Liberi Fino Alla Fine

Liberi Fino Alla Fine La campagna dell'Associazione Luca Coscioni per essere tutti liberi fino alla fine. Sostienila su www.associazionelucacoscioni.it Ammalarsi fa parte della vita.

"Eutanasia Legale" è una campagna promossa da Associazione Luca Coscioni affinchè anche l'Italia si doti di una legge sull'eutanasia. Come guarire, morire, nascere, invecchiare, amare. Le buone leggi servono alla vita: per impedire che siano altri a decidere per noi, in nome di Stati o religioni; per garantire libertà e responsabilità alle nostre scelte, drammatiche e felici. Fino alla fine.

Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna,  il Veneto è la quarta Regione ad aver adottato norme che ricalcano la nostra ...
02/09/2026

Dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, il Veneto è la quarta Regione ad aver adottato norme che ricalcano la nostra proposta di legge di iniziativa popolare “Liberi Subito”.

La legge garantisce la piena applicazione della sentenza “Cappato-Antoniani” della Corte costituzionale (con cui è stato legalizzato l’aiuto medico alla morte volontaria a specifiche condizioni) definendo procedure per la verifica delle condizioni di salute senza ingiustificati ritardi.

“Dal Veneto arriva finalmente una scelta rispettosa dei diritti e delle libertà di chi soffre”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni. “Mentre il Parlamento continua a non intervenire, sono le Regioni che possono garantire alle persone malate procedure certe, uniformi e trasparenti, per dare garanzie alle persone che soffrono e al personale sanitario”.

Siamo grati ai 9.000 cittadini che hanno sottoscritto la proposta di iniziativa popolare, e alle Consigliere e ai Consiglieri della Regione Veneto che hanno approvato la nostra legge.

Il nostro obiettivo rimane ora l’estensione della legge “Liberi Subito” a ogni Regione italiana dove, pur essendo l’aiuto medico alla morte volontaria già legale in virtù delle sentenze della Corte, mancano ancora garanzie chiare su tempi e percorsi operativi per pazienti e personale sanitario.

Chiedi al tuo Consiglio regionale di discutere la nostra proposta di legge per avere procedure e tempi certi per tutte le persone che hanno bisogno di aiuto medico alla morte volontaria e che hanno già diritto a ottenerlo.

Puoi farlo qui: https://www.associazionelucacoscioni.it/landing/appello-liberi-subito

Anche l’Emilia-Romagna ha approvato una legge  che definisce procedure certe per accedere all’aiuto medico alla morte vo...
24/07/2026

Anche l’Emilia-Romagna ha approvato una legge che definisce procedure certe per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria, sul modello della nostra proposta di iniziativa popolare “Liberi subito”. È la terza Regione, dopo Toscana e Sardegna.

Questa legge non ci sarebbe stata senza le 7.300 persone che tre anni fa hanno sottoscritto la proposta di legge popolare e contribuito ad evitare che i diritti delle persone malate finissero per dipendere dalle scelte delle singole aziende sanitarie, rimanendo ostaggio di ostruzionismi e burocrazia.

Le 8 Aziende Sanitarie Locali emiliano-romagnole si aggiungono ora alle altre 11 ASL di Toscana e Sardegna per un totale di 19 ASL in Italia che agiranno con tempi e procedure chiare, evitando le incertezze delle altre regioni, dove le persone malate, in uno stato di sofferenza insopportabile, sono costrette ad attendere mesi, o persino anni, una risposta dal sistema sanitario.

“La partecipazione popolare è entrata realmente nel processo legislativo e ha contribuito alla costruzione di una legge più forte, efficace e rispettosa dei diritti”, dichiarano Filomena Gallo, e Matteo Mainardi rispettivamente Segretaria nazionale e Consigliere dell’Associazione Luca Coscioni.

Il nostro obiettivo è ora quello di far approvare la legge “Liberi Subito” in ogni Regione d'Italia. Nel nostro Paese, infatti, il suicidio assistito è già legale ovunque dal 2019, ma mancano tuttora garanzie precise sui tempi di risposta e sulle procedura a tutela sia dei pazienti che del personale medico.

Nel frattempo, prosegue il nostro impegno nell’aiutare i cittadini che vogliono fare luce sui diritti nel fine vita mediante il nostro Numero Bianco (06 99313409), un servizio utile anche per ricevere indicazioni su cure palliative e testamento biologico.

“Io non voglio lasciare un paese che ignora e si prende gioco delle sofferenze dei malati più gravi.”Il 21 luglio 2025, ...
21/07/2026

“Io non voglio lasciare un paese che ignora e si prende gioco delle sofferenze dei malati più gravi.”

