Associazione di Volontariato Puer Odv

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Associazione di Volontariato Puer Odv Nasce ufficialmente il 10 dicembre 1993, con Atto Costitutivo e Statuto, ma l'inizio della sua attività risale a un anno prima.

L'Associazione di Volontariato PUER Odv Ente Morale aiuta e sostiene l'infanzia in difficoltà per qualsiasi causa, in ogni parte del mondo, nello spirito di solidarietà e carità. Nel 1994 è ufficialmente iscritta nel registro regionale delle organizzazioni di volontariato con Decreto n. 872 del 9.05.1994. Il 14.05.1997 il Ministero degli Interni e il Presidente della Repubblica Italiana conferiscono all’Associazione il riconoscimento di Ente Morale della Repubblica Italiana. CONTATTI
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23/10/2026
22/10/2026

APRI LA TUA CASA, APRI IL TUO CUORE

In queste poche parole vive il messaggio che PUER desidera trasmettere: nessuna guerra dovrebbe rubare l'infanzia a un bambino, e ogni gesto di accoglienza può contribuire a restituirgliene una parte.
Che questa canzone possa accompagnare gli incontri, gli abbracci, le partenze e i ritorni dei nostri bambini.
E che possa ricordare a tutti noi che, anche nei momenti più difficili, una porta aperta può diventare una speranza.

APRI LA TUA CASA, APRI IL TUO CUORE
Canzone dedicata alle accoglienze dei bambini promosse dall'Associazione di Volontariato PUER O.d.V. – Ente Morale

Testo di Sergio De Cicco e stile musicale scelti di Sergio De Cicco composizione di Suno

© 2026 Sergio De Cicco – Tutti i diritti riservati.

LA GUERRA HA RUBATO LORO LA SERENITÀ. NOI POSSIAMO RESTITUIRGLI UN SORRISO.Ci sono bambini che, invece di addormentarsi ...
11/10/2026

LA GUERRA HA RUBATO LORO LA SERENITÀ. NOI POSSIAMO RESTITUIRGLI UN SORRISO.

Ci sono bambini che, invece di addormentarsi ascoltando una favola, si addormentano con il rumore delle sirene.
Bambini che hanno imparato troppo presto cosa significa avere paura, che conoscono il suono delle esplosioni più di quello delle risate.
Bambini che non chiedono grandi regali, ma soltanto di poter vivere qualche giorno senza paura.
E se, per una volta, fossimo noi a cambiare la loro storia?

Immaginate un bambino che arriva nella vostra casa con una piccola valigia e un cuore pieno di paure. Immaginate il suo primo sorriso, la sua mano che cerca la vostra, i suoi occhi che, giorno dopo giorno, tornano a brillare.
Forse non potremo fermare la guerra. Non potremo cancellare ciò che questi bambini hanno vissuto.
Ma possiamo regalare loro qualcosa che nessuna guerra dovrebbe mai portare via: il diritto di sentirsi bambini.
Una casa, una famiglia, una carezza, un posto a tavola. Piccoli gesti che per noi sono quotidiani, ma che per loro possono diventare ricordi meravigliosi da custodire per tutta la vita.
Non vi chiediamo di cambiare il mondo. Vi chiediamo di cambiare, anche solo per qualche settimana, il mondo di un bambino.

L'Associazione PUER O.d.V. – Ente Morale cerca famiglie disponibili ad accogliere temporaneamente bambini ucraini dagli 8 ai 10 anni, provenienti dalle zone colpite dalla guerra, per i progetti di Natale 2026 e dell'inverno 2026–2027.

🏠 APRITE LA VOSTRA CASA. LASCIATE ENTRARE LA SPERANZA.

Perché un bambino potrà forse dimenticare i giocattoli ricevuti, ma difficilmente dimenticherà quella famiglia che, mentre fuori c'era la guerra, gli ha insegnato che nel mondo esiste ancora tanto amore.

📞 06 36001447 – 331 3361765
✉️ [email protected]

Condividete questo appello. Anche una semplice condivisione può aiutare un bambino a trovare una famiglia. ❤️

06/10/2026

parole e musica di Sergio De Cicco

UN BAMBINO NON DOVREBBE MAI IMPARARE A RICONOSCERE IL RUMORE DI UNA BOMBA.Eppure, ancora oggi, in Ucraina ci sono bambin...
30/09/2026

UN BAMBINO NON DOVREBBE MAI IMPARARE A RICONOSCERE IL RUMORE DI UNA BOMBA.

