04/09/2026
I Pride più visibili sono spesso quelli ufficiali ed istituzionali delle grandi città. Roma, Milano, Napoli. Ma è da anni che, nelle province, nei piccoli centri e nelle periferie sono nati esperienze che dimostrano come fare Pride significhi prima di tutto costruire comunità, soprattutto dove sembra più difficile.
Nel nucleo “I Pride vogliono tutto” abbiamo attraversato, oltre Milano, alcuni territori che si affrancano dall’immaginario della grande città: Lecce, Grosseto e Tor Pignattara (RM) per raccontare tre modi diversi di abitare la lotta q***r.
Per Orda Pride, “Pride intersezionale Q***r del Salento”, «restare a Lecce è già un atto di resistenza»: costruire reti, attraversare il territorio e creare spazi dove spesso esiste soltanto il vuoto. Per Orda la q***rness parla anche il linguaggio del Sud e rifiuta le narrazioni vittimizzanti che troppo spesso accompagnano le persone q***r meridionali. «Peccè nui simu TERRONFROCE».
A Tor Pignattara, invece, il Pride nasce dal quartiere e per il quartiere. «Il fine è soprattutto questo: creare una cultura LGBTQIA+ all’interno del quartiere», racconta Antonella. Perché combattere l’omolesbobitransfobia significa costruire legami, abbattere stereotipi e intrecciare la lotta q***r con quella contro il razzismo, l’esclusione sociale e ogni altra forma di discriminazione.
Anche Grosseto dimostra che non sono la dimensione della città o la sua reputazione a determinare la qualità della vita delle persone LGBTQIA+, ma le politiche, gli spazi e le possibilità che vengono costruite ogni giorno.
Scendere in piazza, in questi contesti, non è un gesto simbolico. È una presa di parola collettiva. È il modo con cui una comunità sceglie di rendersi visibile e di affermare che anche quei territori meritano diritti, rappresentazione e futuro.
Per questo crediamo che la risposta non sia abbandonare i Pride, ma attraversarli criticamente, riappropriarsene e continuare a costruire spazi autonomi, radicati nei territori e capaci di trasformare la realtà a partire dai bisogni delle persone che li abitano.
Leggi il nucleo “I Pride vogliono tutto” su Scomodo n. 79.
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