10/06/2026
🔴 Il lavoro dell'assistenza domiciliare esprime da anni tutte le sue criticità, ma di fronte ad una situazione fatta di precariato costituito da flessibilità, turni spezzati e part-time involontario, s'inneggia all'innovazione tecnologica per migliorare il servizio, quando al contrario si mantiene la lavoratrice e il lavoratore schiavi nella loro condizione.
📱 Il tracciamento in app non risolve nessuno dei problemi sopracitati e non migliora la qualità del servizio, pertanto esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle lavoratrici e lavoratori di Bologna, nella consapevolezza di allargare il fronte di questa lotta in tante altre piazze.
- BOLOGNA-
PROCLAMAZIONE DELLO STATO DI AGITAZIONE DELLE LAVORATRICI DEL SERVIZIO DI ASSISTENZA DOMICILIARE (SAD)
Proclamato stato di agitazione delle lavoratrici Servizio di Assistenza Domiciliare (SAD) impiegate nel consorzio Aldebaran tramite le cooperative Cadiai, Ancora servizi, società dolce e Ascoop, a fronte del progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro di chi ogni giorno garantisce assistenza e cura alle persone anziane e fragili nei loro domicili.
Da troppo tempo chi opera nei servizi domiciliari è costretto a lavorare in condizioni sempre più difficili e insostenibili.
I salari risultano inadeguati, anche a causa del ricorso diffuso al part-time. A questo si aggiunge l'organizzazione del lavoro attraverso turni spezzati, che impegnano l'intera giornata senza garantire una continuità retributiva adeguata.
Significativa è la questione del tempo di spostamento tra un intervento e l'altro, che non viene riconosciuto come tempo di lavoro. Al suo posto viene corrisposta una semplice indennità, anziché retribuire ogni effettiva ora di spostamento effettuato.
A peggiorare ulteriormente la situazione vi è la decisione del Consorzio e delle cooperative aderenti di introdurre una nuova applicazione per la gestione delle timbrature e del tempo di lavoro. Si tratta di uno strumento imposto unilateralmente, senza un reale confronto con le rappresentanze dei lavoratori, che comporta ulteriori incombenze e responsabilità a carico degli operatori socio-sanitari senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo. Un aggravio di lavoro a parità di salario.
La situazione è resa ancora più critica dalla gestione quotidiana dei servizi in special modo delle dimissioni protette, un contesto nel quale la salute e la sicurezza delle operatrici non vengono adeguatamente tutelate e sono prive dei dispositivi idonei.
Di fronte a questo quadro, permane l'assenza di risposte da parte dell'Assessorato al Welfare.
Per queste ragioni chiediamo:
l'immediato blocco dell'introduzione della nuova app;
il riconoscimento e il pagamento di tutte le ore effettivamente lavorate, compresi gli spostamenti tra un intervento e l'altro;
una revisione dell'organizzazione del lavoro che superi il sistema dei turni spezzati;
un confronto immediato con le istituzioni e con le aziende coinvolte;
interventi concreti per la tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del SAD.
Le lavoratrici e i lavoratori del Servizio di Assistenza Domiciliare meritano rispetto, dignità e condizioni di lavoro adeguate.
USB lavoro privato Bologna