Eppure, ancora oggi, in Ucraina ci sono bambini che si addormentano senza sapere se durante la notte suonerà una sirena.
Bambini che interrompono la scuola per correre in un rifugio.
Che hanno visto finestre tremare, case distrutte, persone andare via.
Bambini di appena 8, 9, 10 anni che stanno crescendo troppo in fretta, perché la guerra non aspetta che si diventi grandi.
Noi non possiamo fermare la guerra.
Ma possiamo regalare a uno di questi bambini un po' di pace.
Possiamo aprire la porta di casa e offrirgli un letto in cui addormentarsi senza paura, una tavola intorno alla quale sentirsi parte di una famiglia, una scuola, un gioco, una passeggiata.
Possiamo restituirgli, anche solo per qualche settimana, ciò che dovrebbe appartenergli ogni giorno:
il diritto di essere semplicemente un bambino.
L'Associazione di Volontariato PUER O.d.V. – Ente Morale sta cercando famiglie disponibili ad accogliere bambini ucraini dagli 8 ai 10 anni, provenienti da territori duramente colpiti dalla guerra, nell'ambito dei prossimi progetti di accoglienza.
Non vi chiediamo di cambiare il mondo.
Vi chiediamo di cambiare, per qualche settimana, il mondo di un bambino.
Forse arriverà nella vostra casa con una piccola valigia.
Ma quello che porterà via non entrerà in nessuna valigia: il ricordo di una porta che si è aperta, di qualcuno che lo ha aspettato e di giorni nei quali, finalmente, non ha avuto paura.
Apriamo le nostre case.
Apriamo le nostre famiglie.
Apriamo il nostro cuore.
Perché mentre noi ci chiediamo se possiamo accogliere un bambino, da qualche parte c'è un bambino che sta solo aspettando di sapere che qualcuno lo accoglierà.

PUER O.d.V. – Ente Morale
📞 06 36001447 📱 331 3361765 [email protected]

Anch’io, come te, cerco verità negli sguardi delle persone che camminano accanto a me. Cerco qualcuno davanti al quale p...
27/09/2026

Anch’io, come te, cerco verità negli sguardi delle persone che camminano accanto a me. Cerco qualcuno davanti al quale poter posare la mia stanchezza, senza doverla spiegare. Parole sincere, gesti semplici, una presenza che sappia restare anche quando non ho più niente da raccontare.

Come te, mi aspetto tanto da questa vita. Forse è per questo che certe delusioni fanno così male: perché arrivano proprio dove avevo lasciato spazio alla fiducia. Ci sono giorni in cui vorrei restare lontano da quel palcoscenico, lasciare la valigia chiusa e concedermi il diritto di essere fragile. Aspettare che qualcuno si accorga di me e mi chieda, con il tempo di ascoltare la risposta: «Come stai, davvero?».

Poi torno. Appoggio il mio bagaglio, lo apro e tiro fuori quello che ho: i sogni ancora vivi, le ferite che mi hanno insegnato la delicatezza, la forza che qualche volta trovo soltanto quando qualcuno ha bisogno di me.

E mi metto in gioco. Per far sorridere chi mi è vicino, per raggiungere chi è lontano, per trovare una parola che non lasci solo chi soffre. Anche quando quella parola servirebbe a me.

Penso ai bambini che la guerra costringe a conoscere troppo presto la paura. A quelli che cercano sul volto degli adulti una risposta che nessuno sa dare. A una piccola mano che stringe la propria valigia, senza sapere quando potrà riportarla a casa.

Davanti a quella mano, sento quanto poco possano fare certe parole. Vorrei poter promettere che tutto finirà, che nessuno si farà più male, che ogni persona amata tornerà ad aprire la porta. Ma ci sono promesse che non posso fare. Posso esserci. Abbassarmi alla loro altezza, ascoltare, aspettare che si fidino. Fare posto a tavola e nella mia vita. Lasciare che tornino a essere bambini, senza chiedere loro di raccontare ciò che ancora non riescono a dire.

Poi arriva la sera. Chiudo la valigia, scendo dal palco e il silenzio mi raggiunge. Sento tutta la stanchezza che durante il giorno ho tenuto da parte. Ripenso a ciò che sono riuscito a fare e a tutto quello che resta fuori dalla portata delle mie mani.

