20/03/2026
✨ Alle fonti della felicità ✨
Giornata internazionale della felicità – 20 marzo
Quando si parla di felicità si pensa spesso a uno stato di benessere da raggiungere: una condizione di serenità, soddisfazione o realizzazione personale.
La psicoanalisi invita però a guardare la questione da una prospettiva più profonda. La felicità non è soltanto un traguardo da conquistare, ma anche un'esperienza che affonda le sue radici molto presto nella storia della vita psichica.
Nel suo lavoro Alle fonti della felicità, Suzanne Maiello propone di avvicinarci alle forme più precoci di questo stato emotivo, che appartengono agli strati originari della mente e del corpo. Si tratta di momenti difficili da catturare con il linguaggio: attimi fugaci di sintonia con il mondo, stati di apertura e di armonia dell'esperienza che talvolta emergono nella vita quotidiana o nell'incontro con l'altro.
Queste esperienze affondano le loro radici nelle prime relazioni di cura, momenti di sintonizzazione emotiva che contribuiscono a costruire la fiducia nelle relazioni e nella possibilità di essere compresi.
Nel corso della crescita - e in modo particolarmente intenso durante l'adolescenza - la mente continua a muoversi tra due esigenze fondamentali: il desiderio di appartenenza e vicinanza da un lato, e il bisogno di differenziarsi e diventare sé stessi dall'altro.
La felicità può emergere proprio nell'equilibrio dinamico tra questi due movimenti, nella possibilità di costruire relazioni significative, di trovare spazi di ascolto e di riconoscimento.
In questa prospettiva, la felicità non è soltanto qualcosa da raggiungere individualmente, ma un'esperienza che nasce nella qualità delle relazioni e nell'incontro con l'altro.
Forse la felicità non coincide con l'assenza di difficoltà, ma con la possibilità di vivere relazioni che sostengano la crescita, il pensiero e il desiderio.