03/09/2026
Tantissime parrocchie e gruppi di Ac lo invitavano spesso per incontri sulla Parola e lui ci andava volentieri. E c’è un perché.
Enzo Bianchi, che ha lasciato questa terra l’1 settembre all’età di 83 anni, aveva un animo “popolare”, quel senso di “popolo di Dio” che piace tanto ai soci di Ac.
Sì, certo, era un monaco laico, gli piaceva anche stare solo, aveva fondato la Comunità monastica di Bose, ma la sua vita è stata segnata da una visione più cenobitica: l’ospitalità, l’accoglienza, il dialogo con gli uomini e le donne del nostro tempo, la tavola, il cibo, la relazione con tutti e tutte, l’amicizia. E, naturalmente, la Parola.
Una Parola sacra pensata, ruminata, addolcita, data in assaggio all’interlocutore, una Parola declinata sempre al presente, alla vita di ogni giorno, una Parola che dà speranza per ogni futuro.
Lo ripeteva spesso, quando si trovava davanti al popolo di Ac, invitato anche dal Centro nazionale: riteneva lo stile ecclesiale dell’Ac lo stile migliore per vivere appieno questi tempi difficili.
Aveva seguito la FUCI da universitario, e sempre da giovanissimo aveva conosciuto l’Ac, ma quello stile, quell’essere presenti nella Chiesa e nel mondo, lo aveva ereditato proprio dall’Ac stessa. E ne andava fiero.
🙏🏻 Su il Chiostro, il ricordo di Gianni Di Santo: https://ilchiostro.it/content/articoli-1/enzo-bianchi-linnamorato-della-parola-che-sorride-1000