Associazione DONNEXSTRADA

Associazione DONNEXSTRADA Associazione Non Profit per la Sicurezza in Strada e contro la Violenza di Genere

🌟 Esprimiamo un bel desiderio! 🌟 La notte del 10 agosto è il momento perfetto per esprimere insieme un desiderio di resi...
10/08/2026

🌟 Esprimiamo un bel desiderio! 🌟

La notte del 10 agosto è il momento perfetto per esprimere insieme un desiderio di resistenza.

Esprimiamo desideri antifascisti ⚡️
Quale desiderio aggiungereste?
⚠️ qualsiasi desiderio di odio e discriminazione verrà colpito da una stella cadente inferocita 💫
Ciao a te! Sono Miky, Michela Negri 💥
- she/they - Sono una persona Non-binary, vegana, e lavoro come Illustratorə, Content Creator e S3x educator ✍️ 🎨 🧑‍🏫 
Sul mio profilo IG, con i miei disegni e le mie illustrazioni, mi occupo di divulgazione e attivismo, trattando diversi temi legati al femminismo intersezionale e alla comunità LGBTQIA+.

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Un dato ISTAT pubblicato recentemente stima che, nei giorni festivi, le donne abbiano in media 42 minuti di tempo libero...
04/08/2026

Un dato ISTAT pubblicato recentemente stima che, nei giorni festivi, le donne abbiano in media 42 minuti di tempo libero in meno rispetto agli uomini.

È una media, naturalmente: non tutte le famiglie funzionano allo stesso modo, non tutte le donne si occupano della cura e non tutti gli uomini se ne sottraggono,
ma le medie servono proprio a questo: a mostrarci qualcosa che, osservando soltanto le singole storie, rischiamo di non vedere.

Perché anche quando il lavoro si ferma, il lavoro domestico, quello di cura e soprattutto il carico mentale non vanno automaticamente in vacanza.

Immaginiamo una madre senza nonni, tate, babysitter o altre reti di supporto: quanto è davvero “libero” il suo tempo durante una vacanza? Chi pensa a cosa portare, cosa manca, quando mangiare, ai vestiti sporchi, alla crema solare, ai bisogni dei bambini, a quello che servirà domani?

La questione non è che gli uomini siano naturalmente meno portati alla cura. Per secoli abbiamo educato uomini e donne ad abitare il tempo in maniera diversa: alle donne è stato insegnato ad anticipare i bisogni degli altri, osservare, ricordare, organizzare; agli uomini è stato concesso più facilmente di considerare il proprio tempo libero davvero libero.

E queste abitudini culturali sopravvivono anche nelle coppie che si considerano paritarie, spesso senza che nessuno se ne accorga.

Per questo quei 42 minuti non sono soltanto 42 minuti. Ci ricordano che anche il diritto di spegnere il cervello, annoiarsi, leggere, dormire o guardare il mare senza pensare a cosa bisogna fare dopo è una forma di libertà.

La suddivisione equa del carico mentale è HOT🔥Il primo passo per arrivare ad una suddivisione equa è rendere VISIBILI qu...
03/08/2026

La suddivisione equa del carico mentale è HOT🔥

Il primo passo per arrivare ad una suddivisione equa è rendere VISIBILI questi compiti e validare la fatica di chi li sta compiendo. Di solito questo lavoro rimane invisibile perché fatto tra le mura di casa e non retribuito. Le donne svolgono ancora 2,5
volte in più il lavoro domestico e di cura.

La condivisione di questo carico migliora l’intimità perché :

⁃ Mantiene i livelli di cortisolo bassi, ormone che inibisce il desiderio
⁃ Ci fa uscire dalla modalità “caregiver” : Quando la madre deve coordinare tutto, fatica a percepirsi come donna e compagna, poiché la sua mente resta occupata da doveri e scadenze
⁃ Percezione di equità : Vedere il partner che si attiva spontaneamente aumenta la stima e l’attrazione nei suoi confronti.
⁃ Ritorno alla complicità : La coppia smette di funzionare come un’azienda (capo e dipendente) e torna a essere un team di pari, elemento fondamentale per (ri)connettersi su molteplici livelli.

Quest’estate scendete in campo insieme: meno ruoli rigidi, più passaggi vincenti.
Perché quando il carico si divide, la complicità si moltiplica. Siete una squadra, ricordatevelo & keep rocking 🔥

Per troppo tempo abbiamo raccontato i luoghi della notte soltanto attraverso ciò che può andare storto, ma una pista da ...
31/07/2026

Per troppo tempo abbiamo raccontato i luoghi della notte soltanto attraverso ciò che può andare storto, ma una pista da ballo, un concerto, un festival o un club sono anche il contrario della paura: sono spazi in cui persone sconosciute si incontrano, costruiscono comunità, scoprono musica, sperimentano identità e immaginano modi diversi di stare insieme.