Il 21 luglio 2025, Laura Santi sceglie di essere libera e di mettere fine alle sofferenze che la sclerosi multipla le causava da 25 anni.

Qualche giorno prima, registra un videomessaggio per il Parlamento in cui denuncia come la proposta di legge del Governo in materia di fine vita avrebbe introdotto nuovi ostacoli e impedito alle personemalate di accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.

A distanza di un anno, il confronto in Parlamento sul fine vita resta ancora aperto e la nostra proposta di legge nazionale “Eutanasia Legale”, sottoscritta da oltre 70mila cittadine e cittadini e depositata in Parlamento, non è ancora stata discussa.

In Umbria intanto, la Regione di Laura, riparte l’iter della nostra proposta di legge regionale “Liberi Subito”, dopo due anni di percorso e una lunga fase di stallo.

Una legge regionale non introdurrebbe un nuovo diritto, ma renderebbe effettivamente esigibili, attraverso procedure definite e certe, diritti già riconosciuti dall’ordinamento, evitando che le persone malate siano costrette ad affrontare ulteriori ritardi, incertezze e sofferenze.

È necessario intervenire affinché altre persone non siano costrette, come Laura, ad attendere per oltre due anni nella sofferenza, affrontando ritardi, incertezze e ostacoli nell’esercizio dei propri diritti.

Aveva 54 anni quando ha avuto accesso al "suicidio assistito" dopo una lunga battaglia legale assistita dai legali dell’...
10/06/2026

Aveva 54 anni quando ha avuto accesso al "suicidio assistito" dopo una lunga battaglia legale assistita dai legali dell’Associazione Luca Coscioni perché fosse rispettato il suo diritto all'autodeterminazione, un diritto previsto dalla Costituzione e affermato dalla sentenza Cappato della Corte costituzionale.

Il suo nome era Cristina Calandra, ma in molti hanno conosciuto la sua storia con il nome di “Anna”, per tutelare la privacy della famiglia. Ora la sorella Federica ha voluto raccontare i suoi ultimi giorni a Vanity Fair.

Cristina, a causa della sclerosi multipla, doveva essere assistita per compiere qualsiasi attività l: "detestava il dover essere accudita e maneggiata per ogni cosa" spiega Federica. "Mia sorella si aggravava e si spegneva, ogni giorno un po' di più. Sembrava non voler prendere alcuna decisione. Tranne una, l'ultima".

Il 28 novembre 2023, dopo 389 giorni dalla sua richiesta, ha potuto autosomministrarsi il farmaco letale a casa sua, circondata dalla sua famiglia e con la sorella Federica che le teneva la mano.

"Mi diceva - ricorda la sorella - che cosa sto a fare qua? Passare il tempo in attesa di che cosa? Di un altro giorno infernale? No grazie".

Voleva andarsene il prima possibile, ma c'è voluto un ricorso d'urgenza dinanzi al Tribunale di Trieste perché l'Azienda Sanitaria effettuasse le opportune verifiche e successivamente un esposto alla Procura della Repubblica.

Fin quando il 4 luglio 2023 il Tribunale di Trieste si è pronunciato, ma anche il parere del Comitato Etico è arrivato solo dopo sollecitazioni legali.

Cristina è stata la prima a ottenere il suicidio assistito in Italia con l’assistenza completa del Servizio sanitario nazionale, che ha fornito il farmaco letale, la strumentazione per la sua autosomministrazione e il personale sanitario che, su base volontaria, ha assistito Cristina nella procedura.

Ma a quasi tre anni dalla storia di Cristina, il diritto di chi come lei può accedere al suicidio medicalmente assistito perché possiede tutti i requisiti previsti dalla Corte costituzionale è ancora incerto oppure ostacolato, a causa dell’assenza di volontà politica a rispettare le scelte delle persone in determinate condizioni.

Novembre 2025: Domenico fa richiesta alla propria ASL per la verifica delle condizioni per accedere all’aiuto medico all...
26/05/2026

Novembre 2025: Domenico fa richiesta alla propria ASL per la verifica delle condizioni per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.

È affetto da sclerosi multipla da oltre quindici anni che gli provoca dolori continui in tutto il corpo e che lo ha completamente paralizzato, ad eccezione della mano sinistra, che riesce a stento ancora a muovere.

Maggio 2026: Domenico aspetta ancora una risposta dall’ASL con la relazione finale e il parere del comitato etico.

Nell’attesa, la malattia continua a progredire e i sintomi a peggiorare.

