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Manifestare, esprimere solidarietà al popolo palestinese e chiedere il rispetto del diritto internazionale sono esercizi...
16/10/2026

Manifestare, esprimere solidarietà al popolo palestinese e chiedere il rispetto del diritto internazionale sono esercizi legittimi di partecipazione democratica.

Per questo, vedere il nome di un nostro circolo in un rapporto del governo israeliano che monitora le manifestazioni e le organizzazioni della società civile solleva interrogativi sulle finalità di questa attività e sull’utilizzo delle informazioni raccolte.

Continueremo a far sentire la nostra voce per la , i e la giustizia. Sempre.

Out of Office sì, ma per una buona causa!Questo weekend ci ritroveremo a Rispescia, nel cuore della maremma toscana, per...
16/10/2026

Out of Office sì, ma per una buona causa!

Questo weekend ci ritroveremo a Rispescia, nel cuore della maremma toscana, per la 25° edizione della nostra Assemblea dei Circoli.

Un’importante occasione per confrontarci, condividere obiettivi ed esperienze e costruire insieme il futuro della nostra associazione attraverso incontri, dibattiti e gruppi di lavoro.

Seguici nelle stories!

15/10/2026

Sembra un kebab, profuma come un kebab, ma dentro c'è un bosco! 🍄

Funghi pleurotus speziati, cipolle caramellate, salsa allo yogurt vegetale e una pita fatta in casa. Tutto il gusto del kebab, in versione 100% vegetale.

È la nuova ricetta di Valeria Sommella (Veganissimo Napoletano) per Indovina Kiwiene a cena, la rubrica food di SCELTE, la newsletter di Legambiente su cibo, natura e vita quotidiana.

Questo mese partiamo dai funghi per scoprire i segreti del bosco. Perché avere più alberi è una cosa. Avere boschi in salute è un'altra.

Ti è venuta fame? La ricetta completa e tante altre storie ti aspettano ogni mese su SCELTE. Gratis, naturalmente.

🍄 Iscriviti qui: https://attivati.legambiente.it/scelte

14/10/2026

La crisi climatica non aspetta. E noi nemmeno!

Con una delegazione di attiviste e attivisti abbiamo raggiunto Bruxelles per partecipare alla Marcia per il clima Klimaatcoalitie Coalition Climat insieme a tante altre persone che chiedono un futuro più giusto e sostenibile.

La crisi climatica è già qui: nelle ondate di calore, negli eventi estremi, nell’aumento del costo della vita. A pagarne il prezzo siamo noi, insieme agli ecosistemi da cui dipende la nostra vita.

Ma un altro futuro è possibile. Per costruirlo dobbiamo liberarci dalla dipendenza dai combustibili fossili, accelerare la transizione energetica e investire nelle rinnovabili.

Perché la crisi climatica non riguarda solo l’ambiente: riguarda le nostre bollette, il prezzo del cibo, le disuguaglianze e le guerre.

La risposta è unirci, costruire alleanze e trasformare la preoccupazione in azione.

Dalle strade di Bruxelles a quelle di tutta Europa, continuiamo a far sentire la nostra voce. Per la giustizia climatica, per le persone e per il Pianeta.

Carta, forbice, sasso. Ma quando si parla di ambiente, una sola mossa non basta.Pulire una spiaggia, intervenire quando ...
13/10/2026

Carta, forbice, sasso. Ma quando si parla di ambiente, una sola mossa non basta.

Pulire una spiaggia, intervenire quando l’aria diventa irrespirabile, recuperare ciò che è stato danneggiato: sono azioni necessarie.

Ma c’è anche un’altra partita da giocare. Quella che prova ad arrivare prima: impedire ai rifiuti di raggiungere il mare, proteggere gli habitat prima che le specie diventino a rischio, rendere possibile muoversi ogni giorno senza dipendere dall’auto.

Perché affrontare le conseguenze è fondamentale. Fare in modo che si ripresentino sempre meno significa cambiare davvero le regole del gioco.

È lì che servono scelte strutturali, politiche lungimiranti e alternative che funzionino davvero.

