Altvelox Tutela Utenti Strada

Altvelox Tutela Utenti Strada ALTVELOX Associazione Nazionale Tutela Utenti della Strada - C.F.93064060259 REG.35 Serie 3

ALTVELOX ASSOCIAZIONE TUTELA UTENTI DELLA STRADA è una organizzazione NO PROFIT di natura Tecnico Legale, specializzata nella Sicurezza Stradale e Prevenzione degli incidenti. Questo portale nasce per volontà di un comitato spontaneo di cittadini senza scopo di lucro che credono nella legalità e la rispettano. ALTVELOX è stata pensata per coadiuvare efficacemente gli utenti stradali mediante assis

tenza diretta qualificata con specifica titolarità sulle apparecchiature elettroniche di misurazione (autovelox - tutor - etilometri). RISPETTA SEMPRE IL CODICE DELLA STRADA E PRESTA SEMPRE LA MASSIMA ATTENZIONE MENTRE SEI ALLA GUIDA. RICORDA CHE LA TUA IMPRUDENZA POTREBBE COSTARE MOLTO CARO AGLI ALTRI E A TE STESSO.

Migliaia di telefonate e percentuali precise, ma i dati restano senza risposta: ALTVELOX porta il caso Antenna Tre all’A...
05/09/2026

Migliaia di telefonate e percentuali precise, ma i dati restano senza risposta: ALTVELOX porta il caso Antenna Tre all’Autorità giudiziaria.

Dire in televisione che sono arrivate “migliaia di telefonate” è semplice. Comunicare un risultato preciso al decimale, con il 57,7 per cento favorevole e il 42,3 per cento contrario, lo è altrettanto. Molto meno semplice, a quanto pare, è spiegare quante fossero realmente quelle telefonate, quanti voti siano stati considerati validi e attraverso quale sistema siano state ottenute quelle percentuali.

Dopo quasi due mesi di richieste rimaste senza risposta da parte dell’emittente, ALTVELOX chiude ogni ulteriore interlocuzione e procede con la trasmissione della vicenda all’Autorità giudiziaria.

Dire in televisione che sono arrivate “migliaia di telefonate” è semplice. Comunicare un risultato preciso al decimale, con il 57,7 per cento favorevole e il 42,3 per cento contrario, lo è altrettanto

AUTOVELOX IL DIRIGENTE MIT PARLA AL FORUM DI EGAF E COMPARE COME AUTORE DEL LIBRO. MA SUGLI ATTI ALZA UN MURO. ALTVELOX ...
05/09/2026

AUTOVELOX IL DIRIGENTE MIT PARLA AL FORUM DI EGAF E COMPARE COME AUTORE DEL LIBRO. MA SUGLI ATTI ALZA UN MURO.

ALTVELOX aveva chiesto di chiarire in quale veste l’ing. Valentino Iurato, dirigente del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e responsabile dell’ufficio competente in materia di circolazione stradale e omologazione dei dispositivi di controllo, avesse partecipato al Forum organizzato da EGAF sul nuovo decreto autovelox.

Una domanda resa ancora più rilevante dal fatto che lo stesso dirigente risultava indicato dalla stessa società privata come coordinatore e autore del volume “Velox: disciplina 2026”, pubblicazione dedicata proprio alla materia rientrante nelle competenze dell’ufficio da lui diretto e promossa commercialmente dallo stesso editore.

Un dirigente pubblico può certamente partecipare a incontri scientifici e svolgere attività editoriale nei limiti consentiti dall’ordinamento. Nessuno sostiene il contrario. Ma quando quel dirigente dirige proprio l’ufficio competente sulla materia discussa, viene presentato attraverso la sua qualifica ministeriale e interviene sull’interpretazione di una disciplina appena adottata dal Ministero, chiedere di conoscere dove finisca l’attività istituzionale e dove inizi quella personale non appare una curiosità privata.

È una questione di trasparenza. Una trasparenza che non può funzionare a intermittenza, accesa quando l’Amministrazione parla e spenta quando il cittadino chiede di vedere gli atti che consentirebbero di verificare quanto viene affermato.

Per questo ALTVELOX impugnerà il diniego davanti alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e presenterà un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, affinché venga valutata, sulla base degli atti e senza anticipare alcuna conclusione, la correttezza della gestione della vicenda e delle determinazioni assunte dal Ministero.

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Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Palazzo Chigi - Presidenza del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini Giorgia Meloni ANSA.it

TRIBANO, IL SINDACO DICE: “I DATI LI HA RACCOLTI IL VIGILE APPONENDO LA MIA FIRMA DIGITALE”. MA CHI LI HA CONTROLLATI?Le...
05/09/2026

TRIBANO, IL SINDACO DICE: “I DATI LI HA RACCOLTI IL VIGILE APPONENDO LA MIA FIRMA DIGITALE”. MA CHI LI HA CONTROLLATI?

