Comunità Ebraica di Roma

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Comunità Ebraica di Roma La Comunità Ebraica di Roma (C.E.R.) è l'ente senza scopo di lucro che organizza la vita ebraica e i relativi servizi per gli ebrei di Roma.

Per capire come è strutturata la C.E.R. possiamo riassumere quanto segue: il Consiglio (Parlamento), composto di 28 membri, viene eletto direttamente dagli iscritti alla C.E.R. ogni 4 anni; il Consiglio nomina il Presidente della Comunità e la Giunta (Governo), composta da 9 membri. Alle riunioni del Consiglio possono participare in qualità di uditori (senza diritto di parola) tutti gli iscritti. Organo consultivo della C.E.R. è la Consulta, eletta in parte direttamente agli iscritti ogni 4 anni ed in parte rappresentata da un Consultore per ogni associazione ebraica riconosciuta dalla C.E.R. Alle riunioni della Consulta può partecipare chiunque sia iscritto alla C.E.R. ed esprimere opinioni, senza diritto di voto. Il Presidente della Consulta partecipa a tutte le riunioni del Consiglio, con diritto di parola, ma non di voto.

Le dichiarazioni del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, alla vigilia delle commemorazioni per il 1...
14/10/2026

Le dichiarazioni del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, alla vigilia delle commemorazioni per il 16 ottobre 1943.

16 OTTOBRE FADLUN: "L'ANPI NON PARTECIPI ALLE NOSTRE COMMEMORAZIONI. NON LO ACCETTIAMO DA CHI HA VOLUTO ESCLUDERE LE BANDIERE DELLA BRIGATA EBRAICA E DI ISRAELE"

"Il 16 ottobre è il giorno più doloroso nella storia degli ebrei romani. Il giorno in cui 1.022 persone furono strappate dalle loro case dai nazi-fascisti, trascinate via e deportate in treno verso i campi di sterminio. Soltanto sedici tornarono e nessun bambino. Dietro quei numeri ci sono famiglie spezzate per sempre, case rimaste vuote, affetti cancellati, un dolore che attraversa le generazioni e appartiene innanzitutto ai familiari delle vittime. Un dolore che, come comunità ebraica di Roma, abbiamo il dovere di rispettare e proteggere.

Il 16 Ottobre non può diventare il luogo di nuove lacerazioni. Per questo chiediamo all'ANPI di non partecipare alle nostre commemorazioni. Chi ha contestato la presenza delle bandiere di Israele e della Brigata Ebraica nei cortei del 25 Aprile, chi non ha saputo difendere senza ambiguità il diritto degli ebrei e di tutti gli italiani a ricordare il contributo della Brigata Ebraica alla Liberazione, chi nelle piazze si e mostrato compiacente verso la violenza Pro-Pal, non può pretendere di presentarsi da noi il 16 Ottobre come se tutto questo non significasse nulla e non avesse lasciato traccia nelle nostre comunità che vivono dal 7 Ottobre una terribile recrudescenza dell'antisemitismo. A Milano, siamo arrivati all'assurdo di vedere contestata la Brigata Ebraica e di sentire il presidente nazionale dell'ANPI giudicare inopportune le bandiere di Israele, arrivando persino a definire una vergogna la loro presenza, invece di rivolgere la propria indignazione contro chi cercava di impedire agli ebrei di sfilare. E' una ferita profonda, tanto più grave perche viene da un'associazione che dovrebbe custodire i valori della Resistenza e della lotta contro il fascismo e l'antisemitismo.

Non intendiamo trasformare il ricordo dei nostri cari in una polemica politica. Ma proprio per questo dobbiamo essere intransigenti: non vogliamo che il dolore delle famiglie dei deportati, vivo e incancellabile soprattutto in questi giorni, venga turbato dalla presenza di chi ha assunto posizioni che consideriamo incompatibili con il rispetto dovuto alla nostra storia. L'ANPI rifletta sulle proprie responsabilità e abbia la sensibilità, se non il pudore, di fare un passo indietro.

Il 16 Ottobre appartiene alla memoria di Roma, ma soprattutto a chi porta ancora il nome, il volto e l'assenza di una persona che non è mai tornata. Quei morti non abbiamo potuto riportarli a casa. Possiamo però difendere la dignità del loro ricordo. E su questo non faremo passi indietro".

13/10/2026

🤫 Hai mai notato la fossetta sopra il tuo labbro? Secondo il Talmud (Niddah 30b), c'è una storia bellissima dietro questo piccolo dettaglio del nostro corpo. Non impariamo mai davvero qualcosa "da zero": stiamo solo ricordando ciò che la nostra anima sa già. Guarda il video e scopri di più!