La mossa migliore? Giocare d’anticipo.

✊ Vuoi giocare questa partita con noi? Scopri cosa puoi fare: https://www.legambiente.it/cosa-puoi-fare

Quasi 3,7 milioni di alberi messi a dimora in un anno.È una buona notizia. Ma non basta. Nel 2025 la forestazione in Ita...
12/10/2026

Quasi 3,7 milioni di alberi messi a dimora in un anno.
È una buona notizia. Ma non basta.

Nel 2025 la forestazione in Italia è cresciuta del 17% e i nuovi impianti valgono circa 28 milioni di euro l’anno in servizi ecosistemici. Una spinta importante, arrivata soprattutto grazie ai fondi del PNRR e al ruolo delle Città metropolitane.

A sottolinearlo, la fotografia scattata dalla 6° edizione del nostro Atlante delle Foreste, il report che abbiamo realizzato insieme a AzzeroCO2, con il supporto tecnico della Compagnia delle Foreste, per Il Sole 24 ORE.

Il problema è che da anni la forestazione nel nostro Paese procede a ondate: accelera quando arrivano risorse straordinarie e rischia di rallentare quando quelle risorse finiscono. Dal 2022 sono stati documentati oltre 12 milioni di alberi e arbusti, ma senza programmazione stabile il rischio è fermare i nuovi impianti e trascurare proprio quelli già messi a dimora.

Piantare è solo l’inizio: gli alberi vanno curati, gestiti e inseriti in una strategia capace di rendere città e territori più resilienti alla crisi climatica.

Per questo chiediamo che la forestazione smetta di dipendere da misure eccezionali e diventi una politica strutturale, con risorse certe, obiettivi chiari e continuità nel tempo.

Soglia il nostro report completo: https://www.legambiente.it/comunicati-stampa/atlante-delle-foreste-vi-edizione

Non tutti i flop meritano una seconda stagione.Questi raccontano problemi che conosciamo da anni e che ancora oggi conti...
09/10/2026

Non tutti i flop meritano una seconda stagione.

Questi raccontano problemi che conosciamo da anni e che ancora oggi continuano a presentarsi con numeri difficili da ignorare.

Noi continuiamo a monitorarli, denunciarli e lavorare per cambiare le cose.

Ti va di darci una mano? Scopri cosa puoi fare: https://www.legambiente.it/cosa-puoi-fare

Residui di farmaci, PFAS, pesticidi, microplastiche: sono tra le minacce per la qualità dell’acqua.Perché quando parliam...
08/10/2026

Residui di farmaci, PFAS, pesticidi, microplastiche: sono tra le minacce per la qualità dell’acqua.

Perché quando parliamo di crisi idrica non dobbiamo fare i conti solo con una scarsità crescente, ma anche con un inquinamento spesso invisibile: quello dei contaminanti emergenti.

Li troviamo ormai in fiumi, laghi e falde. Arrivano da scarichi industriali, civili e ospedalieri, dall’agricoltura e dagli allevamenti. E molto spesso i sistemi di depurazione convenzionali non riescono a rimuoverli completamente.

Una pressione sugli ecosistemi e sulla sicurezza idrica che si aggiunge a un quadro già complesso. E che la crisi climatica rischia di aggravare ancora di più: le piogge intense possono trascinare i contaminanti verso i corpi idrici, mentre siccità e basse portate riducono la capacità di diluizione degli scarichi.

In Italia, poi, monitoraggi e controlli sono ancora troppo disomogenei. Il caso delle microplastiche è emblematico: sono state rilevate nelle acque superficiali, sotterranee e in quelle destinate al consumo umano, ma manca ancora una rete nazionale omogenea per monitorarne la presenza.

Oggi, con l’ottava edizione del nostro Forum Acqua, organizzato in collaborazione con Utilitalia, abbiamo messo insieme dati, storie ed evidenze scientifiche e presentato sette proposte rivolte al Governo per salvaguardare gli ecosistemi e la salute pubblica.

A partire da un monitoraggio nazionale uniforme, con dati pubblici e accessibili a tutti, e da una parola chiave: prevenzione.

