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SIPPE Sindacato Polizia Penitenziaria Pagina Ufficiale del Sindacato Polizia Penitenziaria (affiliato SINAPPE) Noi siamo qui, pronti a fare la nostra parte!

L'Amministrazione penitenziaria si è sempre dimostrata attenta alla quantità dell’offerta professionale piuttosto che alla sua effettiva funzionalità. Un'offerta professionale pensata più come un obbligo istituzionale che come momento di alta formazione per gli operatori di polizia. Molti poliziotti penitenziari, difatti, trascorrono la loro vita lavorativa in uno o al massimo due istituti, mantenendo la medesima mansione senza prospettive di miglioramento. Si parla sempre più spesso di nuovi compiti e prospettive per le donne e gli uomini della polizia penitenziaria; è proprio in questo contesto che il SIPPE intende assumere un ruolo di primo piano prodigandosi per difendere i diritti dei lavoratori, primo fra tutti quello al mantenimento della posizione lavorativa. L'attività del poliziotto penitenziario, quasi impercettibile, è fondamentale per la sicurezza del paese. La grande sfida che ci aspetta, dunque, è quella di garantire il rispetto della legalità in un contesto in cui molto spesso i diritti vengono affossati. Siamo consapevoli che la strada che abbiamo davanti è tortuosa e piena di insidie ma abbiamo le idee chiare: siamo sempre dalla parte delle donne e degli uomini della polizia penitenziaria e del Comparto Sicurezza, per difendere i loro diritti. Ci rivolgiamo, pertanto, a ogni donna e madre, uomo e padre del Corpo di Polizia Penitenziaria per invitarlo a considerarci un punto di riferimento per la propria vita professionale.

12/09/2026
🚨 Caso Prato: l’ipotesi di tentato omicidio presenta fortissimi limiti giuridici. Sparare in aria e poi alle gambe esclu...
18/08/2026

🚨 Caso Prato: l’ipotesi di tentato omicidio presenta fortissimi limiti giuridici. Sparare in aria e poi alle gambe esclude l’animus necandi. Chi interviene in ospedale agisce per adempimento del dovere (art. 51 cp) e stato di necessità (art. 54 cp). Non si criminalizzi chi lavora!

Home › Primo Piano Primo Piano Caso Prato e ipotesi di tentato omicidio: riflessioni sui limiti di questa accusa 18 August 20263 min di lettura Di Alessandro De Pasquale La vicenda verificatasi presso il Pronto Soccorso di Prato, che ha visto coinvolto un appartenente alla Polizia Penitenziaria du...

È online il nuovo sito del Sindacato Polizia Penitenziaria
03/08/2026

È online il nuovo sito del Sindacato Polizia Penitenziaria

Primo Piano 17 Giugno 2026 Concorso Ispettore Superiore: il S.I.P.P.E. dice no a un bando che calpesta il merito e l’anzianità! CONCORSO ISPETTORE SUPERIORE: IL S.I.P.P.E. DICE NO A UN BANDO CHE CALPESTA IL MERITO E L'ANZIANITÀ! Inviata una dura nota…

