CUB Confederazione Unitaria di Base Roma

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16/10/2026

🚩 Ci vediamo alle 17:30 a P.zza dei Cinquecento, ieri P.zza Gaza, oggi
P.zza Dignità.
Saremo in Assemblea Pubblica per parlare della Delibera di iniziativa popolare che chiede al Comune di Roma di interrompere i rapporti con lo stato genocida di Israele.
Delibera che il Consiglio Comunale non si è ancora degnato di calendarizzare.
Ma noi non ci arrendiamo!
Vogliamo che la Delibera venga portata in aula e non faremo un passo indietro finché non si arriverà al voto.


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Il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori romani all'opposizione al genocidio e alla guerra è stato e continuerà ...
15/10/2026

Il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori romani all'opposizione al genocidio e
alla guerra è stato e continuerà ad essere importante. Il prossimo 22 ottobre
scadono i termini entro i quali il Consiglio Comunale dovrebbe mettere ai voti la
Delibera Popolare, ma tutto lascia pensare che il Sindaco Gualtieri e la maggioranza
che lo sostiene non abbiano nessuna intenzione di rispettare le norme dello Statuto
e del Regolamento comunali e per questo motivo il Comitato "Roma sa da che parte
stare" ha promosso una manifestazione cittadina in Piazza del Campidoglio il
prossimo giovedì 22 ottobre.
Per discutere insieme e organizzare la partecipazione di lavoratrici e
lavoratori alla manifestazione in Campidoglio,
ci vediamo in assemblea

lunedì 19 ottobre alle 17,30 c/o la sede CUB di Via Ponzio
Cominio, 56.

🔥 Un altro contratto è possibile!Per una campagna sul rinnovo dei contratti dei settori socio-educativi, socio-assistenz...
09/10/2026

🔥 Un altro contratto è possibile!

Per una campagna sul rinnovo dei contratti dei settori socio-educativi, socio-assistenziali e socio-sanitari esternalizzati.

📌 Da molti anni sosteniamo che la frammentazione contrattuale e i bassi livelli salariali siano un serio problema per la continuità professionale e la qualità dei servizi; infatti il sociale esternalizzato è, non a caso, uno dei settori con il più alto tasso di turn over. I rinnovi costantemente in ritardo producono poi uno scollamento significativo dall'inflazione, con effetti devastanti sui salari reali, aggravati oggi dal carovita, dal caro energia e dal caro carburante. Il disinvestimento sul settore pubblico e i continui tagli agli Enti Locali fanno il resto.

💥 Crediamo che l’unificazione dei contratti e il loro adeguamento a quelli del pubblico impiego sarebbe un passo avanti sostanziale nel miglioramento delle condizioni di quasi un milione di lavoratrici e lavoratori, un maggiore riconoscimento delle loro professionalità e un possibile freno alla “fuga dal settore”.

👉🏻 Per questi motivi riproponiamo, dopo averla aggiornata, una piattaforma in punti per il miglioramento delle condizioni di lavoro nel terzo settore esternalizzato. Dalla quantità di ore frontali alla banca ore, dalla maternità alle notti passive, passando per i buoni pasto e la formazione, facciamo delle proposte a partire dalle quali creare discussione, agitazione, mobilitazione.

🖊️ La piattaforma è consultabile su Change.org, chiediamo a tutti e tutte di leggerla, sottoscriverla e diffonderla. Non ha la pretesa di essere un lavoro esaustivo o, peggio, definitivo. Incontriamoci nei territori, discutiamone, implementiamola, lottiamo insieme per farla diventare, passo dopo passo, realtà.

📷 Credits to Pexels

07/10/2026

FRANCIA. NON SONO PIÙ SOLTANTO I LICEALI

Ieri, 6 ottobre, la Francia ha vissuto la terza grande giornata della mobilitazione partita dai licei.

I numeri danno già la misura di ciò che sta accadendo: 266.000 persone in piazza secondo il ministero dell’Interno, 450.000 secondo le organizzazioni studentesche. A Parigi 56.000 secondo la polizia, 100.000 secondo gli organizzatori.

Ma forse il dato più importante non sono i numeri.

La protesta sta uscendo dalle scuole.

Accanto ai liceali sono scesi in strada studenti universitari, insegnanti, genitori, lavoratori, militanti sindacali. In molte città le manifestazioni hanno assunto ormai il carattere di una mobilitazione sociale più larga.
Le ragioni da cui tutto è cominciato sono molto concrete: edifici scolastici degradati, classi sovraffollate, insegnanti assenti e non sostituiti, mancanza di personale, giornate scolastiche pesanti, contestazione di Parcoursup e delle disuguaglianze nell'accesso agli studi.

Il ministero dell'Istruzione ha registrato 891 licei nei quali le lezioni sono state sospese totalmente o parzialmente. L'Union syndicale lycéenne parla invece di circa 1.800 licei bloccati o chiusi.
Ci sono stati anche scontri e danneggiamenti. La polizia è intervenuta in diverse città e 488 persone sono state fermate.

