06/09/2026
600 metri di luce. Ma non su un ponte sospeso: su un ponte ad arco. È questo il numero che rende il Tian’e Longtan Bridge, in Cina, un’opera straordinaria.
Il grande ponte del Guangxi ha una campata ad arco di 600 metri, nuovo record mondiale per questa tipologia di ponte in calcestruzzo. Il precedente primato era di 445 metri: in un solo salto, la Cina ha aumentato la massima luce raggiunta di circa il 35%, lo stesso incremento che avrà Messina rispetto al record attuale (2300 metri).
E qui bisogna fare attenzione a non lasciarsi ingannare dai numeri. Un ponte sospeso può ormai superare i 2.000 metri di campata senza problemi e il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina punta a 3.300. Ma il ponte sospeso nasce, per sua natura strutturale, per affrontare luci gigantesche: l’impalcato viene sostenuto dai cavi principali, che lavorano a trazione e trasferiscono le forze alle torri e agli ancoraggi.
Un grande arco funziona in maniera diversa. Portare un arco a 600 metri di luce significa governare masse enormi, compressioni elevatissime, deformazioni, instabilità e una fase costruttiva delicata, durante la quale la struttura deve diventare capace di sostenere sé stessa. Nel Tian’e Longtan, il solo peso proprio rappresenta il 95% del carico della struttura. Per Messina siamo al 78%. Quindi quei 600 metri sono persino più impressionanti di una campata sospesa lunga chilometri.
Ed è difficile ignorare ciò che sta accadendo in Cina. Nel campo dei grandi ponti, il Paese è diventato uno dei principali laboratori ingegneristici del pianeta. Non si limita a ba***re record di lunghezza: sperimenta nuove tecniche costruttive, porta tipologie tradizionali verso scale mai raggiunte e realizza contemporaneamente un numero impressionante di infrastrutture estreme.
E mentre il Tian’e Longtan ha portato l’arco nell’era dei 600 metri, sul delta del Fiume delle Perle sta nascendo un altro gigante: lo Shiziyang Bridge. Avrà una campata sospesa di 2200 metri, inferiore ai 3.300 metri previsti per Messina, ma dovrà sostenere un gigantesco impalcato reticolare in acciaio a due livelli, alto 13,5 metri e destinato a 16 corsie stradali. I suoi due cavi principali avranno un diametro di 1,5 metri, contro gli 1,26 metri dei quattro cavi previsti per il Ponte sullo Stretto. È un progetto che spinge verso il limite una filosofia strutturale diversa: meno luce rispetto a Messina, ma masse, capacità di traffico e dimensioni degli elementi portanti drasticamente superiori. Molto più complesso ed estremo.
Per molto tempo l’Europa ha fatto scuola nell’ingegneria delle grandi infrastrutture. Oggi una parte importante della frontiera tecnologica dei ponti si è spostata verso l’Asia, e soprattutto verso la Cina. Il Ponte sullo Stretto rappresenta molto più di un collegamento tra Sicilia e continente. Potrebbe diventare l’occasione per dimostrare che anche l’Europa è ancora capace di progettare e costruire infrastrutture spettacolari.