Le dichiarazioni del sindaco Massimo Cavazzana aprono più domande di quante ne chiudano. Sostiene di non avere raccolto i dati sugli incidenti, di non avere visto il documento inviato alla Prefettura e che la propria firma digitale sarebbe stata apposta senza che ne conoscesse il contenuto.

ALTVELOX presenterà una nuova denuncia alla Procura di Padova chiedendo di verificare anche questo aspetto. Perché una firma digitale riconducibile al sindaco non può essere trattata come un semplice timbro d’ufficio.

Ma il punto più grave è un altro. Anche ammettendo che i dati siano stati raccolti da un vigile, qualcuno doveva verificarli prima di autorizzare l’autovelox. Il procedimento richiede di valutare incidentalità, dinamiche dei sinistri e loro eventuale collegamento con la velocità. Non basta ricevere una tabella dal Comune.

È stato fatto dalla Prefettura? È stato fatto dalla Polizia Stradale che ha partecipato all’istruttoria tecnica? Sono state esaminate le dinamiche reali degli incidenti? Oppure si possono mettere dei numeri preferiti su un foglio e va tutto bene?

IL DEJAVU
La vicenda ricorda da vicino Cadoneghe, dove una prima comunicazione della polizia locale parlava di 36 incidenti, 26 feriti e nessun morto, poi dopo una richiesta di integrazione della prefetura di padova i dati salirono a 68 incidenti e 65 feriti. Anche lì, quando esplose il caso, le responsabilità vennero scaricate sugli uffici e sul comandante Giampaolo Moro della Polizia Locale mancato qualche mese dopo.

Due vicende diverse, ma una domanda identica: chi ha autorizzato ha realmente verificato ciò che gli veniva trasmesso?

Per ALTVELOX la verifica deve riguardare tutta la filiera amministrativa, non soltanto il vigile che ha materialmente raccolto i numeri.

🟥🟥🟥 SAN DONÀ DI PIAVE. APPARTAMENTO CONFISCATO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CONCESSO ALLA GUARDIA DI FINANZA A CANONE AG...
05/09/2026

🟥🟥🟥 SAN DONÀ DI PIAVE. APPARTAMENTO CONFISCATO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CONCESSO ALLA GUARDIA DI FINANZA A CANONE AGEVOLATO.

Mancano pochi giorni alla scadenza dei termini entro i quali attendiamo un riscontro della Guardia di Finanza ai nostri esposti. Nel frattempo arriva una comunicazione che non passa inosservata.

L’Ufficio del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso all’Ufficio di Gabinetto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, “per gli eventuali seguiti di competenza”, la segnalazione di ALTVELOX sui rapporti istituzionali e patrimoniali tra il Comune di San Donà di Piave e la Guardia di Finanza.

La questione è semplice. ALTVELOX aveva già investito la Guardia di Finanza di esposti riguardanti proprio il Comune di San Donà, la gestione degli autovelox, i proventi delle sanzioni e i relativi rapporti economici.

Successivamente abbiamo appreso che un appartamento confiscato alla criminalità organizzata e trasferito al patrimonio comunale sarebbe stato concesso alla Guardia di Finanza a canone agevolato quale alloggio di servizio. Secondo quanto pubblicamente comunicato, l’accordo è maturato dopo mesi di confronto tra Comune, Guardia di Finanza e Agenzia del Demanio.

Non contestiamo la destinazione dell’immobile. Poniamo una domanda diversa: quando il Corpo è chiamato a verificare proprio l’Amministrazione con la quale intrattiene contemporaneamente un rapporto patrimoniale, come viene garantita anche all’esterno la piena percezione di terzietà?

Qualcuno, intanto, sta ascoltando. La prossima settimana porteremo gli stessi atti alla Procura della Repubblica di Venezia, chiedendo che sia l’Autorità giudiziaria a valutare autonomamente la vicenda e ogni eventuale profilo di propria competenza.

ALTVELOX continuerà a documentare, segnalare e chiedere risposte. Anche quando certe domande risultano evidentemente scomode.

04/09/2026

🟥🟥🟥 IL SINDACO DI TRIBANO DICE DI NON CONOSCERE I DATI SUGLI INCIDENTI E DI NON AVER FIRMATO NULLA. MA LA PROCEDURA PER L’AUTOVELOX DICE ALTRO.

La normativa è piuttosto chiara.

