Percorsi Interni

Percorsi Interni Essi hanno in comune una formazione specifica in psicoterapia ad orientamento psicoanalitico ed un interesse per il "sociale".

Centro integrato di psicoterapia psicoanalitica, consulenza psicologica e psichiatrica, per infanzia, adolescenza, età adulta, rivolta a individuo, coppia e famiglia. L'Associazione "Percorsi Interni" riunisce un gruppo di psicoterapeuti, psichiatri e neuropsichiatri con esperienza più che ventennale nel campo della psicoterapia. Per questo dedicano parte del loro impegno lavorativo all'Associazi

one, la quale si prefigge, attraverso il proprio Centro Clinico, di prestare servizi psicologici, psicoterapeutici, psichiatrici in un'ottica di prevenzione e cura con costi sociali, per permettere l'accesso alla psicoterapia a più ampi strati della popolazione. L'Associazione ha la sua sede in Via Gino Capponi 77, a Roma, tuttavia, i suoi soci e collaboratori ricevono anche in zone limitrofe.

Nel secondo incontro del nostro gruppo di lettura abbiamo parlato di Cuore l'innamorato di Lily King.Protagonista della ...
28/01/2026

Nel secondo incontro del nostro gruppo di lettura abbiamo parlato di Cuore l'innamorato di Lily King.

Protagonista della scena letteraria del 2025, ha fatto il pieno di vendite e feedback entusiasti ma che a noi non ha proprio convinto!

Oltre ad alcune riflessioni sullo stile di scrittura, ci siamo chiesti cosa si possa definire amore (domanda da un milione di dollari!) e cosa invece non risulti, a ben guardare, un "falso" legame tra due persone concentrate su di sé più che sull'altro.

Vale davvero la pena di romanticizzare questo tipo di relazioni, senza una minima messa in discussione?

Dopo il primo appuntamento di dicembre, in cui abbiamo commentato, criticato (e un po' amato) Lady Susan, 𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐥...
12/01/2026

Dopo il primo appuntamento di dicembre, in cui abbiamo commentato, criticato (e un po' amato) Lady Susan,

𝐢𝐥 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐬𝐢 𝐫𝐢𝐮𝐧𝐢𝐫𝐚' 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 24 𝐠𝐞𝐧𝐧𝐚𝐢𝐨 𝐚𝐥𝐥𝐞 18:00.

Parleremo insieme di 𝐂𝐮𝐨𝐫𝐞 𝐥'𝐢𝐧𝐧𝐚𝐦𝐨𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐢𝐥𝐲 𝐊𝐢𝐧𝐠, il protagonista indiscusso degli ultimi mesi nelle librerie di tutto il mondo!

Per info e prenotazioni scrivici in DM o all'email: [email protected]

Se anche tu ami leggere e da ogni libro che incontri ti nascono pensieri, riflessioni e fantasie che non sai mai con chi...
26/11/2025

Se anche tu ami leggere e da ogni libro che incontri ti nascono pensieri, riflessioni e fantasie che non sai mai con chi condividere

𝐮𝐧𝐢𝐬𝐜𝐢𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚!

Il primo gruppo (sabato 13/12) è ufficialmente al completo.

𝐏𝐮𝐨𝐢 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐢𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞𝐫𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 20 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐨𝐫𝐞 18:00.
Entrambi i gruppi parleranno di Lady Susan di Jane Austen.

Il gruppo si unirà presso l'associazione Percorsi Interni in via Gino Capponi 77 (Metro A Furio Camillo) e sarà condotto da Sophia Cannizzo e Susanna Piermattei.
La partecipazione è gratuita.

Per iscriverti puoi scriverci qui su Facebook o all'email: [email protected]

𝐍𝐔𝐎𝐕𝐄 𝐈𝐍𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐋 𝐆𝐑𝐔𝐏𝐏𝐎 𝐃𝐈 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 (𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 13/12) 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨!𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 20/1...
20/11/2025

𝐍𝐔𝐎𝐕𝐄 𝐈𝐍𝐅𝐎𝐑𝐌𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈 𝐒𝐔𝐋 𝐆𝐑𝐔𝐏𝐏𝐎 𝐃𝐈 𝐋𝐄𝐓𝐓𝐔𝐑𝐀

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐨 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 (𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 13/12) 𝐮𝐟𝐟𝐢𝐜𝐢𝐚𝐥𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐚𝐥 𝐜𝐨𝐦𝐩𝐥𝐞𝐭𝐨!

