggio. Ricevo la prima busta paga da onorevole. Guardo e riguardo i “cedolini” e non capisco niente. Scopro che i...
31/05/2026

"Fine maggio. Ricevo la prima busta paga da onorevole. Guardo e riguardo i “cedolini” e non capisco niente. Scopro che il mio stipendio mensile è di 15.000 euro e che ho 150 euro di rimborso spese per il parrucchiere. Troppi soldi. Accenno a qualche senatore e pure a qualche deputato l’idea di proporre una decurtazione del nostro stipendio a favore delle situazioni tragiche che si stanno moltiplicando nel nostro Paese. Ma è come se stessi giocando a squash, lo sport in cui si lancia la pallina contro il muro e lei torna indietro a gran velocità. Se non sei un vero campione non riesci neanche a sfiorarla: ti passa via da sotto la racchetta, invisibile… Ecco, le mie parole slittano oltre le orecchie dei senatori come proiettili di gomma. Loro guardano altrove, cambiano discorso.… Qui è davvero tutto assurdo. Al ristorante non devi pagare il conto: ti viene detratto dallo stipendio, sembra uno scherzo. Sapete quanto spendo? io, che sono vegetariana e astemia, pago intorno ai 3 euro, meno che all’Osteria degli spiantati sui Navigli. Alla buvette invece il conto lo paghi, ma dopo aver consumato perché pagare prima non è elegante. A qualcuno però capita, distratto, di uscire dimenticandosi di pagare il conto, ma è ovvio che è una svista innocente. Andiamo, siamo senatori, a chi mai fra noi verrebbe in mente di fare il furbo e rubare?! Ah.. ah.. mi esce una risata a tutta gola!”
Franca Rame, 29 maggio 2013

Yusuf, un bambino della Striscia di Gaza, è apparso in un video diventato virale sui social network dopo aver lanciato u...
28/05/2026

Yusuf, un bambino della Striscia di Gaza, è apparso in un video diventato virale sui social network dopo aver lanciato un commovente appello tra le macerie. In lacrime, il piccolo chiede: “Per favore, fermate la guerra… non ho cibo né una casa”, parole che hanno colpito persone in tutto il mondo.
Il filmato si è diffuso rapidamente a livello internazionale ed è stato condiviso in numerosi Paesi, richiamando l’attenzione sulle conseguenze del conflitto nella vita dei bambini innocenti. La voce fragile di Yusuf ha attraversato i confini, trasformandosi per molti in un simbolo della sofferenza vissuta dai civili nelle aree di guerra.

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