Alessio Minadeo

Alessio Minadeo Sindacalista rivoluzionario. Vice Segretario Nazionale Confintesa Sanità

10/06/2026


09/06/2026

Il sindacato chiede “un atto di coraggio politico”.

09/06/2026

07/06/2026


🔴 BASTA SCHIAFFI A CHI LAVORA IN CORSIA! 🔴

La bocciatura dell'emendamento sulle pensioni anticipate per il personale sanitario è inaccettabile. Infermieri, OSS, ostetriche e tecnici non svolgono un lavoro ordinario: il loro è un lavoro strutturalmente USURANTE.
Non si può pensare di salvare il Servizio Sanitario Nazionale spremendo i professionisti oltre ogni limite biologico.
Confintesa Sanità dice NO allo stop alle pensioni e SI al riconoscimento dei diritti previdenziali per chi logora la propria vita in corsia!

Leggi il comunicato nel primo commento e unisciti alla nostra battaglia ⤵️⤵️⤵️⤵️⤵️


06/06/2026



🔴 RAPPORTO EURISPES 2026: LA POSIZIONE DI CONFINTESA SANITÀ 🔴

Gli infermieri sono il futuro della sanità, ma il futuro si costruisce partendo dagli stipendi, non solo dalle riforme di facciata!
Mentre il Rapporto EURISPES 2026 punta tutto sulle "carriere avanzate", noi di Confintesa Sanità guardiamo in faccia la realtà: la specialistica riguarderà sempre una minima parte dei professionisti. Il vero fulcro per ridare attrattività alla professione è l'equiparazione immediata degli stipendi alla media europea per TUTTI coloro che garantiscono l'assistenza diretta nei reparti, negli ambulatori e in prima linea nei Pronto Soccorso!

➡️ Il Segretario Nazionale Domenico Amato: “La carriera è per pochi, ma la crisi di personale e i turni massacranti pesano su tutti. Bisogna ridare dignità economica alla base.”
➡️ Il Vice Segretario Alessio Minadeo: “Senza riconoscimenti contrattuali ed economici, i nuovi master restano scatole vuote, così come le sole 46 Case della Comunità aperte su 1.723 programmate dal PNRR.”

🔵Basta cattedrali nel deserto, basta stipendi da fame: servono risorse concrete per i contratti e per chi salva ogni giorno la sanità pubblica!

Leggi il comunicato stampa completo nel link al primo commento


03/06/2026


03/06/2026

Quattro lavoratori afghani sono morti in Calabria perché chiedevano la paga per il lavoro svolto. Un quinto si è salvato fuggendo da un bagagliaio.
CONFiNTESA esprime cordoglio per le vittime e vicinanza alle loro famiglie.
Il caporalato è un reato penale e va perseguito come tale. Ma intorno al reato c'è una questione tecnica che il Paese non ha ancora chiuso: per pretendere il salario contrattuale, un lavoratore deve sapere a quale contratto collettivo è inquadrato. Per molti lavoratori — e in particolare per chi opera nei settori più esposti — questo riferimento non è chiaro, non è verificabile, non è certificato.
Una certificazione pubblica dei contratti collettivi, su parametri tecnici e oggettivi, è il lavoro che CONFiNTESA propone con la proposta di Legge 1518/SG. Non è una risposta al caporalato - quella la deve dare la giustizia penale. È la chiusura di una zona grigia che rende il lavoratore esposto.
Il diritto al salario non può essere un atto di fede.

03/06/2026

Dal 7 giugno entra in vigore in Italia la nuova legge sulla trasparenza salariale (D. Lgs. 96/2026), che recepisce una direttiva europea per ridurre il divario retributivo tra uomini e donne.
L'obiettivo è giusto: rendere visibili e verificabili i criteri con cui le aziende decidono stipendi, bonus e progressioni.
Ma il Decreto introduce una scorciatoia: chi applica un contratto collettivo firmato dai sindacati "più rappresentativi" è automaticamente esonerato dall'obbligo di motivare quei criteri. In Italia, come ricordano gli stessi esperti del settore, il divario di genere non sta nei minimi dei contratti: sta nei premi e nei bonus individuali. Cioè proprio dove il decreto non chiede trasparenza.
Il punto è di metodo: la qualità di un contratto si misura sul contenuto, non sui firmatari. CONFiNTESA lavora da tempo a strumenti tecnici per valutare i CCNL su parametri oggettivi - salario, welfare, tutele, normativa. È la strada della certificazione pubblica su merito sostantivo, oggetto della proposta di Legge 1518/SG.
Recepire una direttiva UE non significa metterci un'etichetta. Significa farne sostanza.

01/06/2026


🔴🔴 SANITA’: ANCORA SANGUE AL SANT’ANDREA, SECONDA AGGRESSIONE IN SPDC IN 10 GIORNI.
CONFINTESA SANITÀ: "SMENTITE LE RASSICURAZIONI DELLA DIREZIONE DEL 19 MAGGIO, GLI ALLARMI NON FUNZIONANO. INTERVENGA IL PREFETTO."
Roma, 1 giugno 2026 –

Il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea di Roma torna a trasformarsi in un ring. Nel pomeriggio di oggi si è consumata una nuova, gravissima aggressione all'interno del reparto: una dottoressa è stata colpita con un violento calcio e un’infermiera è stata presa a pugni.
L’aspetto più sconcertante dell’intera vicenda riguarda, ancora una volta, il totale fallimento dei sistemi di sicurezza. A seguito della precedente e brutale aggressione dello scorso 18 maggio, la Direzione Aziendale, nell'incontro del 19 maggio, aveva respinto le denunce del sindacato menzionando relazioni tecniche che attestavano la perfetta copertura Wi-Fi e il corretto funzionamento dei sistemi anti-aggressione al terzo piano seminterrato. I fatti di oggi pomeriggio hanno tragicamente smentito quelle rassicurazioni cartacee: gli orologi d'emergenza hanno fatto cilecca per la seconda volta. La vigilanza interna è stata allertata solo grazie a una disperata telefonata e non tramite il pulsante dei dispositivi salvavita, rimasti tragicamente isolati.
Sulla gravità dell'evento interviene duramente Alessio Minadeo, Segretario Regionale di Confintesa Sanità:
"Siamo oltre il limite della decenza. Il 19 maggio la Direzione ha voluto minimizzare le nostre denunce, paventando perizie per convincerci che al terzo seminterrato tutto funzionasse a meraviglia. Oggi la realtà ha smentito quelle carte: i dispositivi non hanno funzionato e altre due lavoratrici sono state picchiate. Di fronte a questa evidente incapacità di garantire l’incolumità del personale, chiediamo l’intervento immediato del Prefetto di Roma. Se l’Azienda non è in grado di proteggere i propri dipendenti, si proceda con il presidio fisso delle forze dell’ordine."
Alle parole del Segretario Regionale fanno eco quelle di Sandra Di Blasio, Segretaria Provinciale di Roma di Confintesa Sanità:
"Mentre la Direzione si preoccupava di contestarci i comunicati e di difendere una burocrazia difensiva, le nostre donne e i nostri uomini in corsia hanno continuato a lavorare a proprio rischio e pericolo. La farsa delle relazioni tecniche finisce oggi davanti al calcio e ai pugni incassati da una dottoressa e da un’infermiera. Questa Direzione ha il dovere giuridico e morale di tutelare chi lavora. Non tollereremo ulteriori rimpalli: siamo pronti a denunciare l’Azienda per violazione dell'Articolo 2087 del Codice Civile sulla tutela delle condizioni di lavoro."
Confintesa Sanità ribadisce che il cronico sovraccarico degli SPDC regionali, lasciati soli dalla sanità territoriale a gestire casi complessi e violenti, ha trasformato i reparti d’emergenza in polveriere. Il sindacato esige risposte strutturali immediate e non più perizie teoriche.


29/05/2026

Indirizzo

Rome

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