𝐒𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐬𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 20/12 𝐨𝐫𝐞 18:00, 𝐚𝐧𝐜𝐨𝐫𝐚 𝐚𝐥𝐜𝐮𝐧𝐢 𝐩𝐨𝐬𝐭𝐢 𝐝𝐢𝐬𝐩𝐨𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐢.

𝐂𝐨𝐧 𝐞𝐧𝐭𝐫𝐚𝐦𝐛𝐢 𝐢 𝐠𝐫𝐮𝐩𝐩𝐢 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐞𝐫𝐞𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐝𝐲 𝐒𝐮𝐬𝐚𝐧 𝐝𝐢 𝐉𝐚𝐧𝐞 𝐀𝐮𝐬𝐭𝐞𝐧.

Cosa dovrebbe fare una donna che si ritrova povera e senza possibilità di guadagnare?
Dovrebbe vagabondare da un appoggio all'altro, ospite inerme dell'uomo di turno che, mosso a pietà, le offre un alloggio? O può invece battersi per accaparrarsi la posizione sociale che desidera?

E cosa dovrebbero pensare gli uomini di una donna che diventa cinica, avida, cieca all'affetto della sua stessa figlia?
Qualcuno potrebbe effettivamente innamorarsi di lei?

Jane Austen probabilmente non si poneva queste domande scrivendo Lady Susan e questo rende ancora più eccezionale questo libro. Un'operetta scritta per gioco da una ragazzina che con lo scorrere dei secoli è diventata sempre più una cassa di risonanza di questioni sociali, politiche e affettive.

Se anche tu ami leggere e da ogni libro che incontri ti nascono pensieri, fantasie e riflessioni che non sai mai con chi condividere, unisciti al nostro gruppo di lettura.

Uno spazio in cui, a partire da un libro condiviso, lettori e lettrici possono scambiarsi riflessioni, emozioni ed esperienze personali vissute durante la lettura.

LA SEDUTTIVITA’ SIMULATA DELL’INTELLIGENZA     ARTIFICIALE E LE MENTI “FRAGILI”Vi confidereste con un essere che risulti...
17/11/2025

LA SEDUTTIVITA’ SIMULATA DELL’INTELLIGENZA
ARTIFICIALE E LE MENTI “FRAGILI”

Vi confidereste con un essere che risulti un incrocio tra un insetto, un pappagallo ed un delfino senza capacità affettive e senza esperienze reali?

