Liberi Fino Alla Fine

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Liberi Fino Alla Fine La campagna dell'Associazione Luca Coscioni per essere tutti liberi fino alla fine. Sostienila su www.associazionelucacoscioni.it Ammalarsi fa parte della vita.

"Eutanasia Legale" è una campagna promossa da Associazione Luca Coscioni affinchè anche l'Italia si doti di una legge sull'eutanasia. Come guarire, morire, nascere, invecchiare, amare. Le buone leggi servono alla vita: per impedire che siano altri a decidere per noi, in nome di Stati o religioni; per garantire libertà e responsabilità alle nostre scelte, drammatiche e felici. Fino alla fine.

Una persona ligure di 47 anni, affetta da sclerosi multipla, è morta ieria seguito dell’autosomministrazione di un farma...
09/10/2026

Una persona ligure di 47 anni, affetta da sclerosi multipla, è morta ieria seguito dell’autosomministrazione di un farmaco fornito dal Servizio sanitario nazionale.

Di fronte alla irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, ci aveva contattati per conoscere i suoi diritti nel fine vita.

A giugno 2025, ha chiesto alla sua azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito, reso legale in Italia dalla sentenza sul caso “Cappato/Antoniani” della Corte costituzionale.

A settembre 2026, le verifiche della sua ASL hanno confermato che era in possesso dei 4 requisiti necessari per accedere al “suicidio assistito” (patologia irreversibili, sofferenze ritenute intollerabili, dipendenza da trattamento di sostegno vitale, capacità di prendere decisioni libere e consapevoli) ed è arrivato il via libera per procedere.

All'interno della ASL di riferimento non è stato trovato alcun medico disponibile ad assistere la persona durante l'autosomministrazione del farmaco e l’azienda sanitaria era disposta a indire un bando pubblico per cercare un medico anche al di fuori dei confini regionali.

Tuttavia, data la grave e progressiva sofferenza, questa persona non è riuscita ad attendere i tempi amministrativi necessari. Si è reso quindi indispensabile l’intervento del Dottor Mario Riccio, medico di fiducia che ha prestato l'assistenza richiesta.

“Un diritto riconosciuto deve poter essere esercitato in tempi compatibili con la sofferenza di chi lo richiede, senza dipendere dalla disponibilità occasionale di un medico. Per questo motivo è necessario che vi sia un’organizzazione del servizio sanitario con operatori che su base volontaria possano completare la procedura come previsto dalla nostra legge regionale Liberi Subito”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

Si tratta della 19esima persona in Italia ad aver completato la procedura e della terza in Liguria.

Sono oltre 13.000 le firme depositate questa mattina in Consiglio Regionale del Lazio a Roma, a favore di  Liberi Subito...
01/10/2026

Sono oltre 13.000 le firme depositate questa mattina in Consiglio Regionale del Lazio a Roma, a favore di Liberi Subito, la proposta di legge regionale sull’aiuto medico alla morte volontaria che è già stata approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.

Nelle scorse settimane l’abbiamo depositata anche in Lombardia e Piemonte. A fine ottobre la presenteremo anche in Calabria.

“Una legge regionale serve a rendere il diritto all’aiuto medico alla morte volontaria realmente accessibile, evitando disparità e ritardi”, ha dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.

“L’assenza di procedure chiare continua infatti a produrre casi come quello di Sibilla Barbieri, costretta nel 2023 ad andare in Svizzera nonostante avesse i requisiti per accedere alle procedure italiane. In quel caso l’azienda sanitaria non ha ritenuto neppure di verificare le sue condizioni. Chiediamo alle consigliere e consiglieri regionali del Lazio di approvare procedure che diano garanzie a chi soffre ma anche ai medici, per dare risposte in tempi celeri a chi chiede di essere aiutato a morire senza soffrire. Ci auguriamo che le decisioni vengano prese non ascoltando la disciplina imposta dai capi partito ma solo la sofferenza dei malati”.

È giunta l’ora della responsabilità.

La Procura di Como ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato, Chiara Lalli, e Felicetta...
29/09/2026

La Procura di Como ha chiesto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Marco Cappato, Chiara Lalli, e Felicetta Maltese per aver accompagnato in Svizzera nel 2022 Massimiliano Scalas, affetto da sclerosi multipla, dove ha avuto accesso al suicidio medicalmente assistito.

Secondo quanto riportato dalla stampa, per il procuratore della Repubblica di Como Massimo Astori, il contributo fornito dai tre indagati non ha determinato né rafforzato la volontà di Massimiliano, ma ha rappresentato un supporto materiale a una decisione già autonomamente e consapevolmente maturata.

