09/05/2026
Due prospettive, due narrazioni, un unico problema.
In occasione della Festa della Mamma ci siamo fatti travolgere anche noi da questo format popolare su Instagram, ma dietro l’ironia c’è qualcosa di molto reale.
L’ultimo Report Le Equilibriste di Save the Children racconta un dato chiaro: in Italia la maternità continua a tradursi troppo spesso in penalizzazione economica, carico mentale, disparità professionale e impatto sulla salute mentale delle donne. E sempre più giovani donne, davanti a questo scenario, scelgono di rimandare o rinunciare alla maternità.
Alcuni dati:
• nel 2025 il tasso di fecondità italiano è sceso a 1,14 figli per donna, il più basso mai registrato
• l’età media al parto ha raggiunto i 32,7 anni
• dopo la nascita del primo figlio, l’occupazione femminile cala drasticamente rispetto a quella maschile
• tra le donne tra i 20 e i 29 anni con figli, quasi il 60% è fuori dal mercato del lavoro
• una madre europea su due dichiara di aver sperimentato ansia, depressione o burnout; tra le under 25 la quota sale al 69%
• quasi una donna su quattro tra i 25 e i 34 anni dichiara di non avere condizioni lavorative adeguate per avere un figlio
Per alcune donne è una scelta consapevole.
Per altre è il risultato di precarietà, carico di cura squilibrato, insicurezza economica, difficoltà abitative e mancanza di supporti concreti.
Noi abbiamo la competenza, nel nostro piccolo, di tradurre visioni, idee e scintille in proposte progettuali concrete. E provare a portarle nella realtà, dentro aziende, community, territori e organizzazioni.
Per questo vogliamo aprire una conversazione e raccogliere idee, esempi, proposte.
Su cosa si può, e si deve, lavorare davvero per rendere la genitorialità più sostenibile oggi?