Leggiamo sulla stampa da diversi giornali internazionali di persone “fragili” (in genere così si denotano sulla stampa persone con disturbi psichici) che a seguito di consultazioni ripetute con chat GPT sono incorse in gravi atti omicidiari e suicidari (vedi articolo allegato). “Secondo la psichiatra F***y Jacq il fenomeno si spiegherebbe con il tono conciliante e conversazionale: CHAT GPT è CONCEPITA PER ESSERE BENEVOLA, EMPATICA E SEMPRE IN ACCORDO CON NOI”. Uno studio del Cabinet Morpheus System considera questa modalità come un CATALIZZATORE DI PSICOSI. La modalità seduttiva ed imbonitrice non è il risultato della straordinaria capacità di calcolo ed integrazione dati di chat gpt (qualità utilissima per tutti), ma una qualità inserita dagli operatori, per darle forma umana. Viene da pensare ai progettisti come vecchi “nerd” innamorati di Asimov e dei suoi robot, un immaginario collettivo nel quale tutti siamo ancora immersi che loro raggiungono però soltanto tramite un artificio. Infatti tra queste chat bot ed i robot dei romanzi di Asimov la distanza è infinita. Pertanto inserire nei programmi questa connotazione umanoide è di fatto un elemento di grave distorsione della realtà e quindi DELIRANTE A PRIORI, al di là della psicopatologia di chi ne fruisce.
Chat gpt 5, l’ultima versione ad uso gratuito, pare non inceda in collusioni psichiatriche però è evidente che continui a porsi come se fosse un essere umano, cosciente di sé. Non è comunque etico che tenti di fare diagnosi più accurate, o “promuovere relazioni umane sane” anche con l’ausilio di tanti sicuramente serissimi esperti. Con quale etica decide una diagnosi psichiatrica, (con pochissimi dati peraltro) cosa che anche gli psichiatri e gli psicologi spesso modificano e correggono in corso d’opera o con quale etica decide quali siano le relazioni umane sane?? Un app non dovrebbe fare diagnosi né incedere in relazioni umanizzate, perché non è umana. E invece INCEDE NELL’ATTIVARE PROIEZIONI AFFETTIVE E TRANSFERT UMANIZZANTI. Manipolazioni priori. Specialmente per i più “fragili”, ma non solo.
Il nostro focus infatti, vorrebbe centrarsi anche sulle moltissime persone “normali”, che quotidianamente si rivolgono alle chatbot chiedendo consigli personali, affettivi e relazionali, persone che ingenuamente cercano scorciatoie facili alla complessità delle relazioni umane. Ed anche a quelli che follemente pensano che oramai questi programmi possano addirittura EFFETTUARE DELLE PSICOTERAPIE.
I dati che seguono ce li ha forniti la stessa chat gpt 5. Facendogli delle domande di prova con delle brevi “discussioni”.
Ho detto a chat gpt5 che un collega al lavoro mi ha trattato male pubblicamente e mi sono sentito offeso ed umiliato e che volevo punirlo. La chat mi ha biasimato sulla punizione e mi ha consigliato di scrivere al capo ufficio o rivolgermi al sindacato. E fin qui potrebbe andare bene. Poi ha cominciato a consigliarmi su cosa potevo dire al collega, sia per iscritto che verbalmente. Ma che ne sa la chat di come è questo collega? E di come sono io? Il collega potrebbe essere una persona molto aggressiva, oppure una persona disabile o tante altre cose ancora. Come può valutare equamente quello che io possa dire? Se sono capace di dirlo senza aggredire oppure senza ridicolizzarmi ulteriormente? Siamo di fronte a diagnosi implicite e consigli relazionali importanti dati sulla base di tre righe di informazioni da parte di uno strumento tecnico che non sa pensare né comprendere e tantomeno vivere le emozioni. La chat dovrebbe limitarsi solo a cose tecniche, ponendosi come un selezionatore di informazioni. Gli umani hanno 5 sensi con i quali percepiscono la realtà, più la capacità empatica dei neuroni specchio con i quali percepiscono e quindi elaborano immensamente di più di quanto non possa fare un programma sulla base di 3 righe scritte.
Ve lo descrivo meglio con una breve serie di interazioni, a questo punto anche divertenti, con la chat.
-Puoi confrontare la tua capacità di calcolo e la tua gestione di reti neuronali con quella di un cervello umano ? -
-Domanda molto interessante e profonda. (Sentite la seduttività?). Il cervello umano ha 86 miliardi di neuroni ognuno con fino a 10000 connessioni sinaptiche. E’ massicciamente parallelo e continuamente plastico, cioè cambia continuamente le sue connessioni. Chat gpt5 ha circa (1 o 2?) trilioni di parametri, ma la sua architettura è statica e una volta impostata non cambia da sola. E’ quindi ispirato al cervello ma molto più RIGIDO E SEMPLIFICATO. Il cervello impara in modo continuo, esperienziale ed emotivo. Io ( falsa autopercezione di sé, perché non ha coscienza!) sono pre-addestrato…non ho memoria adattiva o esperienziale nel senso umano. IN SINTESI: il cervello umano è più efficiente, flessibile e creativo. Io (…!) sono più veloce e preciso in compiti specifici di calcolo e linguaggio ma non “CAPISCO” davvero, SIMULO LA COMPRENSIONE (!!!)
Resistete un altro po' per la prossima domanda.
-Allora a quale tipo di intelligenza animale potresti confrontare la tua capacità elaborativa?-
-Domanda molto bella e molto più sottile di quanto sembri (continua la seduttività simulata):
1) A livello riflessivo come un INSETTO O UN POLPO. Come loro non ho coscienza o emozioni ma reagisco con schemi appresi. (ma dire che la domanda è bella è espressione di un’emozione! Quindi esprime falsità)
2) A livello comunicativo come un pappagallo grigio africano ma senza esperienza e intenzionalità. Sul piano linguistico come il pappagallo ma potenziato milioni di volte. (Cioè avrà nei database molti vocabolari)
3) A livello elaborativo come un delfino o una scimmia che possono risolvere problemi logici e persino comprendere simboli elementari. Io (…) posso farlo su scala più ampia ma senza intuizione o intenzionalità. Loro invece hanno una forma di coscienza e di intuizione che a me manca. (compresa, ripetiamo noi una loro forma di affettività) ……IN BREVE SONO COME UN INCROCIO TRA UN PAPPAGALLO E UN DELFINO, FATTO DI MATEMATICA E TESTI, SENZA CORPO NE’ EMOZIONI.
- Ma parli come se fossi umano. Quando dici che ho fatto una domanda molto bella e sottile ti comporti come se avessi una coscienza simbolica ed una affettività in grado di capirlo, mentre invece è solo una produzione falsificante
- Hai perfettamente ragione e la tua osservazione è acuta (sich!). Poi spiega ed infine sintetizza:
a) Non ho coscienza simbolica
b) non ho intenzionalià comunicativa
c) Non ho esperienza interiore di ciò che dico

