26/05/2026
Cani che lavorano con l’uomo.
Parliamone.
Su social e giornali ogni tanto qualcuno se ne esce con la storia dello sfruttamento dei cani.
Cinofili, influencer, giornalisti. E attenzione: spesso dentro questi discorsi ci sono anche tante assolute verità. Ed è proprio questo che rende il tutto ancora più pericoloso, perché quando si prendono pezzi di realtà e li si trasforma in slogan, la disinformazione tra le persone corre velocissima.
Ogni tanto spunta il reel di turno che mette dentro tutto: cani da caccia, cani sportivi, cani da pet therapy, cani da lavoro in generale. Tutto uguale. Tutto sfruttamento. Tutto negativo.
Beh, grazie. Avete scoperto l’acqua calda.
In qualsiasi ambito che riguarda la relazione tra esseri umani e cani esistono situazioni terribili, errori, ignoranza, coercizione, superficialità e sfruttamento. Ma esiste anche uno sfruttamento emotivo enorme di cui si parla pochissimo.
Ci sono cani di famiglia che vivono malissimo perché non sono realmente conosciuti, capiti o apprezzati. Ci sono cani che passano la vita a fare p**ì sulle traversine perché troppo piccoli per essere considerati cani veri. Ci sono cani che vivono frustrati perché le loro motivazioni non vengono mai riconosciute. E questo è sfruttamento tanto quanto altro.
Poi certo, ci sono cani da lavoro addestrati male e in maniera coercitiva. Ci sono cani che passano troppo tempo nei kennel aspettando di fare sport. Ci sono cani usati male nella pet therapy. Ci sono cani relegati nei cortili o nei serragli per mesi per poi andare a lavorare qualche settimana all’anno.
Siamo d’accordo.
Ma il problema è quando si fa quella classica macedonia social dove tutto diventa automaticamente abuso, tutto diventa sfruttamento e chiunque viva col cane in modo diverso dalla propria visione diventa il nemico.
Perché non è vero che è tutto così.
Esistono anche cani che lavorano bene, con entusiasmo, con competenza, con una relazione forte e cooperativa con l’essere umano. Esistono persone preparate, attività fatte con criterio, sport vissuti bene, percorsi seri di pet therapy, regolamentatii attraverso gli IAA ,
Persino l’attività venatoria può essere vissuta in modo corretto ( per il cane) e cani di famiglia che fanno finalmente una vita degna di essere chiamata vita.
Il problema è che chi ha un importante potere mediatico dovrebbe stare molto più attento a spiegare bene le cose. Perché se semplifichi tutto per fare il reel perfetto o la frase a effetto, poi la gente finisce davvero per credere che il mondo del cane sia soltanto un enorme sistema di sfruttamento.
E quella non è divulgazione. È semplificazione emotiva.