Circolo della Lettura

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Circolo della Lettura Noi che crediamo che “le parole non muoiono mai”... (Barbara Cosentino, ottobre 2011) Barbara Cosentino

Il Circolo della Lettura nasce con l'obiettivo di accogliere tutti coloro che condividono la passione per la lettura, offrendo uno spazio comune di discussione e confronto. Dalla sua apertura, intorno al Circolo si è creato un gruppo sempre più numeroso di lettrici; dissimile per età e provenienza sociale ma unito da un'affinità particolare: l'interesse forte e irrinunciabile per il mondo del libro. Leggere gli stessi libri, proponendo insieme di volta in volta autori diversi significa condividere un'attenzione sul mondo, significa accorciare le distanze e le diversità, significa generare aggregazione e senso di appartenenza. Il Circolo della Lettura è una realtà determinata a favorire lo sviluppo delle attività culturali, operando principalmente nell'ambito poetico e letterario mediante l'organizzazione di workshop, dibattiti, interviste, intrattenimenti tramite la presenza di autori emergenti e non, che abbiano come oggetto la cultura del libro, della lettura, della scrittura. Il Circolo sarà sempre un attento sostenitore di quella "libera cultura" ispirata ai principi di un corretto pluralismo ideologico attraverso la verifica e il confronto.

"Mettiti nei miei libri" è un percorso di narrativa classica con cadenza mensile che nascerà dalla proposta di ogni part...
17/10/2026

"Mettiti nei miei libri" è un percorso di narrativa classica con cadenza mensile che nascerà dalla proposta di ogni partecipante.

Ognuno è invitato a proporre via mail entro il 25 ottobre un titolo che verrà letto e condiviso con il gruppo di lettura.

Quale libro?

Un libro che ama,

che incuriosisce,

che desidera condividere.

Per un mese quel libro diventerà una "casa comune".

Un percorso di narrativa classica, ma anche un modo per conoscersi attraverso le proprie scelte di lettura.

Il percorso sarà online (alle 21.00 o alle 21.30) per agevolare la partecipazione, ma in alcuni casi potrebbe anche accadere di fare un incontro dal vivo e sarà comunque possibile seguire in video.

I posti sono limitati e in via di esaurimento.

Per informazioni scrivete a:

[email protected]

Per un mese quel libro diventerà una "casa comune". Quale libro?info@circolodellalettura.it
16/10/2026

Per un mese quel libro diventerà una "casa comune".

Quale libro?

[email protected]

Quale libro? Un libro che ami, che ti incuriosisce,che desideri condividere.Al via una nuova stagione di pagine ancora d...
16/10/2026

Quale libro?

Un libro che ami,

che ti incuriosisce,

che desideri condividere.

Al via una nuova stagione di pagine ancora da leggere...

[email protected]

E se avessimo smarrito la strada proprio mentre eravamo convinti di andare avanti?In The Dreaming Path, Paul Callaghan e...
15/10/2026

E se avessimo smarrito la strada proprio mentre eravamo convinti di andare avanti?

In The Dreaming Path, Paul Callaghan e Uncle Paul Gordon ci invitano a fermarci e ad ascoltare una sapienza antica, quella dei popoli aborigeni australiani.

Una sapienza che non separa l’essere umano dalla terra,
il benessere individuale da quello della comunità,
il presente dalle storie che ci hanno preceduto.

Attraverso racconti, riflessioni ed esperienze personali, il libro ci accompagna verso un modo diverso di abitare il mondo: con gratitudine, umiltà, rispetto e attenzione.

Le parole di Paul Callaghan si intrecciano con quelle di Uncle Paul Gordon, custode di storie e conoscenze tramandate attraverso le generazioni.

Non è soltanto un libro da leggere, ma un percorso da percorrere, anche dentro di sé.

Ci ricorda che prenderci cura della terra significa prenderci cura di noi stessi; che ascoltare è già una forma di relazione; che la felicità potrebbe nascondersi meno nel possedere che nell’appartenere.

Forse non abbiamo bisogno di inventare una nuova strada,
ma di ritrovare quella che abbiamo smesso di vedere.

Un libro che invita a rallentare, a riconnetterci con ciò che conta e a riscrivere, con maggiore consapevolezza, la nostra storia.

«Capisco» rispose il dottore senza scomporsi. «Le prescrivo un gatto e vediamo come va.» Quindi ruotò sulla sedia, rivol...
13/10/2026

«Capisco» rispose il dottore senza scomporsi. «Le prescrivo un gatto e vediamo come va.» Quindi ruotò sulla sedia, rivolgendogli le spalle. «Chitose, porta un gatto.» «Subito» disse una voce dall’altro lato della tenda, e ricomparve l’infermiera che lo aveva accolto. Shuta non lo aveva notato prima, ma adesso non poté fare a meno di restare colpito dal suo aspetto: non era appariscente, ma la si poteva senz’altro definire bella. La donna posò i grandi occhi luminosi su di lui e gli rivolse uno sguardo sospettoso, quindi parlò al dottore con un pizzico di freddezza: «Dottor Nike, sei sicuro che lui vada bene?». «Ma sì, andrà benissimo» replicò serenamente il medico. Quella era una clinica eccentrica, e anche il nome del dottore era ben strano. L’infermiera posò sulla scrivania il trasportino che aveva portato con sé e se ne andò in silenzio. Era un trasportino dei più semplici, di plastica, con una grata su un lato. E all’interno c’era davvero un gatto. Shuta rimase a bocca aperta dinanzi a quello sviluppo improvviso, che lo lasciò stordito e senza parole. Prese a guardare attentamente l’animale che gli stava davanti: un gatto in carne e ossa, grigio, senza particolari caratteristiche distintive. Non riusciva a vederlo bene, infilato com’era nel trasportino, ma gli occhi erano grandi, tondi e dorati, e lo fissavano con diffidenza. «Allora, signor Kagawa, intanto provi per una settimana» disse il medico. «Va bene.» «Le scrivo la ricetta. La porti alla reception.» «Mi scrive… la ricetta?» «Certo che sì.» Parlava normalmente, ma la situazione era tutto fuorché normale. Shuta guardò nel trasportino e domandò: «Questo… è un gatto?». «Sì, è un gatto» rispose il medico, come se fosse la cosa più ovvia del mondo. Certamente sembrava un gatto, sotto ogni aspetto, ma Shuta non se ne capacitava. «Un vero gatto?» «Sì. Funziona molto bene. Da tempo si ipotizza che i gatti siano una cura miracolosa. In altre parole, talvolta possono rivelarsi più efficaci dei farmaci comuni.»

Un libro bellissimo, da leggere nelle giornate lievi, nel tempo calmo, anche se la traduzione italiana del titolo non rende la potenza della storia.
Tradotto in 15 lingue e ancora in corso di traduzione.

L'esordio nella letteratura per ragazze e ragazzi di un'autrice amatissima Fiesole, 1943. Sirio è una ragazzina con un n...
11/10/2026

L'esordio nella letteratura per ragazze e ragazzi di un'autrice amatissima Fiesole, 1943. Sirio è una ragazzina con un nome da maschio e un talento innato per le bugie. Con la sua banda di amici attraversa boschi, cave e rovine, in un mondo dove la guerra sembra ancora lontana. L’armistizio dell’8 settembre, però, cambia tutto. In un castello fra le colline trovano un soldato ferito, incapace di parlare e senza memoria. È un nemico o un essere umano da salvare? Il gruppo si divide: qualcuno vuole aiutarlo, qualcun altro lasciarlo morire. Sirio sceglie la compassione e inizia una corsa sfrenata contro la paura, il tempo, la logica feroce della guerra. Mentre il mistero attorno all’uomo si infittisce, Sirio scopre che crescere vuol dire anche perdersi, sbagliare, mettersi in pericolo. E decidere, alla fine, da che parte stare. Dall’autrice de I giorni di Vetro, un’avventura appassionante che è anche un romanzo di formazione. Un libro coraggioso, un inno alle scelte individuali che hanno il potere di determinare il corso della Storia.

09/10/2026

Whatever book you pick up, it’s likely to make you feel better—maybe even a whole lot better. “In a secular age, I suspect that reading fiction is one of the few remaining paths to transcendence, that elusive state in which the distance between the self and the universe shrinks,” Ceridwen Dovey writes, in “Can Reading Make You Happier?,” which was published in 2015. Dive into the research behind the therapeutic effect of books: https://newyorkermag.visitlink.me/WvVKG2

"On being ill", preziosa opera di Virginia Woolf
08/10/2026

"On being ill", preziosa opera di Virginia Woolf

A hundred years ago, Virginia Woolf published her second most famous essay, “On Being Ill.” Written during a prolonged bout of illness the previous fall, Woolf asked why sickness—an unavoidable feature of human experience—is represented so rarely and inadequately in literature. “It becomes strange indeed that illness has not taken its place with love, battle, and jealousy among the prime themes of literature,” she wrote. Now Hermione Hoby writes, “The intervening century has qualified, if hardly refuted, the claim that sickness is neglected in fiction.” Hoby assesses how writers such as D. H. Lawrence, Albert Camus, Lena Dunham, and more have portrayed sickness in literature—and why we’re still struggling to put physical suffering into words: https://newyorkermag.visitlink.me/tdDvCH

Se la meravigliosa e accogliente libraia di  non mi avesse condotta al reparto di storia aborigena per illustrami dei li...
01/10/2026

Se la meravigliosa e accogliente libraia di non mi avesse condotta al reparto di storia aborigena per illustrami dei libri, non avrei mai incontrato per caso Jackie Huggins, storica e autrice, professoressa all'Università del Queensland, grande esperta della questione aborigena e non solo. I giganti non si riassumono.
Queste sono le sorprese che mi riserva il mio Angelo custode, evidentemente in combutta con gli spiriti aborigeni.
L'amore torna sempre.

Jackie Huggins, ti aspettiamo a Roma!

Così saluto l'Australia e porto con me un po' di magia.

Vi presento la libreria più bella che ho incontrato in Australia, con libraio dei sogni, che sa tutto. Si trova a Brisba...
29/09/2026

Vi presento la libreria più bella che ho incontrato in Australia, con libraio dei sogni, che sa tutto.

Si trova a Brisbane, in Charlotte Street. Una tappa necessaria. Prendete nota.

Porto con me libri meravigliosi.

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