Sono fatti che non ha senso nascondere.

Ma non ha senso neppure raccontare attraverso questi episodi un movimento che ieri ha portato nelle strade centinaia di migliaia di persone. Nella grande maggioranza dei cortei liceali, studenti, insegnanti, genitori e sindacalisti hanno manifestato senza incidenti.

E il governo ha dovuto cominciare a rispondere.
Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato interventi sui problemi denunciati dagli studenti e ha disposto che in ogni liceo venga dedicata mezza giornata alla discussione con i ragazzi.

Il movimento era cominciato il 17 settembre.
Tre settimane dopo non è scomparso. Si è allargato.
Una protesta nata dentro i licei sta cercando di diventare qualcosa di più: una mobilitazione sulla scuola pubblica, sulle disuguaglianze e sulle condizioni di vita di una generazione.
Vedremo dove riuscirà ad arrivare.

Fonte: Le Monde, cronaca della giornata del 6 ottobre.

Finalmente, da Ottobre, i soci lavoratori della Cooperativa assunti con il livello D1, manterrnno lo stesso livello retr...
06/10/2026

Finalmente, da Ottobre, i soci lavoratori della Cooperativa assunti con il livello D1, manterrnno lo stesso livello retributivo anche quando svolgono il servizio domiciliare.

Viene ripristinato, finalmente, il principio sancito dall’art.2103 c.c., in base al quale i lavoratori e le lavoratrici, hanno diritto ad essere inquadrati in base alla mansione prevalente, anche quando svolgono mansioni promiscue.

Uniti si vince!

02/10/2026

CONFERENZA D’ORGANIZZAZIONE CUB 2026
UNIRE LE LOTTE, COSTRUIRE IL FUTURO

📍 Chianciano Terme (SI) – Grand Hotel Ambasciatori
📅 20-21-22 novembre 2026

La Conferenza d’organizzazione della CUB non sarà soltanto un appuntamento interno, ma un percorso collettivo di confronto, analisi e costruzione.
In una fase segnata da bassi salari, precarietà, perdita di potere d’acquisto, compressione del diritto di sciopero, trasformazioni profonde del lavoro e nuove forme di controllo legate all’intelligenza artificiale e all’automazione, la CUB mette al centro una questione decisiva: quale organizzazione serve oggi per rafforzare la presenza nei luoghi di lavoro e nei territori, sviluppare il conflitto e rendere più efficace l’azione sindacale?

La Conferenza sarà il momento per discutere il rilancio e il radicamento della Confederazione, il ruolo delle strutture territoriali e delle categorie, la formazione di delegate e delegati, la democrazia sindacale e la rappresentanza.
Ma soprattutto dovrà trasformare l’analisi in iniziativa concreta: aumento di salari e pensioni, scala mobile, salario minimo, difesa del diritto di sciopero e di rappresentanza, contrattazione dell’intelligenza artificiale, tutela dell’occupazione, opposizione alla guerra e all’economia di guerra.

Una CUB autonoma dal padronato, dai governi e da ogni quadro politico. Una CUB di classe, democratica e conflittuale, capace di unire le lotte e di dare a lavoratrici, lavoratori, pensionati e classi popolari strumenti reali per modificare i rapporti di forza.

Unire le lotte, costruire il futuro.

📄 Il documento integrale della Conferenza d’organizzazione CUB 2026 è disponibile nel primo commento. 👇

19/09/2026
19/09/2026
19/09/2026

Si prepara un nuovo accordo quadro tra Cgil, Cisl, Uil e associazioni datoriali. E ancora una volta il rischio è che a pagare siano salari, diritti e potere contrattuale dei lavoratori.

➡ Sul salario si introducono TEM e TEC, includendo nel salario complessivo anche welfare, sanità integrativa e altri costi aziendali, mentre manca un vero meccanismo automatico di recupero dell’inflazione.

➡ Sulla rappresentanza si punta a rafforzare ulteriormente il ruolo delle segreterie confederali e delle associazioni datoriali, senza risolvere il problema della reale libertà dei lavoratori di scegliere chi li rappresenta.

➡ Sui contratti nazionali resta il nodo dei rinnovi tardivi e di un recupero salariale legato all’IPCA-NEI, che non corrisponde all’inflazione reale.

Nell’infografica abbiamo sintetizzato i principali punti critici del documento.

Senza la mobilitazione dei lavoratori e concrete iniziative di lotta, questo accordo rischia di aumentare ancora il potere delle burocrazie sindacali e delle controparti datoriali, lasciando irrisolti salario, rappresentanza e diritti.

👇 articolo completo nel primo commento

Indirizzo

Via Vincenzo Troya 24c
Rome
00165

Orario di apertura

Lunedì 09:30 - 18:00
Martedì 09:30 - 18:00
Mercoledì 09:30 - 18:00
Giovedì 09:30 - 18:00
Venerdì 09:30 - 18:00

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