Class Action Nazionale dell'Edilizia

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Class Action Nazionale dell'Edilizia CANDE sostiene imprese, professionisti e lavoratori autonomi, promuovendo cultura d’impresa e valori etici per lo sviluppo economico e sociale

CANDE - Class Action Nazionale dell’Edilizia - è un’associazione impegnata nella promozione della cultura d’impresa, del lavoro autonomo e delle professioni, con l’obiettivo di valorizzare il ruolo economico, sociale e culturale della libera iniziativa. Supportiamo imprese, professionisti e lavoratori autonomi, offrendo assistenza tecnica, legale, sindacale, amministrativa e finanziaria per affrontare e risolvere le sfide quotidiane. Attraverso corsi di formazione, seminari, convegni e tirocini, CANDE contribuisce alla crescita professionale e culturale degli associati. Promuoviamo l’accesso a fondi agevolati e sviluppiamo iniziative innovative in collaborazione con enti pubblici e privati. Rappresentiamo gli interessi dei nostri associati presso enti pubblici e privati, monitoriamo normative rilevanti e proponiamo miglioramenti legislativi per favorire il settore imprenditoriale e professionale. Con uno spirito di mutua collaborazione e assistenza, CANDE si impegna a consolidare il valore etico e culturale dell’impresa e a costruire un ambiente economico favorevole allo sviluppo delle attività imprenditoriali, cooperativistiche e sociali. Grazie alla nostra rete di partner nazionali e internazionali, aspiriamo a diventare un interlocutore privilegiato per la Pubblica Amministrazione e un punto di riferimento per chi cerca supporto nel mondo dell’impresa.

𝗥𝗜𝗖𝗢𝗥𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗢𝗦𝗧-𝗦𝗜𝗦𝗠𝗔: 𝗖𝗔𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜, 𝗢𝗥𝗔 𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗩𝗜 𝗗𝗜𝗠𝗘𝗧𝗧𝗘𝗥𝗘Se questa inchiesta sulle Marche, avesse riguardato il  , avremm...
27/10/2026

𝗥𝗜𝗖𝗢𝗥𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗢𝗦𝗧-𝗦𝗜𝗦𝗠𝗔: 𝗖𝗔𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜, 𝗢𝗥𝗔 𝗧𝗜 𝗗𝗘𝗩𝗜 𝗗𝗜𝗠𝗘𝗧𝗧𝗘𝗥𝗘

Se questa inchiesta sulle Marche, avesse riguardato il , avremmo assistito al solito processo mediatico: prime pagine, talk show e conferenze stampa per presentare imprese, professionisti e cittadini come una categoria di truffatori.

La Presidente avrebbe ricordato ogni giorno agli italiani quanto sarebbe costata la misura per neonati e anziani per poi sfruttare l’inchiesta per giustificare nuove restrizioni.

Oggi, invece, l’operazione “Ricostruzione” della DDA di Ancona e della Guardia di Finanza registra:
- 𝟴 𝗮𝗿𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝟱𝟭 𝗶𝗻𝗱𝗮𝗴𝗮𝘁𝗶;
- 𝘀𝗲𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗼𝗹𝘁𝗿𝗲 𝟱𝟳 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼;
- ipotesi di truffa aggravata, corruzione, fatture false e infiltrazioni mafiose;
- centinaia di cantieri riconducibili al principale gruppo imprenditoriale coinvolto;
- tra gli arrestati, il presidente di ANCE Macerata e Fabio Pistarelli, storico esponente del centrodestra, già in AN, PDL e Fratelli d’Italia ed ex capo di Gabinetto del presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.

Siamo nella fase delle indagini e per tutti vale la presunzione di innocenza. Ma la responsabilità politica e amministrativa di spiegare come tutto questo sia stato possibile esiste già.
Il commissario straordinario, certo Guido Castelli, anziché riconoscere il fallimento della prevenzione, sostiene che i presìdi abbiano dimostrato una «𝙨𝙞𝙜𝙣𝙞𝙛𝙞𝙘𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙚𝙛𝙛𝙞𝙘𝙖𝙘𝙞𝙖 𝙤𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙞𝙫𝙖».

𝗠𝗮 𝗰𝗶 𝗳𝗮 𝗼 𝗰𝗶 𝗲'?

Se il presunto sistema è riuscito ad aggirare l’Anagrafe antimafia, utilizzare imprese-schermo e operare in centinaia di cantieri, non si può sostenere che i controlli abbiano funzionato soltanto perché, anni dopo, sono intervenute magistratura e Guardia di Finanza.

!!! 𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗴𝗮𝘁𝗶𝘃𝗶 𝗲 𝗿𝗲𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗶 !!!

𝗧𝗨 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶, ti dovresti occupare di controlli amministrativi che devono impedire il danno, non limitarsi a contarne le macerie.
Ma in tutto questo tempo pare ancora non l'abbia compreso.
Per anni Castelli ha presentato l’Anagrafe antimafia, il DURC di congruità, i badge di cantiere e la collaborazione istituzionale come una barriera contro le infiltrazioni criminali...𝗪𝗢𝗪!

Ora però dovrebbe spiegare:
1) chi controllava la concentrazione di centinaia di cantieri nelle mani dello stesso gruppo;
2) come sia stata verificata la capacità dell’impresa di eseguire una mole simile di lavori;
3) chi abbia controllato subappalti, manodopera, fatture, SAL e pagamenti;
4)quante risorse pubbliche siano state effettivamente erogate;
5) perché le anomalie non siano state intercettate prima.

Sul Superbonus il Governo Meloni ha strumentalizzato ogni frode per criminalizzare un intero settore, bloccare la cessione dei crediti e lasciare sul lastrico migliaia di soggetti estranei a qualsiasi illecito.
Quando, invece, un’inchiesta investe il sistema della ricostruzione e coinvolge un uomo storicamente legato a Fratelli d’Italia, improvvisamente non si generalizza più e si arriva persino a sostenere che i controlli abbiano funzionato.

I soliti due pesi e le due misure.

Del resto, in questo Governo sembra ormai tutto normale.
È potuto accadere che l’allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro entrasse in una società con la figlia di un uomo condannato per un reato aggravato dall’agevolazione mafiosa, salvo poi spiegare di non conoscerne i precedenti.
È potuto accadere che la Procura di Palermo chiedesse l’arresto per corruzione di Gaetano Armao, già vicepresidente della Regione Siciliana e marito di Giusi Bartolozzi, ex capo di Gabinetto del ministro Nordio. E ancora si potrebbe scrivere fino alla nausea.

