Disobedience Associazione Culturale ETS

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Disobedience Associazione Culturale ETS Disobedience è un’associazione apartitica e apolitica, costituita per perseguire finalità civiche, solidaristiche, culturali, di utilità sociale.

Esiste una disobbedienza “buona”, che va contro le ingiustizie ed i soprusi dei prepotenti. Chi non reagisce e rimane inerme, o peggio indifferente, ne è complice, e noi non vogliamo esserlo. E reagiremo con le armi che riteniamo più consone: arte, cultura, bellezza. Abbiamo scelto come simbolo un gatto nero che soffia. Nero, per cercare di abbattere ogni tipo di pregiudizio. Che soffia, in quanto minacciato, spaventato, o arrabbiato per qualcosa. E chi di noi non lo è? In un mondo votato al vuoto consumismo dei sentimenti e delle idee, noi abbiamo deciso di sederci dalla parte considerata sbagliata dalle odierne convenzioni, quella del cuore. Successo non è emergere a tutti i costi, ma riuscire ad essere fedeli a sé stessi, senza lasciarci ingannare da una società che come pensiero unico ha il profitto e ci ha portati ad avere piuttosto che ad essere. Ecco perché vogliamo dare voce agli invisibili, a chi, per scelta o costrizione, sta al di là della vetrina, agli ultimi. Lo scopo di DISOBEDIENCE è puntare il dito sulle ingiustizie e le sopraffazioni, lasciando cadere tabù e inibizioni. Uscire dagli schemi, soprattutto quelli imposti dal mainstream e dalle logiche del mercato. Per essere persone più responsabili e più libere, per essere agenti di cambiamento, abbiamo bisogno di conoscenza. Ed è la cultura a dare la sveglia alle coscienze. DISOBEDIENCE sente il bisogno di vigilare contro le mancanze della giustizia e combattere ogni discriminazione (distinzione, esclusione, restrizione o preferenza) basata su razza, sesso, etnia o religione. DISOBEDIENCE è libertà!

21/06/2026

“Ma tu sei un profugo o un clandestino?”
“Non so, io ho sempre pensato a me come un essere umano.”

www.mamafricaonlua.it
Alina

Pare sia tornato. Dopo un anno e mezzo. E il mio cuore è gonfio di gioia. BenHur. Il testimonial di Disobedience. Chi al...
01/03/2026

Pare sia tornato. Dopo un anno e mezzo. E il mio cuore è gonfio di gioia. BenHur. Il testimonial di Disobedience. Chi altro poteva essere se non lui? Sgarrupato, con la sua voce roca e il suo modo strafottente di essere, libero.

18/02/2026

Redazione parla di arte e cultura: Si è conclusa “Risvegli”, la mostra personale dell'artista Antonio La Rosa. Grande successo di pubblico e di critica per il finissage “Risvegli”, la mostra personale dell'artista Antonio La Rosa presso Il Margutta Veggy Food & Art a Roma

"Scusate. Scusate se non siamo affogati.Scusate se vi abbiamo 'rubato' il lavoro spezzandoci la schiena nei campi, sotto...
15/02/2026

"Scusate. Scusate se non siamo affogati.
Scusate se vi abbiamo 'rubato' il lavoro spezzandoci la schiena nei campi, sotto un sole che brucia la pelle e la dignità. Scusate per aver occupato quelle baracche senza finestre, baracche stellate solo per i buchi nel tetto, dove veniamo sfruttati a venti euro per dodici ore nei vostri poderi.

Scusate per la nostra 'arroganza', per quello smartphone che stringiamo come un’àncora: l’unico ponte che ci resta con gli affetti che abbiamo dovuto lasciare, con le madri che pregano e i figli che crescono senza di noi.

Scusate se, dicono, abbiamo rubato il futuro ai vostri figli. Scusate se abbiamo rubato le donne. Scusate se la nostra puzza vi disturba, una puzza fatta di paura, di sudore, di viaggi che nessuno sceglierebbe se avesse alternative.

Scusate per la nostra fragilità, per la nostra debolezza. Scusate se non sappiamo reagire in una società che spesso ignora i propri figli e respinge chi arriva da fuori. Scusate se veniamo sfruttati dalle vostre organizzazioni criminali per spacciare nelle vostre piazze; scusate se fate finta di combattere ciò che in realtà vi nutre.
Scusate se lavoriamo in nero, ma con dignità, solo per sopravvivere. Scusate se la vostra burocrazia infinita ci nega diritti elementari, come se respirare fosse già un privilegio concesso a metà.

Scusate se siamo sopravvissuti alle guerre che voi stessi avete alimentato. Scusate se siamo sopravvissuti ai naufragi, ammassati su gommoni che avete l’audacia di chiamare 'crociere'.
Scusate se siamo ancora vivi.
Scusate se volevamo soltanto vivere."

Soumaila Diawara

14/02/2026

Una volta lavorare significava costruire qualcosa: una casa, una famiglia, una vecchiaia serena. Oggi, nel 2026, lavorare significa solo pagare il diritto di esistere fino al prossimo mese. Siamo una generazione di 'lavoratori poveri': gente che si spacca la schiena 40 ore a settimana ma che trema se si rompe la lavatrice o se arriva una bolletta imprevista.

Il concetto di 'risparmio' è diventato una barzelletta. Viviamo sul filo del rasoio, con lo stress costante di non farcela. Non è solo un problema economico, è un’umiliazione sociale. Se un lavoro non ti permette di vivere con dignità e di dormire la notte, allora non è un lavoro: è sfruttamento con un nome più elegante.
(Da una pagina fb)

Indirizzo

Rome
00136

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