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6 e 7 maggio SCIOPERO DELLA SCUOLA7 maggio MANIFESTAZIONI NELLE PRINCIPALI CITTÀNo alla controriforma degli Istituti Tec...
30/04/2026

6 e 7 maggio SCIOPERO DELLA SCUOLA
7 maggio MANIFESTAZIONI NELLE PRINCIPALI CITTÀ

No alla controriforma degli Istituti Tecnici - No ai quiz Invalsi - No alle Nuove Indicazioni
nazionali per il primo ciclo e i licei - No al contratto bidone/miseria.
Sì al recupero del potere reale di acquisto e al ruolo unico docente - Sì all’immissione in ruolo
dei docenti precari con 3 anni di servizio e 2 per gli Ata - No alla Guerra, Sì alla Pace
LA CONTRORIFORMA DEI TECNICI riduce le ore di insegnamento delle materie di base e di
indirizzo, taglia il tempo scuola e crea una quota di flessibilità gestita dalle scuole in base alle
esigenze imprenditoriali locali, con conseguente frammentazione dell'offerta formativa,
subordinazione della scuola agli scopi aziendali, in particolare alla disponibilità di manodopera
dequalificata, precaria e con bassi salari. La scuola diventa addestramento al lavoro con l’anticipo
a 15 anni di età per i percorsi FSL e col loro possibile potenziamento in quinta. La compressione
del tempo scuola è ancor più significativa nel percorso quadriennale che prevede anche il ricorso
alla docenza di "esperti" aziendali. Infine, la riforma determina un significativo e insopportabile
taglio delle cattedre, con conseguente perdita di posti di lavoro. Chiediamo la revoca della
controriforma degli istituti tecnici.
I QUIZ INVALSI, sulla base di pseudo-misurazioni, incomplete e che non hanno alcuna validità
scientifica, ripropongono una concezione della scuola che mira al teaching to test, e non allo
sviluppo degli strumenti cognitivi e dello spirito critico.
LE NUOVE INDICAZIONI NAZIONALI per il primo ciclo e i licei contribuiscono alla costruzione
dell’egemonia culturale della destra con un’impostazione nazionalista ed etnocentrica basata sulla
presupposta superiorità dell’Occidente che avrebbe fornito «la base della nozione moderna di
persona, soggetto di diritti e doveri inalienabili», nonostante guerre e imprese coloniali.
Attraverso la personalizzazione dell’insegnamento si vogliono identificare i talenti di ognuno per
definire obiettivi diversificati, che confermino la gerarchia sociale di partenza in un’ottica classista.
IL CONTRATTO-MISERIA, sottoscritto da tutti i sindacati concertativi, non permette, ancora una
volta, neanche il recupero dell’inflazione pregressa e di quella reale del triennio. Siamo lontani
dalle retribuzioni medie 2024 dei paesi dell’OCSE [+23,4%], e di quelle del G7 [+32,7%]. Occorre
invertire la rotta, recuperando, il 24% di potere di acquisto perso da docenti e Ata dal 1990
al 2026, mentre i dirigenti hanno incrementato il loro del 20%! Chiediamo anche il ruolo
unico docente, ponendo fne alla discriminazione dei docenti dell'infanzia e della primaria.
IL PRECARIATO. La presenza di oltre un quarto di docenti e Ata precari nega il diritto al lavoro e
a un salario decente per centinaia di migliaia di persone e rende problematico, non garantendo la
continuità didattica, il diritto allo studio. Eliminare le classi-pollaio: massimo 20 alunni per classe
(15 in caso di presenza di allieve/i con disabilità). Chiediamo l'immissione in ruolo dei docenti
con 3 anni di servizio e degli Ata con due e l'equiparazione di stipendi e diritti dei precari
con quelli del personale di ruolo, in linea con le sentenze della Corte di Giustizia Europea.
“LA TERZA GUERRA MONDIALE A PEZZI”, dopo l’attacco all’Iran di USA e Israele, sta
diventando, semplicemente e drammaticamente, guerra mondiale; mentre nonostante la presunta
pace, a Gaza e in Palestina prosegue il genocidio. Spese militari e blocchi commerciali
determinano, inoltre, il costante e progressivo smantellamento dello Stato sociale. In molti paesi,
a conferma della tragicità della situazione, sta tornando la leva militare obbligatoria. La scuola, nel
nostro Paese, si è schierata contro la guerra e contro tutti gli imperialismi per
l’autodeterminazione dei popoli. Ribadiamo con forza che l’unica soluzione è la pace, all’interno
di un quadro generale di rispetto reciproco e giustizia sociale.
COBAS Scuola

30/04/2026
I COBAS SCUOLA PER IL NO AL REFERENDUM–Negli ultimi 5 anni solo lo 0,82% dei Pubblici Ministeri sono passati alla funzio...
06/03/2026

I COBAS SCUOLA PER IL NO AL REFERENDUM

–Negli ultimi 5 anni solo lo 0,82% dei Pubblici Ministeri sono passati alla funzione giudicante e addirittura solo lo 0,2% di giudici sono diventati PM! Già la riforma Cartabia del 2022 ha ridotto a uno solo passaggio possibile da una funzione all’altra entro i primi 10 anni. Per cui, la separazione delle carriere di fatto c’è già e il divieto assoluto di passaggio riguarderà un numero esiguo di magistrate/i e non influirà minimamente sui problemi strutturali della giustizia: la lentezza dei processi penali e civili, la carenza di risorse e organici, il sovraffollamento delle carceri, in cui sono detenuti soprattutto coloro che non hanno le risorse economiche per difendersi (migranti, tossicodipendenti..). Né tantomeno renderà più equa la giustizia!