È allora che mi dico: «Non mi aspetto più niente».

Ma se ascolto fino in fondo il mio cuore, so che non è del tutto vero. Aspetto ancora una carezza inattesa, una voce che mi cerchi senza avere bisogno di nulla. Aspetto qualcuno con cui poter essere semplicemente me stesso, anche stanco, anche in silenzio.

Intanto continuo a donare e a donarmi. A volte con gioia, altre volte con gli occhi pieni e il cuore affaticato. Perché conosco il dolore di sentirsi soli e, quando posso, vorrei risparmiarlo a qualcuno.

Il tempo mi scivola tra le dita. Cerco di raccoglierlo, granello dopo granello, e mi accorgo che una parte è già lontana: nelle persone incontrate, nei saluti, nelle braccia che ho stretto troppo poco, nelle occasioni in cui avrei voluto dire «ti voglio bene» e ho creduto di avere ancora tempo.

Per quello che mi resta, vorrei imparare a non rimandare l’amore.

Vorrei che un giorno uno di quei bambini, ormai grande, ricordasse un particolare piccolo: il suo posto apparecchiato, qualcuno che gli rimboccava le coperte, una luce lasciata accesa perché il buio faceva paura. E che, ripensandoci, sentisse ancora un po’ di quel calore.

Forse non ricorderà il mio nome. Ma se la vita lo metterà davanti alla paura di un altro, spero che saprà avvicinarsi. Che troverà dentro di sé un gesto ricevuto tanti anni prima e lo farà vivere ancora.

Ecco cosa vorrei lasciare, mentre la sabbia continua a scorrere.

E se mi chiedessero quando ho sentito davvero il senso di tutto questo, penserei a un bambino che, dopo avermi stretto a lungo la mano, finalmente la lascia e corre a giocare.

Lo guarderei allontanarsi, restando lì ancora un momento, con le dita aperte.

Perché lui, finalmente, non avrebbe più bisogno di aggrapparsi a me.

E io avrei bisogno di quel momento per tutta la vita.

di Sergio De Cicco

CONDIVIDI QUESTO APPELLOAnche una condivisione può aiutarci a trovare una famiglia per ogni bambino.PER INFORMAZIONI E D...
09/09/2026

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Anche una condivisione può aiutarci a trovare una famiglia per ogni bambino.

PER INFORMAZIONI E DISPONIBILITÀ
06 36001447 • 331 3361765
[email protected] • www.puer.it

Il coraggio è di chi amaUn sorriso è un sorriso, ma a volte può essere molto di più.Può diventare una carezza senza mani...
29/08/2026

Il coraggio è di chi ama

Un sorriso è un sorriso, ma a volte può essere molto di più.
Può diventare una carezza senza mani,
una luce quando intorno sembra esserci soltanto buio.

Un abbraccio è sentirsi al sicuro, anche solo per un istante,
in quelle notti in cui il tempo sembra non passare mai
e i pensieri fanno troppo rumore per lasciarci dormire.

Forse la vita è proprio questo:
la semplicità di riuscire a dare un senso a ciò che accade, anche quando un senso sembra non esserci.
Ritrovare noi stessi nei giorni più difficili, quando ci accorgiamo che nulla è scontato e che quello che per noi è un giorno qualunque, per qualcun altro potrebbe essere l’ultimo.

Questa vita lascia tracce.
Nei sogni che non abbiamo smesso di inseguire, nelle parole che avremmo voluto dire, negli occhi di chi abbiamo incontrato e nelle mani che abbiamo stretto lungo il cammino.

Ogni giorno saliamo su un palco invisibile e recitiamo il nostro essere, senza conoscere davvero il copione e senza sapere quanto durerà lo spettacolo.

Ridiamo, cadiamo, ci rialziamo.
Perdiamo persone, ne incontriamo altre, amiamo, soffriamo, speriamo.
E continuiamo a cercare qualcosa che faccia ba***re ancora forte il cuore.

Poi arriva un momento in cui comprendi che non conta quanto rumore hai fatto nel mondo, ma quanto amore hai lasciato passando.

Perché il vero coraggio non appartiene a chi non ha paura.

Il vero coraggio è di chi ama, di chi continua ad abbracciare,
di chi continua a sorridere, di chi, nonostante tutto,
sceglie ancora la vita.

di Sergio De Cicco

Indirizzo

Via Silvestri 226
Rome
00164

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

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