E allora ci sta pure che al ““𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼”, senatore della Repubblica ed esponente di Fratelli d’Italia, possa sfuggire una questione evidentemente ritenuta irrilevante: cosa volete che sia un presunto sistema capace di aggirare i controlli antimafia, coinvolgere centinaia di cantieri e determinare sequestri preventivi per oltre 57 milioni di euro?

Tutti inconsapevoli, tutti sorpresi e tutti soddisfatti dei controlli. Ma nessuno è mai responsabile di nulla.

𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗮𝘃𝗲𝘃𝗮 𝗴𝗶𝗮' 𝗕𝗢𝗖𝗖𝗜𝗔𝗧𝗢 𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 per i ritardi accumulati e per i risultati insufficienti dopo quasi quattro anni da commissario.
Avevamo pure scritto in occasione della ricorrenza dei 10 anni dal sisma:

«𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗣𝗜𝗨' 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗣𝗔𝗦𝗦𝗢 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗘 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗜𝗦𝗦𝗔𝗥𝗜𝗢»

Oggi questa grave vicenda conferma che non sono più sufficienti comunicati di circostanza, ringraziamenti agli investigatori e tentativi di autoassoluzione.

𝗘𝗱 𝗼𝗿𝗮, 𝗰𝗵𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼?

CANDE chiede una verifica indipendente di tutti i cantieri interessati, la pubblicazione dei contributi concessi, dei SAL e delle somme erogate e l’istituzione dell’Anagrafe nazionale dei lavori finanziati, per controllare ogni impresa, ogni opera e ogni euro fino al collaudo finale.
Ma prima ancora occorre assumersi la responsabilità politica di quanto accaduto.

𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗲𝘃𝗲 𝗱𝗶𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝘀𝗶 𝗜𝗘𝗥𝗜, chiedere scusa ai maceratesi e lasciare immediatamente spazio a una figura realmente capace di governare la ricostruzione, controllare l’utilizzo delle risorse pubbliche e proteggere le popolazioni terremotate.

Dieci anni sono dieci anni. Dopo quasi quattro anni di gestione Castelli, gli alibi sono finiti per lui e per il Governo.

𝘾𝘼𝙉𝘿𝙀 - 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨 𝘼𝙘𝙩𝙞𝙤𝙣 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝘿𝙚𝙡𝙡'𝙀𝙙𝙞𝙡𝙞𝙯𝙞𝙖

𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗕𝗢𝗡𝗨𝗦: 𝗜𝗟 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗖𝗥𝗘𝗔 𝗜𝗟 𝗗𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗘 𝗣𝗢𝗜 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗟 “𝗦𝗔𝗟𝗩𝗔𝗚𝗘𝗡𝗧𝗘”Secondo 𝘐𝘭 𝘚𝘰𝘭𝘦 24 𝘖𝘳𝘦, il Governo stare...
25/10/2026

𝗧𝗢𝗥𝗡𝗔 𝗜𝗟 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗕𝗢𝗡𝗨𝗦: 𝗜𝗟 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗖𝗥𝗘𝗔 𝗜𝗟 𝗗𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗘 𝗣𝗢𝗜 𝗦𝗜 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗟 “𝗦𝗔𝗟𝗩𝗔𝗚𝗘𝗡𝗧𝗘”

Secondo 𝘐𝘭 𝘚𝘰𝘭𝘦 24 𝘖𝘳𝘦, il Governo starebbe valutando una misura per i cittadini coinvolti in contestazioni fiscali relative al Superbonus: un’imposta agevolata per chiudere le pendenze nei casi di lavori incompleti, mancato salto delle due classi energetiche, irregolarità nei SAL o nelle pratiche edilizie.

In sostanza, il cittadino dovrebbe restituire una parte dell’agevolazione per evitare sanzioni, interessi e lunghi contenziosi con il Fisco.

Vista così, potrebbe sembrare una soluzione. Ma non lo è.

È l'ennesimo tentativo di mettere una toppa sul disastro prodotto da anni di cambiamenti normativi e, soprattutto, dal blocco della cessione dei crediti voluto da questo Governo.

Lo Stato ha introdotto un sistema basato sullo sconto in fattura e sulla circolazione dei crediti d’imposta. Ha convinto famiglie, condomìni, professionisti e imprese a firmare contratti, anticipare denaro, assumere lavoratori e avviare cantieri.

Poi ha cambiato continuamente le regole.

Dopo i danni di Draghi, il Governo Meloni, con il DL 11/2023 e il DL 39/2024, ha assestato il colpo finale alla circolazione prevista dall’articolo 121 del DL 34/2020, lasciando crediti senza acquirenti, imprese senza liquidità, professionisti senza compensi e cittadini con cantieri sospesi.

Ora lo stesso Stato che ha causato il danno, vorrebbe presentarsi come salvatore, chiedendo alle vittime di pagare un’altra imposta per “sanare” la propria posizione.

𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮 𝗹’𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗽𝗼𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮 𝗹𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗲, 𝗯𝗹𝗼𝗰𝗰𝗮 𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶, 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲 𝗶𝗻 𝗴𝗶𝗻𝗼𝗰𝗰𝗵𝗶𝗼 𝗳𝗮𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲 𝗲 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗻𝗲, 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗻𝗮𝗿𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘂𝘀𝗰𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗮 𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗮.

Più che un salvagente, sembra il conto del fallimento politico scaricato ancora una volta sui cittadini.

Una misura del genere potrebbe fare contento soltanto qualche gruppo di “Esodati del Superbonus”, pronto ad aggrapparsi all’ennesima soluzione parziale, regalando alla politica qualche consenso a pochi mesi dalle elezioni, senza risolvere il problema complessivo.

Ma tutti gli altri che fine faranno?

Chi tutela il committente rimasto con il cantiere sospeso perché l’impresa non ha più trovato acquirenti per i crediti?

Chi paga i lavori completati ma non liquidati?

Chi tutela le imprese e i professionisti che hanno eseguito regolarmente le opere, emesso fatture e maturato crediti che oggi non possono più cedere, compensare o incassare?

Chi risarcisce le aziende protestate, fallite o prossime al fallimento proprio perché lo Stato ha interrotto il meccanismo economico sul quale erano stati sottoscritti contratti e assunti impegni?

Chi risponde dei lavoratori licenziati, dei fornitori non pagati, dei patrimoni personali aggrediti e delle garanzie bancarie escusse?
E quanto invece costeranno allo Stato migliaia di accertamenti, ricorsi, perizie e processi tributari?

Ma soprattutto: 𝗰𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲 𝗶𝗹 𝗙𝗶𝘀𝗰𝗼 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲?