La Procura lo definisce un “atto di solidarietà materiale verso una scelta già definita” e ritiene che, in assenza di lesione di diritti altrui, ipotizzare una pena si collocherebbe “fuori dal circuito costituzionale”.

La richiesta della Procura di Como non conclude il procedimento: spetterà ora al GIP decidere sull’archiviazione.

Sono 16.000 le firme che abbiamo depositato questa mattina a Torino, a favore di  Liberi Subito, la nostra proposta di l...
22/09/2026

Sono 16.000 le firme che abbiamo depositato questa mattina a Torino, a favore di Liberi Subito, la nostra proposta di legge regionale sull’aiuto medico alla morte volontaria, già approvata in Veneto, Toscana, Emilia Romagna e Sardegna.

Sono più del doppio di quelle necessarie.

Il “suicidio assistito” è già legale a determinate condizioni dal 2019, grazie alla sentenza “Cappato-Antoniani” della Corte costituzionale. La proposta di legge definisce le procedure per accedervi in modo da evitare ritardi ingiustificati.

In Piemonte erano state già raccolte e depositate oltre 11.000 firme nel 2023. Durante la discussione in Aula, a marzo 2024 il Consiglio regionale ha però bloccato la discussione della proposta di legge sostenendo che non fosse una questione di competenza regionale.

La sentenza 204/2025 della Corte costituzionale, intervenuta sull’analoga legge toscana, ha poi chiarito che le Regioni possono disciplinare le modalità organizzative con cui il Servizio sanitario rende effettivo l’accesso alla procedura, senza intervenire su materia penale o civile.

In Piemonte, inoltre, il caso di Alan, primo caso regionale di suicidio medicalmente assistito, ha mostrato l’urgenza di regole certe: pur avendo ottenuto la verifica dei requisiti, ha dovuto attendere otto mesi prima di ricevere dall’ASL e dal Servizio sanitario il supporto necessario.

“Ci auguriamo che pretesti e alibi, che avevano portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale, siano ormai venuti a cadere e si possa procedere a un dibattito e a una decisione libera da pregiudizi e ostruzionismi”, hanno dichiarato Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e Davide Di Mauro e Lidia Sessa della Cellula Coscioni di Torino.

Foto: Lorenzo Ligas

16/09/2026

Pochi giorni fa, il Veneto ha approvato una legge sul fine vita che si ispira alla nostra proposta “Liberi Subito”. Ora è il turno della Lombardia.

Abbiamo appena depositato la proposta di legge, supportata da oltre 17mila firme, oltre il triplo di quelle richieste per legge.

Se il Parlamento, dopo quasi sette anni dalla sentenza Cappato/Antoniani, continua a non intervenire sul fine vita, sono le Regioni che possono garantire procedure certe e tempi celeri per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria

In Lombardia erano già state raccolte e depositate 8.181 firme a gennaio 2024. A novembre dello stesso anno la proposta era stata bloccata in Aula con l’approvazione di una questione pregiudiziale di costituzionalità, sulla base dell’idea che la materia fosse di competenza esclusiva dello Stato.

La sentenza 204 del 2025 della Corte costituzionale sull’analoga legge toscana ha poi chiarito che le Regioni possono intervenire per rendere effettivi i diritti già riconosciuti dalla Consulta.

Abbiamo quindi avviato questa raccolta firme per presentare una nuova proposta di legge in Regione.

“Nel dare atto alla Giunta Fontana e all’Assessore Bertolaso di essersi assunti la responsabilità di fornire risposte ai malati e indicazioni chiare alle aziende sanitarie, riteniamo fondamentale stabilire norme che non dipendano dalla sensibilità di chi attualmente governa la Lombardia, ma divengano un patrimonio stabile di regole chiare e condivise, a garanzia sia delle persone che soffrono che dei medici. Essendo stata confermata dalla Corte costituzionale la piena competenza delle Regione nell’organizzazione sanitaria dell’aiuto medico alla morte volontaria, ci auguriamo che pretesti e alibi, che aveva portato a una prima dichiarazione di incompetenza da parte del Consiglio regionale siano venuti a cadere e si possa procedere a una decisione libera da pregiudizi”, hanno dichiarato Cristiana Zerosi e Marco Cappato, a nome dell’Associazione Luca Coscioni e del Comitato promotore della legge “Liberi Subito” in Lombardia.

Monia aveva 52 anni ed era malata di SLA. Ad aprile 2024, aveva fatto la richiesta all’AST di Ancona per accedere all’ai...
10/09/2026

Monia aveva 52 anni ed era malata di SLA. Ad aprile 2024, aveva fatto la richiesta all’AST di Ancona per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria. Ma dopo un anno di silenzio da parte dell’azienda sanitaria, si è rivolta all’Associazione Luca Coscioni per ottenere informazioni sui suoi diritti.