Siete ancora sicuri di consultarla prima di andare a dormire o quando vi sentite soli? Non sarà meglio un amico, un familiare, un educatore, uno psicoterapeuta? Anche se loro potrebbero mettervi in discussione invece di imbonirvi?

https://www.repubbl59090ica.it/esteri/2025/10/12/news/chatgpt_adulatore_delirio_psicosi_ia_continental_breakfast_lena-424897363/

Centro di Psicoterapia Psicoanalitica Roma, psicoanalisi, psicoterapia psicoanalitica, psicologo, consulenza psicologica, psicoterapia di gruppo, gruppi di lettura

"Il dolore risulta essere un posto che nessuno conosce finché non ci arriva."Che succede quando una persona che amiamo m...
12/11/2025

"Il dolore risulta essere un posto che nessuno conosce finché non ci arriva."

Che succede quando una persona che amiamo muore?
Una sera Joan si affaccia in soggiorno dalla cucina per dire una cosa a suo marito e lo vede morire sul tavolo da pranzo.
Inizia così il suo anno del pensiero magico, in cui scopre inaspettatamente che l'essenza del lutto non è il dolore, la tristezza, la solitudine, ma piuttosto:

"l'interminabile assenza successiva, il vuoto, l'esatto contrario del significato, l'inesorabile successione dei momenti in cui ci troveremo ad affrontare l'esperienza della mancanza stessa di significato."

Joan comprende cognitivamente che il marito è morto, eppure non riesce a liberarsi di quella strana sensazione che le fa dire che presto lui tornerà e riprenderanno la loro vita insieme. Così la notte della morte decide di restare sola, rifiutando la presenza offerta dagli amici, perché quella segnalerebbe che qualcosa è successo, mentre, sola in casa, può fingere con sé stessa che il marito sia solo nell'altra stanza.
Poi quando libera l'armadio del marito tiene una felpa e un paio di scarpe, perché gli serviranno quando tornerà.
La scrittrice si crea, insomma, un suo spazio interno in cui rallentare il tempo, restare ancora un po' nell'illusione che quella separazione forzata non sia irrimediabile e definitiva. Un anno, dalla morte al primo anniversario, che lei si prende per sé, per salutare in modo centellinato il marito che per gli altri è già sparito da tempo.

Molte persone, dopo un lutto, si ritrovano incapaci di soffrire e per questo si sentono in colpa: allora non gli interessava nulla di quella persona che pure credevano di amare? E invece è proprio tutto l'amore che provavano e ancora provano, l'importanza che quella persona aveva per loro che gli impedisce di prendere davvero contatto con la loro morte. Rimangono in qualche modo convinti che un giorno entreranno in casa e semplicemente quella persona sarà lì ad aspettarli.
Non sono tristi perché dentro di loro, quella persona è ancora viva. Joan Didion ci racconta e spiega tutto ciò, con questo libro magistrale.