Un atto di recupero dell’Agenzia delle Entrate non è una sentenza. Non si può obbligare il cittadino a pagare soltanto perché difendersi per anni costa troppo e lo espone al rischio di perdere la casa.

CANDE non pensa minimamente di offrire condoni ai truffatori e non cerca neppure scorciatoie per raccogliere consenso.

𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗽𝗿𝗲𝘁𝗲𝗻𝗱𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝘀𝗼𝗴𝗴𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗿𝗶𝗺𝗮𝘀𝘁𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗿𝗮𝗽𝗽𝗼𝗹𝗮𝘁𝗶:
1. censimento nazionale dei cantieri sospesi, dei lavori ultimati e dei crediti bloccati;
2. verifica tecnica dei lavori realmente eseguiti e dei crediti effettivamente maturati;
3. sospensione degli atti di recupero nei confronti dei committenti in buona fede fino all’accertamento delle responsabilità;
4. distinzione netta tra frode, errore formale, inadempimento dell’impresa e danno provocato dai cambiamenti normativi;
5. possibilità di liquidare o compensare i crediti validi attraverso una piattaforma pubblica o un veicolo finanziario controllato dallo Stato;
6. fondo di ristoro per imprese e professionisti che dimostrino di avere subìto un danno diretto dal blocco della circolazione;
7. procedura conciliativa preventiva, prima di trascinare cittadini e Stato in costosi contenziosi tributari;
8. rivalsa nei confronti dei responsabili effettivi, non contro il soggetto più semplice da raggiungere e colpire.

Per usare metafore tanto care al Ministro Giorgetti, possiamo affermare che il Governo ha prima provocato il naufragio lasciando famiglie e imprese in mare aperto per poi presentarsi con un “salvagente” a pagamento per tornare a riva.

𝗜𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗱𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶 𝘀𝗼𝗹𝗱𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘃𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲, 𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗮𝗴𝗵𝗶 𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝗿𝗲𝗴𝗼𝗹𝗮𝗿𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗲𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗶, 𝗿𝗲𝗻𝗱𝗮 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗶 𝘃𝗲𝗿𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮𝘁𝗶, 𝗿𝗶𝘀𝗮𝗿𝗰𝗶𝘀𝗰𝗮 𝗶 𝗱𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝘀𝗶 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗿𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝘀𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶𝘁𝗮' 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶.

Abbiamo assistito ad un attacco frontale a chi ha utilizzato una legge dello Stato, tante domande e tante risposte ma come rispondiamo a questa?

𝘾𝙃𝙄 𝙋𝘼𝙂𝘼 𝙊𝙍𝘼 𝙄 𝘿𝘼𝙉𝙉𝙄 𝙋𝙍𝙊𝙑𝙊𝘾𝘼𝙏𝙄 𝘿𝘼𝙇 𝙂𝙊𝙑𝙀𝙍𝙉𝙊?

Il blocco alla circolazione dei crediti d'imposta è stato l'innesco della crisi del Superbonus. Nessun'altra spiegazione

𝘾𝘼𝙉𝘿𝙀 - 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨 𝘼𝙘𝙩𝙞𝙤𝙣 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝘿𝙚𝙡𝙡'𝙀𝙙𝙞𝙡𝙞𝙯𝙞𝙖

📣 𝗘' 𝗢𝗚𝗚𝗜! 𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗔 “𝗖𝗢𝗡𝗗𝗢𝗠𝗜𝗡𝗜𝗢 𝗘𝗫𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗖𝗘” – 𝗥𝗢𝗠𝗔La sicurezza dei nostri edifici riguarda tutti: le nostre case, le nost...
23/10/2026

📣 𝗘' 𝗢𝗚𝗚𝗜! 𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗔 “𝗖𝗢𝗡𝗗𝗢𝗠𝗜𝗡𝗜𝗢 𝗘𝗫𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗖𝗘” – 𝗥𝗢𝗠𝗔

La sicurezza dei nostri edifici riguarda tutti: le nostre case, le nostre famiglie e il nostro portafogli.

𝗢𝗴𝗴𝗶 𝟮𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲 “𝗦𝗶𝗰𝘂𝗿𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗲𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶”, 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟱:𝟬𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟲:𝟬𝟬, 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗿𝗿𝗮' 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗖𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶, 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘.

Esporremo 𝘂𝗻 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝘁𝗿𝗶𝗺𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗶𝗺𝗺𝗼𝗯𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗲 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 e su come programmare una 𝗥𝗶𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝘂𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗦𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗚𝗹𝗼𝗯𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝗰𝗼𝗿𝗿𝗲𝗿𝗲 𝗮𝗶 𝗯𝗼𝗻𝘂𝘀 𝗲𝗱𝗶𝗹𝗶𝘇𝗶.

🏠 Sicurezza sismica, rimozione dell’amianto, abbattimento delle barriere architettoniche ed efficienza energetica: obiettivi da affrontare con una visione d’insieme, priorità chiare e risorse adeguate.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗲𝗻𝘁𝗶? 𝗖𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗶?.

Porteremo la proposta CANDE al confronto con professionisti, amministratori e operatori del settore.

Ci vediamo oggi a Roma. Il futuro delle nostre case comincia dalle scelte di oggi.

📍𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗪𝗲𝗚𝗶𝗹 – 𝗟𝗮𝗿𝗴𝗼 𝗔𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗴𝗵𝗶 𝟱, 𝗥𝗼𝗺𝗮
🕒 𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟱:𝟬𝟬–𝟭𝟲:𝟬𝟬 | 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗠𝗔𝗙𝗔𝗜

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𝗥𝗜𝗖𝗢𝗦𝗧𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗢𝗦𝗧-𝗦𝗜𝗦𝗠𝗔: 𝟱𝟳 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗘𝗨𝗥𝗢 𝗦𝗢𝗧𝗧𝗢 𝗦𝗘𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗥𝗢. 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗘 𝗠𝗔𝗖𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗨𝗡 𝗘𝗫 𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗗𝗜...
22/10/2026

𝗥𝗜𝗖𝗢𝗦𝗧𝗥𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗣𝗢𝗦𝗧-𝗦𝗜𝗦𝗠𝗔: 𝟱𝟳 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗘𝗨𝗥𝗢 𝗦𝗢𝗧𝗧𝗢 𝗦𝗘𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧𝗥𝗢. 𝗔𝗥𝗥𝗘𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗥𝗘𝗦𝗜𝗗𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗘 𝗠𝗔𝗖𝗘𝗥𝗔𝗧𝗔 𝗘 𝗨𝗡 𝗘𝗫 𝗘𝗦𝗣𝗢𝗡𝗘𝗡𝗧𝗘 𝗗𝗜 𝗙𝗥𝗔𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜 𝗗'𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔

𝗘 𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗔 𝗗𝗢𝗩𝗘𝗩𝗔 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗚𝗔𝗥𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔 𝗗𝗜 𝗟𝗘𝗚𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔'?