La Direttiva del Ministero dell’Interno del 21 luglio 2017, già vigente quando nel 2021 partì l’iter di Tribano, stabilisce che il procedimento prefettizio viene avviato d’ufficio oppure su richiesta dell’organo di polizia stradale competente per territorio. Quella richiesta deve essere accompagnata dal parere dell’ente proprietario o gestore della strada e deve indicare, tra le prime cose, la gravità degli incidenti verificatisi nell’ultimo quinquennio.

L’articolo 4 del D.L. 121/2002 prevede poi che il Prefetto decida sentiti gli organi di polizia stradale e acquisito il conforme parere dell’ente proprietario della strada, tenendo conto proprio del tasso di incidentalità.

Quindi qualcuno del Comune ha chiesto il tratto, qualcuno ha fornito i dati sugli incidenti e qualcuno ha chiesto a Veneto Strade il necessario parere sulla SR 104.

Ma c’è di più. Leggete cosa abbiamo trovato.

La Piazza, il 6 marzo 2024, riportava che la Prefettura aveva ritenuto insufficienti i primi dati e aveva chiesto un’integrazione e che «il sindaco, con propria lettera firmata digitalmente», aveva trasmesso i dati 2016-2020, indicandoli in 22 incidenti, zero morti e 35 feriti.

Ma già nel febbraio 2024 la stampa riportava che, dopo una richiesta di integrazione della Prefettura, sarebbe stato proprio il sindaco Massimo Cavazzana a trasmettere con una lettera firmata digitalmente i dati di 22 incidenti, zero morti e 35 feriti nel quinquennio 2016-2020. All’epoca il sindaco non rispondeva di non aver firmato nulla. Diceva invece che i numeri erano stati elaborati dai tecnici.

E nel suo stesso sito, nell’ottobre 2023, il sindaco rivendicava pubblicamente l’attività della propria amministrazione sulla SR 104, parlando degli incidenti verificatisi negli anni, dei ripetuti solleciti alle autorità e della decisione degli amministratori di intervenire su quel tratto.

Naturalmente sarà il giudice a stabilire eventuali responsabilità penali. Ma sul piano degli atti e delle dichiarazioni pubbliche una cosa possiamo già chiederla: chi ha presentato materialmente la richiesta alla Prefettura? Chi l’ha sottoscritta? Chi ha chiesto il parere a Veneto Strade? Chi ha trasmesso l’integrazione con i 22 incidenti e 35 feriti?

Perché prima di raccontare che nessuno sapeva e nessuno firmava, sarebbe forse il caso di ti**re fuori l’intero fascicolo amministrativo.

🟥🟥🟥 SAN DONÀ DI PIAVE. APPARTAMENTO CONFISCATO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CONCESSO ALLA GUARDIA DI FINANZA A CANONE AG...
04/09/2026

🟥🟥🟥 SAN DONÀ DI PIAVE. APPARTAMENTO CONFISCATO ALLA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA CONCESSO ALLA GUARDIA DI FINANZA A CANONE AGEVOLATO.

Mancano pochi giorni alla scadenza dei termini entro i quali attendiamo un riscontro della Guardia di Finanza ai nostri esposti. Nel frattempo arriva una comunicazione che non passa inosservata.

L’Ufficio del Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha trasmesso all’Ufficio di Gabinetto del Ministro dell’Economia e delle Finanze, “per gli eventuali seguiti di competenza”, la segnalazione di ALTVELOX sui rapporti istituzionali e patrimoniali tra il Comune di San Donà di Piave e la Guardia di Finanza.

La questione è semplice. ALTVELOX aveva già investito la Guardia di Finanza di esposti riguardanti proprio il Comune di San Donà, la gestione degli autovelox, i proventi delle sanzioni e i relativi rapporti economici.

Successivamente abbiamo appreso che un appartamento confiscato alla criminalità organizzata e trasferito al patrimonio comunale sarebbe stato concesso alla Guardia di Finanza a canone agevolato quale alloggio di servizio. Secondo quanto pubblicamente comunicato, l’accordo è maturato dopo mesi di confronto tra Comune, Guardia di Finanza e Agenzia del Demanio.

Non contestiamo la destinazione dell’immobile. Poniamo una domanda diversa: quando il Corpo è chiamato a verificare proprio l’Amministrazione con la quale intrattiene contemporaneamente un rapporto patrimoniale, come viene garantita anche all’esterno la piena percezione di terzietà?

Qualcuno, intanto, sta ascoltando. La prossima settimana porteremo gli stessi atti alla Procura della Repubblica di Venezia, chiedendo che sia l’Autorità giudiziaria a valutare autonomamente la vicenda e ogni eventuale profilo di propria competenza.

