27/10/2026
𝗥𝗜𝗖𝗢𝗥𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗢𝗦𝗧-𝗦𝗜𝗦𝗠𝗔: 𝗖𝗔𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜, 𝗢𝗥𝗔 𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗩𝗜 𝗗𝗜𝗠𝗘𝗧𝗧𝗘𝗥𝗘
Se questa inchiesta sulle Marche, avesse riguardato il , avremmo assistito al solito processo mediatico: prime pagine, talk show e conferenze stampa per presentare imprese, professionisti e cittadini come una categoria di truffatori.
La Presidente avrebbe ricordato ogni giorno agli italiani quanto sarebbe costata la misura per neonati e anziani per poi sfruttare l’inchiesta per giustificare nuove restrizioni.
Oggi, invece, l’operazione “Ricostruzione” della DDA di Ancona e della Guardia di Finanza registra:
- 𝟴 𝗮𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝟱𝟭 𝗶𝗻𝗱𝗮𝗴𝗮𝘁𝗶;
- 𝘀𝗲𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟱𝟳 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼;
- ipotesi di truffa aggravata, corruzione, fatture false e infiltrazioni mafiose;
- centinaia di cantieri riconducibili al principale gruppo imprenditoriale coinvolto;
- tra gli arrestati, il presidente di ANCE Macerata e Fabio Pistarelli, storico esponente del centrodestra, già in AN, PDL e Fratelli d’Italia ed ex capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.
Siamo nella fase delle indagini e per tutti vale la presunzione di innocenza. Ma la responsabilità politica e amministrativa di spiegare come tutto questo sia stato possibile esiste già.
Il commissario straordinario, certo Guido Castelli, anziché riconoscere il fallimento della prevenzione, sostiene che i presìdi abbiano dimostrato una «𝙨𝙞𝙜𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙚𝙛𝙛𝙞𝙘𝙖𝙘𝙞𝙖 𝙤𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖».
𝗠𝗮 𝗰𝗶 𝗳𝗮 𝗼 𝗰𝗶 𝗲'?
Se il presunto sistema è riuscito ad aggirare l’Anagrafe antimafia, utilizzare imprese-schermo e operare in centinaia di cantieri, non si può sostenere che i controlli abbiano funzionato soltanto perché, anni dopo, sono intervenute magistratura e Guardia di Finanza.
!!! 𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗴𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲 𝗿𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶 !!!
𝗧𝗨 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶, ti dovresti occupare di controlli amministrativi che devono impedire il danno, non limitarsi a contarne le macerie.
Ma in tutto questo tempo pare ancora non l'abbia compreso.
Per anni Castelli ha presentato l’Anagrafe antimafia, il DURC di congruità, i badge di cantiere e la collaborazione istituzionale come una barriera contro le infiltrazioni criminali...𝗪𝗢𝗪!
Ora però dovrebbe spiegare:
1) chi controllava la concentrazione di centinaia di cantieri nelle mani dello stesso gruppo;
2) come sia stata verificata la capacità dell’impresa di eseguire una mole simile di lavori;
3) chi abbia controllato subappalti, manodopera, fatture, SAL e pagamenti;
4)quante risorse pubbliche siano state effettivamente erogate;
5) perché le anomalie non siano state intercettate prima.
Sul Superbonus il Governo Meloni ha strumentalizzato ogni frode per criminalizzare un intero settore, bloccare la cessione dei crediti e lasciare sul lastrico migliaia di soggetti estranei a qualsiasi illecito.
Quando, invece, un’inchiesta investe il sistema della ricostruzione e coinvolge un uomo storicamente legato a Fratelli d’Italia, improvvisamente non si generalizza più e si arriva persino a sostenere che i controlli abbiano funzionato.
I soliti due pesi e le due misure.
Del resto, in questo Governo sembra ormai tutto normale.
È potuto accadere che l’allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro entrasse in una società con la figlia di un uomo condannato per un reato aggravato dall’agevolazione mafiosa, salvo poi spiegare di non conoscerne i precedenti.
È potuto accadere che la Procura di Palermo chiedesse l’arresto per corruzione di Gaetano Armao, già vicepresidente della Regione Siciliana e marito di Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del ministro Nordio. E ancora si potrebbe scrivere fino alla nausea.
E allora ci sta pure che al ““𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼”, senatore della Repubblica ed esponente di Fratelli d’Italia, possa sfuggire una questione evidentemente ritenuta irrilevante: cosa volete che sia un presunto sistema capace di aggirare i controlli antimafia, coinvolgere centinaia di cantieri e determinare sequestri preventivi per oltre 57 milioni di euro?
Tutti inconsapevoli, tutti sorpresi e tutti soddisfatti dei controlli. Ma nessuno è mai responsabile di nulla.
𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮 𝗴𝗶𝗮' 𝗕𝗢𝗖𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢 𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 per i ritardi accumulati e per i risultati insufficienti dopo quasi quattro anni da commissario.
Avevamo pure scritto in occasione della ricorrenza dei 10 anni dal sisma:
«𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗣𝗜𝗨' 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗢 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗜𝗦𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢»
Oggi questa grave vicenda conferma che non sono più sufficienti comunicati di circostanza, ringraziamenti agli investigatori e tentativi di autoassoluzione.
𝗘𝗱 𝗼𝗿𝗮, 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼?
CANDE chiede una verifica indipendente di tutti i cantieri interessati, la pubblicazione dei contributi concessi, dei SAL e delle somme erogate e l’istituzione dell’Anagrafe nazionale dei lavori finanziati, per controllare ogni impresa, ogni opera e ogni euro fino al collaudo finale.
Ma prima ancora occorre assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto.
𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗜𝗘𝗥𝗜, chiedere scusa ai maceratesi e lasciare immediatamente spazio a una figura realmente capace di governare la ricostruzione, controllare l’utilizzo delle risorse pubbliche e proteggere le popolazioni terremotate.
Dieci anni sono dieci anni. Dopo quasi quattro anni di gestione Castelli, gli alibi sono finiti per lui e per il Governo.
𝘾𝘼𝙉𝘿𝙀 - 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨 𝘼𝙘𝙩𝙞𝙤𝙣 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝘿𝙚𝙡𝙡'𝙀𝙙𝙞𝙡𝙞𝙯𝙞𝙖