I legali dell’Associazione, che l’hanno assistita, hanno quindi diffidato la ASL chiedendo l’immediato avvio della verifica delle sue condizioni. Solamente nel giugno 2025, dopo ulteriori diffide e solleciti, le viene comunicato l’esito negativo della procedura: secondo la ASL non era tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale. Nonostante fosse sottoposta ad assistenza continuativa, utilizzava la ventilazione artificiale notturna, la macchina della tosse e assumeva un'importante terapia farmacologica.

Nel settembre 2025, Monia si è rivolta al Tribunale di Ancona affinché condannasse la ASL a rivalutare le sue condizioni in modo conforme alle sentenze della Corte costituzionale sul tema, e confermasse quindi la presenza dei trattamenti salvavita.

Ma Monia non aveva più tempo ed è morta per una crisi respiratoria il 9 novembre del 2025. Undici giorni dopo ci sarebbe stata la prima udienza davanti al tribunale di Ancona.

“L’ultimo giorno è stato straziante - racconta Martina Lupini in un’intervista al Corriere Adriatico - se n’è andata nel giro di qualche istante senza neanche poterci salutare. Un’ulteriore sofferenza gratuita”.

Martina ricorda che per l’azienda sanitaria la mamma “non era ancora attaccata a un macchinario salvavita. Ma era certo che ci sarebbe arrivata, perché prolungare questa sofferenza? Mia madre è morta con la diagnosi di SLA, la malattia si è presa tutto di lei. Accedere al suicidio assistito era un suo diritto”.

Per Martina il problema è il sistema.

“La storia di Monia dimostra ancora una volta, perché è urgente l’approvazione della nostra proposta di legge regionale sul fine vita Liberi Subito”, ha spiegato Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Una legge pensata per garantire procedure chiare, affinché nessuna persona nelle condizioni individuate dalla Corte costituzionale sia costretta ad aspettare mesi o anni prima di ricevere una risposta dal Servizio sanitario".

Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna,  il Veneto è la quarta Regione ad aver adottato norme che ricalcano la nostra ...
02/09/2026

Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, il Veneto è la quarta Regione ad aver adottato norme che ricalcano la nostra proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”.

La legge garantisce la piena applicazione della sentenza “Cappato-Antoniani” della Corte costituzionale (con cui è stato legalizzato l’aiuto medico alla morte volontaria a specifiche condizioni) definendo procedure per la verifica delle condizioni di salute senza ingiustificati ritardi.

“Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario”.

Siamo grati ai 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, e alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Veneto che hanno approvato la nostra legge.

Il nostro obiettivo rimane ora l’estensione della legge “Liberi Subito” a ogni Regione italiana dove, pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale in virtù delle sentenze della Corte, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario.

Chiedi al tuo Consiglio regionale di discutere la nostra proposta di legge per avere procedure e tempi certi per tutte le persone che hanno bisogno di aiuto medico alla morte volontaria e che hanno già diritto a ottenerlo.

Puoi farlo qui: https://www.associazionelucacoscioni.it/landing/appello-liberi-subito

Anche l’Emilia-Romagna ha approvato una legge  che definisce procedure certe per accedere all’aiuto medico alla morte vo...
24/07/2026

Anche l’Emilia-Romagna ha approvato una legge che definisce procedure certe per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, sul modello della nostra proposta di iniziativa popolare “Liberi subito”. È la terza Regione, dopo Toscana e Sardegna.

Questa legge non ci sarebbe stata senza le 7.300 persone che tre anni fa hanno sottoscritto la proposta di legge popolare e contribuito ad evitare che i diritti delle persone malate finissero per dipendere dalle scelte delle singole aziende sanitarie, rimanendo ostaggio di ostruzionismi e burocrazia.

Le 8 Aziende Sanitarie Locali emiliano-romagnole si aggiungono ora alle altre 11 ASL di Toscana e Sardegna per un totale di 19 ASL in Italia che agiranno con tempi e procedure chiare, evitando le incertezze delle altre regioni, dove le persone malate, in uno stato di sofferenza insopportabile, sono costrette ad attendere mesi, o persino anni, una risposta dal sistema sanitario.

“La partecipazione popolare è entrata realmente nel processo legislativo e ha contribuito alla costruzione di una legge più forte, efficace e rispettosa dei diritti”, dichiarano Filomena Gallo, e Matteo Mainardi rispettivamente Segretaria nazionale e Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni.

