14/10/2026
Monica Vitti aveva una voce roca, una risata contagiosa, un talento comico straordinario e una certa difficoltà a comportarsi come ci si aspettava da una donna nel cinema italiano degli anni Sessanta, dove le attrici potevano certamente avere una personalità, purché non interferisse troppo con le fantasie maschili.
Lei, fortunatamente, aveva altri programmi!
Con Michelangelo Antonioni diventò il volto dell’incomunicabilità, quella parola meravigliosa con cui gli intellettuali cercavano di spiegare perché le persone continuassero a innamorarsi senza riuscire a capirsi. Interpretava donne inquiethe, contraddittorie, circondate da uomini che, pur avendo tutto sotto controllo, non sembravano stare molto meglio.
Poi, nel 1968, con La ragazza con la pi***la, arrivò la commedia all’italiana, dove gli uomini potevano essere ridicoli, nevrotici e irresistibili, mentre alle donne spettava il compito di essere belle e possibilmente poco ingombranti. Monica, invece, faceva smorfie, urlava, inciampava, si arrabbiava e si prendeva tutto lo spazio che le serviva.
Ma perché un uomo che fa lo stupido viene considerato un genio della comicità, mentre una donna che fa altrettanto rischia di essere giudicata poco elegante o semplicemente eccessiva?
Monica aveva compreso che essere prese sul serio non significava necessariamente comportarsi seriamente, e che si poteva essere intelligenti, sensuali, malinconiche e assolutamente ridicole nella stessa scena.
E oggi quanto siamo davvero cambiate? Possiamo essere ambiziose senza sembrare arroganti, spiritose senza dover essere graziose, arrabbiate senza essere definite isteriche, oppure abbiamo inventato modi più sofisticati per chiedere alle donne di risultare sempre piacevoli?
Monica non cercava di rendere simpatici tutti i suoi personaggi, né di giustificarne ogni contraddizione... Del resto, nessuno ha mai chiesto a Marcello Mastroianni di essere un modello di comportamento per meritarsi un posto nella storia del cinema.
E allora perché continuiamo a pretendere che le donne straordinarie siano anche esemplari?
In fondo, gli uomini possono permettersi di essere geni, ma alle donne chiediamo ancora di essere brave ragazze.