SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria

SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria Pagina Ufficiale del Sindacato Polizia Penitenziaria (affiliato SINAPPE) Noi siamo qui, pronti a fare la nostra parte!

L'Amministrazione penitenziaria si è sempre dimostrata attenta alla quantità dell’offerta professionale piuttosto che alla sua effettiva funzionalità. Un'offerta professionale pensata più come un obbligo istituzionale che come momento di alta formazione per gli operatori di polizia. Molti poliziotti penitenziari, difatti, trascorrono la loro vita lavorativa in uno o al massimo due istituti, manten

endo la medesima mansione senza prospettive di miglioramento. Si parla sempre più spesso di nuovi compiti e prospettive per le donne e gli uomini della polizia penitenziaria; è proprio in questo contesto che il SIPPE intende assumere un ruolo di primo piano prodigandosi per difendere i diritti dei lavoratori, primo fra tutti quello al mantenimento della posizione lavorativa. L'attività del poliziotto penitenziario, quasi impercettibile, è fondamentale per la sicurezza del paese. La grande sfida che ci aspetta, dunque, è quella di garantire il rispetto della legalità in un contesto in cui molto spesso i diritti vengono affossati. Siamo consapevoli che la strada che abbiamo davanti è tortuosa e piena di insidie ma abbiamo le idee chiare: siamo sempre dalla parte delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria e del Comparto Sicurezza, per difendere i loro diritti. Ci rivolgiamo, pertanto, a ogni donna e madre, uomo e padre del Corpo di Polizia Penitenziaria per invitarlo a considerarci un punto di riferimento per la propria vita professionale.

28/04/2026

1 like. "L’ombra che resta "

ALLIEVI AGENTI POLIZIA PENITENZIARIA – 12 febbraio 2026 - Concorso per 3.350 posti (3.048 uomini e 302 donne)🟢 Pubblicaz...
13/04/2026

ALLIEVI AGENTI POLIZIA PENITENZIARIA – 12 febbraio 2026 - Concorso per 3.350 posti (3.048 uomini e 302 donne)

🟢 Pubblicazione banca dati 🟢
È stata resa disponibile la banca dati contenente i quiz che saranno utilizzati per la prova d’esame. La consultazione sarà possibile fino al 5 giugno 2026.

➡️ Un successivo avviso comunicherà il calendario della prova, che si svolgerà presso la Scuola di formazione e aggiornamento del personale del Corpo di polizia e dell’Amministrazione penitenziaria “Giovanni Falcone”.

Segreteria Generale Si.P.Pe

05/04/2026

🟢 Questo è il modello di riordino delle carriere che ritengo più efficace, già ipotizzato anche da qualche sindacato della Polizia di Stato.

Mi rivolgo a tutti gli appartenenti al Comparto : qual è il vostro punto di vista?
Il vostro contributo è fondamentale: più siamo a confrontarci, più sarà incisiva la proposta da portare all’attenzione degli organi politici.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Giorgia Meloni Matteo Salvini Andrea Ostellari Fratelli d'Italia SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria LeS Polizia di Stato

02/04/2026
Scomparsa della Dottoressa Federica D’Amore, 49 anni, Commissario Capo di Polizia Penitenziaria e già Segretaria Regiona...
28/03/2026

Scomparsa della Dottoressa Federica D’Amore, 49 anni, Commissario Capo di Polizia Penitenziaria e già Segretaria Regionale SIPPE per il Triveneto

La Segreteria Generale del SIPPE comunica, con profondo dolore, la scomparsa della Dottoressa Federica D’Amore, Commissario Capo di Polizia Penitenziaria, Comandante della Casa Circondariale di Gorizia e già Segretaria Regionale del SIPPE per il Triveneto.

Originaria di Trieste, la Dottoressa D’Amore si è distinta nel corso della sua carriera per le elevate qualità professionali, il forte senso delle istituzioni e le straordinarie doti umane. Sempre disponibile all’ascolto e al sostegno dei colleghi, ha rappresentato un punto di riferimento importante sia nell’ambito dell’Amministrazione Penitenziaria sia nell’attività sindacale.

Con determinazione e passione aveva raggiunto il traguardo di dirigere un istituto penitenziario, realizzando il suo più grande obiettivo professionale. Prima di questo incarico aveva portato avanti con dedizione il proprio impegno nel SIPPE e nel SINAPPE, contribuendo attivamente alla tutela dei diritti del personale di Polizia Penitenziaria e alla crescita dell’organizzazione sindacale.

La sua prematura scomparsa lascia un vuoto profondo umano e professionale in tutti coloro che hanno avuto modo di conoscerla, stimarla e collaborare con lei.

La Segreteria Generale del SIPPE esprime le più sentite condoglianze alla famiglia, ai colleghi e a tutti i suoi cari.