ALTVELOX continuerà a documentare, segnalare e chiedere risposte. Anche quando certe domande risultano evidentemente scomode.

ANSA.it

04/09/2026

NEL MARZO SCORSO ABBIAMO CHIESTO A TUTTI I PREFETTI DEL VENETO DI SOSPENDERE I DECRETI AUTOVELOX E DI VERIFICARE DAVVERO I PRESUPPOSTI CON CUI ERANO STATI AUTORIZZATI.

Incidenti, feriti, caratteristiche delle strade, istruttorie, documentazione dei Comuni. Non chiedevamo nulla di straordinario: chiedevamo semplicemente di controllare se ciò che veniva dichiarato per giustificare una postazione corrispondesse alla realtà.

Le risposte furono sostanzialmente tutte negative. Nessuna sospensione generalizzata, nessuna revisione trasparente degli atti che avevamo contestato. Da quelle vicende sono poi nate nostre denunce nelle quali abbiamo chiesto alla magistratura di verificare omissioni, eventuali falsità documentali e possibili profili di truffa.

Oggi, 4 settembre 2026, scopriamo che la Procura di Padova ha chiesto il rinvio a giudizio del sindaco di Tribano Massimo Cavazzana, vicepresidente nazionale ANCI, contestandogli un presunto falso proprio sui dati degli incidenti utilizzati nell’iter per ottenere l’autorizzazione di un autovelox.

Secondo quanto riportato dalla stampa, il Comune avrebbe indicato 22 incidenti e 35 feriti nel quinquennio 2016-2020, mentre i dati acquisiti dall’opposizione presso la Regione Veneto avrebbero restituito 10 incidenti e 19 feriti. Naturalmente sarà il giudice a stabilire responsabilità e fatti. Ma una domanda oggi diventa inevitabile.

Quando chiedeva ai di controllare seriamente i dati prima di consentire l’utilizzo degli autovelox, stavamo davvero sollevando questioni prive di fondamento?

Perché a Cadoneghe avevamo già documentato e denunciato una vicenda nella quale i numeri sull’incidentalità risultavano, sulla base degli atti acquisiti, ben diversi da quelli utilizzati nella narrazione pubblica sulla pericolosità della strada. Quella denuncia non ha prodotto, per quanto a nostra conoscenza, sviluppi concreti paragonabili a quelli che oggi emergono per Tribano.

Il problema quindi non è un singolo sindaco e non è nemmeno un singolo autovelox.

Il problema è capire quanti decreti prefettizi siano stati adottati sulla base di dati realmente verificati e quanti, invece, abbiano recepito quanto trasmesso dagli enti locali senza un controllo sostanziale sulla correttezza dei presupposti dichiarati.

Per anni ci hanno spiegato che tutto veniva fatto in nome della sicurezza stradale.

Adesso vogliamo vedere i numeri. Quelli veri.

🟥🟥🟥 Autovelox Padova: A marzo ALTVELOX chiese al prefetto la sospensione delle autorizzazioni per una verifica.Dati real...
04/09/2026

🟥🟥🟥 Autovelox Padova: A marzo ALTVELOX chiese al prefetto la sospensione delle autorizzazioni per una verifica.

Dati reali sull’incidentalità, omologazione dei dispositivi e sopratutto caratteristiche delle strade: l’Associazione aveva chiesto di verificare documentalmente i presupposti delle postazioni. La Prefettura confermò invece integralmente il proprio operato.

Secondo quanto risulta ad ALTVELOX, salvo diversa risultanza dagli atti della Procura, anche questa denuncia sarebbe poi confluita nelle archiviazioni disposte a Padova nel mese di luglio.

E oggi si scopre che proprio nel Padovano un sindaco avrebbe indicato dati sugli incidenti non corrispondenti a quelli effettivi per ottenere l’installazione di un autovelox, vicenda sulla quale, secondo quanto riportato dagli organi di informazione, è stato chiesto il processo. Sarà naturalmente l’Autorità giudiziaria ad accertare fatti e responsabilità, ma il dato politico e amministrativo resta difficile da ignorare: mesi prima aveva chiesto alla Prefettura di Padova esattamente questo, cioè di verificare con documenti alla mano se l’incidentalità dichiarata per giustificare le postazioni fosse reale, riferibile al quinquennio previsto e soprattutto collegata alla velocità quale causa o concausa. La risposta fu che la Prefettura aveva svolto una «attenta attività di verifica».