Per anni le piccole imprese edili italiane hanno dovuto subire condizioni sempre più restrittive, certificazioni, costi e barriere per accedere ai lavori più importanti.

Ci hanno raccontato che bisognava qualificare le imprese, contrastare le frodi, garantire trasparenza e legalità.

𝗘 𝗰𝗵𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗲𝗻𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗳𝗼𝗿𝘇𝗮 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮? 𝗔𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗔𝗡𝗖𝗘, 𝗹'𝗔𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗖𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗘𝗱𝗶𝗹𝗶.

Con il Governo Draghi, attraverso l'articolo 10-bis del D.L. 21/2022, è stato introdotto l'obbligo dell'attestazione SOA per i lavori privati agevolati superiori a 516.000 euro, pienamente operativo dal luglio 2023.

Una scelta che ha imposto ulteriori requisiti economici e organizzativi, penalizzando soprattutto le piccole imprese, spesso prive delle risorse necessarie per affrontare il percorso di qualificazione.

𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗔 𝗗𝗢𝗩𝗘𝗩𝗔 𝗘𝗦𝗦𝗘𝗥𝗘 𝗨𝗡𝗔 𝗚𝗔𝗥𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔. 𝗠𝗔 𝗗𝗔 𝗤𝗨𝗔𝗡𝗗𝗢 𝗨𝗡𝗔 𝗖𝗘𝗥𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗚𝗔𝗥𝗔𝗡𝗧𝗜𝗦𝗖𝗘 𝗟'𝗢𝗡𝗘𝗦𝗧𝗔'?

Oggi, 22 ottobre 2026, dalla ricostruzione post-sisma delle Marche arriva una notizia gravissima.

La Guardia di Finanza, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona, ha eseguito 8 misure cautelari in carcere, nell'ambito di un'inchiesta con 51 indagati e sequestri per oltre 𝟱𝟳 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗘𝗨𝗥𝗢!

𝟱𝟳 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗜𝗡 𝗨𝗡 𝗖𝗢𝗟𝗣𝗢 𝗦𝗢𝗟𝗢!

E pensare che ancora oggi si continuano a rincorrere le presunte frodi del Superbonus, utilizzate per anni come argomento politico per screditare un intero settore produttivo.

Qui siamo di fronte a un'inchiesta che riguarda fondi pubblici destinati alla ricostruzione delle case distrutte dal terremoto, con accuse di truffa aggravata, corruzione e subappalti a soggetti ritenuti collegati alla criminalità organizzata.

𝗦𝗘 𝗟𝗘 𝗔𝗖𝗖𝗨𝗦𝗘 𝗦𝗔𝗥𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗖𝗢𝗡𝗙𝗘𝗥𝗠𝗔𝗧𝗘, 𝗦𝗔𝗥𝗘𝗠𝗢 𝗗𝗔𝗩𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗔 𝗨𝗡𝗢 𝗦𝗖𝗔𝗡𝗗𝗔𝗟𝗢 𝗖𝗟𝗔𝗠𝗢𝗥𝗢𝗦𝗢!

Tra gli arrestati figurano 𝗘𝗡𝗥𝗜𝗖𝗢 𝗖𝗥𝗨𝗖𝗜𝗔𝗡𝗘𝗟𝗟𝗜, 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗡𝗖𝗘 𝗠𝗮𝗰𝗲𝗿𝗮𝘁𝗮, 𝗲 𝗙𝗔𝗕𝗜𝗢 𝗣𝗜𝗦𝗧𝗔𝗥𝗘𝗟𝗟𝗜, 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗲𝘀𝗽𝗼𝗻𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗶 𝗙𝗿𝗮𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱'𝗜𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮 𝗲𝗱 𝗲𝘅 𝗰𝗮𝗽𝗼 𝗱𝗶 𝗴𝗮𝗯𝗶𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲, 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗔𝗰𝗾𝘂𝗮𝗿𝗼𝗹𝗶.

Le responsabilità penali dovranno naturalmente essere accertate dalla magistratura. Ma le domande politiche e istituzionali non possono aspettare.

𝗘 𝗔𝗗𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗖𝗛𝗜 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗡𝗗𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗦𝗜𝗦𝗧𝗘𝗠𝗔 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗜?

Ci rivolgiamo direttamente al 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗿𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲, 𝗚𝗨𝗜𝗗𝗢 𝗖𝗔𝗦𝗧𝗘𝗟𝗟𝗜.

L'8 settembre scorso Castelli elogiava pubblicamente l'efficacia dei controlli preventivi svolti in collaborazione con ANAC, richiamando legalità, trasparenza e risultati concreti.

Alla luce dell'inchiesta odierna chiediamo: quali controlli hanno riguardato le procedure e i soggetti coinvolti? Quali verifiche sono state effettuate sugli affidamenti e sui subappalti? Erano già emerse anomalie o segnalazioni?

E soprattutto, come si intende garantire che le risorse pubbliche arrivino effettivamente alle famiglie terremotate?

Anche ANCE deve spiegare come intende tutelare la credibilità della rappresentanza delle imprese e quali strumenti di vigilanza interna abbia adottato.

E Fratelli d'Italia, tanto severa nel denunciare le frodi del Superbonus, deve dimostrare lo stesso rigore quando le indagini coinvolgono persone provenienti dalla propria area politica.

𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗘𝗥𝗔 𝗔 𝗖𝗔𝗠𝗘𝗥𝗜𝗡𝗢. 𝗟𝗘 𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗜𝗡𝗩𝗜𝗧𝗔𝗧𝗘, 𝗡𝗢!

L'8 marzo 2026, ben sette mesi prima dell'inchiesta giudiziaria, CANDE pubblicava il resoconto del suo Primo Congresso Nazionale “𝗥𝗶𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝗿𝗲 𝗜𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲 𝗹𝗲 𝗠𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲”, organizzato a Camerino da Diego Piermattei e dall'Architetto Federico Gemignani, Direttore Tecnico Nazionale CANDE, grazie all'ospitalità dell'Associazione IoNonCrollo ODV.

Non eravamo lì per una passerella politica, ma per offrire alle comunità terremotate una rete di imprese, professionisti e tecnici, anche esterni al territorio, capace di contribuire alla ricostruzione.

Gemignani aveva ribadito un principio fondamentale: collaborare con i professionisti locali, senza sostituirli, mettendo a disposizione competenze, imprese qualificate e nuove tecnologie.

