01/06/2026
🔴🔴 SANITA’: ANCORA SANGUE AL SANT’ANDREA, SECONDA AGGRESSIONE IN SPDC IN 10 GIORNI.
CONFINTESA SANITÀ: "SMENTITE LE RASSICURAZIONI DELLA DIREZIONE DEL 19 MAGGIO, GLI ALLARMI NON FUNZIONANO. INTERVENGA IL PREFETTO."
Roma, 1 giugno 2026 –
Il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma torna a trasformarsi in un ring. Nel pomeriggio di oggi si è consumata una nuova, gravissima aggressione all'interno del reparto: una dottoressa è stata colpita con un violento calcio e un’infermiera è stata presa a pugni.
L’aspetto più sconcertante dell’intera vicenda riguarda, ancora una volta, il totale fallimento dei sistemi di sicurezza. A seguito della precedente e brutale aggressione dello scorso 18 maggio, la Direzione Aziendale, nell'incontro del 19 maggio, aveva respinto le denunce del sindacato menzionando relazioni tecniche che attestavano la perfetta copertura Wi-Fi e il corretto funzionamento dei sistemi anti-aggressione al terzo piano seminterrato. I fatti di oggi pomeriggio hanno tragicamente smentito quelle rassicurazioni cartacee: gli orologi d'emergenza hanno fatto cilecca per la seconda volta. La vigilanza interna è stata allertata solo grazie a una disperata telefonata e non tramite il pulsante dei dispositivi salvavita, rimasti tragicamente isolati.
Sulla gravità dell'evento interviene duramente Alessio Minadeo, Segretario Regionale di Confintesa Sanità:
"Siamo oltre il limite della decenza. Il 19 maggio la Direzione ha voluto minimizzare le nostre denunce, paventando perizie per convincerci che al terzo seminterrato tutto funzionasse a meraviglia. Oggi la realtà ha smentito quelle carte: i dispositivi non hanno funzionato e altre due lavoratrici sono state picchiate. Di fronte a questa evidente incapacità di garantire l’incolumità del personale, chiediamo l’intervento immediato del Prefetto di Roma. Se l’Azienda non è in grado di proteggere i propri dipendenti, si proceda con il presidio fisso delle forze dell’ordine."
Alle parole del Segretario Regionale fanno eco quelle di Sandra Di Blasio, Segretaria Provinciale di Roma di Confintesa Sanità:
"Mentre la Direzione si preoccupava di contestarci i comunicati e di difendere una burocrazia difensiva, le nostre donne e i nostri uomini in corsia hanno continuato a lavorare a proprio rischio e pericolo. La farsa delle relazioni tecniche finisce oggi davanti al calcio e ai pugni incassati da una dottoressa e da un’infermiera. Questa Direzione ha il dovere giuridico e morale di tutelare chi lavora. Non tollereremo ulteriori rimpalli: siamo pronti a denunciare l’Azienda per violazione dell'Articolo 2087 del Codice Civile sulla tutela delle condizioni di lavoro."
Confintesa Sanità ribadisce che il cronico sovraccarico degli SPDC regionali, lasciati soli dalla sanità territoriale a gestire casi complessi e violenti, ha trasformato i reparti d’emergenza in polveriere. Il sindacato esige risposte strutturali immediate e non più perizie teoriche.