24/08/2026
Dieci anni fa, la notte del 24 agosto 2016, un terremoto di magnitudo 6.0 Richter con epicentro nei pressi di Amatrice e Accumoli, in provincia di Rieti, scuote il centro Italia. Sarà l'inizio di una lunga serie di scosse che si protrarrà per mesi, provocando oltre 300 morti, 400 feriti e più di 40mila sfollati. L'immagine della torre civica di Amatrice con l'orologio fermo sulle 3:36, ora della scossa, farà il giro del mondo.
Anche la scossa che nel 2009 mise in ginocchio L'Aquila colpì di notte, alle 3:32 del 6 aprile, e così fu pure per il terremoto in Friuli del 6 maggio 1976: erano le 21.00.
Ma davvero i terremoti avvengono più spesso di notte che di giorno? La geologia afferma che non c'è alcun rapporto tra terremoti e l'alternarsi di giorno e notte. Per quanto ne sa in generale la scienza al momento, i terremoti sono dovuti al moto delle placche tettoniche e si originano a chilometri di profondità sotto la crosta terrestre, dove fenomeni superficiali come la temperatura o l'alternarsi del giorno e della notte non hanno alcuna influenza.
E soprattutto, andando a spulciare le statistiche, si scopre che questo tipo di eventi è distribuito abbastanza equamente tra le ore della notte e quelle del giorno.
Eppure il terremoto è spesso percepito come un fenomeno legato alla notte. Questo potrebbe essere spiegato dal punto di vista psicologico con la diversa percezione che si ha, degli eventi, quando avvengono di notte, un tempo dedicato al riposo nell'intimità della propria casa.
In altre parole le scosse che di giorno passano quasi inosservate, di notte invece provocano risvegli allarmati accentuando la paura e si fissano maggiormente nella memoria. LINK NEI COMMENTI