09/10/2026
Una persona ligure di 47 anni, affetta da sclerosi multipla, è morta ieria seguito dell’autosomministrazione di un farmaco fornito dal Servizio sanitario nazionale.
Di fronte alla irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, ci aveva contattati per conoscere i suoi diritti nel fine vita.
A giugno 2025, ha chiesto alla sua azienda sanitaria la verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito, reso legale in Italia dalla sentenza sul caso “Cappato/Antoniani” della Corte costituzionale.
A settembre 2026, le verifiche della sua ASL hanno confermato che era in possesso dei 4 requisiti necessari per accedere al “suicidio assistito” (patologia irreversibili, sofferenze ritenute intollerabili, dipendenza da trattamento di sostegno vitale, capacità di prendere decisioni libere e consapevoli) ed è arrivato il via libera per procedere.
All'interno della ASL di riferimento non è stato trovato alcun medico disponibile ad assistere la persona durante l'autosomministrazione del farmaco e l’azienda sanitaria era disposta a indire un bando pubblico per cercare un medico anche al di fuori dei confini regionali.
Tuttavia, data la grave e progressiva sofferenza, questa persona non è riuscita ad attendere i tempi amministrativi necessari. Si è reso quindi indispensabile l’intervento del Dottor Mario Riccio, medico di fiducia che ha prestato l'assistenza richiesta.
“Un diritto riconosciuto deve poter essere esercitato in tempi compatibili con la sofferenza di chi lo richiede, senza dipendere dalla disponibilità occasionale di un medico. Per questo motivo è necessario che vi sia un’organizzazione del servizio sanitario con operatori che su base volontaria possano completare la procedura come previsto dalla nostra legge regionale Liberi Subito”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni.
Si tratta della 19esima persona in Italia ad aver completato la procedura e della terza in Liguria.