27/10/2026
Stiamo assistendo a un fenomeno di criminalizzazione nei confronti dei giovani che protestano? La ex giudice minorile Cristina Maggia in una intervista a il manifesto di recente ha detto che «adesso i giovani vengono trattati addirittura come se fossero i principali nemici dello Stato». Il termine ‘repressione’ è quello che circola di più. Vivere questo clima cosa significa per un ragazzo e una ragazza?
Per la Fondazione Massimo Fagioli ETS che ha finalità di interesse collettivo, interviene Andrea Filippi, psichiatra e che per anni ha svolto il ruolo di segretario nazionale Fp medici Cgil.
«Intanto va detto che c’è una criminalizzazione in generale del dissenso, in qualsiasi forma si esprima. Confondono poi la dimensione politica, che non è violenza, con il disagio sociale di chi spacca le vetrine. La protesta degli studenti non è di per sé violenta, anzi è sana, sanissima, la violenza è della politica che gli mangia il futuro e li criminalizza» afferma. «Siamo di fronte ad una situazione di privazione di qualsiasi aspettativa, stanno proponendo alle nuove generazioni una società disastrosa. E allora per fortuna scendono in piazza, lo dovrebbero fare tutte le settimane, come sta accadendo in altri Paesi europei». → Continua a leggere il pensiero della Fondazione: dub.sh/manifestazioni