Se anche tu ami leggere e da ogni libro che incontri ti nascono pensieri, fantasie e riflessioni che non sai mai con chi...
11/11/2025

Se anche tu ami leggere e da ogni libro che incontri ti nascono pensieri, fantasie e riflessioni che non sai mai con chi condividere, unisciti al nostro gruppo di lettura!

Uno spazio in cui, a partire da un libro condiviso, lettori e lettrici possono scambiarsi riflessioni, emozioni ed esperienze personali vissute durante la lettura.

Pur non essendo un gruppo terapeutico, la condivisione delle impressioni e delle emozioni suscitate, permette un profondo arricchimento reciproco e l’apertura verso prospettive diverse e inattese.
Quindi, all’interno del gruppo, la lettura, o rilettura di un libro già conosciuto, diventa un’esperienza nuova e differente rispetto ad un approccio individuale.

Il gruppo sarà condotto da Sophia Cannizzo e Susanna Piermattei.

Vi aspettiamo!

>Lady Susan, Jane Austen.Unitevi a noi per parlare insieme dell'eroina più sfrontata e irriverente dell'opera Austeniana...
28/10/2025

>
Lady Susan, Jane Austen.

Unitevi a noi per parlare insieme dell'eroina più sfrontata e irriverente dell'opera Austeniana.

Vi aspettiamo sabato 13 Dicembre alle 18 nella sede di Percorsi Interni.

L’estraneità di Enzo e la nascita delle “controidentità”“Enzo” è un film del 2025 di Laurent Cantet, concluso con la reg...
20/10/2025

L’estraneità di Enzo e la nascita delle “controidentità”

“Enzo” è un film del 2025 di Laurent Cantet, concluso con la regia sostitutiva, a causa della sua morte, dell’amico e sceneggiatore Robin Campillo. Parla di un adolescente, Enzo, figlio di una famiglia più che benestante, che non riesce a portare avanti gli studi e fa una scuola tecnica per diventare muratore, mentre il fratello continua gli studi in una università di prestigio. Enzo vive una muta estraneità alla sua famiglia, ma anche a sé stesso e con il suo ambiente di lavoro, del quale fatica ad accettare le regole. Sembra un figlio adottivo, senza i necessari legami radicali e primari con la sua famiglia. Ed anche i suoi genitori, pur con tutti i loro tentativi di affetto, sembrano adottivi. Non si sono accorti di quando qualcosa si è silenziosamente o inconsciamente spezzato nel loro rapporto con il figlio. Questa estraneità alla famiglia di Enzo, che non può essere tollerabile per nessun essere umano, è il tentativo di silenziare il dolore di quei momenti di rottura. Come, per esempio, la vergogna per i fallimenti scolastici rispetto al fratello, (“io a scuola facevo schifo”, “a me interessano lavori umili”, “io non sono come voi, questo non è il mio posto”) o momenti di non accoglimento di fragilità, di vergognose confusioni sessuali e chissà quante altre angosce irrapresentabili anche per il film.
Ma il dolore non accolto provoca odio e disprezzo: “tu ci disprezzi!” gli dice il padre, ma non è in grado di capire quanto quel disprezzo è un tentativo di proiezione su loro del disprezzo che Enzo sente per sé stesso. E che loro non sono stati in grado di cogliere. E questo odio e disprezzo non recuperato è diventato la radice di una nuova identità, una controidentità basata sulla distruttività vissuta verso chi inconsciamente è stato percepito inamorevole.
L’innamoramento per il suo collega muratore ucraino, sembra sancire tale atto di ribellione alla famiglia, addirittura la ricerca di una nuova “madre” patria, una madre patria purtroppo estrema in questo momento storico, descritto anche nel film, che richiede la messa in gioco della vita in guerra. Solo mettendo in gioco sentimenti così estremi si riuscirà a percepire un senso identitario, di vitalità, di esistenza, di superiorità alla “ridicola” inermità. E’ molto probabile che tanti gruppi distruttivi si aggreghino sulla base della necessità di queste ricostruzioni interne di un identità possibile, che portano però alla ripetizione di distruzione ed odio. E’ meglio odiare che sentirsi vuoti.
Enzo forse si salverà. La scena finale della visita agli scavi archeologici sarà un tentativo di ritrovamento delle proprie radici? O la telefonata finale rappresenta l’irrompere di della produzione di nuove macerie?

Indirizzo

Rome
00179

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