Femminile Maschile Neutro

Femminile Maschile Neutro Femminile Maschile Neutro è un’associazione culturale senza fini di lucro creata da Maria Tiziana Lemme e Amalia Signorelli.

Si è fatta promotrice di una proposta di legge per l’eliminazione delle discriminazioni linguistiche negli atti normativi e amministrativi, con Delega al Governo per la revisione linguistica della legislazione relativa alla violenza di genere. E’ stata depositata in Parlamento il 15 settembre 2017 dall’onorevole Titti Di Salvo, è la numero 4643.

NO.
19/03/2026

NO.

📝 Finalmente è stata depositata la proposta di legge alla quale abbiamo lavorato con tanta motivazione con la senatrice ...
08/03/2026

📝 Finalmente è stata depositata la proposta di legge alla quale abbiamo lavorato con tanta motivazione con la senatrice Valeria Valente: “Disposizioni in materia di linguaggio non discriminatorio in ambito giuridico e amministrativo”, il suo numero è 1752.

🔎 Abbiamo individuato gli articoli dei codici più fortemente discriminanti, e proposto la riscrittura sostituendo poche, fondamentali parole: ‘persona’ al posto di ‘uomo’, e ‘donna’ laddove era stato invece usato il sostantivo ‘persona’. Altro elemento fondamentale che contiene la proposta è la dicitura ‘violenza maschile contro le donne’ al posto di ‘violenza di genere’ quando il reato è commesso da un uomo in danno di una donna. Ciò per non oscurare la responsabilità maschile nella violenza, frutto di una cultura patriarcale di possesso, dominazione, controllo.

👤 Aspettiamo ora che la proposta sia assegnata alla commissione che sarà individuata dalla presidenza del Senato. È un primo, significativo passo e vi aggiorneremo sui prossimi.

Non crediamo ci sia modo migliore, per noi, di celebrare la Giornata Internazionale della Donna.

Potete leggerne il contenuto qui

👉 https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01493887.pdf.

Si chiama THOR 5F, è il primo manichino con fattezze femminili per testare la resistenza agli urti dei veicoli. L’ha pro...
22/01/2026

Si chiama THOR 5F, è il primo manichino con fattezze femminili per testare la resistenza agli urti dei veicoli.

L’ha progettato Humanetics, società del Michigan. Anche dalla sicurezza stradale le donne sono state escluse. Nei crash test vengono usati manichini progettati esclusivamente sulle caratteristiche maschili.

I risultati? Nel 2013 la NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) ha scoperto che le donne alla guida hanno dal 17 al 18,5% di probabilità in più rispetto ai maschi di morire in un incidente.

Le donne in genere sono meno alte e siedono più vicine al volante per raggiungere i pedali, il che le rende l’80% più inclini degli uomini a subire gravi lesioni alle gambe. Uno studio del 2019 dell’Università della Virginia ha rilevato che le donne hanno il 73% di probabilità in più di subire gravi lesioni o morire in un incidente frontale rispetto agli uomini. E più recentemente, l’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha concluso che le donne hanno una probabilità 3 volte maggiore di subire fratture o commozioni cerebrali e il doppio di subire collasso polmonare o lesioni cerebrali traumatiche.

L’esclusione delle donne dalla sicurezza stradale, come fino a poco fa dalla sperimentazione medica e farmacologica, conferma quanto il ‘maschile’ sia considerato parametro di default per l’umanità. La sicurezza è un tema universale per il benessere di tutti gli esseri umani, non può essere una statistica fondata su un solo genere.

Ci auguriamo che le industrie adottino dispositivi di prova che non siano adattamenti di un dispositivo maschile.

Un caloroso augurio per il 2026, pieno di belle novità, delle quali vi renderemo partecipi al più presto! #2026
31/12/2025

Un caloroso augurio per il 2026, pieno di belle novità, delle quali vi renderemo partecipi al più presto!

#2026

25 novembre 2025: grazie Presidente Mattarella per aver sottolineato l’importanza del linguaggio per contrastare la viol...
25/11/2025

25 novembre 2025: grazie Presidente Mattarella per aver sottolineato l’importanza del linguaggio per contrastare la violenza maschile sulle donne.

“Affatto indifferente è l’uso del linguaggio quando alimenta stereotipi, pretende di giustificare relazioni di dominio e comportamenti inaccettabili.

Parità significa, prima di tutto, educazione al linguaggio del rispetto”.

27/10/2025

Ieri, 26 ottobre, è iniziata la messa in onda sui canali Sky della nostra campagna contro le discriminazioni verbali e linguistiche nei codici della Repubblica che ha ottenuto il patrocinio della Fondazione Pubblicità Progresso.

L’avete vista?

Ancora una volta l'Italia è sanzionata dalla Corte Europea dei Diritti Umani per come tribunali e autorità preposte trat...
22/10/2025

Ancora una volta l'Italia è sanzionata dalla Corte Europea dei Diritti Umani per come tribunali e autorità preposte trattano i casi di violenza sulle donne.

Stiamo parlando della sentenza Scuderoni pronunciata il 23 settembre, nella quale la Cedu stigmatizza il fallimento di un sistema che non solo non protegge le persone in stato di vulnerabilità, ma è incapace di valutare la gravità dei fatti con «il persistere di stereotipi sessisti nell'applicazione della legge».