È anche per questo che nasce Lei Ballerà, un progetto che abbiamo ideato e costruito insieme al Circolo Magnolia, nostro Punto Viola, Music Innovation Hub, Fondazione Libellula e Cooplotta.
Un’alleanza che nasce dalla convinzione che la cultura del clubbing non sia un problema da correggere, ma un patrimonio culturale da proteggere e rendere sempre più accessibile, consapevole e sicuro.

I luoghi della musica possono essere davvero spazi di libertà soltanto quando quella libertà appartiene a tuttə: quando il consenso è una cultura condivisa, quando chi attraversa una situazione di disagio sa di non essere solə, quando divertirsi non significa mai superare i confini di un’altra persona.

Il ricavato della serata sosterrà percorsi di educazione nelle scuole, il lavoro dei Centri Antiviolenza e la formazione di chi opera nei contesti culturali e notturni perché contrastare la violenza di genere significa anche prendersi cura dei luoghi in cui impariamo a stare insieme, trasformando gli spazi della cultura in luoghi in cui tuttə possano sentirsi liberə di esprimersi, incontrarsi e ballare senza paura.

Ci vediamo il 14 settembre al Circolo Magnolia per ballare e soprattutto per continuare a costruire una cultura della notte in cui libertà, cura e responsabilità possano esistere insieme.

Strade più sicure fuori, sppazi di cura dentro. Costruiamo tutto, insieme 💜
30/07/2026

Strade più sicure fuori, sppazi di cura dentro.
Costruiamo tutto, insieme 💜

Rebecca Solnit è una scrittrice, storica e attivista statunitense e da decenni racconta come il cambiamento sociale non ...
29/07/2026

Rebecca Solnit è una scrittrice, storica e attivista statunitense e da decenni racconta come il cambiamento sociale non nasca dall’inevitabilità della storia, ma dalle persone che decidono di immaginare qualcosa di diverso e di agire perché accada.

I suoi libri hanno ispirato movimenti femministi, ambientalisti e per i diritti civili in tutto il mondo, ricordandoci che il potere non appartiene solo a chi governa il presente, ma anche a chi riesce a immaginare il futuro.

In un tempo in cui ci viene spesso raccontato che “le cose sono sempre andate così” o che “non c’è alternativa”, questa frase è un invito a diffidare del fatalismo.
Ogni diritto che oggi consideriamo normale è stato, un tempo, un’idea giudicata impossibile.

Il futuro non è un luogo verso cui stiamo andando, è qualcosa che costruiamo, ogni giorno, con le nostre scelte, le nostre relazioni, il nostro coraggio e la nostra capacità di non smettere di immaginare.

🫰🏻🍃

Questa campagna per TINDER nasce da una domanda che ci accompagna da mesi: come si immaginano relazioni nuove?Siamo abit...
28/07/2026

Questa campagna per TINDER nasce da una domanda che ci accompagna da mesi: come si immaginano relazioni nuove?

Siamo abituatə a parlare di dating attraverso ciò che bisogna evitare: noi volevamo provare a fare il contrario: parlare di ciò che vale la pena cercare.

Perché le relazioni non cambiano soltanto imparando a riconoscere ciò che fa male, ma cambiano quando iniziamo a costruire un immaginario diverso. Quando consenso, rispetto, autenticità e libertà smettono di essere soltanto principi e diventano qualcosa di profondamente desiderabile.

Da questa idea è nato “L’estate è troppo corta per…”: una serie di piccoli promemoria contemporanei che non vogliono impartire lezioni, ma ricordarci che il nostro tempo è troppo prezioso per sprecarlo in dinamiche che ci fanno sentire meno liberə, meno ascoltatə, meno noi.

Anche ogni scelta estetica nasce dalla stessa intenzione. Un linguaggio pop, colori saturi, riferimenti editoriali dei primi anni Duemila, un tono leggero e immediato perché anche il modo in cui raccontiamo le relazioni contribuisce a immaginarle.

Il manifesto completo è su donnexstrada.org.

P.S. Questa campagna l’abbiamo realizzata con un solo incontro dal vivo, centinaia di messaggi su WhatsApp e nemmeno una call.
Diciamo che anche Rebecca e Bianca hanno fatto match.