Il cuore nascosto della riforma è la scissione del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente, e il sistema del sorteggio. Le/i magistrate/i non potranno più eleggere i loro rappresentanti nel CSM, cioè il loro organo di autogoverno che ne deve gestire la carriera. Un effettivo autogoverno della magistratura è indispensabile per garantirne l’indipendenza. Ma con la riforma i due terzi dei membri dei due CSM non saranno più eletti, ma scelti per sorteggio!

L’assurdità di tale meccanismo svela l’obiettivo politico del governo, più volte dichiarato da Nordio e Meloni: colpire la Magistratura spaccando il CSM in due organi, di fatto più deboli e delegittimati, per arginare quella che il governo considera l’ingerenza dei giudici nella sfera della politica, cioè le sentenze non gradite a tutela dei lavoratori, dei migranti, della libertà di espressione del dissenso o quelle di condanna dei politici.

Il potere di decidere sugli illeciti disciplinari viene sottratto al CSM e affidato ad una nuova Alta Corte disciplinare, i cui membri – salvo i 3 nominati dal PdR – sono anch’essi scelti tramite sorteggio. La riforma delega alla legge ordinaria la ridefinizione degli illeciti disciplinari, delle relative sanzioni e del procedimento disciplinare. Se vincessero i SÌ aumenterebbero i rischi di una legge di carattere punitivo nei confronti delle/i magistrate/i e l’Alta Corte potrebbe diventare a tutti gli effetti un tribunale speciale, come paventato dall’Associazione Nazionale Magistrati!

La riforma si colloca in un disegno politico internazionale di costruzione anche in Italia di una Democrazia autoritaria o Democratura, in cui la democrazia si riduce alle votazioni ogni 5 anni e il Governo opera senza contrappesi ed equilibrio nella divisione dei poteri. Da decenni governi sia di centro sinistra che di destra hanno già concentrato il potere legislativo nelle mani dell’esecutivo Il Premierato rafforza ulteriormente la personalizzazione del potere politico, aumentando a dismisura i poteri del Presidente del Consiglio e riducendo drasticamente quelli del Parlamento e del PdR. L’Autonomia differenziata – introdotta dalla sciagurata riforma del titolo V del centro sinistra nel 2001- con la competenza legislativa esclusiva delle Regioni in 23 materie aumenta a dismisura il potere personale dei c.d. governatori. In tale quadro, la riforma costituzionale della Magistratura punta non solo a ridurre il controllo di legalità sull’operato dei politici, ma anche ad un esercizio della funzione giurisdizionale in linea con il disegno politico del governo.

In conclusione, il referendum non riguarda solo i magistrati, ma tutti/e: anche i diritti sociali saranno valutati da magistrati spinti ad operare secondo i desiderata del governo di turno. Sia in campo civile che penale i diritti devono esser giudicati da magistrati indipendenti dal potere politico!

PER TUTTI QUESTI MOTIVI INVITIAMO A VOTARE NO AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULL’INDIPENDENZA DELLA MAGISTRATURA E SULLA DEMOCRAZIA!

30/01/2026
11/01/2025
20/11/2024

Oggi ci ha lasciato il nostro compagno Alessandro Palmi.

È molto difficile esprimere in poche righe il nostro dolore. Sono stati anni bellissimi di condivisione, di vita e di lotte vissute insieme. Chiunque abbia frequentato la sede di via San Carlo farà fatica a non immaginarlo mentre si occupa di più cose contemporaneamente, lucido e ironico e pronto a gettarsi sempre in nuove iniziative.

Sabato 23 novembre dalle 11 alle 13 sarà aperta la camera ardente dell’ospedale Sant’Orsola. Dalle 14 alle 16, al Pantheon della Certosa di Bologna, saluteremo Sandro insieme.

Cobas Bologna

13/11/2024

Come COBAS Scuola abbiamo sempre sostenuto la necessità di una scuola libera, laica e pluralista, e riteniamo dunque gravissima la sanzione disciplinare comminata al prof. Christian Raimo. Il docente è stato sospeso dal servizio per tre mesi, con relativo dimezzamento dello stipendio, per aver cri...

Indirizzo

Viale MANZONI 55
Rome
00185

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
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Giovedì 09:00 - 13:00
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Venerdì 09:00 - 13:00
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