Il suo calvario, Valentina Scuderoni l'ha vissuto a Civitavecchia. Non sono bastate le richieste di protezione, respinte, le denunce presentate, ignorate; carta straccia i referti medici, parole al vento le testimonianze. Per le autorità giudiziarie italiane Valentina non è credibile, i comportamenti lesivi rientravano nei litigi familiari, erano 'dispetti', 'cattiverie'. Dopo quattro anni e quattro giudici il marito di Valentina viene assolto. Il pubblico ministero non presenta appello.

L'avvocata Maria Teresa Manente ricorre alla Cedu che si esprime all'unanimità dichiarando la violazione degli articoli 3 e 8 della "Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali" e evidenzia in maniera inconfutabile e drammatica le criticità dell'Italia in materia.

Criticità che riguardano la cultura patriarcale di cui sono permeati i tribunali e che portano a sentenze di assoluzione nei casi di violenza domestica. È accaduto recentemente a Torino; il giudice Gallo (3a sez. penale) ha assolto l'imputato dall'accusa di maltrattamenti definendo discussioni di ovvia normalità ciò che diceva e faceva alla moglie e al figlio.

Riportiamo dalla sentenza: «troia-puttana-merda-non vali niente-non guadagni niente-non potrai mantenere i figli”; minacciando ripetutamente di “farle del male-farla piangere-di portarle via i figli-di ammazzarla-di buttarli giù dal balcone”; spintonandola frequentemente durante le discussioni e in un’occasione tirandole uno schiaffo, nonché percuotendola; in un’occasione afferrando per il collo il figlio Francesco».

Cultura patriarcale che riguarda anche i casi di stupro, come a Macerata: stupratore assolto in 1° grado perché la vittima non era vergine.

La novità è la proposta di reintrodurre sulle strade la pubblicità sessista e discriminatoria. Viene dai senatori Lucio ...
15/10/2025

La novità è la proposta di reintrodurre sulle strade la pubblicità sessista e discriminatoria.

Viene dai senatori Lucio Malan e Salvo Pogliese - Fratelli d’Italia - che hanno proposto l’abrogazione dei commi 4 bis, ter e quater dell’art.23 del Codice della Strada, introdotti nel 2021, che vietano «qualsiasi forma di pubblicità il cui contenuto proponga messaggi sessisti o violenti o stereotipi di genere offensivi o messaggi lesivi del rispetto delle libertà individuali».

Lo hanno fatto all’interno della discussione del ddl concorrenza (ddl n. 1578) in nona commissione, con l’emendamento 7.0.8. Il ddl in questione è la legge annuale per il mercato e la concorrenza, quindi esula completamente dalla materia per la quale i due senatori Malan e Pogliese hanno proposto l’emendamento, vera e propria intrusione col metodo del ‘ndò cojo cojo.

I due senatori argomentano che quel divieto è frutto di ideologia volta a limitare la libertà di espressione, e non di educazione al rispetto e di contrasto agli stereotipi che per decenni hanno caratterizzato certa pubblicità con doppi sensi sessuali o mettendo in bella mostra t***e e culi femminili. Infatti si sono espressi con le reciproche terga.

Le votazioni sul disegno di legge concorrenza inizieranno nei prossimi giorni. Una lettera a firma di Elena Rosa e Laura Onofri, sottoscritta da decine di associazioni, chiede che l’emendamento sia ritirato.

Linosa - settembre 2025
11/09/2025

Linosa - settembre 2025

C’è chi, come Beatrice Venezi, direttrice d’orchestra, che vuole essere appellata al maschile, ‘direttore’; e c’è chi, c...
03/08/2025

C’è chi, come Beatrice Venezi, direttrice d’orchestra, che vuole essere appellata al maschile, ‘direttore’; e c’è chi, come la direttrice d’orchestra , rivendica invece per sé il femminile ‘maestra’ comprendendo come la lotta per la parità cominci dalle parole e dal liberarsi da quelle che lei chiama “incrostazioni mentali errate”.

Grazie Gianna!

25/07/2025

A nome di tutte noi.
Come aveva già fatto durante gli Europei, l’allenatore della nazionale femminile di calcio, Andrea Soncin, parla a nome del gruppo usando il femminile esteso.
Siamo al Quirinale.
“Signor Presidente, è un onore incontrarla a nome di tutte noi. Abbiamo regalato alcuni momenti di gioia e condivisione ai nostri connazionali. Abbiamo sentito il cuore del nostro Paese stringersi intorno a noi. La nostra è stata una sorta di campagna culturale che ha avuto il merito di accendere i riflettori sul calcio giocato dalle donne, dando speranze e prospettive nuove alle tante bambine che desiderano giocare a calcio”. E conclude: “Siamo tornate senza medaglie e senza una coppa da mostrare ma il cuore pieno di orgoglio per aver scritto una bellissima pagina di una storia che è soltanto all’inizio”.
Avanti così. È solo l’inizio.
A nome di tutte noi.

Indirizzo

Via Di Vallelunga 36
Rome
00166

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Femminile Maschile Neutro pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi