19/10/2026
Il Mediterraneo al centro dell’economia globale: la visione di Nino Apreda (UCID) tra sfide internazionali, "Magnifica Humanitas" e Intelligenza Artificiale
Dal bacino mediterraneo fino al palcoscenico dell’America’s Cup: il Mezzogiorno protagonista dello sviluppo futuro, dove la tecnologia resta al servizio della persona.
Napoli, 19 ottobre 2026 – È il Mediterraneo il vero punto di partenza per ridefinire le rotte dell’economia globale e dell’internazionalizzazione delle imprese. A rilanciare la centralità strategica del Mezzogiorno è Nino Apreda, presidente di UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) Napoli Ischia Pozzuoli, proponendo una visione d'impresa capacemente orientata al futuro, etica ed integrata nel contesto geopolitico attuale.
«Il Mediterraneo, da sempre crocevia di uomini, merci, idee e conoscenze, può e deve tornare a essere un ponte strategico tra l’Europa e l’Asia, oggi uno dei grandi motori dell’economia mondiale», dichiara Nino Apreda. «In questo scenario, Napoli e il Mezzogiorno possiedono la storia, la posizione baricentrica e il patrimonio culturale per essere protagonisti assoluti di una nuova stagione di sviluppo e di apertura verso i mercati esteri».
In un momento in cui l’internazionalizzazione rappresenta una sfida cruciale e non più rinviabile per il tessuto produttivo italiano, i grandi eventi internazionali — come l’America’s Cup — si rivelano ben più di semplici vetrine di immagine: costituiscono occasioni concrete di dialogo, cooperazione e contaminazione tra imprese, istituzioni e culture diverse.
La sfida dei mercati globali si intreccia inevitabilmente con la rivoluzione tecnologica guidata dall’Intelligenza Artificiale. Per la dirigenza e la classe imprenditoriale promosse da UCID, l'adozione degli strumenti digitali più avanzati non deve mai far smarrire la centralità della persona, della sua creatività e della sua naturale inclinazione alle relazioni umane.
Da qui il richiamo fondante alla Magnifica Humanitas: un principio guida con cui governare il progresso scientifico e tecnologico mettendolo al servizio dell'uomo, affinché l'innovazione amplifichi — e non sostituisca — il valore e la dignità del lavoro umano.
Accostando le sfide del business alle grandi regate veliche internazionali, Apreda evidenzia come, anche di fronte a scafi e sistemi d'automazione iper-tecnologici, l'elemento determinante rimanga sempre il fattore umano.
«Nell’America’s Cup vediamo una tecnologia avanzatissima, ma a fare la differenza sono ancora l’uomo, il vento, il mare e il coraggio di scegliere e decidere la rotta», conclude il presidente di UCID Napoli Ischia Pozzuoli Nino Apreda. «Anche nel fare impresa, la tecnologia ci fornisce la velocità, ma guidare il cambiamento e costruire relazioni di valore resta una prerogativa unicamente umana».