Graphic design e art direction: Rebecca Venzi
Creative direction e copy: Bianca Hirata
In collaborazione con Tinder Italia e il team di comunicazione di Match Group

Siamo felici di lanciare questa campagna realizzata insieme a Tinder Italia.È un progetto su cui lavoriamo da mesi, nato...
23/07/2026

Siamo felici di lanciare questa campagna realizzata insieme a Tinder Italia.

È un progetto su cui lavoriamo da mesi, nato da una domanda semplice: perché quando parliamo di dating ci fermiamo quasi sempre su ciò che dobbiamo evitare e così poco su quello che vale la pena imparare a riconoscere?
Negli ultimi anni abbiamo dato un nome a tante dinamiche dolorose, ma riconoscerle non basta se poi nessuno ci aiuta a trasformare quella consapevolezza in una scelta.
Con questa campagna non volevamo costruire un altro elenco di allarmi, ma un piccolo manifesto di strumenti quotidiani. “L’estate è troppo corta per” è un invito a non normalizzare ciò che ci fa sentire meno liberə.

Piuttosto, a riconoscere quando una dinamica non ci rispetta, a sapere che non dobbiamo spiegare due volte un no né sentirci in dovere di restare né confondere il controllo con l’interesse.
Il cambiamento non passa solo dal riconoscere la violenza, ma dal rendere sempre più riconoscibili e desiderabili il consenso, il rispetto e la libertà di essere se stessə.
Speriamo che questa campagna apra conversazioni, offra strumenti e continui ad arricchirsi anche grazie ai vostri sguardi.

È così che immaginiamo il cambiamento, insieme.

Graphic design e art direction: Rebecca Venzi
Creative direction e copy: Bianca Hirata
In collaborazione con Tinder Italia e il team di comunicazione di Match Group

Quante energie spendiamo ogni giorno nel cercare di rendere accettabili le nostre scelte agli occhi degli altri? A volte...
21/07/2026

Quante energie spendiamo ogni giorno nel cercare di rendere accettabili le nostre scelte agli occhi degli altri?

A volte un semplice “no” sembra non bastare e sentiamo il bisogno di aggiungere spiegazioni, motivazioni, rassicurazioni.
Ma perché? Da dove nasce questa sensazione di dover dimostrare che un nostro limite sia “abbastanza valido”? In questo carosello proviamo a riflettere su quella sottile differenza tra spiegare e giustificarsi, e su come il timore del conflitto finisca spesso per allontanarci da ciò che proviamo davvero.
Perché imparare a mettere confini non significa essere meno gentili: significa costruire relazioni più sincere, in cui il rispetto non dipenda dalla quantità di giustificazioni che siamo in grado di fornire.

🫰🏻♥️

Tania Sperindio aveva 63 anni, era separata dall’ex marito da tre anni e il loro divorzio era stato definito da circa un...
17/07/2026

Tania Sperindio aveva 63 anni, era separata dall’ex marito da tre anni e il loro divorzio era stato definito da circa un anno.
Mercoledì si era recata nella casa dove l’uomo viveva ancora, a Mulazzano di Coriano, nel Riminese, per un sopralluogo legato alla futura vendita dell’immobile. Una volta rimasti soli, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’ex marito l’avrebbe uccisa colpendola più volte alla testa con un oggetto contundente.

È stato lui stesso, poco dopo, a chiamare il 112 confessando l’omicidio.
All’arrivo dei carabinieri è stato trovato accanto al corpo di Tania ed è stato fermato.
La coppia aveva due figli.
Le indagini sono ancora in corso e saranno gli accertamenti della Procura a ricostruire con precisione la dinamica dei fatti.

Ancora oggi, però, c’è chi sostiene che il femminicidio non esista e che si debba parlare soltanto di omicidio. Eppure il femminicidio non è una parola ideologica, ma il nome di un fenomeno sociale preciso: racconta le uccisioni di donne che maturano all’interno di dinamiche di controllo, possesso e violenza di genere.

Per questo è fondamentale che la società e la politica smettano di minimizzare il problema o di considerarlo una semplice successione di casi isolati.
Senza il riconoscimento della sua natura strutturale, continueremo a rincorrere le emergenze invece di investire davvero nella prevenzione, nell’educazione, nella protezione delle vittime e nel cambiamento culturale di cui il nostro Paese ha urgente bisogno.

Tania lascia la vita e la terra, che almeno questa ti sia lieve, un pensiero lungo e pieno d’affetto per te/

Indirizzo

Rome
00151

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