30/03/2026
Festa di Pasqua 2026
Quando la primavera torna a farsi sentire, lieve ma ostinata, e la luce si allunga sulle giornate portando con sé il profumo di rinascita, anche quest’anno il cuore di OILFA si è stretto attorno a chi, purtroppo, la Pasqua non può viverla a casa.
Tra corridoi silenziosi e stanze d’ospedale, dove il tempo sembra scorrere più lento, ci sono bambini che combattono battaglie più grandi di loro. Eppure, nei loro occhi, basta un gesto per riaccendere la meraviglia.
È per loro che la nostra Pasqua 2026 ha preso vita.
È per quei sorrisi sospesi tra la fatica e la speranza che abbiamo scelto, ancora una volta, di esserci.
Un uovo di cioccolato, una carezza, una parola gentile: gesti semplici, ma capaci di trasformarsi in qualcosa di immenso. Perché in quei momenti non si dona solo un regalo, ma si dona presenza, vicinanza, umanità. Si ricorda a questi piccoli guerrieri che non sono soli, che fuori da quelle mura c’è un mondo che li pensa, li aspetta e li abbraccia.
Questa Pasqua è stata possibile grazie a tante mani e a tanti cuori.
Desideriamo esprimere un ringraziamento profondo e sincero ai rappresentanti dell’associazione OIFA di Roma, al dott. Mauro Megaro, al Lions Club Parco Nomentum, ad Alessandro Di Vincenzo, a Bruno Gramuglia dei Vigili del Fuoco del comando provinciale di Genova, al VGA e all’associazione Primaria Cattolica di ca**tà artistica operaia.
Un grazie speciale va anche all’associazione PACAO e alla cooperativa sociale ONLUS L’Isola delle Tartarughe, che con sensibilità e impegno hanno contribuito a rendere questo momento ancora più significativo.
E poi, come sempre, ai nostri volontari.
Presenze silenziose, instancabili, che con delicatezza entrano nelle vite di questi bambini senza fare rumore, ma lasciando un segno profondo. Il loro tempo, il loro sorriso, la loro dedizione sono il vero miracolo di questa giornata.
In quei corridoi, per qualche ora, la malattia lascia spazio alla vita.
Le risate tornano a riempire l’aria, gli sguardi si accendono, e la Pasqua diventa davvero ciò che dovrebbe essere: una promessa.
Una promessa che parla di rinascita, di forza, di speranza.
La speranza che questi bambini possano presto tornare a correre, a giocare, a vivere senza paura.
La speranza che nessuno di loro si senta mai dimenticato.
A tutti voi che avete reso possibile tutto questo, diciamo semplicemente: grazie.
Perché ogni gesto, ogni contributo, ogni presenza ha acceso una luce.
E quella luce, anche se piccola, è capace di scaldare il mondo.