26/07/2026

Le recenti parole del Procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, e il dibattito che ne è seguito con il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, riportano al centro dell'attenzione pubblica il tema della nelle e il ruolo della .
Voglio dirlo con estrema chiarezza: non credo affatto che la Polizia Penitenziaria debba sentirsi offesa dalle dichiarazioni del Procuratore De Lucia. Chi vive ogni giorno il mondo penitenziario — intendo chi lavora davvero negli istituti penitenziari — sa bene che le sue parole non sono un attacco al nostro Corpo, ma la fotografia cruda di una realtà operativa diventata quasi insostenibile.
Questa crisi non nasce oggi e le drammatiche rivolte ed evasioni di massa del periodo Covid sono state soltanto la classica goccia che ha fatto traboccare un vaso colmo da troppi anni. Da quel momento, e ancor di più dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere, il clima all'interno degli istituti si è incrinato pesantemente. Sia chiaro: le violenze e gli illeciti vanno sempre fermamente condannati, senza "se" e senza "ma". Tuttavia, non possiamo far finta di non vedere come quell'episodio sia stato cavalcato da una certa narrazione ideologica e da un certo garantismo a senso unico. Il risultato? Si è finiti per delegittimare il ruolo della Polizia Penitenziaria, creando un clima di sfiducia per tentare di indebolire i controlli e conquistare spazi di illegalità.
Si è finito per dimenticare un principio fondamentale del nostro ordinamento: non può esistere alcuna rieducazione se non ci sono prima l'ordine e la sicurezza, come previsto dall’articolo 2 del DPR 230/2000.
Per cambiare davvero rotta non servono difese d'ufficio, ma interventi concreti. Alla Politica chiediamo regole d'ingaggio trasparenti, una formazione seria e continua, adeguati strumenti operativi e una maggiore autonomia per la Polizia Penitenziaria nello svolgimento dei propri compiti. Serve anche una visione diversa sugli spazi: quando parliamo di edilizia penitenziaria non intendiamo la semplice costruzione di nuovi edifici, ma un vero cambio di filosofia architetturale. Secondo gli esperti, l’architettura di un ambiente, quindi anche dell’ambiente carcerario, incide direttamente sulla salute mentale e sul comportamento. Progettare spazi più umani e funzionali significa prevenire le tensioni. Allo stesso tempo, per alleggerire la pressione sulle strutture penitenziarie, si dovrebbe rivedere l'uso della custodia cautelare in carcere, riservandola a casi eccezionali e ai reati più gravi, dando invece maggior spazio a misure meno afflittive e alla giustizia riparativa.
Restituire sicurezza e dignità alle carceri non significa arrendersi, ma guardare in faccia la realtà con il coraggio della verità. La Polizia Penitenziaria continuerà a fare la propria parte con il sacrificio di ogni giorno.

Alessandro De Pasquale - Presidente SIPPE

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“INFERNO CARCERE VITERBO, DOPO L’OMICIDIO DI IERI OGGI AGENTI AGGREDITI A SEDIATE. SITUATIONE FUORI CONTROLLO, INTERVENG...
17/07/2026

“INFERNO CARCERE VITERBO, DOPO L’OMICIDIO DI IERI OGGI AGENTI AGGREDITI A SEDIATE. SITUATIONE FUORI CONTROLLO, INTERVENGA IL DAP”

VITERBO, 17 LUGLIO 2026 – La Casa Circondariale di Viterbo è ormai una polveriera fuori controllo. Il Sindacato Polizia Penitenziaria (SIPPE) lancia un drammatico grido d'allarme dopo l'ennesima giornata di ordinaria follia e violenza dentro le mura della "Mammagialla".

Nemmeno il tempo di elaborare il gravissimo fatto di sangue di ieri, 16 luglio, culminato con l'omicidio di un detenuto ventisettenne accoltellato durante una rissa, che oggi la violenza ha preso di mira direttamente il personale in divisa.

Intorno alle ore 12:10 di oggi, due agenti di Polizia Penitenziaria sarebbero stati brutalmente aggrediti da alcuni detenuti all'interno di un reparto detentivo. I poliziotti sarebbero stati colpiti a sediate e letteralmente cacciati dal reparto. L'aggressione avrebbe richiesto l'intervento d'urgenza dei sanitari del 118, che avrebbero trasportato i due colleghi al pronto soccorso in ambulanza.

"Siamo di fronte a un totale collasso della sicurezza" – dichiara la Segreteria Generale del SIPPE. "Il personale è esausto, numericamente carente e abbandonato a se stesso. Subire l'umiliazione di essere cacciati a sediate dai reparti è inaccettabile. La situazione è insostenibile e richiede l’attenzione immediata e inderogabile dei vertici del DAP."
Il SIPPE intende sensibilizzare con forza l'Amministrazione Penitenziaria affinché disponga l'invio immediato di reparti di supporto, il trasferimento d'urgenza dei detenuti facinorosi e provvedimenti drastici per ripristinare la legalità e la sicurezza all'interno dell'istituto viterbese. Non c'è più tempo da perdere: lo Stato deve riprendere il controllo del carcere.

La Segreteria Generale

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Rome
00164

Telefono

06324821

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