Il nostro obiettivo è ora quello di far approvare la legge “Liberi Subito” in ogni Regione d'Italia. Nel nostro Paese, infatti, il suicidio assistito è già legale ovunque dal 2019, ma mancano tuttora garanzie precise sui tempi di risposta e sulle procedura a tutela sia dei pazienti che del personale medico.

Nel frattempo, prosegue il nostro impegno nell’aiutare i cittadini che vogliono fare luce sui diritti nel fine vita mediante il nostro Numero Bianco (06 99313409), un servizio utile anche per ricevere indicazioni su cure palliative e testamento biologico.

“Io non voglio lasciare un paese che ignora e si prende gioco delle sofferenze dei malati più gravi.”Il 21 luglio 2025, ...
21/07/2026

“Io non voglio lasciare un paese che ignora e si prende gioco delle sofferenze dei malati più gravi.”

Il 21 luglio 2025, Laura Santi sceglie di essere libera e di mettere fine alle sofferenze che la sclerosi multipla le causava da 25 anni.

Qualche giorno prima, registra un videomessaggio per il Parlamento in cui denuncia come la proposta di legge del Governo in materia di fine vita avrebbe introdotto nuovi ostacoli e impedito alle personemalate di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.

A distanza di un anno, il confronto in Parlamento sul fine vita resta ancora aperto e la nostra proposta di legge nazionale “Eutanasia Legale”, sottoscritta da oltre 70mila cittadine e cittadini e depositata in Parlamento, non è ancora stata discussa.

In Umbria intanto, la Regione di Laura, riparte l’iter della nostra proposta di legge regionale “Liberi Subito”, dopo due anni di percorso e una lunga fase di stallo.

Una legge regionale non introdurrebbe un nuovo diritto, ma renderebbe effettivamente esigibili, attraverso procedure definite e certe, diritti già riconosciuti dall’ordinamento, evitando che le persone malate siano costrette ad affrontare ulteriori ritardi, incertezze e sofferenze.

È necessario intervenire affinché altre persone non siano costrette, come Laura, ad attendere per oltre due anni nella sofferenza, affrontando ritardi, incertezze e ostacoli nell’esercizio dei propri diritti.

Aveva 54 anni quando ha avuto accesso al "suicidio assistito" dopo una lunga battaglia legale assistita dai legali dell’...
10/06/2026

Aveva 54 anni quando ha avuto accesso al "suicidio assistito" dopo una lunga battaglia legale assistita dai legali dell’Associazione Luca Coscioni perché fosse rispettato il suo diritto all'autodeterminazione, un diritto previsto dalla Costituzione e affermato dalla sentenza Cappato della Corte costituzionale.

Il suo nome era Cristina Calandra, ma in molti hanno conosciuto la sua storia con il nome di “Anna”, per tutelare la privacy della famiglia. Ora la sorella Federica ha voluto raccontare i suoi ultimi giorni a Vanity Fair.

Cristina, a causa della sclerosi multipla, doveva essere assistita per compiere qualsiasi attività l: "detestava il dover essere accudita e maneggiata per ogni cosa" spiega Federica. "Mia sorella si aggravava e si spegneva, ogni giorno un po' di più. Sembrava non voler prendere alcuna decisione. Tranne una, l'ultima".

Il 28 novembre 2023, dopo 389 giorni dalla sua richiesta, ha potuto autosomministrarsi il farmaco letale a casa sua, circondata dalla sua famiglia e con la sorella Federica che le teneva la mano.

"Mi diceva - ricorda la sorella - che cosa sto a fare qua? Passare il tempo in attesa di che cosa? Di un altro giorno infernale? No grazie".

Voleva andarsene il prima possibile, ma c'è voluto un ricorso d'urgenza dinanzi al Tribunale di Trieste perché l'Azienda Sanitaria effettuasse le opportune verifiche e successivamente un esposto alla Procura della Repubblica.

Fin quando il 4 luglio 2023 il Tribunale di Trieste si è pronunciato, ma anche il parere del Comitato Etico è arrivato solo dopo sollecitazioni legali.

Cristina è stata la prima a ottenere il suicidio assistito in Italia con l’assistenza completa del Servizio sanitario nazionale, che ha fornito il farmaco letale, la strumentazione per la sua autosomministrazione e il personale sanitario che, su base volontaria, ha assistito Cristina nella procedura.

Ma a quasi tre anni dalla storia di Cristina, il diritto di chi come lei può accedere al suicidio medicalmente assistito perché possiede tutti i requisiti previsti dalla Corte costituzionale è ancora incerto oppure ostacolato, a causa dell’assenza di volontà politica a rispettare le scelte delle persone in determinate condizioni.

Indirizzo

Via Di San Basilio 64
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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