Il collegio di studio legale e difesa dell’Associazione Luca Coscioni, che assiste Domenico, ha quindi inviato una lettera di messa in mora e diffida ad adempiere in cui si chiede la conclusione delle procedure di verifica delle sue condizioni.

Nonostante questo e i ripetuti solleciti dei legali di Domenico, l’azienda sanitaria continua a prendere tempo, senza fornire risposte.

“Sono oramai quasi del tutto privo di forza, stordito da farmaci che non servono a curarmi, bensì a trattenermi in una condizione di continua, insopportabile e inaccettabile sofferenza.
Da oltre sei mesi aspetto una risposta e francamente ho quasi del tutto perso le speranze in un esito positivo e in tempi ragionevoli per la mia situazione”, ha dichiarato.

Cristian è la terza persona in Lombardia e la diciassettesima in Italia ad accedere all’aiuto medico alla morte volontar...
22/05/2026

Cristian è la terza persona in Lombardia e la diciassettesima in Italia ad accedere all’aiuto medico alla morte volontaria.

Era affetto da sclerosi multipla dal 1999 e, di fronte all'irreversibilità della malattia e al progressivo peggioramento delle sue condizioni, Cristian ha iniziato a informarsi, tramite l’Associazione Luca Coscioni, sui suoi diritti nel fine vita in Italia.

Ha inviato la richiesta alla sua ASL a metà febbraio e, dopo aver ricevuto il via libera, ha deciso di procedere nei giorni scorsi con l’aiuto del servizio sanitario nazionale.

“Il caso di Christian conferma la piena applicabilità della sentenza della Corte costituzionale in tutto il territorio nazionale, non solo in Toscana e Sardegna. Si conferma anche che quando un'azienda sanitaria adempie con tempestività ai propri compiti, il paziente riesce ad evitare di dover subire una lunga agonia contro la propria volontà. Essendo però la situazione diversa da un'azienda sanitaria all'altra, in Lombardia come nel resto d'Italia, è indispensabile che si approvino norme regionali che chiariscano le procedure da seguire, in modo da garantire quei "tempi celeri" richiesti dalla Corte costituzionale, e che si informino i cittadini e i medici”, hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, rispettivamente Tesoriere e Segretaria Nazionale dell’Associazione Luca Coscioni.

Per questo, prosegue la raccolta firme su Liberi Subito, la nostra proposta di legge regionale sul fine vita, in Lombardia, Piemonte, Lazio e Calabria. “Liberi Subito” non introduce nuovi diritti, ma rende concretamente esercitabile un diritto già riconosciuto, garantendo procedure certe per la verifica dei requisiti; uniformità sul territorio regionale; trasparenza e responsabilità delle aziende sanitarie.

Se sei residente in una di queste Regioni, vai sul nostro sito e controlla il tavolo di raccolta firme più vicino a te.

“Stefano” è un uomo ligure, paralizzato da oltre trent’anni a causa di un trauma cervicale. Le sue condizioni sono peggi...
28/04/2026

“Stefano” è un uomo ligure, paralizzato da oltre trent’anni a causa di un trauma cervicale.

Le sue condizioni sono peggiorate fino al punto di aver bisogno di una corposa terapia antalgica e di continua assistenza, una condizione in cui non voleva continuare a vivere.

Per questo, lo scorso anno, ha deciso di prendere contatto con la Svizzera e di avviare parallelamente anche il percorso per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria in Italia: desiderava poter scegliere qui, senza dover affrontare un viaggio lungo e doloroso.

“Stefano” ha tutti i requisiti previsti dalla Corte costituzionale per accedere all’aiuto medico alla morte volontaria: è affetto da una patologia irreversibile che gli causa una sofferenza psichica e fisica per lui intollerabile ed è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale.

Eppure, ci sono voluti 10 mesi e due diffide da parte dei suoi legali per completare la procedura.

“Stefano” oggi ha potuto esercitare il suo diritto, grazie all’assistenza del suo medico di fiducia, il dottor Mario Riccio, e l’ha potuto fare a casa sua, circondato dai suoi affetti.
È morto il 28 aprile a seguito dell’autosomministrazione di un farmaco per il fine vita fornito dal Servizio sanitario nazionale, con la relativa strumentazione prevista.

“Le regole stabilite dalla Corte stanno iniziando a essere applicate, ma Regioni e aziende sanitarie devono organizzarsi per dare risposte rapide, senza lasciare ai pazienti e all’Associazione Luca Coscioni il peso di difendersi dai ritardi o di cercare medici disponibili”, hanno dichiarato Filomena Gallo e Marco Cappato, rispettivamente Segretaria nazionale e Tesoriere dell’Associazione. “Per questo chiediamo anche alla Regione Liguria di approvare la proposta di legge regionale ‘Liberi Subito’, per garantire tempi rapidi e modalità certe nell’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria”.