𝗨𝗡 𝗠𝗢𝗗𝗘𝗟𝗟𝗢 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗟𝗟𝗔𝗕𝗢𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗔𝗣𝗘𝗥𝗧𝗨𝗥𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗠𝗘𝗥𝗖𝗔𝗧𝗢, 𝗡𝗢𝗡 𝗗𝗜 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗘𝗡𝗧𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗢𝗣𝗣𝗢𝗥𝗧𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔̀ 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗠𝗔𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗣𝗢𝗖𝗛𝗜.

In quello stesso post CANDE denunciava pubblicamente l'assenza delle istituzioni e delle autorità invitate, auspicando maggiore attenzione verso territori che aspettavano ancora risposte.

Oggi, sette mesi dopo, arriva un'inchiesta con 57 milioni di euro sotto sequestro.

Non conosciamo le ragioni di quelle assenze, né intendiamo collegarle a responsabilità non dimostrate. Ma quelle richieste di attenzione e trasparenza meritavano allora, e meritano ancora oggi, risposte concrete.

𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗖'𝗘𝗥𝗔. 𝗟𝗘 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗣𝗢𝗦𝗧𝗘 𝗘𝗥𝗔𝗡𝗢 𝗣𝗨𝗕𝗕𝗟𝗜𝗖𝗛𝗘. 𝗢𝗥𝗔 𝗩𝗢𝗚𝗟𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗘!

Per gli appalti pubblici la qualificazione SOA era già prevista. Ma con il D.L. 21/2022 il Governo Draghi ha esteso questo obbligo anche ai lavori privati agevolati con i bonus edilizi, Superbonus compreso, per importi superiori a 516.000 euro.

Una scelta che CANDE contesta per le conseguenze sull'accesso delle piccole imprese agli interventi di maggiore entità, favorendo la concentrazione delle opportunità nelle mani degli operatori più strutturati.

𝗘 𝗢𝗚𝗚𝗜 𝗟𝗔 𝗗𝗢𝗠𝗔𝗡𝗗𝗔 𝗘' 𝗜𝗡𝗘𝗩𝗜𝗧𝗔𝗕𝗜𝗟𝗘: 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗜𝗠𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘 𝗦𝗜𝗚𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢 𝗚𝗔𝗥𝗔𝗡𝗧𝗜𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗟𝗘𝗚𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔'?

L'inchiesta marchigiana non dimostra che la SOA abbia favorito il presunto sistema corruttivo. Ma, qualora le accuse fossero confermate, imporrebbe una riflessione sull'efficacia delle qualificazioni e dei controlli, soprattutto quando sono in gioco milioni di euro di risorse pubbliche.

𝗟𝗔 𝗦𝗢𝗔 𝗖𝗘𝗥𝗧𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔 𝗥𝗘𝗤𝗨𝗜𝗦𝗜𝗧𝗜 𝗧𝗘𝗖𝗡𝗜𝗖𝗜 𝗘𝗗 𝗘𝗖𝗢𝗡𝗢𝗠𝗜𝗖𝗜, 𝗡𝗢𝗡 𝗟'𝗢𝗡𝗘𝗦𝗧𝗔' 𝗗𝗜 𝗖𝗛𝗜 𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗦𝗦𝗜𝗘𝗗𝗘!

A questo punto CANDE ritiene opportuno che 𝗶𝗹 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗶𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗼𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗚𝘂𝗶𝗱𝗼 𝗖𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗮 𝗶𝗻 𝗣𝗮𝗿𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, nelle sedi competenti, sull'efficacia dei controlli nella ricostruzione post-sisma, sulle eventuali criticità già segnalate e sulle misure necessarie a tutelare i finanziamenti pubblici.

Perché la questione non riguarda soltanto le responsabilità penali dei singoli, che spetterà alla magistratura accertare, ma anche la trasparenza di un sistema che deve garantire concorrenza, legalità e ricostruzione alle popolazioni terremotate.

𝘾𝑨𝙉𝑫𝙀 – 𝘾𝒍𝙖𝒔𝙨 𝘼𝒄𝙩𝒊𝙤𝒏 𝑵𝙖𝒛𝙞𝒐𝙣𝒂𝙡𝒆 𝒅𝙚𝒍𝙡'𝙀𝒅𝙞𝒍𝙞𝒛𝙞𝒂

𝗟𝗘 𝗣𝗜𝗖𝗖𝗢𝗟𝗘 𝗜𝗠𝗣𝗥𝗘𝗦𝗘 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗛𝗜𝗘𝗗𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗥𝗜𝗩𝗜𝗟𝗘𝗚𝗜 𝗠𝗔 𝗥𝗘𝗚𝗢𝗟𝗘 𝗘𝗤𝗨𝗘, 𝗟𝗜𝗕𝗘𝗥𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗖𝗢𝗥𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢𝗟𝗟𝗜 𝗖𝗛𝗘 𝗙𝗨𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜𝗡𝗢 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢...𝗣𝗘𝗥 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗜


𝗘𝗗𝗜𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗟𝗔𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗙𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗥𝗘𝗩𝗢𝗖𝗔Cominciamo con l'analizzare l'ultimo decreto del Ministero dell’Istru...
18/10/2026

𝗘𝗗𝗜𝗟𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗦𝗖𝗢𝗟𝗔𝗦𝗧𝗜𝗖𝗔: 𝗙𝗜𝗡𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗔 𝗥𝗜𝗦𝗖𝗛𝗜𝗢 𝗥𝗘𝗩𝗢𝗖𝗔

Cominciamo con l'analizzare l'ultimo decreto del Ministero dell’Istruzione e del Merito, pubblicato il 14 ottobre 2026, il quale fissa al 𝟮𝟵 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟳 il termine inderogabile per completare e rendicontare gli interventi di edilizia scolastica finanziati con 𝟰𝟲𝟯,𝟵 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗲𝘂𝗿𝗼 provenienti dai residui dei mutui BEI.

Il mancato rispetto della scadenza comporterà la revoca del finanziamento.

Trattasi di interventi destinati alla ristrutturazione, alla messa in sicurezza, all’adeguamento sismico e all’efficientamento energetico delle scuole.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶 𝗿𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮
Fissare una scadenza è necessario, ma limitarsi ad attendere quella data per poi revocare i fondi significa scaricare e rinunciare a governare i lavori.

Questa mentalità irresponsabile l'abbiamo già sperimentata con il Superbonus: famiglie, professionisti e imprese sono stati spinti ad assumere impegni, anticipare risorse e avviare cantieri, per poi trovarsi fuori termine anche a causa dei ritardi della P.A., dell’incertezza normativa e del blocco della cessione dei crediti.

𝗟𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗲𝘃𝗲𝗿𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗿𝗲𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗳𝗳𝗶𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝘁𝗼 𝗶𝗻𝘃𝗲𝘀𝘁𝗶𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶, 𝗽𝗲𝗿 𝗽𝗼𝗶 𝘀𝗰𝗮𝗿𝗶𝗰𝗮𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝘂𝗲𝗻𝘇𝗲 𝘀𝘂 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗶𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗶, 𝗽𝗿𝗼𝗳𝗲𝘀𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝘁𝗶, 𝗶𝗺𝗽𝗿𝗲𝘀𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶.

La stessa logica rischia di ripetersi con l’edilizia scolastica senza saper valutare che un’opera ritarda a causa di autorizzazioni, pareri, varianti, contenziosi o altri ostacoli amministrativi. La risposta dunque, non può essere soltanto la revoca.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝗻𝗲 𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘
Una regia come il 𝗠𝗶𝗱𝗘 – 𝗠𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝗱𝗶𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮 andrebbe a istituire un’Anagrafe nazionale dei lavori finanziati, valida nel caso specifico ma anche per ogni investimento pubblico nel settore delle costruzioni.
Per ciascuna opera dovranno essere verificabili:
1. finanziamento assegnato e somme utilizzate;
2. stato della progettazione e delle autorizzazioni;
3. affidamento e impresa esecutrice;
4. avanzamento dei lavori e pagamenti;
5. varianti, sospensioni e aumenti dei costi;
6. cause dei ritardi e relative responsabilità;
7. collaudo e risultato finale.

L’Anagrafe dovrà segnalare in anticipo i cantieri a rischio, permettendo di attivare assistenza tecnica, rimuovere gli ostacoli e concedere proroghe motivate quando i ritardi non dipendono dai soggetti attuatori.

Le scadenze devono servire a completare le opere e non a togliere i fondi.

Finanziare una scuola non significa averla resa sicura. Lo Stato deve necessariamente seguire ogni intervento fino alla conclusione dei lavori e alla consegna dell’edificio agli studenti.

𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗢𝗠𝗜𝗡𝗜𝗢 𝗘𝗫𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗖𝗘 𝗘𝗫𝗣𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲Il 𝟮𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 torna 𝗖𝗼𝗻𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶𝗼 𝗘𝘅𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝗰𝗲 𝗘𝘅𝗽𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, manifestazione dedica...
13/10/2026

𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗢𝗠𝗜𝗡𝗜𝗢 𝗘𝗫𝗣𝗘𝗥𝗜𝗘𝗡𝗖𝗘 𝗘𝗫𝗣𝗢 𝟮𝟬𝟮𝟲

Il 𝟮𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝗮 𝗥𝗼𝗺𝗮 torna 𝗖𝗼𝗻𝗱𝗼𝗺𝗶𝗻𝗶𝗼 𝗘𝘅𝗽𝗲𝗿𝗶𝗲𝗻𝗰𝗲 𝗘𝘅𝗽𝗼 𝟮𝟬𝟮𝟲, manifestazione dedicata al mondo del condominio e dell'abitare, che riunisce amministratori, professionisti, tecnici, imprese ed esperti per confrontarsi sui temi e sulle problematiche che interessano milioni di italiani che vivono e lavorano nei nostri edifici.

Un luogo di incontro, quindi, tra chi amministra gli immobili, chi vi abita e chi materialmente interviene per mantenerli, trasformarli e renderli più sicuri.

Tra gli appuntamenti della giornata, dalle 𝟭𝟱:𝟬𝟬 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟲:𝟬𝟬 – 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗠𝗔𝗙𝗔𝗜, si terrà la tavola rotonda:

“𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗡𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗘𝗗𝗜𝗙𝗜𝗖𝗜 𝗘 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗢𝗠𝗜𝗡𝗜"

Al confronto parteciperà anche 𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘 – 𝗖𝗹𝗮𝘀𝘀 𝗔𝗰𝘁𝗶𝗼𝗻 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝗱𝗶𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮, attraverso il suo 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗥𝗼𝗯𝗲𝗿𝘁𝗼 𝗖𝗲𝗿𝘃𝗲𝗹𝗹𝗶𝗻𝗶.

CANDE porterà al tavolo una visione della sicurezza degli edifici che va oltre il singolo intervento e oltre l'emergenza, partendo da una domanda molto semplice:

Quanto sono realmente sicure le case in cui viviamo?

E soprattutto: siamo sicuri che il problema sia soltanto tecnico?

Il 23 ottobre presenteremo la nostra analisi e alcune proposte sulle quali CANDE lavora da tempo.

Perché parlare di sicurezza è facile.
Programmarla, renderla possibile e trovare gli strumenti per realizzarla è tutta un'altra cosa.

📅𝗩𝗲𝗻𝗲𝗿𝗱𝗶' 𝟮𝟯 𝗼𝘁𝘁𝗼𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲
📍 𝗣𝗮𝗹𝗮𝘇𝘇𝗼 𝗪𝗲𝗚𝗶𝗹 – 𝗟𝗮𝗿𝗴𝗼 𝗔𝘀𝗰𝗶𝗮𝗻𝗴𝗵𝗶 𝟱, 𝗥𝗼𝗺𝗮
🕒 𝗢𝗿𝗲 𝟭𝟱:𝟬𝟬–𝟭𝟲:𝟬𝟬 | 𝗦𝗮𝗹𝗮 𝗠𝗔𝗙𝗔𝗜

🎟️ 𝗜𝗡𝗚𝗥𝗘𝗦𝗦𝗢 𝗚𝗥𝗔𝗧𝗨𝗜𝗧𝗢 – 𝗣𝗥𝗘𝗡𝗢𝗧𝗔 𝗜𝗟 𝗧𝗨𝗢 𝗣𝗢𝗦𝗧𝗢!

👉 CLICCA QUI PER ISCRIVERTI GRATUITAMENTE
https://www.romaexperience.it/dettagli-e-registrazioni/visitatori-condominio-experience-2026


𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗦𝗨𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢: 𝗔𝗥𝗥𝗜𝗩𝗔 𝗣𝗨𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢. 𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗖𝗔𝗟𝗗𝗘𝗥𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗭𝗘𝗥𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗨𝗟𝗧𝗔𝗧𝗜 𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗙𝗢𝗥𝗧𝗨𝗡...
12/10/2026

𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗦𝗨𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢: 𝗔𝗥𝗥𝗜𝗩𝗔 𝗣𝗨𝗥𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢. 𝗟𝗔 𝗠𝗜𝗡𝗜𝗦𝗧𝗥𝗔 𝗖𝗔𝗟𝗗𝗘𝗥𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗢𝗡 𝗭𝗘𝗥𝗢 𝗥𝗜𝗦𝗨𝗟𝗧𝗔𝗧𝗜 𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗙𝗢𝗥𝗧𝗨𝗡𝗔 𝗠𝗔𝗧𝗧𝗔𝗥𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗡𝗦𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗜'

Ieri, 11 ottobre, si è celebrata la 𝟳𝟲ª 𝗚𝗶𝗼𝗿𝗻𝗮𝘁𝗮 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗲 𝗩𝗶𝘁𝘁𝗶𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗜𝗻𝗰𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘀𝘂𝗹 𝗟𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato la necessità di «𝙞𝙣𝙩𝙚𝙧𝙫𝙚𝙣𝙞𝙧𝙚 𝙨𝙪𝙞 𝙧𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞 𝙥𝙧𝙞𝙢𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙞 𝙩𝙧𝙖𝙙𝙪𝙘𝙖𝙣𝙤 𝙞𝙣 𝙞𝙣𝙘𝙞𝙙𝙚𝙣𝙩𝙞, 𝙖𝙩𝙩𝙧𝙖𝙫𝙚𝙧𝙨𝙤 𝙪𝙣𝙖 𝙥𝙧𝙚𝙫𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙚𝙛𝙛𝙞𝙘𝙖𝙘𝙚, 𝙪𝙣𝙖 𝙛𝙤𝙧𝙢𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙚 𝙖𝙙𝙚𝙜𝙪𝙖𝙩𝙖».
Parole sacrosante, ma la politica continua a percorrere un'altra strada.

Da anni, e con particolare intensità sotto la guida della Ministra Marina Calderone, si è scelto di affrontare la sicurezza attraverso controlli, sanzioni, sospensioni, burocrazia e patente a crediti.
Una politica che CANDE denuncia da tempo come prevalentemente repressiva, soprattutto nei confronti delle piccole imprese.

𝗘 𝗜 𝗥𝗜𝗦𝗨𝗟𝗧𝗔𝗧𝗜?

Nel 2025 le denunce complessive di infortunio sono aumentate dell'1,2%. Nei primi sette mesi del 2026 gli infortuni denunciati in occasione di lavoro sono cresciuti ancora del 4,9%.
𝗠𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗖𝗮𝗹𝗱𝗲𝗿𝗼𝗻𝗲, 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗾𝘂𝗮𝘀𝗶 𝗾𝘂𝗮𝘁𝘁𝗿𝗼 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗮𝗺𝗯𝗶𝗮𝗿𝗲 𝘀𝘁𝗿𝗮𝘁𝗲𝗴𝗶𝗮, 𝘀𝗲𝗺𝗺𝗮𝗶 𝗻𝗲 𝗮𝘃𝗲𝘀𝘀𝗲?

Perseguire e sanzionare continuamente le aziende non significa automaticamente salvare vite umane. Significa anche imporre costi che possono mettere in ginocchio le piccole imprese.
CANDE chiede trasparenza: 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗶𝗻𝗰𝗮𝘀𝘀𝗮 𝗹𝗼 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗮𝗹𝗹𝗲 𝘀𝗮𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝗺𝗲𝗰𝗰𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗺𝗶𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗽𝗲𝗿 𝗶𝗹 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗶𝘀𝗽𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼? Soprattutto, quanto viene realmente investito nell'assistenza preventiva?

𝗢𝗥𝗔 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗟 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢?

Si avete capito bene! Gli scienziati del lavoro dai risultati finora eccellenti, propongono persino una struttura giudiziaria nazionale specializzata per coordinare le indagini sui reati della sicurezza.
Ma dove vogliamo arrivare?
Vogliamo trasformare definitivamente il mondo del lavoro in una questione di polizia giudiziaria?

La magistratura deve perseguire i reati e le violazioni gravi devono essere punite, ma la prevenzione deve arrivare prima dell'ispettore e prima del magistrato!

𝗠𝗔 𝗜 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗜 𝗚𝗜𝗢𝗩𝗔𝗡𝗜?

Gli infortuni che coinvolgono gli studenti ci ricordano quanto sia indispensabile una preparazione concreta prima dell'ingresso nei luoghi di lavoro.
Un ragazzo deve imparare a conoscere i rischi, le attrezzature e le procedure di sicurezza già a scuola.
Il lavoro deve rappresentare un'opportunità, una soddisfazione, un futuro e non diventare una condizione permanente di ansia, paura delle sanzioni e timore di sbagliare.

𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗢𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔 𝗖𝗔𝗡𝗗𝗘
Da tempo, attraverso il progetto MiDE – Ministero dell'Edilizia, proponiamo un modello completamente diverso:
Formazione pratica alla sicurezza fin dalla scuola.
Patentino di Abilità al Lavoro (PAL), per certificare le reali competenze.
Assistenza e prevenzione nelle piccole imprese.
Diffida preventiva e possibilità di regolarizzazione per le irregolarità formali sanabili.
Sanzioni proporzionate alla gravità delle violazioni e investimenti concreti nella sicurezza.

𝗕𝗜𝗦𝗢𝗚𝗡𝗔 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔𝗥𝗘 𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗟𝗜𝗧𝗔'. 𝗔 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗜𝗥𝗘 𝗗𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗜𝗠𝗔!

CANDE ritiene politicamente inadeguata la strategia adottata dalla Ministra Calderone, perché continua a privilegiare la repressione senza dimostrare risultati preventivi sufficienti.

𝗟𝗔 𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗖𝗢𝗡 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗦𝗧𝗜𝗡𝗧𝗜𝗩𝗢 𝗗𝗔 𝗦𝗖𝗘𝗥𝗜𝗙𝗙𝗢. 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗖𝗢𝗡 𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗟𝗧𝗨𝗥𝗔, 𝗟𝗔 𝗙𝗢𝗥𝗠𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗟𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘!