La Segreteria Generale

20/03/2026

C’è qualcosa di straordinariamente prevedibile e diciamolo, anche un po’ noioso, nel modo in cui certe notizie emergono nel dibattito pubblico italiano. L’ultimo esempio riguarda il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove per una vicenda legata a presunte quote societarie in un ristorante romano. Una notizia che, guarda caso, arriva proprio a ridosso del voto sul Referendum Costituzionale in materia di Giustizia. Tempismo impeccabile, verrebbe da dire; quasi sospetto. Sicuramente sarà una coincidenza… no?

Sia chiaro: in uno Stato di diritto, ogni informazione è legittima ma ogni verifica è doverosa. Tuttavia, c’è una differenza sostanziale — che forse qualcuno ha smarrito lungo la strada — tra informare e imbastire processi mediatici. Il punto non è difendere una persona a prescindere, bensì difendere un principio: non è la stampa a dover stabilire colpe, insinuare ombre o costruire narrazioni suggestive che, una volta diffuse, diventano più resistenti della realtà stessa. E allora viene spontaneo chiedersi: davvero stiamo parlando di un uomo che avrebbe legami con ambienti opachi? Davvero? A osservare il percorso politico e istituzionale di Delmastro, il quadro sembra esattamente opposto. Parliamo di un sottosegretario che ha contribuito a dare visibilità e centralità alla Polizia Penitenziaria; proprio quel corpo dello Stato che, notoriamente, non organizza aperitivi con la criminalità organizzata.

Grazie a Delmastro, la Polizia Penitenziaria ha ottenuto maggiore riconoscimento, nuove specialità operative e strumenti normativi rilevanti, come l’introduzione del reato di rivolta in carcere e misure importanti contenute nel recente decreto legge sicurezza. Insomma, un insieme di interventi che — sorpresa — sembrano orientati a rafforzare la legalità e non certo a favorire chi è contro. E qui il dubbio, inevitabile, sorge: ma non è che, forse, qualcuno è infastidito da questo tipo di azione politica? Non è che certi ambienti — rigorosamente “non meglio identificati”, come si usa dire quando si vuole essere eleganti — vedono con preoccupazione un rafforzamento concreto della sicurezza e dell’ordine negli istituti penitenziari? Perché, in fondo, la dinamica è sempre la stessa: quando non si riesce a prevalere sul piano politico, si prova a spostare il confronto altrove. Si prende un fatto, lo si amplifica, lo si arricchisce di dettagli suggestivi, lo si “romanza” quel tanto che basta e poi lo si diffonde capillarmente. Un po’ come una trasmissione ininterrotta: accendi e trovi sempre quella storia lì, raccontata mille volte, finché non diventa verità per ripetizione.

Potrò apparire schierato ma la questione è più semplice di quanto sembri: io sto dalla parte di chi ha dato dignità e attenzione a donne e uomini che ogni giorno lavorano per la sicurezza dei cittadini, spesso in condizioni difficili e con riconoscimenti insufficienti. Sto dalla parte di chi ha rafforzato strumenti e tutele per garantire sicurezza, che è il presupposto fondamentale per qualsiasi percorso di rieducazione.

E no, non sto dalla parte di chi scopre improvvisamente presunti scandali perfettamente sincronizzati, per poi archiviarli con sorprendente rapidità una volta esaurita la loro utilità. Ma certo, sarà solo una coincidenza; sempre queste coincidenze: così tempestive, così impeccabili; viene quasi da applaudirle.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Giorgia Meloni Andrea Delmastro SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria

18/03/2026

Sul caso di Santa Maria Capua Vetere continuo a farmi la stessa domanda da tempo: siamo sicuri che il processo si sia svolto davvero solo nelle aule di giustizia?

Perché, a guardare come è stata raccontata questa vicenda fin dall’inizio, sembra che la sentenza sia arrivata prima ancora del dibattimento. Video, titoli, indignazione (anche comprensibile), ma nel frattempo l’opinione pubblica aveva già deciso da che parte stare. E la polizia penitenziaria, per molti, era già colpevole.

Poi oggi leggo un articolo di “Cronache della Campania” in cui si parla addirittura di un possibile “complotto” da parte dei detenuti. Attenzione: è una versione emersa in aula, quindi tutta da verificare. Ma basta questo per capire una cosa semplice: la verità processuale è ancora in costruzione, non è quella che abbiamo visto scorrere nei telegiornali.

C’è anche un altro punto che continuo a ritenere assurdo: il numero enorme di persone coinvolte. Gente che, secondo alcune ricostruzioni, non era nemmeno presente quel giorno in carcere e si è comunque ritrovata indagata, costretta a pagarsi un avvocato e a difendersi. Anche se poi risulterai innocente, intanto il prezzo lo hai già pagato.

E allora il dubbio resta: non è che questo caso sia diventato più mediatico che giudiziario?

Perché se passa il messaggio che basta un’accusa (magari amplificata dai media) per distruggere professionalmente qualcuno prima ancora di una sentenza, il problema è serio.

E c’è anche un’altra riflessione, più scomoda: da quel momento in poi, nelle carceri italiane qualcosa è cambiato? Qualcuno è convinto di sì. Che si sia rafforzata l’idea che si può spingere sempre più in là il limite, tanto “qualcuno pagherà comunque”.

Sarà vero o no, lo dirà il tempo. E soprattutto lo diranno i giudici, non i social.

Perché alla fine, piaccia o no, è lì che si fa giustizia. Non su Facebook, non in TV.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

Tag: Andrea Delmastro Andrea Ostellari SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria Giorgia Meloni Matteo Salvini Associazione Antigone

13/03/2026

Il GUP del Tribunale di Latina ha disposto in data odierna il rinvio a giudizio di sei detenuti in relazione ai fatti verificatisi il 28 ottobre 2025 presso la casa circondariale di Latina, qualificati dall’accusa come ipotesi di rivolta in istituto penitenziario e ulteriori condotte criminose. In fase di indagine erano state altresì emesse tre ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di alcuni degli indagati.

Particolarmente rilevante è stata l’attività investigativa svolta dalla Polizia Penitenziaria di Latina, che ha consentito di ricostruire la dinamica degli eventi.

Il procedimento rappresenta inoltre il primo caso a livello nazionale in cui è stata applicata la custodia cautelare in carcere per il reato di cui all’art. 415-bis c.p.

Il processo si celebrerà dinanzi al Tribunale di Latina in composizione collegiale l’11 giugno 2026.

Tag: Andrea Delmastro Andrea Ostellari SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria Associazione Antigone

05/03/2026

Capita spesso, prima che inizi la trattazione orale nell’ambito di un consiglio di disciplina per il personale della polizia penitenziaria, di dover spiegare all’incolpato cosa accadrà una volta davanti alla commissione disciplinare.
La prima cosa che dico è semplice: non chiedete mai scusa.
Nella vita quotidiana chiedere scusa è un gesto di educazione, di rispetto, talvolta persino di maturità. Ma in un procedimento disciplinare la logica è diversa.
Chiedere scusa, infatti, viene quasi sempre interpretato come un’ammissione implicita di responsabilità. Anche quando l’intenzione dell’incolpato è soltanto quella di mostrare rispetto verso l’istituzione o verso la commissione, quella frase rischia di trasformarsi in qualcosa di molto diverso: un riconoscimento del fatto contestato.
Purtroppo, quando ciò accade, la prospettiva cambia completamente e si passa dal piano dell’accertamento a quello della punizione.
Questo può compromettere la strategia difensiva del difensore, soprattutto quando la linea difensiva si fonda su elementi come: l’inesistenza del fatto, una ricostruzione diversa degli eventi, l’assenza di dolo o di colpa, eventuali criticità procedurali.
Le scuse pronunciate con leggerezza possono, in pochi secondi, capovolgere il quadro difensivo.
Naturalmente esistono casi in cui chiedere scusa può avere un senso: quando il fatto è pacifico, documentato e incontestabile, e la strategia difensiva punta alla attenuazione della sanzione attraverso il riconoscimento dell’errore e il ravvedimento. Ma anche in quel caso deve essere una scelta strategica, condivisa con il difensore, non una reazione emotiva davanti alla commissione.
Prima di parlare davanti a una commissione disciplinare, la regola dovrebbe essere sempre la stessa: lasciare che sia la strategia difensiva a guidare le parole.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

⚠️ I vari aumenti dell’organico nella polizia penitenziaria, quindi anche nella qualifica di ispettore superiore, si ren...
20/02/2026

⚠️ I vari aumenti dell’organico nella polizia penitenziaria, quindi anche nella qualifica di ispettore superiore, si rendono necessari alla luce delle nuove necessità che si pongono nel sistema penitenziario italiano. Infatti, il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha annunciato un ambizioso piano strutturale volto ad affrontare il sovraffollamento carcerario, con la creazione di circa 10.000 nuovi posti detentivi entro il 2027, attraverso la costruzione di nuove strutture e l’ampliamento di quelle esistenti. Questo piano comporterà inevitabilmente una maggiore richiesta di personale in tutti i ruoli del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Sippe affiliato Sinappe

Tag: Andrea Delmastro Andrea Ostellari Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE Carmine Olanda

POLIZIA PENITENZIARIA: CDM NOMINA AUGUSTO ZACCARIELLO DIRIGENTE GENERALE CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA Roma, 18 feb. - ...
18/02/2026

POLIZIA PENITENZIARIA: CDM NOMINA AUGUSTO ZACCARIELLO DIRIGENTE GENERALE CORPO DI POLIZIA PENITENZIARIA

Roma, 18 feb. - (Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri ha deliberato,su proposta del ministro della Giustizia Carlo Nordio, la "nomina a dirigente generale del Corpo di polizia penitenziaria del dottor Augusto Zaccariello, dirigente superiore del Corpo di polizia penitenziaria". E` quanto si legge nel comunicato di palazzo Chigi. (Vam/Adnkronos)ISSN 2465 - 122218-FEB-26 22:18.NNNN

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