Perché inseguire l’inquinamento a valle costa molto di più che fermarlo alla fonte. E questo vale per tutte le filiere: dall’industria all’agricoltura, fino ai prodotti che utilizziamo ogni giorno, come farmaci e cosmetici.

Leggi l’approfondimento completo: https://www.legambiente.it/news-storie/acqua-inquinamento-invisibile

Decine di colpi di fucile. Anche nei giorni di silenzio venatorio. Anche nei boschi percorsi dagli incendi, dove la cacc...
07/10/2026

Decine di colpi di fucile. Anche nei giorni di silenzio venatorio. Anche nei boschi percorsi dagli incendi, dove la caccia è vietata per dieci anni.

È quello che abbiamo documentato sul versante calabrese dello Stretto di Messina, proprio nel principale roost italiano lungo la rotta migratoria del Mediterraneo centrale: l’ultimo luogo dove molti rapaci si fermano prima di affrontare il mare verso l’Africa.

Qui, alla fine di ogni estate, ogni anno passano almeno 1.000 falchi di palude e oltre 500 falchi pecchiaioli, insieme a molte altre specie protette. Eppure abbiamo visto giovani rapaci abbattuti e un bracconaggio organizzato, capace di sfruttare la scarsità dei controlli.

Per questo chiediamo vigilanza continua durante la migrazione e la protezione integrale di quest’area.

E mentre sullo Stretto di Messina si spara, alla Camera si discute il DDL Caccia. Un provvedimento che interviene sulle regole di tutela della fauna selvatica e che rischia di indebolire ulteriormente protezioni e controlli.

Se il bracconaggio spara, la legge deve proteggere.

Da una lunga esperienza nella raccolta degli oli minerali usati a una gestione sempre più ampia dei rifiuti industriali:...
06/10/2026

Da una lunga esperienza nella raccolta degli oli minerali usati a una gestione sempre più ampia dei rifiuti industriali: la storia di Montieco racconta l’evoluzione di una filiera che ha fatto della gestione e del recupero delle risorse il proprio campo di attività.

La 46esima tappa dei Cantieri della Transizione Ecologica ha raccontato l’esperienza di Montieco, storico concessionario del CONOU Consorzio Nazionale Oli Minerali Usati, che negli anni ha ampliato il proprio raggio d’azione dalla raccolta degli oli minerali usati alla gestione dei rifiuti industriali pericolosi e non pericolosi.

Oggi Montieco raccoglie, recupera e rigenera circa 5.400 tonnellate di olio minerale esausto ogni anno, offrendo inoltre attività di bonifica, assistenza normativa e operativa a circa 6.000 imprese del territorio.

I numeri raccontano la dimensione di questo lavoro: il 59% dei rifiuti speciali viene avviato a recupero e i materiali stazionano nell’impianto in media appena 30 giorni. Un modello che punta a ridurre lo smaltimento e a riportare le risorse all’interno dei cicli produttivi, limitando il ricorso a nuove materie prime.

La stessa attenzione riguarda le altre risorse coinvolte nelle attività dell’impianto: ogni anno vengono recuperati 1.200 metri cubi di acque meteoriche, mentre un impianto fotovoltaico da 75 kWp contribuisce alla produzione di energia elettrica. Anche la logistica è orientata alla riduzione degli impatti, con l’utilizzo esclusivo di mezzi Euro 6 per il trasporto dei rifiuti.

Un’esperienza che mostra come l’economia circolare passi anche dalla capacità di rendere più efficienti e controllate le diverse fasi della gestione dei rifiuti, dalla raccolta al recupero, fino all’utilizzo responsabile delle risorse.

È questo il viaggio dei Cantieri della transizione ecologica: raccontare imprese e filiere che stanno trasformando concretamente i propri processi per ridurre gli impatti e valorizzare le risorse.

Rivivi la 46esima tappa dei Cantieri della transizione ecologica nel video e continua a seguire il nostro viaggio alla scoperta delle esperienze virtuose del nostro Paese 👇
https://youtu.be/qMC5B3gQJaY

La 46esima tappa della nostra campagna i Cantieri della Transizione...

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