𝘾𝘼𝙉𝘿𝙀 – 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨 𝘼𝙘𝙩𝙞𝙤𝙣 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙀𝙙𝙞𝙡𝙞𝙯𝙞𝙖



𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗕𝗢𝗡𝗨𝗦 𝗘 “𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗦𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗧𝗜”𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘': 𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗛𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔𝗧𝗢 𝟭𝟯𝟬 𝗠𝗟𝗗 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜 𝗜𝗡 𝗡𝗘𝗥𝗢Da anni agli italiani viene r...
11/10/2026

𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗕𝗢𝗡𝗨𝗦 𝗘 “𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜 𝗦𝗙𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗧𝗜”
𝗘𝗖𝗖𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘': 𝗟𝗢 𝗦𝗧𝗔𝗧𝗢 𝗛𝗔 𝗣𝗔𝗚𝗔𝗧𝗢 𝟭𝟯𝟬 𝗠𝗟𝗗 𝗗𝗜 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗜 𝗜𝗡 𝗡𝗘𝗥𝗢

Da anni agli italiani viene raccontato quanto sarebbe “costato” il Superbonus: oltre 100 miliardi, 130 miliardi, fino ad arrivare nel dibattito politico a cifre vicine ai 200 miliardi sommando misure diverse.
Ma fermiamoci un momento.

𝗤𝘂𝗲𝗶 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗶 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶 𝗶𝗻 𝗻𝗲𝗿𝗼?

Pare di No. Dunque qualcuno ha fatturato

E quel qualcuno avrà prodotto IVA, redditi d'impresa e di lavoro, IRPEF, IRES, contributi INPS e INAIL e ulteriore gettito lungo tutta la filiera, oppure NO?

Stando agli studi e alle analisi richiamati negli atti parlamentari o acquisiti dalle Commissioni della Camera dei Deputati, ci risulta che:

1. 𝗔𝗡𝗖𝗘 – Ritorno fiscale e contributivo del 47%.
Lo studio dell'11 luglio 2022 stima che il 47% del costo lordo possa ritornare allo Stato attraverso IVA, IRPEF, IRES, INPS e INAIL. Il modello è basato su un capitolato edilizio standard.

2. 𝗖𝗥𝗘𝗦𝗠𝗘 – Ritorno fiscale e contributivo del 34%.
Su 60,5 miliardi di detrazioni, CRESME stima 20,4 miliardi di entrate fiscali e contributive, escludendo alcune componenti aggiuntive del gettito.

3. 𝗖𝗘𝗡𝗦𝗜𝗦 – Ritorno fiscale stimato di 42,8 miliardi.
Su 60,5 miliardi di detrazioni considerate, lo studio del novembre 2022 stima 42,8 miliardi di gettito fiscale, equivalenti a circa il 70,7%.

4. 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗜𝗻𝗴𝗲𝗴𝗻𝗲𝗿𝗶 (CNI) – 32,4 miliardi di gettito.
A fronte di 97,9 miliardi di detrazioni, il Centro Studi CNI stima 32,4 miliardi di gettito fiscale, pari a circa il 33%.

5. 𝗖𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗡𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼𝗿𝗶 𝗖𝗼𝗺𝗺𝗲𝗿𝗰𝗶𝗮𝗹𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝗱𝗲𝗴𝗹𝗶 𝗘𝘀𝗽𝗲𝗿𝘁𝗶 𝗖𝗼𝗻𝘁𝗮𝗯𝗶𝗹𝗶 (CNDCEC) – Ritorno fiscale del 38%.
Uno studio realizzato con la Fondazione Nazionale dei Commercialisti stima circa 37 miliardi di gettito aggiuntivo, a fronte di poco più di 97 miliardi di costo lordo considerato. Il costo netto teorico scenderebbe a circa 60 miliardi.

6. 𝗡𝗢𝗠𝗜𝗦𝗠𝗔 – Impatto economico complessivo di 195,2 miliardi.
A fronte di 71,8 miliardi di costo pubblico considerato nello studio del febbraio 2023, Nomisma stima 195,2 miliardi di produzione economica attivata, tra effetti diretti, indiretti e indotti

𝗣𝗼𝘀𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗲𝗳𝗶𝗻𝗶𝗿𝗹𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗙𝗔𝗭𝗜𝗢𝗦𝗜?

Allora nasce una domanda piuttosto ovvia:
tra stime fiscali ed impatto economico, siamo dinanzi a 6 figure scientifiche FAZIOSE oppure agli italiani viene continuamente raccontato il costo lordo del Superbonus, mentre quasi nessuno racconta con la stessa insistenza quanto di quella enorme massa di denaro sia rientrato nelle casse pubbliche sotto forma di imposte e contributi?

Ma soprattutto vogliamo sapere in Bilancio: quanto è rientrato realmente, come è stato contabilizzato e quale destinazione ha avuto all'interno delle entrate dello Stato? Dove ritroviamo oggi, nei conti pubblici, il gettito prodotto da quella straordinaria massa di lavori fatturati?

Il dubbio è legittimo: rappresentare tutto il Superbonus esclusivamente con il segno meno ha consentito contemporaneamente allo Stato di incassarne il gettito senza che quel gettito avesse lo stesso peso nel racconto pubblico.

Questo non vuole dire che il Superbonus sia stato a costo zero, significa però una cosa molto diversa: 𝟭𝟯𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁𝗼 𝗱'𝗶𝗺𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝗾𝘂𝗶𝘃𝗮𝗹𝗴𝗼𝗻𝗼 𝗮𝘂𝘁𝗼𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗮 𝟭𝟯𝟬 𝗺𝗶𝗹𝗶𝗮𝗿𝗱𝗶 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗼 𝗲𝗰𝗼𝗻𝗼𝗺𝗶𝗰𝗼 𝗻𝗲𝘁𝘁𝗼, 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗶𝗹 𝗡𝗘𝗥𝗢!

Allora, prima di ripetere ancora che il Superbonus ha “sfasciato i conti”, qualcuno dovrebbe finalmente presentare agli italiani non uno, ma due numeri:
quanto è uscito e quanto è rientrato.
Del secondo, spiegare anche come è stato contabilizzato e utilizzato.

La cosa più sorprendente di questa drammatica vicenda è che, ancora oggi, siano soprattutto gli addetti ai lavori a insistere sulla necessità di un rendiconto completo, mentre dalle opposizioni non emerge con sufficiente forza una richiesta unitaria al Governo di rendere pubblici questi dati.

Perciò, continuiamo pure a mostrare soltanto il primo aspetto delle Superbonus, nascondendo ai cittadini gli effetti sull'economia del paese, sulle famiglie e sull'ambiente, ma evitiamo di chiamarlo Bilancio = bilancia.

𝘾𝘼𝙉𝘿𝙀 – 𝘾𝙡𝙖𝙨𝙨 𝘼𝙘𝙩𝙞𝙤𝙣 𝙉𝙖𝙯𝙞𝙤𝙣𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡'𝙀𝙙𝙞𝙡𝙞𝙯𝙞𝙖

Indirizzo

Via Olindo Guerrini, 18/20
Rome
00137

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 13:00
15:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 13:00

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