10/12/2025
🔴 NOVITÀ NEL 2025 CHE FINISCE 🔴
Semplificare e sicurezza. La manovra economica nelle sue varie sfaccettature ci lascia probabilmente due interventi legislativi su cui discutere. La semplificazione delle procedure è da molto tempo considerato come un toccasana per il settore delle opere pubbliche e delle costruzioni. Ma non si è finora mai considerato abbastanza il valore centrale del lavoro umano, del lavoratore. La vera svolta dovrebbe essere questa invece di immaginare un cambio di passo con il cosiddetto silenzio-assenso. Sulla sicurezza dovrebbero arrivare novità con un bonus per le Pmi in particolare in grado di accelerare l’ingresso delle nuove tecnologie nei cantieri dalla parte ad esempio della cyber security. Intendiamoci: inutile fare del negazionismo… tecnologie e intelligenza artificiale sono questioni non per il domani ma per l’oggi. Non a caso la Uil sta dedicando molta attenzione a queste problematiche. E noi della Feneal Uil di Roma e Lazio non siamo rimasti ad osservare l’evoluzione del settore ma abbiamo già firmato protocolli che prevedono per l’ingresso in cantiere badge con i quali si potrà diradare la nebbia non di rado spessa su coloro che lavorano in esso.
Ma proprio perché sappiamo bene che non è facile distinguere il confine fra propaganda e concretezza degli atti politici ci sentiamo in dovere di ricordare ancora una volta che non ci si deve mai dimenticare di priorità che per noi sono decisive: il rispetto della dignità e della vita di lavoratrici e lavoratori, la tutela contro lo sfruttamento del lavoro che è insidia presente anche nella rivoluzione tecnologica in atto.
Le norme, gli accordi ci vogliono, siamo una organizzazione sindacale che vuole agire nella realtà della vita produttiva e non inseguire miti ideologici. Ma serve anche un cambio di mentalità e di cultura del lavoro. Prendiamo un caso concreto: il crollo che è avvenuto a Roma nella Torre dei Conti. E’ recente la notizia di quattro tecnici indagati. Bene, ma ci chiediamo se nell’occasione di quei lavori si sia tenuto conto ad esempio di ben due protocolli sulla sicurezza stipulati fra il sindacato e le Istit4uzioni locali, nessuna esclusa. E ci domandiamo se come conseguenza di queste decisioni a tutela della vita dei lavoratori si siano effettuati controlli efficaci. E l’ultima domanda, inevitabile, è: fatta chiarezza su queste dinamiche è lecito attendersi una conclusione delle indagini ed una sentenza che diventi un esempio di deterrenza per il futuro?
Il tema della sicurezza va affrontato sempre come se fossimo alle prese con una emergenza da evitare. Ed è per tale motivo che questi protocolli vanno considerati come un terreno di confronto fra i più importanti nel rapporto fra sindacato ed Istituzioni locali. Non permetteremo che si glissi su tale argomento una volta terminato soprattutto il periodo dedicato al Giubileo.
Ci lasciamo alle spalle un anno nel quale del resto l’attività produttiva ha mostrato tenuta e vitalità. Ma l’interrogativo che si pone ora è quello relativo a come procedere nel 2026 per garantire stabilità al lavoro. E’ una questione aperta e francamente sorge il dubbio che si è perso del tempo. I problemi di Roma sono noti, a partire da quelli che investono il futuro delle periferie. Un percorso di riorganizzazione della città che attende ancora una vera e propria strategia da mettere in campo.
Sarà questo uno dei motivi di fondo dell’azione sindacale dei prossimi mesi. E la risposta delle amministrazioni comunale e regionale non può eludere il coinvolgimento delle forze sociali. Se sul piano n**ionale per una volta dopo molto tempo le confederazioni sindacali sono state convocate dal Governo non a giochi fatti e senza tenere in considerazioni richieste forti come quella della detassazione degli aumenti salariali, a maggior ragione questo atteggiamento dovrebbe essere fatto proprio anche dal resto degli interlocutori istituzionali del movimento sindacale. Naturalmente c’è molto da fare e di sicuro non rinunceremo alla critica e alla lotta sindacale se diventi necessaria, ma sempre per puntare a risultati concreti e positivi. E nel rispetto di tutte le posizioni senza intolleranze e senza ricorso a forme di violenza.
Il recente inaccettabile episodio avvenuto a Genova con l’aggressione a nostri dirigenti della Uilm da parte di alcuni esponenti e militanti della Fiom indica quanto sia necessario non dimenticare mai che nel sindacato siamo e dobbiamo essere dalla stessa parte, quella dei lavoratori. Non penso affatto che quell’atto sia condiviso dalla grandissima parte dei militanti e dirigenti Fiom, lo considero invece un gesto vergognoso di alcuni esagitati. Ma rimane la spiacevole sorpresa di un silenzio immotivato da parte della dirigenza della Fiom e della Cgil che se non superata finirebbe per gettare un’ombra davvero sgradevole su quel valore della solidarietà sindacale che ha retto a prove ben più difficili nel passato con la stessa Cgil pronta senza esitazioni nel condannare episodi di aggressività estranei alla tradizione del sindacalismo italiano, come fecero pure Cisl e Uil in momenti di tensione sociale e sindacale.
Noi restiamo fedeli ai nostri ideali e decisi a far prevalere il sindacato della proposta, della contrattazione, di progetti riformatori, di scelte da validare con il consenso di lavoratrici e lavoratori. E siamo certi che questo impegno darà i suoi frutti.
Giovanni (Agostino) Calcagno
Segretario generale Feneal Uil Roma e Lazio
www.fenealuilroma.it
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