Il presidente dell'Uruguay, Yamandu Orsi, ha firmato il decreto attuativo della legge sull'eutanasia conosciuta come "mo...
27/04/2026

Il presidente dell'Uruguay, Yamandu Orsi, ha firmato il decreto attuativo della legge sull'eutanasia conosciuta come "morte con dignità" approvata dal Senato nell'ottobre dell'anno scorso.

Potranno accedere all’eutanasia i cittadini uriguayani o gli stranieri, residenti nel Paese, maggiorenni, capaci di intendere e di volere, che si trovano in una "fase terminale di una malattia incurabile e irreversibile", che vivono sofferenze insopportabili e un grave deterioramento della qualità della vita.
La procedura potrà avvenire in una struttura sanitaria pubblica o presso la propria abitazione. Inoltre, la legge prevede l’obbligo, in capo al Sistema sanitario nazionale, di fornire i servizi necessari per accedere all’eutanasia, anche se il singolo operatore sanitario può opporre obiezione di coscienza.

La legge prevede procedure chiare e tempi certi entro cui ogni fase deve essere conclusa.
Mentre in Italia il Governo ha depositato una proposta di legge che cancella i diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale e dai Tribunali in materia di fine vita.

L’aiuto medico alla morte volontaria è legale in Italia dal 2019, grazie alla sentenza “Cappato Antoniani” della Corte costituzionale in merito al caso di Dj Fabo, ma in mancanza di una legge nazionale, questo diritto è ancora spesso ostacolato.

Grazie al contributo di volontari e volontarie, delle persone che hanno firmato, di chi ha organizzato tavoli, distribui...
24/04/2026

Grazie al contributo di volontari e volontarie, delle persone che hanno firmato, di chi ha organizzato tavoli, distribuito materiali, parlato con amici e conoscenti o semplicemente scelto di esserci, abbiamo ottenuto un primo risultato importante: la proposta di legge del Governo sul fine vita è stata rimandata in Commissione.

In queste settimane di mobilitazione nazionale abbiamo organizzato oltre 170 tavoli in tutta Italia, grazie all’impegno di 590 volontari e volontarie, e abbiamo raccolto oltre 25.000 firme tra tavoli fisici e firme online.

Il nostro lavoro però non è ancora finito. Il disegno di legge del Governo non è stato né formalmente ritirato né rivisto. Continua a rappresentare un tentativo di restringere i diritti sul fine vita conquistati in questi anni grazie alle disobbedienze civili, alle azioni legali e all’impegno di tantissime persone in giro per l’Italia.

Per questo, in Piemonte e Lazio siamo già attivi per riportare in Consiglio Regionale la nostra proposta di legge Liberi Subito per garantire procedure chiare e uniformi per l’accesso all’aiuto medico alla morte volontaria. La stessa PDL che Toscana e Sardegna hanno già approvato.

E nelle prossime settimane arriveremo anche in Lombardia e Calabria.

Se sei residente in una di queste Regioni, vai sul nostro sito e controlla il Tavolo più vicino a te.

20/04/2026

“Ogni sera spero di morire nel sonno. Mi chiamo Roberto e vorrei porre fine ai miei giorni prima che diventino impossibili a viversi”.

Roberto è affetto da un tumore cerebrale che negli ultimi anni gli ha causato crisi epilettiche quotidiane, difficoltà motorie e un progressivo deterioramento cognitivo. Non esistono terapie e la prognosi è infausta.

Ha già ricevuto due dinieghi perché secondo la sua ASL non è tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale e la Corte costituzionale non ha previsto la prognosi infausta come criterio alternativo.

Roberto si è quindi rivolto al tribunale che, ancora una volta, deve intervenire.

Questo perché l’assenza di una legge sul fine vita in Italia lascia senza risposte chi chiede di porre fine a sofferenze intollerabili e la proposta di legge avanzata dal Governo rischia di cancellare i diritti già esistenti.

Per questo, fino a questa sera, sarà possibile firmare il nostro appello per chiedere il ritiro della proposta del Governo.

Firma ora: https://www.associazionelucacoscioni.it/landing/il-governo-vuole-toglierti-un-diritto-che-hai-gia-conquistato

Indirizzo

Via Di San Basilio 64
Rome
00187

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 18:00
Martedì 10:00 - 18:00
Mercoledì 10:00 - 18:00
Giovedì 10:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Liberi Fino Alla Fine pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi