07/04/2024
Facebook continua a chiedermi la stesa cosa … a cosa stai pensando Antonio? Oggi ho trovato il tempo per scrivere qualcosa. Ammetto la mia perplessità su alcuni post che leggo su FB e che riguardano la nostra attività professionale. Probabilmente sono un amministratore ancorato ad una concezione “primitiva” della nostra professione e certe affermazioni non riesco proprio a digerirle, a metabolizzarle.
Qualche settimana fa un collega ha scritto che la nostra professione non esiste perché “inventata”. Affermazione questa che mi sento di contestare e se mai, modificare nel suo più stretto significato. Dopo oltre 30 anni di attività professionale, leggere queste affermazioni, oltretutto scritte da un collega, che il nostro lavoro è frutto di una pura invenzione, mi destabilizza. Ancora di più, tale affermazione, potrebbe essere “devastante” su colleghi che iniziano adesso ad esercitare. Sarebbe meglio esprimere in modo diverso il concetto che sicuramente il collega voleva esternare. Ritengo che l’attività professionale dell’amministratore condominiale debba definirsi una “professione negata”. Nel senso che esiste una professione, anche se non regolamentata, ma abbondantemente normata, e quindi riconosciuta, ma per una serie di motivi, interni ed esterni alla nostra categoria, che non sto qui a evidenziare (sarebbe troppo lungo il discorso), viene negata la sua professionalità. La sua vera essenza di utilità privata e pubblica. Concetto questo che mette in campo un’altra differenza significativa tra le parole professione e professionalità.
L’Etica professionale o più semplicemente professionalità, è un concetto molto più profondo e complesso che comporta nel suo significato più intimo uno stile di vita continuo ed indirizzato ad ogni attività svolta da ciascuno di noi, sia essa privata che lavorativa.
Riguardo poi all’attuale problematica emersa sull’utilizzo di quel gestionale piuttosto che quell’altro, ritengo che si stia affrontando un falso problema. Ognuno scelga il gestionale che più si confà al suo modo di lavorare. Infatti, quando leggo che il gestionale “perfetto” è quello che non deve indurre in errore l’amministratore che lo utilizza, ritengo che questa affermazione sia del tutto superficiale ed errata. Semplicemente perché un vero professionista, che conosce a fondo la materia contabile, non si fa indurre in errore da un gestionale, qualsiasi esso sia, ma piuttosto interviene lui stesso a correggere l’errore del gestionale. In poche parole un vero esperto in contabilità, quale deve essere un buon amministratore condominiale, non deve farsi gestire dal gestionale, ma deve essere in grado di gestire il gestionale intervenendo nel momento in cui quest’ultimo restituisce dei report non corretti o non conformi alle nostre aspettative.
Ed il motivo del perché moltissimi colleghi si trovano ad affrontare questa situazione sta nel fatto, reale purtroppo, che non si è in grado, manualmente, senza l’ausilio del gestionale, di redigere una corretta situazione finanziaria e patrimoniale con i dati che si hanno a disposizione, nel rispetto di quei principi e criteri che costituiscono un impianto contabile. E non venitemi a dire che non è così, perché nei vari corsi che ho tenuto, ho potuto appurare, mio malgrado, questa triste realtà. Per concludere, il problema non è nell’utilizzo di un gestionale piuttosto che un altro, ma nella mancata conoscenza delle più elementari regole contabili, che come ho affermato in un mio precedente post, sono semplici e non vanno strumentalizzate complicandone la spiegazione.
Non sono assolutamente contrario alle nuove tecnologie che indubbiamente ci facilitano e velocizzano il nostro lavoro, facendoci diventare “amministratori 4.0”, ma sono dell’idea che ogni evoluzione che si rispetti, per dare quel valore aggiunto che si vuole conquistare, non deve mai disconoscere l’importanza della formazione attraverso il continuo aggiornamento delle conoscenze che stanno alla base della nostra attività professionale.
Termino con una frase che un mio CARO AMICO diceva spesso: “O TI FORMI … O TI FERMI”