09/10/2026

La memoria passa attraverso le persone e, tra le date della storia moderna, c'è una data particolare che ha colpito i nostri cuori: il 9 ottobre 1982, quando il terrorismo palestinese colpì gli ebrei di Roma con l’attentato alla Sinagoga in cui morì il piccolo Stefano Gaj Taché e più di 40 persone rimasero ferite.
Nel cuore del Quartiere Ebraico di Roma, Ariel Di Porto intervista Sandro Di Castro, ferito nell'attentato del 9 ottobre 1982 su accadimenti, emozioni e similitudini che in qualche modo possiamo ritrovare con il più recente attacco in Israele del 7 ottobre 2023 perché da una generazione all’altra, alcune emozioni rimangono impresse per sempre.

In ricordo del piccolo Stefano Gaj Taché e di tutti i feriti, la Comunità Ebraica di Roma si è riunita questa mattina pe...
09/10/2026

In ricordo del piccolo Stefano Gaj Taché e di tutti i feriti, la Comunità Ebraica di Roma si è riunita questa mattina per una cerimonia in memoria del vile attentato del 9 ottobre 1982. Presenti il Rabbino Capo Riccardo Di Segni, il Vicepresidente Vicario Alessandro Luzon, la Vicepresidente e Assessore alla Memoria Carola Funaro Bublil, la Presidente UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi, S.E Jonathan Peled Ambasciatore di Israele in Italia, il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri e la famiglia Gaj Tachè.

09/10/2026

La Parashà di questa settimana è Beresh*t, cominciando di nuovo il ciclo della lettura annuale della Torah. Parliamo della creazione del mondo, dell'uomo, della donna, del giardino dell'Eden, Caino e Abele e le prime generazioni dell'umanità. Tra tutti gli elementi della creazione l'essere umano riceve una definizione particolare: viene creato ad immagine di D-o. Cosa significa? Scopri di più con la lezione di Rav Alberto Funaro.

𝐎𝐫𝐚𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐒𝐡𝐚𝐛𝐛𝐚𝐭:
🕯🕯 Accensione delle candele ore 18.20
⭐⭐⭐ Uscita delle tre stelle ore 19.21

44 anni fa l'attentato alla Sinagoga di Roma, un crimine rimasto impunito per il quale nessuno ha mai scontato un giorno...
09/10/2026

44 anni fa l'attentato alla Sinagoga di Roma, un crimine rimasto impunito per il quale nessuno ha mai scontato un giorno di prigione. Il 9 ottobre 1982, in un sabato dedicato alle celebrazioni dello Shabbat e di Sheminì Atzeret, alle 11:55 un commando terrorista palestinese colpì con granate e raffiche di mitragliatrice i fedeli in uscita dopo la benedizione dei bambini. Il bilancio fu tragico: oltre 40 feriti e la morte del piccolo Stefano Gaj Taché, di soli 2 anni. A distanza di tanti anni, con il cuore ancora segnato da questa ferita, non ci arrenderemo mai e continueremo a chiedere giustizia per il male inferto a un'intera Comunità.

08/10/2026

Nella Parashà di Beresh*t, il nome di D-o cambia tra il primo e il secondo capitolo: prima Elohim (il Rigore), poi HaShem Elohim (Misericordia e Giustizia insieme). Il Midrash ci insegna che il mondo non potrebbe esistere basandosi solo sul rigore. Un insegnamento profondo non solo per la Creazione, ma anche per i nostri rapporti quotidiani con gli altri.
Ascolta la riflessione di Rav Benedetto Carucci Viterbi e facci sapere nei commenti cosa ne pensi!

07/10/2026

La commemorazione del 7 e del 9 ottobre alla Sinagoga di Roma.
Gli interventi del Rabbino Capo Riccardo Di Segni, del Presidente della Comunità Ebraica di Roma Victor Fadlun, di Gadiel Gaj Tachè, della Presidente UCEI - Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Livia Ottolenghi e dell'Ambasciatore dello Stato d'Israele in Italia Jonathan Peled.

07/10/2026

Questa mattina alle ore 6:29, nel stesso orario in cui tre anni fa iniziava l’attacco di Hamas contro Israele, nel cuore del quartiere ebraico di Roma ha suonato lo shofar in ricordo delle vittime del 7 ottobre.

Presenti: Rav Roberto Colombo, Rav Ariel Di Porto, M.David Sessa e M. Eitan Della Rocca.

Che il ricordo delle vittime sia di benedizione. Baruch Dayan HaEmet.

06/10/2026

Un’antica parabola rabbinica racconta di un re che fece un grande ricevimento per i suoi sudditi e alla fine, quando tutti gli invitati se ne erano andati, chiese ai suoi più vicini di trattenersi un po’ da soli con lui. Con questa parabola i Maestri volevano spiegare il senso della festa di Sh...

Indirizzo

Largo Stefano Gay Tachè 1
Rome
00186

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