Oggi, alla luce di quanto sta emergendo, quella verifica merita ancora più di prima di essere resa trasparente e controllabile, tratto per tratto. Perché quando l’incidentalità diventa il presupposto per autorizzare un autovelox, i numeri non possono essere una formula da inserire in una relazione: devono essere veri, documentati e verificabili.

Online i documenti

ANSA.it Viminale - Ministero dell'Interno Palazzo Chigi - Presidenza del Consiglio dei Ministri Polizia di Stato Guardia di Finanza Giorgia Meloni Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Dati reali sull’incidentalità, omologazione dei dispositivi e sopratutto caratteristiche delle strade: l’Associazione aveva chiesto di verificare documentalmente i presupposti delle postazioni. La Prefettura confermò invece integralmente il proprio operato. Secondo quanto risulta ad ALTVELOX, ...

SECONDO ATTO: DA 68 INCIDENTI A 37. POI, CON I DATI ALLA MANO, MENO DI 5 IN CINQUE ANNI E NESSUN DECEDUTO.A Cadoneghe la...
04/09/2026

SECONDO ATTO: DA 68 INCIDENTI A 37. POI, CON I DATI ALLA MANO, MENO DI 5 IN CINQUE ANNI E NESSUN DECEDUTO.

A Cadoneghe la vicenda dell’autovelox era sempre più interessante man mano che si passava dalle dichiarazioni del sindaco ai documenti.

Prima si parlava di 68 incidenti. Poi il numero è sceso a 37. Quando ALTVELOX ha chiesto di verificare concretamente i dati, distinguendo il tratto interessato dall’autovelox dal resto della viabilità, il quadro si è ridimensionato ancora: dai dati acquisiti risultavano meno di 5 incidenti nell’arco di cinque anni sul tratto interessato.

E c’è un altro particolare che merita attenzione. Nel racconto pubblico era stato richiamato anche il tema delle vittime, ma dalla documentazione che abbiamo potuto esaminare non sono mai risultati per fortuna, sul tratto preso a riferimento per l’installazione, i decessi annunciati come elemento a sostegno della necessità del dispositivo.

È proprio per questo che ALTVELOX insiste da tempo su una questione molto semplice: quando si invoca la sicurezza stradale per giustificare un autovelox, i numeri devono essere precisi, riferiti a quel tratto di strada e verificabili.

Perché tra 68 incidenti, 37 incidenti e meno di 5 in cinque anni non c’è una differenza di interpretazione. C’è una differenza enorme nei dati.

La sicurezza stradale merita serietà. E i cittadini meritano numeri documentati, non cifre che cambiano ogni volta che qualcuno chiede di vedere le carte.

Oggi analoga questione sembra accadere a Tribano vedremo cosa ci diranno le indagini ma a Cadoneghe è stato tutto archiviato.

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Tanto clamore per il caso del Sindaco di Tribano, finito al centro dell’attenzione per una presunta attestazione di un n...
04/09/2026

Tanto clamore per il caso del Sindaco di Tribano, finito al centro dell’attenzione per una presunta attestazione di un numero di incidenti superiore a quello effettivamente verificatosi, circostanza che sarebbe stata rilevante ai fini dell’installazione dell’autovelox.

Se i fatti verranno confermati, per ALTVELOX non rappresenterebbero purtroppo una novità.

A pochi chilometri di distanza, a Cadoneghe, già due anni fa avevamo documentato una vicenda nella quale i dati sull’incidentalità posti a fondamento delle valutazioni relative all’autovelox non coincidevano con quelli che risultavano dagli atti acquisiti dall’Associazione. La differenza non era marginale e proprio per questo tutto venne raccolto, documentato e trasmesso alla Procura della Repubblica di Padova.

Quel procedimento è stato successivamente archiviato.

Ed è qui che la vicenda assume un significato particolare: salvo smentita o diversa risultanza documentale, il Pubblico Ministero che trattò quella nostra denuncia sarebbe lo stesso magistrato che oggi risulta procedere nell’indagine che coinvolge il Sindaco di Tribano, Vice Presidente nazionale di ANCI.

Non anticipiamo giudizi sulla vicenda di Tribano e sarà l’indagine a stabilire cosa sia realmente accaduto. Ma una domanda è inevitabile: se oggi l’eventuale alterazione o rappresentazione non corretta dei dati sugli incidenti viene considerata meritevole di approfondimento investigativo, perché quanto documentato da ALTVELOX a Cadoneghe non portò allo stesso risultato?

Gli autovelox cambiano Comune. I dati cambiano. Le Procure, a volte, anche il metro con cui quei dati vengono considerati.

ALTVELOX conserva gli atti. Ed è proprio per questo che certe vicende, anche dopo un’archiviazione, meritano di essere ricordate.



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